La magia di narrare storie.

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La magia di narrare storie 2

La magia di narrare storie 2

Do you enjoy reading? Do you like stories? Well ... If the answer to the questions is yes, then you've come to the right place. This is a blog where you can read a lot 'of stories …

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Trilogia stampata su carta

Trilogia stampata su carta
Inedito; stampato dall'autore in autonomia senz'appoggio di alcuna casa editrice o di print on demand.

Diario di un Aspirante Scrittore ...

Questo è il blog di un aspirante scrittore ...
Egli non scrive per soldi, non scrive per fama; scrive perché ha delle storie da raccontare.
Il blog non è stato pensato come forma pubblicitaria, ma come un diario; diario che testimonia il lavoro svolto da un qualsiasi aspirante scrittore, che vi assicuro è enorme.

L'aspirante scrittore è giorno e notte dedito alla stesura del proprio romanzo sottraendo tempo alle persone care; ciononostante, soprattutto se non ha la forza economica necessaria per accedere alla stampa, egli lo fa soltanto per puro amore dei personaggi del libro: affinché loro non muoiano.
Per chiunque pensi che scrivere un libro equivalga ad arricchirsi: beh, vi devo dare una spiacevole notizia ...

Nessuno vi aiuterà; non ci saranno amici; non ci saranno editori parsimoniosi che caparbiamente scruteranno il vostro testo, a maggior ragione per uno sconosciuto; ogni vostra richiesta ad una qualsiasi persona verrà intesa come fastidiosa poiché ognuno vuole ascoltare solo se stesso e non si è disposti ad ascoltare gli altri; tutto quello che vi guadagnerete non ve lo regalerà nessuno, ma ve lo suderete faticosamente e, a meno che non siate in grado di comprarvelo (facendo così ucciderete ciò che avete scritto però), sarà un calvario.
Scrivere significa dedicarsi interamente alla storia e nessuno lo fa per arricchirsi, soprattutto chi conosce il mondo dei libri nel nostro paese.
Io spero che questo diario informatico, un giorno, testimoni l’immane fatica che ogni scrittore esordiente fa per stendere il proprio romanzo; e a coloro i quali pensano che ognuno di noi scrive per soldi dico: «Scrivete per un po’ ... Poi darete il vostro parere».
Voi sarete soli, con una mole di lavoro da svolgere e nessun aiuto; noterete la diffidenza delle persone alle quali vi siete rivolti e avrete la necessità di raccontare una storia.

Ecco: questo è l’aspirante scrittore.

Scrittore è:

Uno scrittore è chiunque crei un lavoro scritto e chi scrive in diverse forme e generi più o meno codificati.

E come esimersi dal citare:

« Io ho nelle ossa l'odio per l'apartheid; e più di ogni cosa io detesto la segregazione e la separazione di Linguaggio e Letteratura. Non m'importa quale di essi voi riteniate Bianco. »

"John Ronald Reuel T."

Questa poi, è bellissima:

« Il lettore più critico di tutti, me stesso, ora riesce a vedere molti difetti, grandi e piccoli, ma non essendo sotto l'obbligo di revisionare il libro o di riscriverlo ancora una volta, lascerà che essi rimangano nel silenzio, eccetto per uno che è stato notato dagli altri: il libro è troppo corto. »


"John Ronald Reuel T."

Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo art. 27.

«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»

"La libertà senza la giustizia sociale non è che una conquista fragile, che si risolve per molti nella libertà di morire di fame".

Sandro. P. (1896 – 1990)

giovedì 30 giugno 2011

Hm … brutto, brutto periodo.
Questo mese muore (spero vivamente di no e che sia solamente un diverbio interno) una delle più belle realtà che il fantasy Italiano abbia mai conosciuto prima d’ora; devo dire che gli elaborati della suddetta realtà non sono affatto male, anzi ve ne sono alcuni di notevole interesse e secondo la mia opinione molto validi: ben curati sotto tutti gli aspetti, sia grafici, sia letterari.
Purtroppo mi ritorna in mente il discorso dei due universitari sul treno che vi ho fatto presente nei post precedenti:

