Beh, diciamo che i lavori procedono senz’intoppi; se continuo così, nel prossimo post, potrò farvi vedere stampato anche l’ennesimo manoscritto.
Certo, potrei lavorare con più costanza, ma mi accorgo che dopo tre ore passate a correggere ed impaginare il testo la vista incomincia a venir meno; ho paura che sia arrivata l’ora di mettere gli occhiali …
In questo testo ho trovato molti refusi, lo debbo dire, tant’è che ho tagliato parecchio; ma adesso dovrebbe essere pronto per la lettura.
Ovvio … Distribuirò il libro alle mie lettrici che gentilmente mi faranno presente gli eventuali errori sfuggiti alla mia visione; ecco: una sorta di lettura incrociata.
Mi mancano ancora quattro capitoli da 5000 parole l’uno da correggere, in seguito stamperò e rilegherò; penso che ci vogliano ancora cinque giorni ed il settimo libro acquisirà consistenza.
Devo però, incominciare a pensare alla costruzione di una teca abbastanza grande la quale possa contenere tutti gli otto libri che ho scritto.
A riguardo ho alcune idee che in seguito vedrò di sviluppare.
Per quanto riguarda “Disperso nel tempo – l’epilogo –“(ricorderete che è già stato dato in lettura alle gentilissime lettrici che mi sopportano ormai da lungo tempo; gli ho promesso che in caso fosse stato stampato un libro, gli avrei pagato una cena a base di pesce; ma ho tanto l’impressione che dovranno accontentarsi del fastfood, che ovviamente dovrò pagare con i soldi del mio budget “sottile come un foglio di carta”), beh … Tutte riferiscono: «Ma che bello che è.», «Si legge veramente bene.», «Era ora che mi dessi il proseguo del libro».
A quanto pare piace; ora … Spero che ciò che mi dicono non sia frutto del timore che io mi offenda, di questo però non posso essere sicuro.
Ad ogni modo le devo ringraziare tanto, quei pareri entusiasti mi hanno spronato a finire tutto quello che ho iniziato.
Invece, per quanto concerne l’invio di “l’avventura di Luminos, la lucciola che non si accendeva” ad una casa editrice, beh: nessuna risposta, e sono passati cinque mesi dall’invio del libro stampato e rilegato; ciò vuol dire: rifiuto, quindi prendo atto che anche il penultimo invio da me fatto è caduto nel vuoto.
Rimane dunque l’ultimo invio fatto pochi giorni fa: un capitolo di “Gigante Rossa – L’umana nemesi – “ per via telematica; entro un paio di mesi, se non riceverò alcuna risposta, dedurrò che l’ennesimo manoscritto è stato rifiutato; sarà dunque inutile insistere con gli invii dopo quest’ultimo, se andrà come sono andati gli altri.
Ho deciso che è ora di fermare gli invii dei testi, poiché ne ho inviato veramente un bel po’ dall’inizio della mia avventura come autore; d’altronde è anche giusto prendere atto della realtà: che dite voi?
Al prossimo post, che spero sia corredato dalle foto del mio ultimo libro stampato; occhi permettendo …
Un saluto a tutti i lettori.
Vi piace leggere? Vi piacciono le storie? Beh … Se la risposta alle domande è sì, allora siete arrivati nel posto giusto. Questo è un blog dal quale potrete leggere un bel po’ di storie …
La magia di narrare storie.
La magia di narrare storie 2
Do you enjoy reading? Do you like stories? Well ... If the answer to the questions is yes, then you've come to the right place. This is a blog where you can read a lot 'of stories …
All the books featured on the blog are not published.
The rights were not given to anyone, they have been printed by the author unaided by any publishing house or publishing fee.
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Pagine
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Trilogia stampata su carta
Inedito; stampato dall'autore in autonomia senz'appoggio di alcuna casa editrice o di print on demand.
Diario di un Aspirante Scrittore ...
Questo è il blog di un aspirante scrittore ...
Egli non scrive per soldi, non scrive per fama; scrive perché ha delle storie da raccontare.
Il blog non è stato pensato come forma pubblicitaria, ma come un diario; diario che testimonia il lavoro svolto da un qualsiasi aspirante scrittore, che vi assicuro è enorme.
L'aspirante scrittore è giorno e notte dedito alla stesura del proprio romanzo sottraendo tempo alle persone care; ciononostante, soprattutto se non ha la forza economica necessaria per accedere alla stampa, egli lo fa soltanto per puro amore dei personaggi del libro: affinché loro non muoiano.
Per chiunque pensi che scrivere un libro equivalga ad arricchirsi: beh, vi devo dare una spiacevole notizia ...
