11° e 12° capitolo terminati; sono giunto quasi a ¾ del libro.
In un certo senso non vedo l’ora di vederlo stampato e con la sua copertina.
Devo tuttavia fare uno stop, non perché io non voglia più scriverlo, ma poiché questo è un periodo di estrema importanza per ( I Due Mondi ); è arrivato il momento infatti di mettere mano sul file .doc e in seguito trasformarlo in file .pdf.
Converrete con me che una tale mole di lavoro è pesantissima per una sola persona, dunque non avrò tempo da dedicare alla stesura del mio 4° libro, che ovviamente terminerò il prima possibile.
Or dunque: mercoledì inizierò il lavoro sul file e conto di terminarlo in tre settimane, poi la trasformazione in pdf e il consecutivo upload su di un hard disk virtuale nel web, per dare infine la possibilità a chiunque voglia leggerlo di scaricarlo in modo del tutto gratuito.
Mi auguro di riuscire a fare un gran bel lavoro …
Questo post è il 100° del blog ed è arrivato il momento di spiegare il perché gli ho dato il nome “Fantasy per adulti”.
In verità l’ho fatto senza pensare al suo significato, cosa che mi è stata fatta notare da un mio amico:
«ma come l’hai chiamato il tuo blog?». Mi chiese.
«perché: cosa c’è che non va?». Ribattei io.
«quel titolo è ambiguo!». Esclamò lui.
Aveva ragione …
Mi affrettai a scrivere sotto l’intestazione maggiori informazioni inerenti al suo contenuto, ma come si nota non appare un sito xxx, bensì come un blog di una trilogia fantasy.
Certo; il nome può trarre in inganno, ma vi giuro che io immaginai di entrare in una libreria e di parlare con il suo gestore, descrivendogli ciò che volevo leggere.
Infatti pensai di discutere con lui e di chiedergli un fantasy per adulti, che io intendo come un fantasy dove ci sono scene di guerra un po’ cruente e che tende all’horror; tutto qui.
Quando mi resi conto del fatto era tardi: non potevo più cambiare il titolo del blog; e penso che oramai rimarrà quello.
Auguro una buona notte a tutti.
Vi piace leggere? Vi piacciono le storie? Beh … Se la risposta alle domande è sì, allora siete arrivati nel posto giusto. Questo è un blog dal quale potrete leggere un bel po’ di storie …
La magia di narrare storie.
La magia di narrare storie 2
Do you enjoy reading? Do you like stories? Well ... If the answer to the questions is yes, then you've come to the right place. This is a blog where you can read a lot 'of stories …
All the books featured on the blog are not published.
The rights were not given to anyone, they have been printed by the author unaided by any publishing house or publishing fee.
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Pagine
Per scaricare uno dei miei manoscritti (o più), andate alla pagina "Download book (libri in PDF scaricabili gratuitamente".
Il link è tra i collegamenti delle pagine sopra queste righe.
Dalla pagina dei download avrete accesso ai libri in PDF.
Trilogia stampata su carta
Inedito; stampato dall'autore in autonomia senz'appoggio di alcuna casa editrice o di print on demand.
Diario di un Aspirante Scrittore ...
Questo è il blog di un aspirante scrittore ...
Egli non scrive per soldi, non scrive per fama; scrive perché ha delle storie da raccontare.
Il blog non è stato pensato come forma pubblicitaria, ma come un diario; diario che testimonia il lavoro svolto da un qualsiasi aspirante scrittore, che vi assicuro è enorme.
L'aspirante scrittore è giorno e notte dedito alla stesura del proprio romanzo sottraendo tempo alle persone care; ciononostante, soprattutto se non ha la forza economica necessaria per accedere alla stampa, egli lo fa soltanto per puro amore dei personaggi del libro: affinché loro non muoiano.
Per chiunque pensi che scrivere un libro equivalga ad arricchirsi: beh, vi devo dare una spiacevole notizia ...
Nessuno vi aiuterà; non ci saranno amici; non ci saranno editori parsimoniosi che caparbiamente scruteranno il vostro testo, a maggior ragione per uno sconosciuto; ogni vostra richiesta ad una qualsiasi persona verrà intesa come fastidiosa poiché ognuno vuole ascoltare solo se stesso e non si è disposti ad ascoltare gli altri; tutto quello che vi guadagnerete non ve lo regalerà nessuno, ma ve lo suderete faticosamente e, a meno che non siate in grado di comprarvelo (facendo così ucciderete ciò che avete scritto però), sarà un calvario.