Il primo diceva verso il suo amico che gli sarebbe piaciuto scrivere un libro e già parlava di percentuali di guadagno “fischia, aveva le idee chiare”.
L’amico annuiva e affermava che era disposto a leggere un libro di un esordiente ma con il cavolo che avrebbe speso € 15,00 per quel tipo di manoscritto.
Poi il ragazzo che aveva aperto il discorso asseriva che effettivamente conveniva aspettare l’uscita dell’edizioni economiche per leggersi un libro, in quanto si sarebbe risparmiato un bel po’. In seguito ha continuato con percentuali di guadagno che andavano dal 6% su ogni copia venduta all’ 8% del prezzo di copertina.
Io ovviamente non posso né assentire e né negare, non conosco questi aspetti.
In un primo momento sarei voluto intervenire nel discorso, ma poi, onde evitare di essere scambiato per invadente, ho desistito; leggevo il mio bel manoscritto e lo correggevo, ogni tanto ascoltavo ciò che dicevano.
A parte la centralità dell’argomento: I soldi, da ciò che hanno detto si è evinto che un autore esordiente ha pochissime possibilità di rientrare nei loro programmi di lettura; preferivano autori più blasonati.
E allora una domanda mi sorge spontanea:
Quel poveretto dell’autore esordiente che si china sul suo manoscritto, diciamo quattro ore al giorno senza esagerare, quante possibilità ha di essere letto da quel tipo di lettori?
Hm … a me pare poche.

Ve lo ricordate?
Penso proprio di si, vero.
Questa mentalità è alla base del “romanzicidio” (permettetemi lo slang) che è in atto nel nostro paese. Finché non saremo disposti a leggere autori esordienti e dunque cercare nuovi stimoli e nuovi stili di scrittura, realtà come quella che purtroppo scompare questo mese, non riusciranno mai a farsi largo tra i grandi colossi che annoverano scrittori blasonati e tanto ricercati.
Non è colpa dell’Editoria, ma è nell’abitudine del lettore da ricercare la causa, come se esso non volesse scegliere e non aspettasse altro che farsi consigliare (ovviamente da chi ha la forza economica per poterlo fare e dunque accedere ai mezzi di comunicazione).
Continuo a sostenere che un libro non è bello solo perché lo dice la Tv o solo perché è stato stampato da una grande casa; no.
Io per esempio, ho comperato un libro di un grande scrittore fantasy Italiano (a detta di tutti) stampato da una grossa CE; vi giuro che ho letto solo la prima pagina, poi l’ho posato e non mi è venuta voglia nemmeno di andarlo a riaprire: € 18,00 buttati dalla finestra.
Viceversa, ho comperato tre manoscritti della realtà sopraccitata, beh: mi credete se vi dico che in cinque giorni li ho letti tutti e tre? E tutti e tre i manoscritti sono di autori poco conosciuti, ma devo ammettere che non hanno nulla da invidiare agli scrittori più blasonati.
Se davvero ci riteniamo amanti del fantasy, non possiamo che porci molti interrogativi e constatare che se non c’è un’inversione di tendenza di noi lettori (mi annovero anch’io fra i lettori), il fantasy Italiano non farà molta strada; occorre avere il coraggio di sperimentare cose nuove (libri nuovi) senza il timore di rimanere delusi. Che cosa costa provare?
Se una casa editrice non è grossa, ciò non vuol dire che è meno professionale di una con i quattrini, potreste rimanere sorpresi se solo tentaste di darle fiducia e perché avere pregiudizi?
Non mi rimane che formulare un grosso in bocca al lupo ai componenti della bella realtà che ho menzionato e scusarmi per non aver fatto il nome, ma io non sono nessuno e di certo la mia opinione conta poco.
A parte i complimenti per i loro lavori, di una cosa sono certo: prima o poi, chi lavora con passione avrà le dovute ricompense.
Un grosso in bocca al lupo per qualsiasi cosa voi decidiate di fare.

lunedì 27 giugno 2011

Questa notte ho terminato l’editing del 2° manoscritto;
Eccovi i dati definitivi:

Pagine: 780
Parole: 171.659
Caratteri (spazi esclusi): 882.923
Caratteri (spazi inclusi): 1.053.036
Paragrafi: 4.140
Righe: 22.223