Nessuno vi aiuterà; non ci saranno amici; non ci saranno editori parsimoniosi che caparbiamente scruteranno il vostro testo, a maggior ragione per uno sconosciuto; ogni vostra richiesta ad una qualsiasi persona verrà intesa come fastidiosa poiché ognuno vuole ascoltare solo se stesso e non si è disposti ad ascoltare gli altri; tutto quello che vi guadagnerete non ve lo regalerà nessuno, ma ve lo suderete faticosamente e, a meno che non siate in grado di comprarvelo (facendo così ucciderete ciò che avete scritto però), sarà un calvario.
Scrivere significa dedicarsi interamente alla storia e nessuno lo fa per arricchirsi, soprattutto chi conosce il mondo dei libri nel nostro paese.
Io spero che questo diario informatico, un giorno, testimoni l’immane fatica che ogni scrittore esordiente fa per stendere il proprio romanzo; e a coloro i quali pensano che ognuno di noi scrive per soldi dico: «Scrivete per un po’ ... Poi darete il vostro parere».
Voi sarete soli, con una mole di lavoro da svolgere e nessun aiuto; noterete la diffidenza delle persone alle quali vi siete rivolti e avrete la necessità di raccontare una storia.
Ecco: questo è l’aspirante scrittore.
Egli non scrive per soldi, non scrive per fama; scrive perché ha delle storie da raccontare.
Il blog non è stato pensato come forma pubblicitaria, ma come un diario; diario che testimonia il lavoro svolto da un qualsiasi aspirante scrittore, che vi assicuro è enorme.
L'aspirante scrittore è giorno e notte dedito alla stesura del proprio romanzo sottraendo tempo alle persone care; ciononostante, soprattutto se non ha la forza economica necessaria per accedere alla stampa, egli lo fa soltanto per puro amore dei personaggi del libro: affinché loro non muoiano.
Per chiunque pensi che scrivere un libro equivalga ad arricchirsi: beh, vi devo dare una spiacevole notizia ...
Nessuno vi aiuterà; non ci saranno amici; non ci saranno editori parsimoniosi che caparbiamente scruteranno il vostro testo, a maggior ragione per uno sconosciuto; ogni vostra richiesta ad una qualsiasi persona verrà intesa come fastidiosa poiché ognuno vuole ascoltare solo se stesso e non si è disposti ad ascoltare gli altri; tutto quello che vi guadagnerete non ve lo regalerà nessuno, ma ve lo suderete faticosamente e, a meno che non siate in grado di comprarvelo (facendo così ucciderete ciò che avete scritto però), sarà un calvario.
Scrivere significa dedicarsi interamente alla storia e nessuno lo fa per arricchirsi, soprattutto chi conosce il mondo dei libri nel nostro paese.
Io spero che questo diario informatico, un giorno, testimoni l’immane fatica che ogni scrittore esordiente fa per stendere il proprio romanzo; e a coloro i quali pensano che ognuno di noi scrive per soldi dico: «Scrivete per un po’ ... Poi darete il vostro parere».
Voi sarete soli, con una mole di lavoro da svolgere e nessun aiuto; noterete la diffidenza delle persone alle quali vi siete rivolti e avrete la necessità di raccontare una storia.
Ecco: questo è l’aspirante scrittore.
Scrittore è:
Uno scrittore è chiunque crei un lavoro scritto e chi scrive in diverse forme e generi più o meno codificati.
E come esimersi dal citare:
« Io ho nelle ossa l'odio per l'apartheid; e più di ogni cosa io detesto la segregazione e la separazione di Linguaggio e Letteratura. Non m'importa quale di essi voi riteniate Bianco. »
"John Ronald Reuel T."
Questa poi, è bellissima:
« Il lettore più critico di tutti, me stesso, ora riesce a vedere molti difetti, grandi e piccoli, ma non essendo sotto l'obbligo di revisionare il libro o di riscriverlo ancora una volta, lascerà che essi rimangano nel silenzio, eccetto per uno che è stato notato dagli altri: il libro è troppo corto. »
"John Ronald Reuel T."
E come esimersi dal citare:
« Io ho nelle ossa l'odio per l'apartheid; e più di ogni cosa io detesto la segregazione e la separazione di Linguaggio e Letteratura. Non m'importa quale di essi voi riteniate Bianco. »
"John Ronald Reuel T."
Questa poi, è bellissima:
« Il lettore più critico di tutti, me stesso, ora riesce a vedere molti difetti, grandi e piccoli, ma non essendo sotto l'obbligo di revisionare il libro o di riscriverlo ancora una volta, lascerà che essi rimangano nel silenzio, eccetto per uno che è stato notato dagli altri: il libro è troppo corto. »
"John Ronald Reuel T."