Scrivere significa dedicarsi interamente alla storia e nessuno lo fa per arricchirsi, soprattutto chi conosce il mondo dei libri nel nostro paese.
Io spero che questo diario informatico, un giorno, testimoni l’immane fatica che ogni scrittore esordiente fa per stendere il proprio romanzo; e a coloro i quali pensano che ognuno di noi scrive per soldi dico: «Scrivete per un po’ ... Poi darete il vostro parere».
Voi sarete soli, con una mole di lavoro da svolgere e nessun aiuto; noterete la diffidenza delle persone alle quali vi siete rivolti e avrete la necessità di raccontare una storia.
Ecco: questo è l’aspirante scrittore.
Egli non scrive per soldi, non scrive per fama; scrive perché ha delle storie da raccontare.
Il blog non è stato pensato come forma pubblicitaria, ma come un diario; diario che testimonia il lavoro svolto da un qualsiasi aspirante scrittore, che vi assicuro è enorme.
L'aspirante scrittore è giorno e notte dedito alla stesura del proprio romanzo sottraendo tempo alle persone care; ciononostante, soprattutto se non ha la forza economica necessaria per accedere alla stampa, egli lo fa soltanto per puro amore dei personaggi del libro: affinché loro non muoiano.
Per chiunque pensi che scrivere un libro equivalga ad arricchirsi: beh, vi devo dare una spiacevole notizia ...
Nessuno vi aiuterà; non ci saranno amici; non ci saranno editori parsimoniosi che caparbiamente scruteranno il vostro testo, a maggior ragione per uno sconosciuto; ogni vostra richiesta ad una qualsiasi persona verrà intesa come fastidiosa poiché ognuno vuole ascoltare solo se stesso e non si è disposti ad ascoltare gli altri; tutto quello che vi guadagnerete non ve lo regalerà nessuno, ma ve lo suderete faticosamente e, a meno che non siate in grado di comprarvelo (facendo così ucciderete ciò che avete scritto però), sarà un calvario.
Scrivere significa dedicarsi interamente alla storia e nessuno lo fa per arricchirsi, soprattutto chi conosce il mondo dei libri nel nostro paese.
Io spero che questo diario informatico, un giorno, testimoni l’immane fatica che ogni scrittore esordiente fa per stendere il proprio romanzo; e a coloro i quali pensano che ognuno di noi scrive per soldi dico: «Scrivete per un po’ ... Poi darete il vostro parere».
Voi sarete soli, con una mole di lavoro da svolgere e nessun aiuto; noterete la diffidenza delle persone alle quali vi siete rivolti e avrete la necessità di raccontare una storia.
Ecco: questo è l’aspirante scrittore.
Scrittore è:
Uno scrittore è chiunque crei un lavoro scritto e chi scrive in diverse forme e generi più o meno codificati.
E come esimersi dal citare:
« Io ho nelle ossa l'odio per l'apartheid; e più di ogni cosa io detesto la segregazione e la separazione di Linguaggio e Letteratura. Non m'importa quale di essi voi riteniate Bianco. »
"John Ronald Reuel T."
Questa poi, è bellissima:
« Il lettore più critico di tutti, me stesso, ora riesce a vedere molti difetti, grandi e piccoli, ma non essendo sotto l'obbligo di revisionare il libro o di riscriverlo ancora una volta, lascerà che essi rimangano nel silenzio, eccetto per uno che è stato notato dagli altri: il libro è troppo corto. »
"John Ronald Reuel T."
E come esimersi dal citare:
« Io ho nelle ossa l'odio per l'apartheid; e più di ogni cosa io detesto la segregazione e la separazione di Linguaggio e Letteratura. Non m'importa quale di essi voi riteniate Bianco. »
"John Ronald Reuel T."
Questa poi, è bellissima:
« Il lettore più critico di tutti, me stesso, ora riesce a vedere molti difetti, grandi e piccoli, ma non essendo sotto l'obbligo di revisionare il libro o di riscriverlo ancora una volta, lascerà che essi rimangano nel silenzio, eccetto per uno che è stato notato dagli altri: il libro è troppo corto. »
"John Ronald Reuel T."
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo art. 27.
«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»
"La libertà senza la giustizia sociale non è che una conquista fragile, che si risolve per molti nella libertà di morire di fame".
Sandro. P. (1896 – 1990)
Sandro. P. (1896 – 1990)
lunedì 31 ottobre 2011
giovedì 20 ottobre 2011
Raggiunta la metà di DNT - 1942 -.