Speriamo di aver tralasciato poco.
Eh sì, lo so: sono pazzo; chi mai lo leggerà?
“questa è la domanda che vi starete ponendo”
Ebbene devo dire che un pizzico di follia vi è in me, come negarlo.
Direi che rasento anche la pazzia, ma c’è un motivo per ciò che ho appena scritto.
Del motivo della frase sopraccitata vi metterò al corrente quando avrò finito di editare l’ultimo libro della trilogia, anche se penso che voi lo possiate immaginare già (solo un ingenuo poteva pensare ciò che io ho pensato all’inizio del lavoro che ho terminato; tutte le mie aspettative si sono infrante su uno scoglio fatto di cartamoneta che voleva divenire ancora più alto).
Ciò nonostante sono fiero di quello che ho fatto; beh, insomma: non è mica poi tanto male aver scritto una trilogia intera tutto da solo (mi aggiro intorno alle 2000 pagine). Poco importa se le porte della stampa non si apriranno, in fondo dietro tutto ciò che noi facciamo c’è un disegno ben preciso e se è destino che la trilogia deve essere letta, passerà del tempo, ma verrà letta certamente.
Se invece non è destino, beh, allora non posso far altro che prendere atto di aver buttato più di cinque anni della mia vita dalla finestra e inutilmente.
Comunque sia, l’esperienza di scrivere un libro è stata favolosa: catapultati in un mondo parallelo dove osservare gli eventi che si susseguono addirittura decidendo ciò che deve avvenire; a dir poco fantastico.
Sapete come la penso: in fondo ognuno di noi scrive il proprio libro, con le nostre esperienze, con le nostre conquiste, con i nostri fallimenti, con la vita che viviamo e con tutte le persone che conosciamo e che portiamo con noi, incise nel nostro cuore fino alla fine; un libro impresso sulla tavola del tempo che tutto racchiude e a cui nulla sfugge.
Ogni vita vissuta è un bellissimo e affascinante libro da sfogliare, pieno di cose belle e ahimè a volte di cose brutte, anch’esse utili allo svolgimento della trama.
Ecco, quando qualsiasi persona ripensa a ciò che ha scritto nel suo libro, se esso è stato scritto nel rispetto della vita, beh, non può che essere fiero di ciò che ha fatto, qualunque sia l’esito.

Buona notte a tutti.

mercoledì 22 giugno 2011

Sono arrivato all’editing del 15° capitolo, ottanta tavole alla fine, ne ho già fatte trecento; speriamo di non aver tralasciato nulla.
Ancora un paio di settimane e infine il terzo ed ultimo libro della trilogia. Costanza e lavoro, solo con questi due presupposti si riesce a terminare ciò che ci si è prefissati.

Mi vorrei dilungare su un discorso inerente i libri.
Qualcuno potrà pensare: ma che pasticcio, esseri magici delle favole mischiati con Arcangeli, Demoni e quant’altro in una storia Fantasy.
Ebbene, tutto è stato fatto seguendo una certa logica, un po’ strana, è vero, ma dietro la storia c’è certamente un’intenzione precisa.
Se ci soffermiamo su cosa sia la fantasia, di certo non si può catalogarla in maniera precisa, poiché essa è libera e si può spaziare in tutte le maniere, ne consegue quindi che non è possibile imprigionarla in dogmi matematici e antipatici (il fantasy non può essere accoppiato con l’horror), poiché costrittori e uccisori della libertà di pensare.
Quando si racconta una storia, l’importante e ciò che si vuole raggiungere; se per arrivare al tuo scopo riesci a usare argomenti non convenzionali, tanto meglio, vuol dire che sei bravo.
Avrei potuto utilizzare altri personaggi, è vero, ma non avrei raggiunto ciò che mi ero prefissato; al posto dei demoni avrei potuto utilizzare un banale personaggio cattivo, mettiamo che l’avrei chiamato: Golevka, ma non sarebbe stata la stessa cosa.
Un banale cattivo, ultimo avversario della persona destinata a vincere; sarebbe stato un libro come tanti altri.
Quando leggo di alcuni libri dove, Demoni o altri personaggi malvagi, alla fine si dimostrano buoni addirittura innamorandosi, bene, non riesco che a pensare all’incongruenza del discorso.
Ma se un’entità vive nel male, può mai essere buona?
Questa domanda mi affligge da quando sono spuntati sul mercato romanzi dove esseri sanguinari e relegati all’inferno sono diventati di colpo umani, ancora più buoni di esseri angelici.
E non è interesse del male far passare il messaggio che esso non esiste?
Esiste ed è presente nell’animo umano, questo è da tenere bene a mente ed esso non può cambiare: il male è il male, non si tramuta in bene solo per amore di una ragazza o di un ragazzo, semmai se ne serve per arrivare ai suoi scopi, poi l’abbatte. È ovvio che nessuno detiene la verità assoluta su argomenti simili, poiché nessuno sa nulla sulla questione; prendetela come un mio modo di pensare, nient’altro.