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo art. 27.
«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»
"La libertà senza la giustizia sociale non è che una conquista fragile, che si risolve per molti nella libertà di morire di fame".
Sandro. P. (1896 – 1990)
Sandro. P. (1896 – 1990)
giovedì 28 febbraio 2013
lunedì 18 febbraio 2013
Disperso nel tempo - l'epilogo - stampato su carta (no, non da una casa editrice ...).
Questa foto è la prova che anche l’ennesimo manoscritto è stato stampato su carta.
L’ho rilegato, stampato ed ho curato la grafica personalmente (ricordate: qui, rivolgersi a terzi, ha un costo spropositato; dunque è opportuno arrangiarsi da soli).
Questo è quello che una singola persona (da sola) è in grado di fare …
Non badate alla foto; essa non dà giustizia al libro: credetemi se vi dico che è venuto veramente bene.
Proprio pochi minuti fa ho distribuito una copia alle mie lettrici, in modo che possano verificare le eventuali incongruenze e carpire gli errori che mi sono sfuggiti; intanto ho conservato nella bacheca di casa il sesto libro che ho stampato.
Il passo successivo sarà quello di correggere Gigante Rossa (l’umana nemesi), impaginarlo, curare la grafica ed infine stamparlo e rilegarlo.
Una volta che l’avrò fatto posterò la foto del manoscritto rilegato sul blog, come ho fatto per tutti i miei libri.
Soltanto due libri, di conseguenza, mi separano dal lasciare una traccia tangibile del lavoro che ho svolto in tutti questi anni.
La mole di lavoro è enorme, non lo nego, ma a Dio piacendo sarò presto in grado di concentrarmi sul testo (Maximilian Arlstain – Il canto dell’arcangelo –); come certo ricorderete ho intenzione di rileggerlo alla ricerca di altri errori, perfezionarlo, trasformarlo in pdf e permettere, a chiunque lo voglia, di scaricarlo gratuitamente.
Sarete d’accordo con me che 700 pagine a5 (400 pagine a4), siano un bell’impegno per soli due occhi; dunque l’impresa sarà ardua, ma mi ritengo abbastanza tenace da portare a termine ciò che ho iniziato.
Lo so, lo ripeto spesso, anch’io odio leggere al pc, gli occhi si stancano prima e mi manca l’odore della carta ed il suo colore, tuttavia è l’unico modo in cui posso far leggere senza problemi i miei libri (dieci anni di calvario e di ricerche di collaborazioni rifiutate lo testimoniano).
Sapete, questo periodo non è stato del tutto negativo: a furia di ricevere porte in faccia (per chi legge il blog dall’estero: “porte in faccia” è un modo ironico di intendere i continui rifiuti; direi perenni …) il mio naso, che prima era allungato, è diventato piatto; sono più bello adesso …
Ebbene, se avete letto il primo libro e vi è piaciuto … Passerà un po’ di tempo, ma vi farò leggere anche il seguito; parola mia.
Ovvio: link sotto quello già esistente e download free per mezzo di google drive; pdf a disposizione di tutti gli amanti del fantasy.
Ora però devo assolutamente concentrarmi sulla stampa dei restanti due libri; mi piace immaginare che essi siano tangibili e possano essere letti come dei veri e propri libri: sfogliando le pagine di carta.
Al prossimo post; ci aggiorneremo durante l’evolversi dei lavori: il blog ne sarà la testimonianza.
lunedì 11 febbraio 2013
Intenzione di stampare tutti i testi da me scritti.
Dunque …
Dato che la fase di stesura libri è terminata, non mi rimane che organizzare i prossimi passi.
Per organizzazione dei prossimi passi, voglio dire la gestione del lavoro che intendo compiere ancora sui testi già scritti.
Ci sono otto libri inediti da curare, di cui cinque sono già stati stampati; ovvio che essi non sono stati stampati da alcun editore, ma da me stesso in tutta autonomia e senza l’ausilio di nessun “professionista del settore”.
Lo stampare in proprio include il sobbarcarsi di tutti gli oneri che ciò comporta, incluso gli obblighi di revisione del testo, correzione, impaginazione, stampa, cura della grafica, rilegare i testi, assemblaggio e stampa della copertina; il tutto per far nascere quelli che saranno i libri.
Prima di procedere nella scrittura di questo post ci tengo a precisare che il blog è stato pensato per lasciare una traccia dei miei lavori, poiché non si riusciva, e tuttora non si riesce, a trovare un canale di stampa per portare all’attenzione del pubblico le storie che ho scritto.