E dunque sono giunto alla metà del libro; pareva una meta lontana, eppure in un mese e mezzo ho scritto ben 230 pagine in b5 costituite da 50,000 parole.
Le previsioni per l’intero testo ammontano a circa 460 pagine e a Dio piacendo penso che in un paio di mesi sarò in grado di terminarlo; ovviamente si parla di prima stesura.
20/10/2011, ore 19:04, 8° - 9° - 10° terminati; metà di DNT – 1942 – raggiunta.
Incomincio l’undicesimo capitolo …
Per quanto concerne il download del primo manoscritto, sappiate che ci sto lavorando: mi sto occupando di grafica, impaginazione, editing, correzione e di tutto quello che riguarda la sua revisione; sono ad un buon punto e stimo che dovrei essere in grado di terminarlo entro un mese e mezzo, e parlo anche della creazione del file pdf; infatti il testo dovrà essere scannerizzato e reso accessibile a qualsiasi persona lo voglia leggere.
Pertanto il link lo posterò entro tale termine.
Adesso vi vorrei spiegare il perché della revisione del libro …
A te che leggi il post:
Immagina di essere in una stanza buia, di notte intorno alle 00:00, chinato sul pc a scrivere la tua storia (sarebbe meglio scrivere a penna al lume di una candela; credimi: ti immergi nella storia completamente).
A un certo punto le mura della stanza si sbriciolano come sabbia e vengono portate via da un vento dolce, lo stesso capita con il soffitto.
Tu rimani in una sorta di cubo oscuro … dopo poco tempo tutto diventa più chiaro, fino a prendere la conformazione dei posti che stai descrivendo e ti ritrovi immerso nella tua storia; in mezzo agli avvenimenti che si susseguono uno dietro l’altro.
Mentre scrivi hai chiara l’intera scena e pare che tu veda ogni tuo personaggio, non senti più nulla, solo l’istinto di mettere per iscritto ciò a cui stai assistendo; scrivi, e ancora scrivi, poiché se smetti uscirai da quello stato, perdendo di fatto l’attimo in cui è possibile osservare ciò che accade; diciamo che è una sorta di stato alternativo.
Beh, in quel momento pare che le mani si muovano da sole, poiché la tua mente e i tuoi occhi sono impegnati a registrare e osservare quello che accade; succede anche che nel momento in cui stacchi gli occhi tu abbia scritto 5000 parole in una sola sera senz’accorgertene.
In quell’istante capita di fare gli errori più banali, non perché tu non sia in grado di carpirli, ma perché la storia non ti aspetta, se perdi l’attimo devi desistere per quella sera e perdi anche la possibilità di aggiungere un pezzo in più alla trama (quando ti appassioni a qualcosa divieni vorace, fino a rasentare l’ingordigia: vuoi vedere come va a finire, poiché, forse non ci crederai, nemmeno tu autore hai idea di come finisca).
Ed è così che quando tu rileggi ti accorgi di virgole tra soggetto e verbo (errore gravissimo in tutte le lingue, non solo quella Italiana), oppure frasi iniziate al singolare che finiscono al plurale o viceversa; ma bando alle ciance: se dovessi farvi la lista degli errori trovati rischierei di divenire noioso.
Sono però a buon punto e spero di trasformare il mio libro in modo da farlo divenire una pietra preziosa e metterlo a disposizione di qualsiasi persona che ama la lettura e il fantasy.
Sono stato anche tacciato di essere prolisso; non dico che è una menzogna, lo so: cinquecento pagine sono un bel mattone; tuttavia il punto non è quanto è lungo un romanzo, ma se le vicende contenute in esso siano o no meritevoli di essere lette … gli errori si correggono, se la storia che contiene il manoscritto non è vuota, come moltissimi racconti che vengono stampati solo per il nome dell’autore, beh, anche se è lunga mille pagine si leggerà volentieri.
Un’ultima cosa …
L’editing di un manoscritto, se si parla di quello che ha da dire un personaggio, impone:
« Ciao amico. Come va? »
« Va bene, grazie. Soliti problemi: solo un po’ di acciacchi di stagione. »
Notate all’inizio e alla fine della frase: « - spazio – frase che inizia rigorosamente con lettera maiuscola e con punteggiatura a corredo – punteggiatura – spazio - »
Ora vi mostro come piace scrivere a me le stesse frasi:
«ciao amico. Come va?».
«va bene, grazie. Soliti problemi: solo un po’ di acciacchi di stagione».
Notate la differenza?
