Come promesso, ecco il primo capitolo del libro; niente di avvincente, ma è pur sempre l'inizio di un romanzo.
Questo il link che porta alla pagina che lo contiene:
http://fantasyperadulti.blogspot.com/p/1-capitolo-disperso-nel-tempo-1942.html
Se non funzionasse il link sopaccitato, in alto sulla destra dello schermo c'è un altro collegamento, in rosso, con la dicitura 1° Capitolo disperso nel tempo – 1942 – .
Al suo interno troverete queste frasi: chiedere la gratuità …
Esse significano fare domanda per accedere al sostegno dello stato poiché non abbastanza ricchi da potersi permettere quel servizio presentando i relativi certificati (assistenza ai bambini, rimborso spese di qualsiasi genere, sovvenzioni a vario titolo).
Posso assicurarvi che ciò che troverete scritto è la pura e semplice verità per quanto concerne questo argomento; detto ciò: buona lettura a chiunque legga il primo capitolo …
Vi piace leggere? Vi piacciono le storie? Beh … Se la risposta alle domande è sì, allora siete arrivati nel posto giusto. Questo è un blog dal quale potrete leggere un bel po’ di storie …
La magia di narrare storie.
La magia di narrare storie 2
Do you enjoy reading? Do you like stories? Well ... If the answer to the questions is yes, then you've come to the right place. This is a blog where you can read a lot 'of stories …
All the books featured on the blog are not published.
The rights were not given to anyone, they have been printed by the author unaided by any publishing house or publishing fee.
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Pagine
Per scaricare uno dei miei manoscritti (o più), andate alla pagina "Download book (libri in PDF scaricabili gratuitamente".
Il link è tra i collegamenti delle pagine sopra queste righe.
Dalla pagina dei download avrete accesso ai libri in PDF.
Trilogia stampata su carta
Inedito; stampato dall'autore in autonomia senz'appoggio di alcuna casa editrice o di print on demand.
Diario di un Aspirante Scrittore ...
Questo è il blog di un aspirante scrittore ...
Egli non scrive per soldi, non scrive per fama; scrive perché ha delle storie da raccontare.
Il blog non è stato pensato come forma pubblicitaria, ma come un diario; diario che testimonia il lavoro svolto da un qualsiasi aspirante scrittore, che vi assicuro è enorme.
L'aspirante scrittore è giorno e notte dedito alla stesura del proprio romanzo sottraendo tempo alle persone care; ciononostante, soprattutto se non ha la forza economica necessaria per accedere alla stampa, egli lo fa soltanto per puro amore dei personaggi del libro: affinché loro non muoiano.
Per chiunque pensi che scrivere un libro equivalga ad arricchirsi: beh, vi devo dare una spiacevole notizia ...
Nessuno vi aiuterà; non ci saranno amici; non ci saranno editori parsimoniosi che caparbiamente scruteranno il vostro testo, a maggior ragione per uno sconosciuto; ogni vostra richiesta ad una qualsiasi persona verrà intesa come fastidiosa poiché ognuno vuole ascoltare solo se stesso e non si è disposti ad ascoltare gli altri; tutto quello che vi guadagnerete non ve lo regalerà nessuno, ma ve lo suderete faticosamente e, a meno che non siate in grado di comprarvelo (facendo così ucciderete ciò che avete scritto però), sarà un calvario.
Scrivere significa dedicarsi interamente alla storia e nessuno lo fa per arricchirsi, soprattutto chi conosce il mondo dei libri nel nostro paese.
Io spero che questo diario informatico, un giorno, testimoni l’immane fatica che ogni scrittore esordiente fa per stendere il proprio romanzo; e a coloro i quali pensano che ognuno di noi scrive per soldi dico: «Scrivete per un po’ ... Poi darete il vostro parere».
Voi sarete soli, con una mole di lavoro da svolgere e nessun aiuto; noterete la diffidenza delle persone alle quali vi siete rivolti e avrete la necessità di raccontare una storia.
Ecco: questo è l’aspirante scrittore.
Egli non scrive per soldi, non scrive per fama; scrive perché ha delle storie da raccontare.
Il blog non è stato pensato come forma pubblicitaria, ma come un diario; diario che testimonia il lavoro svolto da un qualsiasi aspirante scrittore, che vi assicuro è enorme.
L'aspirante scrittore è giorno e notte dedito alla stesura del proprio romanzo sottraendo tempo alle persone care; ciononostante, soprattutto se non ha la forza economica necessaria per accedere alla stampa, egli lo fa soltanto per puro amore dei personaggi del libro: affinché loro non muoiano.
Per chiunque pensi che scrivere un libro equivalga ad arricchirsi: beh, vi devo dare una spiacevole notizia ...