Come ho sempre detto, l’aver scritto un libro di certo non dà il diritto alla stampa; quella si deve guadagnare con il lavoro.
È anche vero che il dubbio della leggibilità (da parte mia) debba essere sempre tenuto presente, in tutta onestà.
Tuttavia, da autore, sinceramente mi dispiace che nessuno legga i miei romanzi.
È per questo motivo che, pur di farli leggere, ho aperto il blog.
Esso ha la funzione di testimoniare il lavoro fatto da una singola persona che, bene o male, ha sviluppato una sua personale convinzione: se ti piace fare qualcosa, perché non metterla a disposizione di chi ha la tua stessa passione.
Sappiate che una singola persona di certo non può sperare d’arrivare alla perfezione; è logico che qualche manchevolezza la troverete: siamo tutti umani e ciò comporta l’imperfezione.
Ma una cosa è certa: perché rinunciare? E non è forse una testimonianza d’interesse genuino quello d’esporsi in prima persona, addirittura mettendo a disposizione la prima stesura gratuitamente (parliamo di 256 pagine a4 e di quasi ottocento ore di lavoro).
Sappiate che con il tempo sarà messa a disposizione gratuitamente anche la seconda avventura di Maximilian (400 pagine a4 e tante ore di lavoro spese sopra il testo che non sono in grado di quantificare poiché ad un certo punto ho perso il conto).
Un solo rammarico … Se avessi trovato collaborazione, avrei potuto scrivere di più, fare di più, inventare di più; ma come si evince, non è scritto che ciò debba accadere.
Ma ritorniamo al discorso degli oneri che accompagnano l’aver deciso di scrivere dei romanzi in un luogo dove non c’è bisogno di scriverli …
La collaborazione costa uno sproposito; questi alcuni preventivi che mi sono arrivati:
Correzione ed editing: € 2500;
Aggiustamento della grafica: € 7000;
Rilegare e stampare circa 300 esemplari: € 3000.
€ 2500 + € 7000 + € 3000 = € 12500 … Praticamente sei mesi di stipendio lordo di un operaio.
E sicuramente ho dimenticato di citare alcune cose: pubblicità etc.
Mi dite voi se si può chiedere una tale somma ad un autore sconosciuto? Voi non pensereste d’esser stati scambiati per un pollo da spennare se vi arrivassero tali proposte?
Ho l’impressione che la pensiate allo stesso mio modo …
Comunque; se queste sono le prospettive, beh … Vi piace leggere fantasy? Ebbene, potreste provare a leggere le avventure di Maximilian Arlstain: la storia che ha scritto uno sconosciuto e per la quale ha lavorato molti anni.
Il concetto è semplice: ci sono “mondi” chiusi da preconcetti, corporativismi e quant’altro, in cui un estraneo non deve nemmeno provare ad entrare; non importa se costui ha delle buone capacità o meno, o peggio: è geniale … L’importante è proteggere la posizione di chi quel “mondo” lo sente il proprio.
Ci sono miriadi di esempi a tale proposito:
Giuseppe Verdi – Respinto al conservatorio per ragioni sconosciute ed arcane;
Guglielmo Marconi – Scacciato dal ministero delle poste e telecomunicazioni alla sola età di vent’anni poiché la sua idea della telegrafia senza fili via onde radio non era ritenuta valida (grazie a Dio gli inglesi hanno capito l’importanza di quel progetto; fosse stato per noi …).
Potrei riempire pagine e pagine di esempi uguali a quelli appena fatti, ma per sopraggiunto senso di profonda tristezza ometterò di farlo.
Ma torniamo alle mie intenzioni:
dato che già sono cinque i libri i quali hanno avuto i natali su carta, adesso mi sono concentrato sui restanti manoscritti.
Sto correggendo il manoscritto “Disperso nel tempo – l’epilogo –“, una volta terminato procederò alla sua stampa, in seguito lo rilegherò; e così via per tutti i testi che sono rimasti, fino a quando anche l’ultimo sarà stato rilegato.
Allora io avrò finito il mio lavoro e ciò sarà testimoniato dalla pubblicazione di una foto che ritrae tutti gli otto libri stampati; in quell’istante anche il blog non avrà più motivo d’essere aggiornato: converrete con me che non avrei argomenti di cui scrivere e potrei divenire noioso e ripetitivo.
Ciò sarebbe un peccato, poiché il blog ha proprio l’obiettivo di testimoniare l’esperienza di colui che quando ha iniziato era un ragazzo e che ha continuato a lavorare nonostante una desolante sensazione, che poi è divenuta una certezza, purtroppo …
È opportuno che chi abbia letto il blog fino a questo momento lo continui a leggere volentieri, cosa che non avverrebbe se diventassi ripetitivo; non credete?