«frase che inizia con lettera minuscola e con punteggiatura a corredo – esclamazioni o punti interrogativi se necessari» - punto.
Questo mio modo di scrivere non implica essere illetterato o ignorare le regole di scrittura; è semplicemente il mio modo di scrivere, diciamolo con più chiarezza: il mio stile.
Piaccia o no, così sono fatto, se dovessi cambiare stravolgerei ciò che io sono.
E una mia personale visione, in più, mi fa credere che le regole troppo ferree uccidano la creatività o la deturpino: la libertà anche nello scrivere equivale a inventiva e a poter così narrare senz’alcun vincolo.
È in questo modo che si creano lavori stupendi; in fin dei conti essere bigotti non ha mai giovato a nessuno.
Al prossimo post …
Ovviamente un saluto va a chiunque legga questo messaggio.
Le previsioni per l’intero testo ammontano a circa 460 pagine e a Dio piacendo penso che in un paio di mesi sarò in grado di terminarlo; ovviamente si parla di prima stesura.
20/10/2011, ore 19:04, 8° - 9° - 10° terminati; metà di DNT – 1942 – raggiunta.
Incomincio l’undicesimo capitolo …
Per quanto concerne il download del primo manoscritto, sappiate che ci sto lavorando: mi sto occupando di grafica, impaginazione, editing, correzione e di tutto quello che riguarda la sua revisione; sono ad un buon punto e stimo che dovrei essere in grado di terminarlo entro un mese e mezzo, e parlo anche della creazione del file pdf; infatti il testo dovrà essere scannerizzato e reso accessibile a qualsiasi persona lo voglia leggere.
Pertanto il link lo posterò entro tale termine.
Adesso vi vorrei spiegare il perché della revisione del libro …
A te che leggi il post:
Immagina di essere in una stanza buia, di notte intorno alle 00:00, chinato sul pc a scrivere la tua storia (sarebbe meglio scrivere a penna al lume di una candela; credimi: ti immergi nella storia completamente).
A un certo punto le mura della stanza si sbriciolano come sabbia e vengono portate via da un vento dolce, lo stesso capita con il soffitto.
Tu rimani in una sorta di cubo oscuro … dopo poco tempo tutto diventa più chiaro, fino a prendere la conformazione dei posti che stai descrivendo e ti ritrovi immerso nella tua storia; in mezzo agli avvenimenti che si susseguono uno dietro l’altro.
Mentre scrivi hai chiara l’intera scena e pare che tu veda ogni tuo personaggio, non senti più nulla, solo l’istinto di mettere per iscritto ciò a cui stai assistendo; scrivi, e ancora scrivi, poiché se smetti uscirai da quello stato, perdendo di fatto l’attimo in cui è possibile osservare ciò che accade; diciamo che è una sorta di stato alternativo.
Beh, in quel momento pare che le mani si muovano da sole, poiché la tua mente e i tuoi occhi sono impegnati a registrare e osservare quello che accade; succede anche che nel momento in cui stacchi gli occhi tu abbia scritto 5000 parole in una sola sera senz’accorgertene.
In quell’istante capita di fare gli errori più banali, non perché tu non sia in grado di carpirli, ma perché la storia non ti aspetta, se perdi l’attimo devi desistere per quella sera e perdi anche la possibilità di aggiungere un pezzo in più alla trama (quando ti appassioni a qualcosa divieni vorace, fino a rasentare l’ingordigia: vuoi vedere come va a finire, poiché, forse non ci crederai, nemmeno tu autore hai idea di come finisca).
Ed è così che quando tu rileggi ti accorgi di virgole tra soggetto e verbo (errore gravissimo in tutte le lingue, non solo quella Italiana), oppure frasi iniziate al singolare che finiscono al plurale o viceversa; ma bando alle ciance: se dovessi farvi la lista degli errori trovati rischierei di divenire noioso.
Sono però a buon punto e spero di trasformare il mio libro in modo da farlo divenire una pietra preziosa e metterlo a disposizione di qualsiasi persona che ama la lettura e il fantasy.
Sono stato anche tacciato di essere prolisso; non dico che è una menzogna, lo so: cinquecento pagine sono un bel mattone; tuttavia il punto non è quanto è lungo un romanzo, ma se le vicende contenute in esso siano o no meritevoli di essere lette … gli errori si correggono, se la storia che contiene il manoscritto non è vuota, come moltissimi racconti che vengono stampati solo per il nome dell’autore, beh, anche se è lunga mille pagine si leggerà volentieri.