venerdì 17 giugno 2011

Vediamo un po’, potrei esordire con un:
data stellare 4500, regione nord estremo della nebula sub salariana, in rotta verso il pianeta neutrone per un pattugliamento degli spazi della confederazione.
È il capitano Kirk che vi parla ….
Mitico Star Trek, quando ero bimbo non ne perdevo una puntata.

Ma meglio se inizio con un ciao a tutti, eccomi di nuovo qui.
Ho abbondantemente superato la metà del libro più folto della trilogia e se procede di questo passo riuscirò a finirlo prima del previsto, poi lo invierò al vaglio dell’ultima persona che lo leggerà e mi dirà se è privo di errori (poverino, mi sa che lo sto ossessionando, ma visto che gli piacciono i fantasy non posso che approfittarne. D’altronde è pur sempre un libro da leggere e a detta sua risulta avvincente, dunque è come un patto tacito: lui legge un libro fantasy gratuitamente, io mi avvalgo di due occhi in più per la correzione gratuitamente. Ovviamente conto di sdebitami prima o poi).
Oggi rileggendo alcuni post mi sono accorto di aver pubblicato la sinossi sbagliata; sarebbe a dire la bozza non corretta: mi scuso con coloro che l’hanno letta, adesso è scorrevole e priva di errori.
È che tra una cosa e l’altra ci si perde e non si riesce a badare proprio a tutto, quindi qualcosa può sfuggire.
In treno, mentre stavo rincasando dal lavoro, intorno alle 21,30, mi è capitato di sentire un discorso fra due ragazzi universitari; parlavano di scrivere libri.
Non vi annoio con tutto il discorso, ma vi riassumo quello che si dicevano:

il primo diceva verso il suo amico che gli sarebbe piaciuto scrivere un libro e già parlava di percentuali di guadagno “fischia, aveva le idee chiare”.
L’amico annuiva e affermava che era disposto a leggere un libro di un esordiente ma con il cavolo che avrebbe speso € 15,00 per quel tipo di manoscritto.
Poi il ragazzo che aveva aperto il discorso asseriva che effettivamente conveniva aspettare l’uscita dell’edizioni economiche per leggersi un libro, in quanto si sarebbe risparmiato un bel po’. In seguito ha continuato con percentuali di guadagno che andavano dal 6% su ogni copia venduta all’ 8% del prezzo di copertina.
Io ovviamente non posso né assentire e né negare, non conosco questi aspetti.
In un primo momento sarei voluto intervenire nel discorso, ma poi, onde evitare di essere scambiato per invadente, ho desistito; leggevo il mio bel manoscritto e lo correggevo, ogni tanto ascoltavo ciò che dicevano.
A parte la centralità dell’argomento: I soldi, da ciò che hanno detto si è evinto che un autore esordiente ha pochissime possibilità di rientrare nei loro programmi di lettura; preferivano autori più blasonati.
E allora una domanda mi sorge spontanea:
Quel poveretto dell’autore esordiente che si china sul suo manoscritto, diciamo quattro ore al giorno senza esagerare, quante possibilità ha di essere letto da quel tipo di lettori?
Hm … a me pare poche.
E riceve il giusto compenso?
Dopo avere peregrinato molti anni per vedere stampato il suo manoscritto ed essere stato etichettato come pazzo dalle varie persone solo perché ha cercato di raccontare una storia, deve anche sentire quel tipo di discorsi, come se scrivere un libro fosse una cosa da niente e naturale.
Non si tiene conto della fatica che si fa per stendere qualsiasi manoscritto, no, si guarda il nome di chi l’ha fatto; ecco perché si comprano libri di persone con la scheda di presentazione particolare: persone famose, narcotrafficanti, persone con storie agghiaccianti alle spalle “il male attira come il miele attrae le api”, così si da il buon esempio anche alle nuove generazioni: fai male che in qualche modo avrai un ritorno …
Con queste prospettive, mi domando se chi continua a scrivere pur non avendo riscontri faccia la cosa giusta, io in primis; ma poi ci penso e capisco che qui si vede la differenza tra chi lo fa con passione e chi lo fa per altri scopi.