Un saluto a tutti i lettori; al prossimo post …
Dato che la fase di stesura libri è terminata, non mi rimane che organizzare i prossimi passi.
Per organizzazione dei prossimi passi, voglio dire la gestione del lavoro che intendo compiere ancora sui testi già scritti.
Ci sono otto libri inediti da curare, di cui cinque sono già stati stampati; ovvio che essi non sono stati stampati da alcun editore, ma da me stesso in tutta autonomia e senza l’ausilio di nessun “professionista del settore”.
Lo stampare in proprio include il sobbarcarsi di tutti gli oneri che ciò comporta, incluso gli obblighi di revisione del testo, correzione, impaginazione, stampa, cura della grafica, rilegare i testi, assemblaggio e stampa della copertina; il tutto per far nascere quelli che saranno i libri.
Prima di procedere nella scrittura di questo post ci tengo a precisare che il blog è stato pensato per lasciare una traccia dei miei lavori, poiché non si riusciva, e tuttora non si riesce, a trovare un canale di stampa per portare all’attenzione del pubblico le storie che ho scritto.
Come ho sempre detto, l’aver scritto un libro di certo non dà il diritto alla stampa; quella si deve guadagnare con il lavoro.
È anche vero che il dubbio della leggibilità (da parte mia) debba essere sempre tenuto presente, in tutta onestà.
Tuttavia, da autore, sinceramente mi dispiace che nessuno legga i miei romanzi.
È per questo motivo che, pur di farli leggere, ho aperto il blog.
Esso ha la funzione di testimoniare il lavoro fatto da una singola persona che, bene o male, ha sviluppato una sua personale convinzione: se ti piace fare qualcosa, perché non metterla a disposizione di chi ha la tua stessa passione.
Sappiate che una singola persona di certo non può sperare d’arrivare alla perfezione; è logico che qualche manchevolezza la troverete: siamo tutti umani e ciò comporta l’imperfezione.
Ma una cosa è certa: perché rinunciare? E non è forse una testimonianza d’interesse genuino quello d’esporsi in prima persona, addirittura mettendo a disposizione la prima stesura gratuitamente (parliamo di 256 pagine a4 e di quasi ottocento ore di lavoro).
Sappiate che con il tempo sarà messa a disposizione gratuitamente anche la seconda avventura di Maximilian (400 pagine a4 e tante ore di lavoro spese sopra il testo che non sono in grado di quantificare poiché ad un certo punto ho perso il conto).
Un solo rammarico … Se avessi trovato collaborazione, avrei potuto scrivere di più, fare di più, inventare di più; ma come si evince, non è scritto che ciò debba accadere.
Ma ritorniamo al discorso degli oneri che accompagnano l’aver deciso di scrivere dei romanzi in un luogo dove non c’è bisogno di scriverli …
La collaborazione costa uno sproposito; questi alcuni preventivi che mi sono arrivati:
Correzione ed editing: € 2500;
Aggiustamento della grafica: € 7000;
Rilegare e stampare circa 300 esemplari: € 3000.
€ 2500 + € 7000 + € 3000 = € 12500 … Praticamente sei mesi di stipendio lordo di un operaio.
E sicuramente ho dimenticato di citare alcune cose: pubblicità etc.
Mi dite voi se si può chiedere una tale somma ad un autore sconosciuto? Voi non pensereste d’esser stati scambiati per un pollo da spennare se vi arrivassero tali proposte?
Ho l’impressione che la pensiate allo stesso mio modo …
Comunque; se queste sono le prospettive, beh … Vi piace leggere fantasy? Ebbene, potreste provare a leggere le avventure di Maximilian Arlstain: la storia che ha scritto uno sconosciuto e per la quale ha lavorato molti anni.
Il concetto è semplice: ci sono “mondi” chiusi da preconcetti, corporativismi e quant’altro, in cui un estraneo non deve nemmeno provare ad entrare; non importa se costui ha delle buone capacità o meno, o peggio: è geniale … L’importante è proteggere la posizione di chi quel “mondo” lo sente il proprio.
Ci sono miriadi di esempi a tale proposito:
Giuseppe Verdi – Respinto al conservatorio per ragioni sconosciute ed arcane;
Guglielmo Marconi – Scacciato dal ministero delle poste e telecomunicazioni alla sola età di vent’anni poiché la sua idea della telegrafia senza fili via onde radio non era ritenuta valida (grazie a Dio gli inglesi hanno capito l’importanza di quel progetto; fosse stato per noi …).