Un’ultima cosa …
L’editing di un manoscritto, se si parla di quello che ha da dire un personaggio, impone:
« Ciao amico. Come va? »
« Va bene, grazie. Soliti problemi: solo un po’ di acciacchi di stagione. »
Notate all’inizio e alla fine della frase: « - spazio – frase che inizia rigorosamente con lettera maiuscola e con punteggiatura a corredo – punteggiatura – spazio - »
Ora vi mostro come piace scrivere a me le stesse frasi:
«ciao amico. Come va?».
«va bene, grazie. Soliti problemi: solo un po’ di acciacchi di stagione».
Notate la differenza?
«frase che inizia con lettera minuscola e con punteggiatura a corredo – esclamazioni o punti interrogativi se necessari» - punto.
Questo mio modo di scrivere non implica essere illetterato o ignorare le regole di scrittura; è semplicemente il mio modo di scrivere, diciamolo con più chiarezza: il mio stile.
Piaccia o no, così sono fatto, se dovessi cambiare stravolgerei ciò che io sono.
E una mia personale visione, in più, mi fa credere che le regole troppo ferree uccidano la creatività o la deturpino: la libertà anche nello scrivere equivale a inventiva e a poter così narrare senz’alcun vincolo.
È in questo modo che si creano lavori stupendi; in fin dei conti essere bigotti non ha mai giovato a nessuno.
Al prossimo post …
Ovviamente un saluto va a chiunque legga questo messaggio.
mercoledì 12 ottobre 2011
D.N.T 1942 - settimo capitolo finito.
12/10/2011, ore 00,30 finito anche il settimo capitolo;
la metà del libro è vicina …
È un vero e proprio delirio: stendi il testo nuovo, revisiona l’altro testo già scritto e così via, il tutto per poter mettere il mio primo libro a disposizione di chiunque voglia leggerlo e il prima possibile.
Vi sono molte ragioni che mi spingono a fare ciò e in particolare la paura di non riuscire a terminare il testo che sto scrivendo.
Non lo so, ma quando s’inizia un libro il terrore dell’autore è proprio quello: lasciarlo a metà.
Quest’evenienza sarebbe una mancanza che comporterebbe la nullità del lavoro fatto fino a questo momento e ciò non lo posso proprio permettere.
Pensate: oramai le ore di lavoro fatte sui libri non le conto più, mi sono fermato a 3056 ore di scrittura, ma credetemi: le ho sicuramente più che raddoppiate, tant’è che alcune volte vengo assalito dallo sconforto e questa domanda mi continua a tormentare: possibile che tante ore di lavoro debbano essere buttate nella spazzatura?
E tutt’intorno altro non vedo che deserto …
Alcune persone mi hanno fatto presente che essere troppo sinceri può nuocere al manoscritto e che alcune notizie dovrebbero essere omesse (tipo quella che ho dichiarato precedentemente).
Io personalmente non vedo alcuna vergogna in ciò che è la verità e se non si riesce a trovare un canale di stampa è bene dirlo; sapete: è vero che le esperienze negative ti temprano e ti rendono più forte, spetterà al tempo e alla provvidenza stabilire la verità.
E questo blog è in vero una sorta di diario letterario dove l’autore appunta tutte le difficoltà e il suo stato d’animo man mano che scopre il mondo in cui deve destreggiarsi.
Pertanto sono dell’opinione che se è destino che i manoscritti da me redatti debbano essere letti, essi verranno sfogliati, se affermassi la menzogna prima o poi verrebbe alla luce senz’altro; potrei dire qualunque cosa, del tipo: “tutte le case editrici fanno la fila” (potrebbe anche essere vero, ma per bastonarmi) ma rimane pur sempre una bugia, che oltretutto non potrebbe essere verificata.
Tuttavia un individuo che ci mette la faccia ha tutto l’interesse ad essere il più corretto possibile, nel bene e nel male esso rimarrà pur sempre un uomo onorevole.
Hm … ora la finisco di sproloquiare, tranquilli; devo sfogarmi da qualche parte, quindi qualche volta mi dovrete sopportare.