Nessuno vi aiuterà; non ci saranno amici; non ci saranno editori parsimoniosi che caparbiamente scruteranno il vostro testo, a maggior ragione per uno sconosciuto; ogni vostra richiesta ad una qualsiasi persona verrà intesa come fastidiosa poiché ognuno vuole ascoltare solo se stesso e non si è disposti ad ascoltare gli altri; tutto quello che vi guadagnerete non ve lo regalerà nessuno, ma ve lo suderete faticosamente e, a meno che non siate in grado di comprarvelo (facendo così ucciderete ciò che avete scritto però), sarà un calvario.
Scrivere significa dedicarsi interamente alla storia e nessuno lo fa per arricchirsi, soprattutto chi conosce il mondo dei libri nel nostro paese.
Io spero che questo diario informatico, un giorno, testimoni l’immane fatica che ogni scrittore esordiente fa per stendere il proprio romanzo; e a coloro i quali pensano che ognuno di noi scrive per soldi dico: «Scrivete per un po’ ... Poi darete il vostro parere».
Voi sarete soli, con una mole di lavoro da svolgere e nessun aiuto; noterete la diffidenza delle persone alle quali vi siete rivolti e avrete la necessità di raccontare una storia.
Ecco: questo è l’aspirante scrittore.
Scrittore è:
Uno scrittore è chiunque crei un lavoro scritto e chi scrive in diverse forme e generi più o meno codificati.
E come esimersi dal citare:
« Io ho nelle ossa l'odio per l'apartheid; e più di ogni cosa io detesto la segregazione e la separazione di Linguaggio e Letteratura. Non m'importa quale di essi voi riteniate Bianco. »
"John Ronald Reuel T."
Questa poi, è bellissima:
« Il lettore più critico di tutti, me stesso, ora riesce a vedere molti difetti, grandi e piccoli, ma non essendo sotto l'obbligo di revisionare il libro o di riscriverlo ancora una volta, lascerà che essi rimangano nel silenzio, eccetto per uno che è stato notato dagli altri: il libro è troppo corto. »
"John Ronald Reuel T."
E come esimersi dal citare:
« Io ho nelle ossa l'odio per l'apartheid; e più di ogni cosa io detesto la segregazione e la separazione di Linguaggio e Letteratura. Non m'importa quale di essi voi riteniate Bianco. »
"John Ronald Reuel T."
Questa poi, è bellissima:
« Il lettore più critico di tutti, me stesso, ora riesce a vedere molti difetti, grandi e piccoli, ma non essendo sotto l'obbligo di revisionare il libro o di riscriverlo ancora una volta, lascerà che essi rimangano nel silenzio, eccetto per uno che è stato notato dagli altri: il libro è troppo corto. »
"John Ronald Reuel T."
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo art. 27.
«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»
"La libertà senza la giustizia sociale non è che una conquista fragile, che si risolve per molti nella libertà di morire di fame".
Sandro. P. (1896 – 1990)
Sandro. P. (1896 – 1990)
mercoledì 28 dicembre 2011
mercoledì 21 dicembre 2011
Buone festività a tutti.
Son passati un po’ di giorni dall’ultima volta che ho scritto sul blog; normale, poiché ho avuto un sacco da fare con il libro appena finito.
Ho letto sei volte il manoscritto e penso di averlo definitivamente aggiustato; considero il testo migliorato e sono sicuro che non sarà necessario l’intervento di editor e se ciò dovesse accadere, il loro lavoro sarà minimo.
Lo stesso vale per i correttori di bozze: gli errori pare li abbia intercettati in maniera massiccia; è ovvio che qualcuno può essere sfuggito al mio controllo, così pure per le frasi ripetute: io ho cercato di fare del mio meglio ed alla fine suppongo che siano state aggiustate nel migliore dei modi.
Ora mi rimane solo d’attendere la risposta della casa editrice ed in cuor mio spero che essa richieda l’intero libro in modo da poter prendere visone dell’ottimo lavoro che ho svolto (l’invio è stato solo di tre capitoli, in modo che valutino se vale la pena leggerlo ed il pacco è già arrivato a destinazione, precisamente il 15/12/2011), devo dire che oramai attendo con meno ansia di quando incominciai (ben otto anni fa).
Non per farmi i complimenti da solo, ma le sei letture che ho fatto sono risultate veloci ed appassionanti: in poco tempo le ho terminate ed i capitoli si susseguivano uno dopo l’altro senz’accorgermene, ciò vuol dire che è scorrevole.
Dunque … nell’attesa che la casa editrice si faccia sentire, oppure che io mi accorga che essa non è interessata al lavoro per via di una sua non risposta protratta nel tempo, non mi rimane che farvi leggere il primo capitolo del libro.
Faccio ciò sempre per quel famoso discorso scritto tante volte: se io scrivo non può che farmi piacere la lettura di quello che ho redatto.