Potrei riempire pagine e pagine di esempi uguali a quelli appena fatti, ma per sopraggiunto senso di profonda tristezza ometterò di farlo.
Ma torniamo alle mie intenzioni:
dato che già sono cinque i libri i quali hanno avuto i natali su carta, adesso mi sono concentrato sui restanti manoscritti.
Sto correggendo il manoscritto “Disperso nel tempo – l’epilogo –“, una volta terminato procederò alla sua stampa, in seguito lo rilegherò; e così via per tutti i testi che sono rimasti, fino a quando anche l’ultimo sarà stato rilegato.
Allora io avrò finito il mio lavoro e ciò sarà testimoniato dalla pubblicazione di una foto che ritrae tutti gli otto libri stampati; in quell’istante anche il blog non avrà più motivo d’essere aggiornato: converrete con me che non avrei argomenti di cui scrivere e potrei divenire noioso e ripetitivo.
Ciò sarebbe un peccato, poiché il blog ha proprio l’obiettivo di testimoniare l’esperienza di colui che quando ha iniziato era un ragazzo e che ha continuato a lavorare nonostante una desolante sensazione, che poi è divenuta una certezza, purtroppo …
È opportuno che chi abbia letto il blog fino a questo momento lo continui a leggere volentieri, cosa che non avverrebbe se diventassi ripetitivo; non credete?
Un saluto a tutti i lettori; al prossimo post …
venerdì 1 febbraio 2013
Ottavo, ed ultimo mio libro, terminato.
È dunque arrivato il giorno in cui ho terminato il mio ottavo libro …
Una cosa è certa: non si scrivono otto libri se la scrittura non ti piace; nemmeno se il tuo obiettivo è arricchirti perché pensi che scrivere un libro significhi divenire famoso.
No … Direi proprio di no.
Di tutti i libri che ho scritto, questo è stato quello che mi è costato più fatica: pensate che ad un certo punto avevo considerato persino di lasciarlo a metà; era un brutto periodo quello, un periodo dove il morale era molto basso.
Tuttavia la mia caparbietà ha avuto la meglio; il lavoro, se lo inizi, va ultimato.
Ed è grazie a quest’idea che ho perseverato fino a che non ho terminato il libro, anche se debbo dire che le prospettive non paiono delle migliori.
Immaginate di dover lavorare in un contesto dove le speranze sono poche e dove ogni qual volta che vi rivolgete a qualcuno, quel qualcuno vi guardi come se voi chiedeste chissà che cosa.
Notate il suo sguardo che vi scruta come se stesse guardando un extraterrestre; in quel momento, anche se lui non parla, la domanda che vorrebbe farvi trapela nitida, gli occhi, infatti, parlano per lui.
E questa, secondo il mio modesto parere, è la domanda che lui sta pensando: «Ma cosa vuole questo … Vorrebbe che io gli stampassi il libro. Non è famoso, non ha fatto reality, è un perfetto sconosciuto e per di più scrive fantasy; mi avrà scambiato per stolto? Non vale la pena nemmeno leggerlo il suo testo …».
Poi … Uno si può sempre sbagliare, poiché la perfezione non è di questo mondo, però a me pare che assumano un’espressione il cui significato è appena stato scritto.
Ma ritorniamo al libro che ho appena terminato …
Questo è il titolo che io gli ho dato:
Gigante Rossa – Il destino del Mezzo Uomo – .
A me pare un ottimo titolo per il seguito dell’umana nemesi.
Queste sono le sue caratteristiche, che poi, in gergo editoriale si trasformano in cartelle:
pagine A5: 327;
parole: 60.381;
caratteri spazi esclusi: 315.359;
caratteri spazi inclusi: 372.625;
paragrafi: 3.337;
righe: 9.233.
Le cartelle “standard”, se non ricordo male, sono calcolate nel seguente modo:
ogni 1800 caratteri (suppongo spazi inclusi) equivalgono ad una cartella standard; dunque, il destino del Mezzo Uomo è grande 207 cartelle, che vanno arrotondate a 208.
Questa è la copertina:
Come sapete essa è stata fatta da me, che poi non sono un grande disegnatore; penso si evinca anche dalle altre sette copertine che ho già disegnato per i miei precedenti libri.
Ora parliamo della storia che contiene …
Beh; sapete che il primo libro, Gigante Rossa – L’umana Nemesi –, è ambientato in un futuro remoto, durante un evento apocalittico.
L’uomo si trova a fronteggiare una forza che va oltre la sua comprensione e di fatti finisce per dover fuggire da quella forza.