Ok, inizio l’ottavo capitolo …
Ps: ci sono persone che leggono immediatamente il post che carico sul blog, altre che lo fanno dopo tempo, ma tutte hanno diritto alla sincerità: intendo postare un post a settimana, proprio per testimoniare che il lavoro che sto svolgendo continua e continuerà fino al suo completamento. È tuttavia possibile che ritardi, ma questo ritardo non andrà mai oltre le due settimane, se ciò dovesse accadere avrà un solo significato: l’autore non è più in grado di aggiornare il blog, dunque esso rimarrà nello stato in cui è perennemente, ma sarà pur sempre una testimonianza di un cervello che ha elaborato le sue idee e ha lottato per divulgarle, aspirando a divenire un uomo giusto e cercando di lasciare agli altri un pezzo di sé .
la metà del libro è vicina …
È un vero e proprio delirio: stendi il testo nuovo, revisiona l’altro testo già scritto e così via, il tutto per poter mettere il mio primo libro a disposizione di chiunque voglia leggerlo e il prima possibile.
Vi sono molte ragioni che mi spingono a fare ciò e in particolare la paura di non riuscire a terminare il testo che sto scrivendo.
Non lo so, ma quando s’inizia un libro il terrore dell’autore è proprio quello: lasciarlo a metà.
Quest’evenienza sarebbe una mancanza che comporterebbe la nullità del lavoro fatto fino a questo momento e ciò non lo posso proprio permettere.
Pensate: oramai le ore di lavoro fatte sui libri non le conto più, mi sono fermato a 3056 ore di scrittura, ma credetemi: le ho sicuramente più che raddoppiate, tant’è che alcune volte vengo assalito dallo sconforto e questa domanda mi continua a tormentare: possibile che tante ore di lavoro debbano essere buttate nella spazzatura?
E tutt’intorno altro non vedo che deserto …
Alcune persone mi hanno fatto presente che essere troppo sinceri può nuocere al manoscritto e che alcune notizie dovrebbero essere omesse (tipo quella che ho dichiarato precedentemente).
Io personalmente non vedo alcuna vergogna in ciò che è la verità e se non si riesce a trovare un canale di stampa è bene dirlo; sapete: è vero che le esperienze negative ti temprano e ti rendono più forte, spetterà al tempo e alla provvidenza stabilire la verità.
E questo blog è in vero una sorta di diario letterario dove l’autore appunta tutte le difficoltà e il suo stato d’animo man mano che scopre il mondo in cui deve destreggiarsi.
Pertanto sono dell’opinione che se è destino che i manoscritti da me redatti debbano essere letti, essi verranno sfogliati, se affermassi la menzogna prima o poi verrebbe alla luce senz’altro; potrei dire qualunque cosa, del tipo: “tutte le case editrici fanno la fila” (potrebbe anche essere vero, ma per bastonarmi) ma rimane pur sempre una bugia, che oltretutto non potrebbe essere verificata.
Tuttavia un individuo che ci mette la faccia ha tutto l’interesse ad essere il più corretto possibile, nel bene e nel male esso rimarrà pur sempre un uomo onorevole.
Hm … ora la finisco di sproloquiare, tranquilli; devo sfogarmi da qualche parte, quindi qualche volta mi dovrete sopportare.
Ok, inizio l’ottavo capitolo …
Ps: ci sono persone che leggono immediatamente il post che carico sul blog, altre che lo fanno dopo tempo, ma tutte hanno diritto alla sincerità: intendo postare un post a settimana, proprio per testimoniare che il lavoro che sto svolgendo continua e continuerà fino al suo completamento. È tuttavia possibile che ritardi, ma questo ritardo non andrà mai oltre le due settimane, se ciò dovesse accadere avrà un solo significato: l’autore non è più in grado di aggiornare il blog, dunque esso rimarrà nello stato in cui è perennemente, ma sarà pur sempre una testimonianza di un cervello che ha elaborato le sue idee e ha lottato per divulgarle, aspirando a divenire un uomo giusto e cercando di lasciare agli altri un pezzo di sé .
venerdì 7 ottobre 2011
Fine sesto Capitolo D.n.t. (è il titolo, che ovviamente non posso rivelare per il momento).
Finito il sesto capitolo: 07/10/2011 ore 18,49.
Devo ammettere che la stesura di questo manoscritto si sta rivelando veramente ostica; per più motivi.
In primo luogo sono a disagio; sì, disagio perché sto scrivendo di fatti che non ho vissuto e dunque dei quali non posso sapere con precisione.
Certo, ci sono i testi storici sui quali c’è scritto quello che è accaduto, testi di ex soldati che hanno egregiamente spiegato sia la zona in cui hanno operato, sia lo stato d’animo di coloro che hanno preso parte alla guerra, ma rimane sempre il fatto che non si può capire ciò che non si è vissuto.
In secondo luogo c’è molto materiale da studiare, ivi comprese le cartine e dunque la scrittura risulta rallentata, anche se devo ammettere che sto raccogliendo informazioni da lungo tempo.