Or dunque: il primo capitolo conta più di 5000 parole, così come gli altri capitoli; il testo è già registrato ad un pubblico registro, ciò significa che è possibile dimostrare la sua esistenza ed è protetto da Copyright su territorio nazionale e suppongo anche su quello internazionale: non chiedo molto, chiedo solo di rispettare l’immane lavoro che compie qualunque scrittore od aspirate scrittore che sia; chiunque di voi scriva può capire ciò che vuol dire redigere ad orari impossibili e la fatica che si fa.
In un secondo momento, quando avrò sistemato un po’ di cose, metterò il link in alto sulla destra dove ci sono tutte le pagine del blog in rosso con questa dicitura: 1° Capitolo Disperso nel Tempo – 1942 –.
Chiunque sia interessato alla sua lettura può visualizzarla cliccando sul link in alto sulla destra dello schermo: ma datemi un po’ di tempo fare ciò …
In questo modo l’intera pagina potrà essere tradotta in tutte le lingue, e dato che il blog è frequentato da più nazioni, il primo capitolo può essere fonte per voi di venti minuti di svago; so anche che leggere al computer non è il massimo, in quanto il cartaceo è sempre lo strumento indispensabile per la lettura: vuoi per l’odore della carta, vuoi per il tatto dei fogli, vuoi per il colore di essa ed ancora per tante ragioni.
Anche a me non piace leggere i .pdf oppure gli ebook, ciò nonostante è l’unico modo per far conoscere i romanzi che ho scritto a più persone per adesso; se uno ama leggere, perché non provare …
Bene; detto questo, vi auguro di trascorrere delle splendide festività e colgo l’occasione per augurarvi un buon anno pieno di soddisfazioni, di felicità e migliore di quello che è passato.
Buone Feste a tutti ed al prossimo post, nel quale metterò il link al primo capitolo ed alla pagina del blog che lo contiene.
Un saluto a tutti.
Ho letto sei volte il manoscritto e penso di averlo definitivamente aggiustato; considero il testo migliorato e sono sicuro che non sarà necessario l’intervento di editor e se ciò dovesse accadere, il loro lavoro sarà minimo.
Lo stesso vale per i correttori di bozze: gli errori pare li abbia intercettati in maniera massiccia; è ovvio che qualcuno può essere sfuggito al mio controllo, così pure per le frasi ripetute: io ho cercato di fare del mio meglio ed alla fine suppongo che siano state aggiustate nel migliore dei modi.
Ora mi rimane solo d’attendere la risposta della casa editrice ed in cuor mio spero che essa richieda l’intero libro in modo da poter prendere visone dell’ottimo lavoro che ho svolto (l’invio è stato solo di tre capitoli, in modo che valutino se vale la pena leggerlo ed il pacco è già arrivato a destinazione, precisamente il 15/12/2011), devo dire che oramai attendo con meno ansia di quando incominciai (ben otto anni fa).
Non per farmi i complimenti da solo, ma le sei letture che ho fatto sono risultate veloci ed appassionanti: in poco tempo le ho terminate ed i capitoli si susseguivano uno dopo l’altro senz’accorgermene, ciò vuol dire che è scorrevole.
Dunque … nell’attesa che la casa editrice si faccia sentire, oppure che io mi accorga che essa non è interessata al lavoro per via di una sua non risposta protratta nel tempo, non mi rimane che farvi leggere il primo capitolo del libro.
Faccio ciò sempre per quel famoso discorso scritto tante volte: se io scrivo non può che farmi piacere la lettura di quello che ho redatto.
Or dunque: il primo capitolo conta più di 5000 parole, così come gli altri capitoli; il testo è già registrato ad un pubblico registro, ciò significa che è possibile dimostrare la sua esistenza ed è protetto da Copyright su territorio nazionale e suppongo anche su quello internazionale: non chiedo molto, chiedo solo di rispettare l’immane lavoro che compie qualunque scrittore od aspirate scrittore che sia; chiunque di voi scriva può capire ciò che vuol dire redigere ad orari impossibili e la fatica che si fa.
In un secondo momento, quando avrò sistemato un po’ di cose, metterò il link in alto sulla destra dove ci sono tutte le pagine del blog in rosso con questa dicitura: 1° Capitolo Disperso nel Tempo – 1942 –.
Chiunque sia interessato alla sua lettura può visualizzarla cliccando sul link in alto sulla destra dello schermo: ma datemi un po’ di tempo fare ciò …
In questo modo l’intera pagina potrà essere tradotta in tutte le lingue, e dato che il blog è frequentato da più nazioni, il primo capitolo può essere fonte per voi di venti minuti di svago; so anche che leggere al computer non è il massimo, in quanto il cartaceo è sempre lo strumento indispensabile per la lettura: vuoi per l’odore della carta, vuoi per il tatto dei fogli, vuoi per il colore di essa ed ancora per tante ragioni.