Ebbene, questo secondo libro è incentrato su come l’uomo abbia deciso di fuggire e sulla remota possibilità che esso ci riesca.
L’umanità dovrà affrontare una miriade di esseri mutati per via delle radiazioni del Sole, oltre che a fronteggiare l’energia destabilizzata della stella stessa; secondo voi gli esseri umani riusciranno a scappare? In che modo? E dove andranno?
Un viaggio nello spazio infinito è l’unica prospettiva di salvezza per evitare l’estinzione.
Questa è la quarta di copertina:
"La stella di un remoto sistema solare reclama il suo tributo.
Anni ed anni di civiltà stanno per essere cancellati.
Due uomini s’incamminano lungo un percorso irto di pericoli con lo scopo di salvare più vite possibili: la speranza è l’unica forza che li sospinge lungo un territorio inesplorato.
La vita, così come noi la conosciamo, è giunta alla fine dei suoi giorni …".
Dunque; penso di aver scritto tutto quello che potevo sul libro appena terminato; ora devo solo staccarmi un po’ da esso, per poi ritornare a lavorarci su in un secondo momento, in modo che io possa scremarlo dagli errori e dai refusi.
Chiunque segua il blog sa che è mia intenzione non scrivere più libri: Gigante Rossa – Il destino del Mezzo Uomo – è l’ultimo mio libro; penso che otto libri inediti siano già un record; non vorrei entrare nel guinness dei primati scrivendone ancora altri che sono destinati a non essere pubblicati.
Mi viene in mente quando comunicai ad una persona (anche lei in cerca d’editore) che avevo intenzione di proporre i miei lavori a delle case editrici; la risposta che mi diede mi lasciò perplesso in un primo momento.
Eccola: «Tu vuoi pubblicare qui? Eh … Auguri! Sono un bel po’ di anni che io ci provo: sto collezionando un sacco di “non risposte”. Spero che a te vada meglio».
Io invece non sono così pessimista, sono dell’opinione che bisogna essere positivi.
Pertanto sono sicuro che se un lavoro vale, prima o poi il lettore lo leggerà; se esso non vale, beh … L’unico a fare una brutta figura è stato l’autore; in questo caso Io, anche se debbo dire che non mi piace fare le brutte figure e pertanto pondero bene ciò che faccio prima di muovermi.
Ed allora: non mi rimane che fare un grosso in bocca al lupo a chiunque intenda percorrere la stessa strada percorsa da me; non sono in grado di dare alcun consiglio, ma di una cosa sono sicuro: arriveranno tante proposte di gente losca che vi chiederanno soldi; sì, esatto: soldi per stampare il vostro manoscritto, oppure per pubblicare la vostra prosa su fantomatiche riviste.
Io non ho voluto, e non intendo farlo, accettare; poiché sono dell’opinione che non si diventa scrittori pagando l’editore: scrittori si diventa perché si scrive con il cuore e perché ciò che si scrive contiene letteratura (un messaggio costruttivo); dunque, chiunque scriva un libro, sia esso pubblicato o meno, per me è uno scrittore.
Come sempre un saluto a tutti i lettori del blog: al prossimo post …
Una cosa è certa: non si scrivono otto libri se la scrittura non ti piace; nemmeno se il tuo obiettivo è arricchirti perché pensi che scrivere un libro significhi divenire famoso.
No … Direi proprio di no.
Di tutti i libri che ho scritto, questo è stato quello che mi è costato più fatica: pensate che ad un certo punto avevo considerato persino di lasciarlo a metà; era un brutto periodo quello, un periodo dove il morale era molto basso.
Tuttavia la mia caparbietà ha avuto la meglio; il lavoro, se lo inizi, va ultimato.
Ed è grazie a quest’idea che ho perseverato fino a che non ho terminato il libro, anche se debbo dire che le prospettive non paiono delle migliori.
Immaginate di dover lavorare in un contesto dove le speranze sono poche e dove ogni qual volta che vi rivolgete a qualcuno, quel qualcuno vi guardi come se voi chiedeste chissà che cosa.
Notate il suo sguardo che vi scruta come se stesse guardando un extraterrestre; in quel momento, anche se lui non parla, la domanda che vorrebbe farvi trapela nitida, gli occhi, infatti, parlano per lui.
E questa, secondo il mio modesto parere, è la domanda che lui sta pensando: «Ma cosa vuole questo … Vorrebbe che io gli stampassi il libro. Non è famoso, non ha fatto reality, è un perfetto sconosciuto e per di più scrive fantasy; mi avrà scambiato per stolto? Non vale la pena nemmeno leggerlo il suo testo …».