È proprio per i motivi che ho sopraccitato che non andrò in profondità, cercando di non narrare ciò che provarono i soldati, anche perché non posso saperlo pur avendo letto testi sull’argomento. Mi limiterò a raccontare lo stato d’animo del protagonista mettendomi nei suoi panni e facendomi la domanda: «cos’avrei fatto io al suo posto?».
Inizio il settimo capitolo …
Devo ammettere che la stesura di questo manoscritto si sta rivelando veramente ostica; per più motivi.
In primo luogo sono a disagio; sì, disagio perché sto scrivendo di fatti che non ho vissuto e dunque dei quali non posso sapere con precisione.
Certo, ci sono i testi storici sui quali c’è scritto quello che è accaduto, testi di ex soldati che hanno egregiamente spiegato sia la zona in cui hanno operato, sia lo stato d’animo di coloro che hanno preso parte alla guerra, ma rimane sempre il fatto che non si può capire ciò che non si è vissuto.
In secondo luogo c’è molto materiale da studiare, ivi comprese le cartine e dunque la scrittura risulta rallentata, anche se devo ammettere che sto raccogliendo informazioni da lungo tempo.
È proprio per i motivi che ho sopraccitato che non andrò in profondità, cercando di non narrare ciò che provarono i soldati, anche perché non posso saperlo pur avendo letto testi sull’argomento. Mi limiterò a raccontare lo stato d’animo del protagonista mettendomi nei suoi panni e facendomi la domanda: «cos’avrei fatto io al suo posto?».
Inizio il settimo capitolo …
mercoledì 5 ottobre 2011
L'ultima invenzione dei nostri Geni.
Appunto …
Ammirate cosa hanno escogitato:
Il Disegno di legge - Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) del comma 29 recita:
«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»
Questa proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.
Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato.
Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiedere l'introduzione di una "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.
Fonte:
http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011
Ma è confermato dal fatto che oggi, 05/10/2011, i geni nostrani hanno stabilito quanto segue:
http://www.corriere.it/politica/11_ottobre_05/intercettazioni-commissione-bongiorno-dimissioni_1c081c96-ef57-11e0-a7cb-38398ded3a54.shtml
Stando alle ultime notizie non dovrebbero essere toccati i blog, ma conoscendo i nostri polli ho l’impressione che su di essi non si potrà più scrivere liberamente in quanto si andrà incontro a problemi di seria natura.
Ritenuto doveroso esprimere solidarietà verso gli organi di informazione e siti come wikipedia (dando visibilità alla notizia) che sarebbero danneggiati da questa decisione, mi domando se in un paese democratico si possa assistere a questo tipo di comportamenti.
E c’è da sottolineare che, nella situazione economica in cui versa il paese, non siano queste le priorità da affrontare, non si può perdere tempo…
Mi scuso con chi legge il Blog, so che tratta di fantasy, ma quando vengono lesi dei diritti fondamentali come quelli di opinione e libertà, penso che tutti debbano far sentire la prorpia voce.
Ed è palese il tentativo di tacitare il web d'Italia.
Ammirate cosa hanno escogitato:
Il Disegno di legge - Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) del comma 29 recita:
«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»
Questa proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.
Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato.
Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiedere l'introduzione di una "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.
Fonte:
http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011
Ma è confermato dal fatto che oggi, 05/10/2011, i geni nostrani hanno stabilito quanto segue:
http://www.corriere.it/politica/11_ottobre_05/intercettazioni-commissione-bongiorno-dimissioni_1c081c96-ef57-11e0-a7cb-38398ded3a54.shtml
Stando alle ultime notizie non dovrebbero essere toccati i blog, ma conoscendo i nostri polli ho l’impressione che su di essi non si potrà più scrivere liberamente in quanto si andrà incontro a problemi di seria natura.
Ritenuto doveroso esprimere solidarietà verso gli organi di informazione e siti come wikipedia (dando visibilità alla notizia) che sarebbero danneggiati da questa decisione, mi domando se in un paese democratico si possa assistere a questo tipo di comportamenti.
E c’è da sottolineare che, nella situazione economica in cui versa il paese, non siano queste le priorità da affrontare, non si può perdere tempo…
Mi scuso con chi legge il Blog, so che tratta di fantasy, ma quando vengono lesi dei diritti fondamentali come quelli di opinione e libertà, penso che tutti debbano far sentire la prorpia voce.