Anche a me non piace leggere i .pdf oppure gli ebook, ciò nonostante è l’unico modo per far conoscere i romanzi che ho scritto a più persone per adesso; se uno ama leggere, perché non provare …
Bene; detto questo, vi auguro di trascorrere delle splendide festività e colgo l’occasione per augurarvi un buon anno pieno di soddisfazioni, di felicità e migliore di quello che è passato.
Buone Feste a tutti ed al prossimo post, nel quale metterò il link al primo capitolo ed alla pagina del blog che lo contiene.
Un saluto a tutti.
sabato 10 dicembre 2011
Invio del 4° libro in visione ad una casa editrice.
Bene, bene …
Il libro è finito, la correzione procede spedita e senz’intoppi.
È mia intenzione rilegare anche disperso nel tempo – 1942 –, ma questa volta lo farò in maniera migliore, dotando il libro di copertina rigida e di rilegatura simile a quella professionale; dico di più: sperimenterò un nuovo tipo di rilegatura appositamente pensata per dare più forza al testo e farlo risultare resistente.
Vi farò sapere ed osservare ciò che ho creato non appena rilegherò il tutto: posterò sia le foto del testo, sia le foto del materiale usato per il lavoro.
Nel frattempo ho pensato bene di dare almeno una possibilità all’opera da me finita ed ho inviato ad una casa editrice il testo; essa sarà l’unica e l’ultima a cui il lavoro sarà spedito, non per mortivi particolari, ma dopo l’esperienza fatta con i tre testi precedentemente terminati, sono giunto alla conclusione che se il testo vale essa avrà buone ragioni per stamparlo; viceversa: pace … è inutile fare duecento invii nel tentativo estremo di pubblicare per forza.
Rimane comunque il fatto che lo scrivere, indipendentemente dalla pubblicazione, (non prendetemi per pazzo) possiamo definirlo benissimo “magico”; con la scrittura discerni oltre la normalità ed una volta che incominci essa ti accompagna ovunque, il tuo pensiero sarà rivolto sempre alla scrittura … Un tempo non avrei mai creduto di poter dire queste parole, le avrei di certo abiurate.
Mettere nero su bianco ciò che la tua mente elabora è paragonabile a lasciare un pezzo di te, il quale non morirà mai: i libri tramandano i messaggi per lungo tempo.
Il libro è finito, la correzione procede spedita e senz’intoppi.
È mia intenzione rilegare anche disperso nel tempo – 1942 –, ma questa volta lo farò in maniera migliore, dotando il libro di copertina rigida e di rilegatura simile a quella professionale; dico di più: sperimenterò un nuovo tipo di rilegatura appositamente pensata per dare più forza al testo e farlo risultare resistente.
Vi farò sapere ed osservare ciò che ho creato non appena rilegherò il tutto: posterò sia le foto del testo, sia le foto del materiale usato per il lavoro.
Nel frattempo ho pensato bene di dare almeno una possibilità all’opera da me finita ed ho inviato ad una casa editrice il testo; essa sarà l’unica e l’ultima a cui il lavoro sarà spedito, non per mortivi particolari, ma dopo l’esperienza fatta con i tre testi precedentemente terminati, sono giunto alla conclusione che se il testo vale essa avrà buone ragioni per stamparlo; viceversa: pace … è inutile fare duecento invii nel tentativo estremo di pubblicare per forza.
Rimane comunque il fatto che lo scrivere, indipendentemente dalla pubblicazione, (non prendetemi per pazzo) possiamo definirlo benissimo “magico”; con la scrittura discerni oltre la normalità ed una volta che incominci essa ti accompagna ovunque, il tuo pensiero sarà rivolto sempre alla scrittura … Un tempo non avrei mai creduto di poter dire queste parole, le avrei di certo abiurate.
Mettere nero su bianco ciò che la tua mente elabora è paragonabile a lasciare un pezzo di te, il quale non morirà mai: i libri tramandano i messaggi per lungo tempo.
giovedì 1 dicembre 2011
Sinossi Disperso nel tempo – 1942 – .
2011; un posto non ben definito dell’Italia settentrionale:
In un giorno che prelude all’estate, una famiglia come tante si risveglia e pone le basi per affrontare le fatiche quotidiane.
Dopo aver preparato il loro bambino di otto anni, due coniugi si dividono salutandosi e dandosi appuntamento per la sera: quando finiranno i loro lavori.
Il marito s’incarica di accompagnare a scuola il figlioletto Giacomo e subito dopo si dirigerà verso il luogo dove comincerà la sua giornata lavorativa.
Prima però si ricorda che deve passare in un tabacchino per acquistare una ricarica telefonica a lui indispensabile.
Lì incontrerà due strane personalità che gli comunicheranno qualcosa di poco chiaro, ma Andrea (questo il nome del personaggio principale) scambierà quei due anziani per persone bisognose di parlare, dunque non gli darà retta ed andrà via poiché in ritardo.