lunedì 13 giugno 2011

Oh, finalmente una bella notizia: il quorum per il referendum è stato raggiunto, sono state abrogate tutte le quattro leggi approvate dal governo e poi inviate al giudizio popolare per via delle firme raccolte in segno di dissenso; lo sapevo che nel momento del bisogno la gente si sarebbe rimboccata le maniche facendo il proprio dovere.
Il nucleare è stato bocciato definitivamente, è ora d’investire nell’energie rinnovabili: il sole; sapete: non è bello avere una centrale nucleare che al minimo intoppo salta per aria e uccide un sacco di gente; meglio cercare altre vie per l’energia.
Il popolo Italiano vuole che la legge sia uguale per tutti, anche per il primo ministro che deve andare davanti ai giudici se chiamato a rispondere e in fine l’acqua non potrà essere privatizzata, rimarrà pubblica e accessibile a tutti a costi contenuti.
Oggi è decisamente una bella giornata.

Ora parliamo un po’ di fantasy:

Per il libro tutto tace, rifiuti a tutto spiano, pare che io scriva una schifezza, oppure perché non ho pagato; boh, non ricordo … ma lasciamo stare.
Ci sono delle novità all’interno del Blog: ho aggiunto due pagine, in una c’è la sinossi del primo manoscritto, piccolo riassunto della storia, in verità molto striminzito; nella seconda c’è la biografia e il cammino da me fatto fino a questo punto, in verità anche questo corto: non vorrei annoiarvi all’inverosimile.
Ora, se voglio finire anche il secondo tomo che pesa più di un kg, mi conviene fiondarmi su di esso e correggere fino a quando i miei occhi resistono; poi a dormire.
Buona notte a tutti.

sabato 11 giugno 2011

Finalmente un po’ di belle giornate: dopo una settimana di brutto tempo, il sole …
Lo farà apposta perché questa domenica ci sono i referendum in Italia: visto che il quorum non si raggiunge da un infinità di tempo il sole invoglierà la gente ad andare a votare (ci credete voi?).
Sì lo so; questo blog ha come argomento il Fantasy, ma come si fa a non parlare della situazione che vige nel mio paese.
Pensate: esiste un paese democratico dove il suo primo ministro invita la popolazione a non andare a votare?
La vostra risposta è: «no!».
Io vi dico che vi sbagliate: il genio che abbiamo noi ha invitato la gente a non andare a votare e di stare tranquilli che ci pensa lui … il mio paese continua a distinguersi: la sua classe politica preferisce che gli elettori non votino. Che tristezza …
Preghiamo che la popolazione eserciti il suo diritto: quello di andare al voto.
Se a voi chiedessero: volete che l’acqua potabile venga data in mano ai privati? “così la pagate di più e io ci faccio la cresta, poiché più milioni ho, meglio è. Ma non vi preoccupate che ci penso io”
Suppongo che prendiate a calci nel sedere chi ve lo propone e direi anche a ragione.
L’acqua è vita ed è un diritto di tutti avere accesso ad essa; un dovere per un popolo civile fare in modo che ciò accada: l’acqua è di tutti.
E se vi chiedessero: Il primo ministro deve essere immune alla legge? “suppongo che anche in questo caso voi rispondereste: mo ti do un calcio nel sedere e poi vediamo l’immunità parlamentare; già ti paghiamo € 17.000 al mese più un vitalizio di € 3000 al mese per un solo giorno di presenza in parlamento vita natural durante; (esatto: un politico Italiano guadagna quasi di più che il presidente degli USA). Suppongo che ciò basti per l’onere di cui si caricano”
Non parliamo poi dei politici che al grido di “Roma ladrona” hanno preso consensi, peccato poi che da quando ci sono loro al governo va sempre peggio. Ma la cosa più bella è il vestirsi da vichingo e andare a prendere alle foci di un fiume l’acqua in modo pagano venerandola quasi … noi non ci facciamo mancare proprio niente: millenni di cultura messi sotto ai piedi in quattro secondi e buttati nel po (fiume Italiano).
Scusate l’arrabbiatura, ma in questi casi non si può fare a meno che indignarsi.
Mi raccomando: Domenica 12 e Lunedì 13 si va a votare, qualunque sia la vostra intenzione. Il voto lo abbiamo conquistato a costo di grandi sacrifici, soprattutto nel Nord Italia; perché non esercitare il nostro diritto? Al mare si può andare successivamente e anche più felici se abbiamo migliorato il nostro paese.