Ed è palese il tentativo di tacitare il web d'Italia.
sabato 1 ottobre 2011
1/4 del lavoro teminato.
Finito anche il 5° capitolo; e sì, lo so … sono in ritardo. Sono passati ben più di sette giorni dall’ultimo post, ma a mia difesa debbo dire che c’è stato un fondato motivo.
Dopo quasi un anno il mio sistema immunitario ha deciso che era tempo di dare dimostrazione della sua efficienza e mi sono beccato un febbrone da cavallo o un cavallo da febbrone … chi lo sa? Pensare che un tempo parevo un orso, nell’età compresa tra i venti anni e i trenta anni, ci furono alcuni periodi nei quali andai a lavorare con la febbre a 39,4 con il solo ausilio del paracetamolo da 1000, che effettivamente l'abbatteva. Questa volta mi sono dovuto arrendere a 38,5 poiché parevo uno straccio, la febbre proprio non voleva andare giù. Finalmente però, sono riuscito a leggere un libro dopo tanto tempo: era quasi un anno che non potevo permettermi questo lusso, lavoro; lavoro; lavoro; lavoro … e con la stesura dei manoscritti ditemi voi quando regalarsi una lettura piacevole.
A letto, febbricitante, con le idee che proprio non volevano venire fuori dichiarando il loro momentaneo sciopero, non potevo far altro che prendere un libro che avevo comprato tempo addietro e aprirlo immergendomi nella sua lettura. Beh, in tre giorni mi sono letto più di 450 pagine e il libro stupendo in questione è: Centomila Gavette di Ghiaccio di Giulio Bedeschi, ufficiale medico degli alpini nella seconda guerra mondiale; pareva che stessi osservando un film, non leggendo un libro, questo è il grande merito dell’autore che cattura la tua attenzione fin dall’inizio, risultando poche volte pesante (ovviamente io parlo in qualità di appassionato di storia).
Anche la febbre ha avuto la sua utilità …
Messomi subito all’opera dopo la guarigione ho terminato dunque anche il 5° capitolo, stendendo così di fatto ¼ del libro.
01/10/2011, 5° Capitolo finito.
Ora tocca al 6° capitolo e la mia giornata passerà in questo modo: mattinata: lavoro; pausa pranzo: lettura e correzione alla ricerca di eventuali errori presenti nel primo manoscritto da inviare ad alcune case editrici; pomeriggio: lavoro; sera: stesura del 4° manoscritto.
Dopo quasi un anno il mio sistema immunitario ha deciso che era tempo di dare dimostrazione della sua efficienza e mi sono beccato un febbrone da cavallo o un cavallo da febbrone … chi lo sa? Pensare che un tempo parevo un orso, nell’età compresa tra i venti anni e i trenta anni, ci furono alcuni periodi nei quali andai a lavorare con la febbre a 39,4 con il solo ausilio del paracetamolo da 1000, che effettivamente l'abbatteva. Questa volta mi sono dovuto arrendere a 38,5 poiché parevo uno straccio, la febbre proprio non voleva andare giù. Finalmente però, sono riuscito a leggere un libro dopo tanto tempo: era quasi un anno che non potevo permettermi questo lusso, lavoro; lavoro; lavoro; lavoro … e con la stesura dei manoscritti ditemi voi quando regalarsi una lettura piacevole.
A letto, febbricitante, con le idee che proprio non volevano venire fuori dichiarando il loro momentaneo sciopero, non potevo far altro che prendere un libro che avevo comprato tempo addietro e aprirlo immergendomi nella sua lettura. Beh, in tre giorni mi sono letto più di 450 pagine e il libro stupendo in questione è: Centomila Gavette di Ghiaccio di Giulio Bedeschi, ufficiale medico degli alpini nella seconda guerra mondiale; pareva che stessi osservando un film, non leggendo un libro, questo è il grande merito dell’autore che cattura la tua attenzione fin dall’inizio, risultando poche volte pesante (ovviamente io parlo in qualità di appassionato di storia).
Anche la febbre ha avuto la sua utilità …
Messomi subito all’opera dopo la guarigione ho terminato dunque anche il 5° capitolo, stendendo così di fatto ¼ del libro.
01/10/2011, 5° Capitolo finito.
Ora tocca al 6° capitolo e la mia giornata passerà in questo modo: mattinata: lavoro; pausa pranzo: lettura e correzione alla ricerca di eventuali errori presenti nel primo manoscritto da inviare ad alcune case editrici; pomeriggio: lavoro; sera: stesura del 4° manoscritto.
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