Durante il tragitto però sarà oggetto di un brutto incidente …
Si risveglierà in un posto che lui non conosce e cercherà aiuto presso il primo paese che incontra sulla sua strada.
Nel paese che prende il nome di Mosello (paese immaginario; non esiste in Italia) si ritroverà in un ambiente surreale, tant’è che penserà di essere in un set cinematografico dove stanno girando un film storico.
Ahimè però si accorgerà che è stato oggetto di uno strano evento, un evento inconcepibile per la mente dell’uomo.
In paese notano che c’è quest’uomo strano e le forze dell’ordine lo arrestano; di lì le avventure di Andrea, che per difendersi assumerà l’identità di un suo parente dell’epoca il cui nome è Giuseppe, prenderanno una piega inaspettata.
Dopo tante disavventure, ancora sventure per Giuseppe (in vero Andrea nel 2011): verrà coscritto a mano armata e portato ad Udine per essere inglobato nella 301° fanteria (anche la 301° fanteria di Udine, che io sappia, non esiste e non è mai esistita: inventata da me); arrivato in loco gli daranno conferma che stanno per partire verso il fronte Russo, cosa che lui già sapeva. Dopo mesi di cammino arriveranno al fronte; lì saranno annientati dall’impeto dell’armata rossa e per Giuseppe (Andrea), unico superstite della sua compagnia, inizierà un calvario lungo quasi due anni, durante i quali troverà sulla sua strada una miriade di personaggi, a volte buoni, come la popolazione del posto che mossa a compassione gli offrirà rifugio e vettovagliamento, a volte spietati, come soldati incattiviti dalla guerra; rischierà molte volte la morte e si troverà dinnanzi ad una difficile scelta: cambiare un tassello della storia piccolo ed indifeso, ma che avrebbe richiesto molta umanità.
Beh, adesso non posso dirvi più nulla se no vi spiego tutto il libro, ma vi posto ciò che ho scritto all’inizio del dattiloscritto:
Questo testo è un lavoro basato su fatti storici veramente accaduti, tuttavia in alcuni tratti la fantasia dell’autore è intervenuta modificando gli avvenimenti.
La 301° fanteria di Udine, in cui viene arruolato il protagonista del libro, non è mai andata in Russia, in verità non so nemmeno se sia mai esistita.
Converrete con me che dichiarare l’appartenenza del protagonista ad una compagnia che veramente è partita per la Russia sarebbe stata una mancanza di rispetto verso coloro che formarono quel corpo e furono costretti a partire.
Ed alla vostra attenzione porgo la prima pagina del libro:
« Figliolo; oggi vivete nell’abbondanza e nei vizi, ma … prego tutti i giorni affinché voi non viviate ciò che noi abbiamo patito. »
L . A . – 1982 –
Parole di una delle grandi donne d’Italia che lottarono contro il fascismo imbracciando anche le armi all’occorrenza; come lei tante ragazze poco più che ventenni: tutte combatterono al fianco dei partigiani per liberare il nostro paese dalla dittatura.
Infine un piccolo componimento in versi che ragguaglia il lettore prima che inizi il libro:
“Vi fu un tempo in cui l’Uomo superò qualsiasi immaginazione e commise ogni sorta di abominio causando quasi il suo sterminio.
Guerra, pestilenza e triste sofferenza furono all’ordine del giorno in quel nefasto periodo: non vi fu alcuna distinzione fra benevolenza ed intolleranza.
Uomini ridotti in schiavitù, asserviti al Dio Danaro e ad un Despota avaro; costui in cerca di gloria seppellì la memoria elevando agli onori degli altari bugie, dando falsa speranza e facendo attecchire l’ignoranza.
In una lotta fratricida, l’intera popolazione mondiale regredì al periodo medioevale; donne deturpate da eserciti stranieri si piegarono a denti stretti, speranzose nel ritorno delle epoche gloriose.
Nessun uomo sfuggì al rastrellamento messo in atto in quel momento, tutti furono arruolati e costretti a partire mal armati verso un fronte mobile per un fine dichiarato nobile.
Uomini, Donne, Bambini, spogliati di ogni avere e, cosa più grave, di dignità e dispiacere.
Fu coniato un nuovo termine: Deportazione, per celare l’intenzione di porre fine ad intere generazioni; e cosa ancor più triste, la rassegnazione delle popolazioni: buona parte di esse fece finta di non vedere ciò che stava accadendo; chi per paura, chi per omertà, fecero finta di non avere dignità.
Ma ci fu di peggio: molti di loro provarono piacere nel vedere sopprimere crudelmente ed in maniera dura famiglie intere, colpevoli, secondo un’ideologia malata, di non appartenere alla razza pura.
Non furono risparmiati neppure i Bambini, assieme alle loro famiglie furono trucidati da soldati malfamati; i loro occhi avrebbero disarmato persino la più feroce delle bestie, ma l’uomo si dimostrò essere ben più spietato, non fermandosi nemmeno di fronte ad esseri indifesi; fu peggio della peste.