Poi … Uno si può sempre sbagliare, poiché la perfezione non è di questo mondo, però a me pare che assumano un’espressione il cui significato è appena stato scritto.
Ma ritorniamo al libro che ho appena terminato …
Questo è il titolo che io gli ho dato:
Gigante Rossa – Il destino del Mezzo Uomo – .
A me pare un ottimo titolo per il seguito dell’umana nemesi.
Queste sono le sue caratteristiche, che poi, in gergo editoriale si trasformano in cartelle:
pagine A5: 327;
parole: 60.381;
caratteri spazi esclusi: 315.359;
caratteri spazi inclusi: 372.625;
paragrafi: 3.337;
righe: 9.233.
Le cartelle “standard”, se non ricordo male, sono calcolate nel seguente modo:
ogni 1800 caratteri (suppongo spazi inclusi) equivalgono ad una cartella standard; dunque, il destino del Mezzo Uomo è grande 207 cartelle, che vanno arrotondate a 208.
Questa è la copertina:
Come sapete essa è stata fatta da me, che poi non sono un grande disegnatore; penso si evinca anche dalle altre sette copertine che ho già disegnato per i miei precedenti libri.
Ora parliamo della storia che contiene …
Beh; sapete che il primo libro, Gigante Rossa – L’umana Nemesi –, è ambientato in un futuro remoto, durante un evento apocalittico.
L’uomo si trova a fronteggiare una forza che va oltre la sua comprensione e di fatti finisce per dover fuggire da quella forza.
Ebbene, questo secondo libro è incentrato su come l’uomo abbia deciso di fuggire e sulla remota possibilità che esso ci riesca.
L’umanità dovrà affrontare una miriade di esseri mutati per via delle radiazioni del Sole, oltre che a fronteggiare l’energia destabilizzata della stella stessa; secondo voi gli esseri umani riusciranno a scappare? In che modo? E dove andranno?
Un viaggio nello spazio infinito è l’unica prospettiva di salvezza per evitare l’estinzione.
Questa è la quarta di copertina:
"La stella di un remoto sistema solare reclama il suo tributo.
Anni ed anni di civiltà stanno per essere cancellati.
Due uomini s’incamminano lungo un percorso irto di pericoli con lo scopo di salvare più vite possibili: la speranza è l’unica forza che li sospinge lungo un territorio inesplorato.
La vita, così come noi la conosciamo, è giunta alla fine dei suoi giorni …".
Dunque; penso di aver scritto tutto quello che potevo sul libro appena terminato; ora devo solo staccarmi un po’ da esso, per poi ritornare a lavorarci su in un secondo momento, in modo che io possa scremarlo dagli errori e dai refusi.
Chiunque segua il blog sa che è mia intenzione non scrivere più libri: Gigante Rossa – Il destino del Mezzo Uomo – è l’ultimo mio libro; penso che otto libri inediti siano già un record; non vorrei entrare nel guinness dei primati scrivendone ancora altri che sono destinati a non essere pubblicati.
Mi viene in mente quando comunicai ad una persona (anche lei in cerca d’editore) che avevo intenzione di proporre i miei lavori a delle case editrici; la risposta che mi diede mi lasciò perplesso in un primo momento.
Eccola: «Tu vuoi pubblicare qui? Eh … Auguri! Sono un bel po’ di anni che io ci provo: sto collezionando un sacco di “non risposte”. Spero che a te vada meglio».
Io invece non sono così pessimista, sono dell’opinione che bisogna essere positivi.
Pertanto sono sicuro che se un lavoro vale, prima o poi il lettore lo leggerà; se esso non vale, beh … L’unico a fare una brutta figura è stato l’autore; in questo caso Io, anche se debbo dire che non mi piace fare le brutte figure e pertanto pondero bene ciò che faccio prima di muovermi.
Ed allora: non mi rimane che fare un grosso in bocca al lupo a chiunque intenda percorrere la stessa strada percorsa da me; non sono in grado di dare alcun consiglio, ma di una cosa sono sicuro: arriveranno tante proposte di gente losca che vi chiederanno soldi; sì, esatto: soldi per stampare il vostro manoscritto, oppure per pubblicare la vostra prosa su fantomatiche riviste.
Io non ho voluto, e non intendo farlo, accettare; poiché sono dell’opinione che non si diventa scrittori pagando l’editore: scrittori si diventa perché si scrive con il cuore e perché ciò che si scrive contiene letteratura (un messaggio costruttivo); dunque, chiunque scriva un libro, sia esso pubblicato o meno, per me è uno scrittore.
Come sempre un saluto a tutti i lettori del blog: al prossimo post …
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