Ora parliamo un po’ del libro:

Vorrei dirvi qualcosa di bello a riguardo il lavoro che sto facendo, purtroppo nulla è cambiato: sono sempre all’opera sulla correzione e l’editing. Il lavoro è parecchio e una persona sola non può che procedere lentamente; devo altresì constatare che la strada da percorrere è lunga e difficile, ma questo lo si sapeva già.
Come sempre: un saluto ai frequentatori del blog.

mercoledì 8 giugno 2011

Sei giorni passati dall’ultimo post; il tempo scarseggia come sempre e come temevo, il lavoro sul libro e la necessità di coordinarlo con l’attività svolta per vivere mi sfiniscono sempre più. È tuttavia normale che ciò accada: nulla si ottiene senza merito e fatica.
Quando arriva la sera, dopo aver controllato parte del lavoro che mi sono prefissato, svago un po’ visitando alcuni blog su blogger: ne ho trovato uno veramente carino, dove chi lo scrive è una personcina veramente gradevole. Leggendo i suoi articoli esco dalla quotidianità: beh, quando incontri belle persone è un piacere leggere ciò scrivono; e soprattutto: che bello osservare il modo in cui scrive e il pensiero colmo di voglia di vita; è contagioso, pare un blog solare: quando lo apri sembra luminoso e come il colore azzurro ti rilassa, quel blog ti tranquillizza. Magari il suo entusiasmo contagia pure me; speriamo …
No, il titolo del blog non ve lo dico: è un segreto.


Qui c’è un tempaccio non si può uscire fuori casa, tant’è che a un bel punto è comparso questo qui:

Questo è il posto in cui abito e la tromba d'aria che l'altro ieri se ne andava a spasso per il paese ...

Il tempo giusto per scrivere …

E dopo un po’ di pausa si riprende a correggere: questa è la mia routine quotidiana, almeno fino a quando non avrò finito tutto il lavoro che mi sono prefissato, che ovviamente non mi dispiace.
Siamo all’ottavo capitolo, rimangono ancora dodici capitoli e avrò terminato di sistemare anche il secondo manoscritto: lo stamperò com’è successo per il primo e lo poserò in bacheca accanto al suo predecessore, poi mi attenderà l’ultimo, almeno sono messi lì sistemati e perfetti (credevate che dicessi : “andranno in stampa …” sheee …).
Al prossimo post; buona giornata a tutti.

mercoledì 1 giugno 2011

Come passa il tempo, siamo dunque giunti al primo di giugno: divento sempre più vecchio … sigh!
Ricordo i giorni in cui ero solo un ragazzino, oh che belli che erano; voglio ritornare a quei tempi.
E detto la mia solita fesseria, passiamo a cose serie:

Tutte le persone che hanno letto il libro mi stanno facendo la stessa domanda: «perché non l’hanno stampato?».
«e chi lo sa? I professionisti sono loro, vuoi che non abbiano valutato i vari aspetti. Un motivo ci sarà, io di certo non posso saperlo; ma se così è andata: così doveva andare». Questa è stata la mia risposta.
Le persone che stanno leggendo il pdf sono un piccolo numero; ovviamente io non parlo di numeri esorbitanti da casa editrice (dalle 10.000 in su), mi aggiro sui 103, in verità 102 poiché il 103° sono io: l’ho provato per vedere se il file era leggibile. Tutti coloro che lo hanno finito mi riferiscono che non hanno trovato errori e che parliamo di una bella storia che si legge senza problemi e non è pesante.
Beh, almeno delle piccole soddisfazioni arrivano.
Io spero vivamente che il libro non vada perso, mi dispiacerebbe aver lavorato per nulla; alcune volte penso che i miei personaggi si sono scelti il narratore sbagliato: sarebbe stato più saggio per loro scegliersi una persona facoltosa; l’accesso alla stampa sarebbe stato assicurato. Immaginatemi al pc mentre scrivo; un giorno pensai ad alta voce, mi girai dietro di me ruotando leggermente la testa e annuendo dissi: «ma voi proprio a me dovevate rivolgervi?». Ovviamente il mio pensiero era diretto ai personaggi del libro.
Quando ripresi la posizione normale dinnanzi allo schermo, mi accorsi che non ero solo in quella stanza: mia moglie mi stava osservando con gli occhi semi chiusi ed espressione attonita.
Io chiesi: «c’è qualcosa che non va?».
Lei mi rispose: «e me lo chiedi pure …».
Io feci un’altra domanda: «perché cos’è successo?».
La sua risposta fu: «beh, lasciamo perdere». E annuendo continuò: «andiamo bene; adesso ti sei messo pure a parlare da solo».
In seguito dondolando la testa mi salutò e andò a fare alcune commissioni. Non mi ero accorto di aver pensato ad alta voce: che dite, sono messo male? Hm …

L’editing e la correzione finale del 2° manoscritto procede veloce: sono giunto al settimo capitolo e penso di terminarlo in circa un paio di mesi, per quanto concerne la sua lettura, beh per quello dovrò valutare una serie di dati che per il momento non sono molto incoraggianti; però alla cosa penserò in seguito.

Ora vorrei parlarvi del quarto libro che sto cercando di scrivere:

Quando scrivi un libro, ti poni alcuni obiettivi. Quello che mi son prefissato io con questo manoscritto è di narrare fatti storici realmente accaduti e di riuscire ad attirare l’attenzione dei giovani su temi estremamente seri. Questa idea mi è venuta quando, assistendo a una lezione di storia, guardandomi attorno, vidi la maggior parte dei ragazzi annoiati e quasi in catalessi: perché non rendere la storia una narrazione piacevole e melodiosa? Magari rendendola attraente persino per ragazzi di 12 – 13 anni, anche se si tratta di materie pesanti e che parlano di fatti atroci realmente accaduti: la storia è ciò che abbiamo fatto, nel bene e nel male; va tramandata ai giovani ad ogni costo, essi devono sapere gli errori commessi e devono evitare che si ripresentino di nuovo.
Gli storici dicono che la storia si ripete ciclicamente; beh, posso affermare che essa si ripete se le nuove generazioni la ignorano perché non gli viene insegnata. Abbiamo l’obbligo di testimoniare ciò che l’uomo ha fatto, soprattutto se quando parliamo di storia, parliamo di fatti atroci quali le guerre e, come non ricordare la più feroce di esse: parlo della seconda guerra mondiale.

Questi i dati a circa 66 anni dalla sua fine:

Vittime seconda guerra mondiale

Vittime Totali
71,090,060 persone morte.

Fonte:
Joseph V. O'Brien, Dipartimento di Storia – John Jay College of Criminal Justice, New York, NY, USA.

Questa è la cosa di cui c’è da vergognarsi: I campi di concentramento ...

Il totale di tutte le vittime dei campi presenti nei vari stati (Germania, Polonia, Italia ecc.) ammonta a circa 6 milioni di morti (5.919.482 è il numero che si ottiene sommando le vittime di campi grandi e piccoli) dal 1933 al 1945. Queste morti sono concentrate per la stragrande maggioranza dal 1939 al 1945.
E pensate che fra loro ci sono bambini, di cui preferisco non scrivere numeri: ora, immaginate gli occhi di quei bambini che vi fissano mentre sono scortati sotto minaccia di armi alle docce a gas; quello sguardo è una coltellata al cuore per qualsiasi essere umano che ha dei sentimenti e chi ha il coraggio di sopprimere un’anima innocente; che male hanno fatto? Il mio cuore ferito, in quel caso non avrebbe sanguinato, poiché privo di plasma.
Un numero sproporzionato di anime innocenti sono state soppresse per la bramosia di una cerchia di persone: possiamo permettere che accada ancora? Per come la vedo io, questi fatti vanno tramandati e fatti vedere: non devono accadere più. In vero però, è insito nell’animo umano ripetere ciò che è avvenuto: Srebrenica vi dice qualcosa? 8000 civili massacrati … ed era a due passi dall’Europa che non ha mosso un dito per evitarlo.