Cinque lunghi anni fra torture ed uccisioni senza alcune distinzioni.
Vi fu un tempo in cui l’uomo superò qualsiasi immaginazione, commettendo ogni sorta di sopraffazione e quasi fu la causa della sua distruzione; ci fu un tempo in cui l’umanità fu temuta per la sua crudeltà.
La tecnologia sostituì la filosofia, la conoscenza venne offuscata dalla scemenza, la vita perse il suo valore sostituita da un bene superiore imposto da un dittatore.
Quel tempo fu un’epoca in cui persino l’entità Diaboliche furono spaventate dalla crudeltà cinica dell’Umanità, la quale superò le stesse in malvagità e quell’entità scomparvero dalla realtà celandosi nell’oscurità, speranzose che l’occhio dell’uomo non si posasse su quel nascondiglio.
A debita distanza una riflessione acquisterebbe importanza: quegli occhi spalancati chiedono ancora pietà, sentimento dimenticato dall’umanità e la voce di quei bambini in tenera età pare proprio lacerare il tempo, come a cercare di non far dimenticare la folle ideologia che fu causa di quella nefasta epidemia.”
Ria Samanta
In verità l’avevo già postato in precedenza, ma oggi appare più bello …
Invece queste sono le caratteristiche di disperso nel tempo – 1942 – :
Pagine 380;
Parole 78.308;
Caratteri spazi esclusi 394.017;
Caratteri spazi inclusi 469.834;
Paragrafi 3.060;
Righe 10.551.
Ora per me inizia il periodo di riflessione, dovrò meditare su ciò che ho intenzione di fare …
Come sempre, un saluto a tutti i lettori del blog.
In un giorno che prelude all’estate, una famiglia come tante si risveglia e pone le basi per affrontare le fatiche quotidiane.
Dopo aver preparato il loro bambino di otto anni, due coniugi si dividono salutandosi e dandosi appuntamento per la sera: quando finiranno i loro lavori.
Il marito s’incarica di accompagnare a scuola il figlioletto Giacomo e subito dopo si dirigerà verso il luogo dove comincerà la sua giornata lavorativa.
Prima però si ricorda che deve passare in un tabacchino per acquistare una ricarica telefonica a lui indispensabile.
Lì incontrerà due strane personalità che gli comunicheranno qualcosa di poco chiaro, ma Andrea (questo il nome del personaggio principale) scambierà quei due anziani per persone bisognose di parlare, dunque non gli darà retta ed andrà via poiché in ritardo.
Durante il tragitto però sarà oggetto di un brutto incidente …
Si risveglierà in un posto che lui non conosce e cercherà aiuto presso il primo paese che incontra sulla sua strada.
Nel paese che prende il nome di Mosello (paese immaginario; non esiste in Italia) si ritroverà in un ambiente surreale, tant’è che penserà di essere in un set cinematografico dove stanno girando un film storico.
Ahimè però si accorgerà che è stato oggetto di uno strano evento, un evento inconcepibile per la mente dell’uomo.
In paese notano che c’è quest’uomo strano e le forze dell’ordine lo arrestano; di lì le avventure di Andrea, che per difendersi assumerà l’identità di un suo parente dell’epoca il cui nome è Giuseppe, prenderanno una piega inaspettata.
Dopo tante disavventure, ancora sventure per Giuseppe (in vero Andrea nel 2011): verrà coscritto a mano armata e portato ad Udine per essere inglobato nella 301° fanteria (anche la 301° fanteria di Udine, che io sappia, non esiste e non è mai esistita: inventata da me); arrivato in loco gli daranno conferma che stanno per partire verso il fronte Russo, cosa che lui già sapeva. Dopo mesi di cammino arriveranno al fronte; lì saranno annientati dall’impeto dell’armata rossa e per Giuseppe (Andrea), unico superstite della sua compagnia, inizierà un calvario lungo quasi due anni, durante i quali troverà sulla sua strada una miriade di personaggi, a volte buoni, come la popolazione del posto che mossa a compassione gli offrirà rifugio e vettovagliamento, a volte spietati, come soldati incattiviti dalla guerra; rischierà molte volte la morte e si troverà dinnanzi ad una difficile scelta: cambiare un tassello della storia piccolo ed indifeso, ma che avrebbe richiesto molta umanità.
Beh, adesso non posso dirvi più nulla se no vi spiego tutto il libro, ma vi posto ciò che ho scritto all’inizio del dattiloscritto:
Questo testo è un lavoro basato su fatti storici veramente accaduti, tuttavia in alcuni tratti la fantasia dell’autore è intervenuta modificando gli avvenimenti.
La 301° fanteria di Udine, in cui viene arruolato il protagonista del libro, non è mai andata in Russia, in verità non so nemmeno se sia mai esistita.
Converrete con me che dichiarare l’appartenenza del protagonista ad una compagnia che veramente è partita per la Russia sarebbe stata una mancanza di rispetto verso coloro che formarono quel corpo e furono costretti a partire.
Ed alla vostra attenzione porgo la prima pagina del libro:
« Figliolo; oggi vivete nell’abbondanza e nei vizi, ma … prego tutti i giorni affinché voi non viviate ciò che noi abbiamo patito. »
L . A . – 1982 –
Parole di una delle grandi donne d’Italia che lottarono contro il fascismo imbracciando anche le armi all’occorrenza; come lei tante ragazze poco più che ventenni: tutte combatterono al fianco dei partigiani per liberare il nostro paese dalla dittatura.
Infine un piccolo componimento in versi che ragguaglia il lettore prima che inizi il libro:
“Vi fu un tempo in cui l’Uomo superò qualsiasi immaginazione e commise ogni sorta di abominio causando quasi il suo sterminio.
Guerra, pestilenza e triste sofferenza furono all’ordine del giorno in quel nefasto periodo: non vi fu alcuna distinzione fra benevolenza ed intolleranza.
Uomini ridotti in schiavitù, asserviti al Dio Danaro e ad un Despota avaro; costui in cerca di gloria seppellì la memoria elevando agli onori degli altari bugie, dando falsa speranza e facendo attecchire l’ignoranza.
In una lotta fratricida, l’intera popolazione mondiale regredì al periodo medioevale; donne deturpate da eserciti stranieri si piegarono a denti stretti, speranzose nel ritorno delle epoche gloriose.
Nessun uomo sfuggì al rastrellamento messo in atto in quel momento, tutti furono arruolati e costretti a partire mal armati verso un fronte mobile per un fine dichiarato nobile.
Uomini, Donne, Bambini, spogliati di ogni avere e, cosa più grave, di dignità e dispiacere.
Fu coniato un nuovo termine: Deportazione, per celare l’intenzione di porre fine ad intere generazioni; e cosa ancor più triste, la rassegnazione delle popolazioni: buona parte di esse fece finta di non vedere ciò che stava accadendo; chi per paura, chi per omertà, fecero finta di non avere dignità.
Ma ci fu di peggio: molti di loro provarono piacere nel vedere sopprimere crudelmente ed in maniera dura famiglie intere, colpevoli, secondo un’ideologia malata, di non appartenere alla razza pura.
Non furono risparmiati neppure i Bambini, assieme alle loro famiglie furono trucidati da soldati malfamati; i loro occhi avrebbero disarmato persino la più feroce delle bestie, ma l’uomo si dimostrò essere ben più spietato, non fermandosi nemmeno di fronte ad esseri indifesi; fu peggio della peste.
Cinque lunghi anni fra torture ed uccisioni senza alcune distinzioni.
Vi fu un tempo in cui l’uomo superò qualsiasi immaginazione, commettendo ogni sorta di sopraffazione e quasi fu la causa della sua distruzione; ci fu un tempo in cui l’umanità fu temuta per la sua crudeltà.
La tecnologia sostituì la filosofia, la conoscenza venne offuscata dalla scemenza, la vita perse il suo valore sostituita da un bene superiore imposto da un dittatore.
Quel tempo fu un’epoca in cui persino l’entità Diaboliche furono spaventate dalla crudeltà cinica dell’Umanità, la quale superò le stesse in malvagità e quell’entità scomparvero dalla realtà celandosi nell’oscurità, speranzose che l’occhio dell’uomo non si posasse su quel nascondiglio.
A debita distanza una riflessione acquisterebbe importanza: quegli occhi spalancati chiedono ancora pietà, sentimento dimenticato dall’umanità e la voce di quei bambini in tenera età pare proprio lacerare il tempo, come a cercare di non far dimenticare la folle ideologia che fu causa di quella nefasta epidemia.”
Ria Samanta
In verità l’avevo già postato in precedenza, ma oggi appare più bello …
Invece queste sono le caratteristiche di disperso nel tempo – 1942 – :
Pagine 380;
Parole 78.308;
Caratteri spazi esclusi 394.017;
Caratteri spazi inclusi 469.834;
Paragrafi 3.060;
Righe 10.551.
Ora per me inizia il periodo di riflessione, dovrò meditare su ciò che ho intenzione di fare …
Come sempre, un saluto a tutti i lettori del blog.
lunedì 28 novembre 2011
Copertina del libro.
giovedì 24 novembre 2011
Fine del nuovo manoscritto.
Dopo tante peripezie, salti mortali, privazioni e dopo essermi lasciato alle spalle innumerevoli stati d’animo, come dire … poco incoraggianti, anzi diciamo la verità: ci sono stati giorni in cui definire il morale sotto i piedi sarebbe stato fargli un complimento, ecco finalmente terminato il lavoro che mi ero prefissato.