Ritorniamo al libro che sto per stendere:

È un libro storico, ma con leggere venature fantascientifiche: un uomo si ritroverà a vivere la campagna di Russia nell’esercito Italiano e si dovrà ritirare a piedi passando dai vari paesi occupati.
Non dico altro, ma vi posto la prefazione, che vi avviso è un po’ pesante dato anche l’argomento. Essa è rimata e la posto poiché si rende necessario farlo:

“questo è il suo titolo: I giorni bui dell’umanità”


Vi fu un tempo in cui l’Uomo superò qualsiasi immaginazione e commise ogni sorta di abominio causando quasi il suo sterminio.
Guerra, pestilenza e triste sofferenza furono all’ordine del giorno in quel nefasto periodo: non vi fu alcuna distinzione fra benevolenza e intolleranza.
Uomini ridotti in schiavitù, asserviti al Dio Danaro e a un Despota avaro;
costui in cerca di gloria seppellì la memoria elevando agli onori degli altari bugie, dando falsa speranza e facendo attecchire l’ignoranza.
In una lotta fratricida, l’intera popolazione mondiale regredì al periodo medioevale;
donne deturpate da eserciti stranieri si piegarono a denti stretti, speranzose nel ritorno delle epoche gloriose.
Nessun uomo sfuggì al rastrellamento messo in atto in quel momento, tutti furono arruolati e costretti a partire mal armati verso un fronte mobile per un fine dichiarato nobile.
Uomini, Donne, Bambini, spogliati di ogni avere e, cosa più grave, di dignità e dispiacere.
Fu coniato un nuovo termine: Deportazione, per celare l’intenzione di porre fine a un’intera popolazione;
e cosa ancor più triste, la rassegnazione delle persone: buona parte di esse fece finta di non vedere ciò che stava accadendo;
chi per paura, chi per omertà, fecero finta di non avere dignità.
Ma ci fu di peggio: molti di loro provarono piacere nel vedere sopprimere crudelmente e in maniera dura, famiglie intere, colpevoli, secondo un’ideologia malata, di non appartenere alla razza pura.
Non furono risparmiati neppure i Bambini, assieme alle loro famiglie furono trucidati da soldati malfamati;
i loro occhi avrebbero disarmato persino la più feroce delle bestie, ma l’uomo si dimostrò essere ben più spietato, non fermandosi nemmeno di fronte a esseri indifesi;
fu peggio della peste.
Cinque lunghi anni fra torture e uccisioni senza alcune distinzioni.
Vi fu un tempo in cui l’Uomo superò qualsiasi immaginazione, commettendo ogni sorta di sopraffazione e quasi fu la causa della sua distruzione; ci fu un tempo in cui l’umanità fu temuta per la sua crudeltà.
La tecnologia sostituì la filosofia, la conoscenza venne offuscata dalla scemenza, la vita perse il suo valore, sostituita da un bene superiore imposto da un Dittatore.
Quel tempo fu un’epoca in cui persino l’entità Diabolica fu spaventata dalla crudeltà cinica dell’Umanità, la quale, superò la stessa in malvagità e quell’entità scomparve celandosi nell’oscurità, speranzosa che l’occhio dell’uomo non si posasse su quel nascondiglio.
A debita distanza, una riflessione acquisterebbe importanza: quegli occhi spalancati chiedono ancora pietà, sentimento dimenticato dall’umanità e la voce di quei bambini in tenera età pare proprio lacerare il tempo, come a cercare di non far dimenticare la folle ideologia che fu causa di quella nefasta epidemia.

Eccoci qui, l’ho fatto.

Spero di non aver impressionato nessuno, ma è in effetti quello che la razza umana ha fatto e le cose vanno dette per quello che sono.
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