Disperso nel Tempo – 1942 – è finito e credetemi: questo lavoro l’ho sì terminato in un breve lasso di tempo, ciò nonostante sono stato impegnato in ricerche iniziate un paio di anni fa; dunque per quanto concerne il lavoro svolto … anche su questo testo è stato tantissimo.
Ho incominciato questo lavoro con obiettivi ben precisi, tuttavia lungo il percorso mi sono dovuto arrendere a determinate circostanze e soprattutto alle situazioni narrate, esse mi hanno imposto di sfoltire un bel po’ il lavoro; dalle iniziali 430 pagine in b5 mi sono fermato a 360 pagine in b5.
Se dovessi descrivervi ciò che ho provato non ci riuscirei, ma d’altronde la guerra è stata sempre un abominio difficile da spiegare ed io di certo non posso rendere l’idea di ciò che è avvenuto (nemmeno ne ho avuto mai intenzione: quello è compito degli storici e questo lavoro è un testo fantasy basato su fatti storici realmente accaduti, niente di più), anche se in esso vi sono testimonianze velate di esperienze vissute da persone del tempo (mio nonno, persone anziane che hanno narrato volentieri ciò che è accaduto e lo stato d’animo di quel periodo, libri di testo, diari di soldati partiti per il fronte etc. Tutto lavoro raccolto nel corso degli anni).
Di tutte le chiacchierate fatte mi ha colpito soprattutto una; il fante D. M. partito per il fronte Russo e rimpatriato a piedi dal teatro delle operazioni belliche, mi disse che all’atto della dichiarazione di guerra fu sorpreso dalla reazione che la popolazione ebbe: mentre l’ambiente universitario Italiano, figli di gente ricca, festeggiava la guerra e inneggiava al martirio, la popolazione, la vera Italia, piangeva già i suoi figli; come al solito la guerra era stata decisa dai ricchi, ma la dovevano combattere i poveri e il loro sangue avrebbe bagnato terre lontane.
La cosa più bella che mi disse fu: «noi non eravamo in grado di gestire la nostra terra poiché in arretratezza, ci domandavamo perché andare a combattere in altri posti per altre terre che sicuramente eravamo incapaci di amministrare. Mentre gli universitari festeggiavano la guerra, gli anziani ci avvertirono che non sarebbe stata come la guerra del 15/18; questa volta sarebbe stata devastante … col senno di poi dovetti dargli ragione. Noi non volevamo andare in guerra, non era una guerra giusta quella, ma se ci rifiutavamo c’era la fucilazione e in quel tempo giravano bande di assassini fascisti che non disdegnavano torture di alcun genere su chi rifiutava di partire e sulla sua famiglia. Dall’altro lato c’erano alcuni gruppi di delinquenti non fascisti che si spacciavano in modo mendace per “Partigiani”, abusando di quel titolo e rubando, nel vero senso della parola, alla popolazione civile: dei veri e propri briganti; costoro infangarono anche il nome dei veri Partigiani, coloro che hanno dato la vita per la libertà: i veri eroi di questa storia. Un caos generale: non rimaneva che partire per la guerra nell’estremo tentativo di non essere fucilato e di porre al sicuro la famiglia dai fascisti per avere almeno una possibilità di sopravvivere; c’era guerra ovunque, non solo al fronte».
Ma questa frase con cui terminò il suo racconto racchiude tutta la saggezza che un uomo della sua età possiede: «figlio mio (nel meridione d’Italia, qualsiasi persona anziana che si rivolge ad un bambino usa “figlio mio”, è una sorta di regola non scritta che testimonia la saggezza di colui che parla) la guerra non è solo andare al fronte e sparare; è sopravvivere in quell’inferno dove gli uomini diventano bestie e la fame e la sete sono il pane quotidiano. La vera guerra è cercare di non farsi uccidere e camminare per tre mesi senza sosta tra il ghiaccio e la neve, nei pantani, nelle paludi, attanagliati dalla fame e dalla sete con il nemico alle calcagna che ti spara, abbandonati dalla tua patria, la stessa che ti ha mandato a morire mettendoti tra le mani fucili che s’inceppano e ti ha spedito ad offendere territori lontani. La guerra la perdi se essa riesce a cambiarti, allora morirai lontano dai tuoi cari; la vinci se non smarrisci la tua umanità e conservi la dignità, solo in questo caso riuscirai a raggiungere la tua famiglia, coloro che vorrai accanto fino alla fine dei tuoi giorni. Riguardo a quei disgraziati che l’hanno provocata dichiarandola, beh … io non giudico, ma so che se esiste un inferno essi saranno rinchiusi lì per l’eternità poiché quelle non sono persone, ma Diavoli».
Beh, a questo punto immaginate un bambino di nove anni che ascoltava con la bocca spalancata e gli occhi sgranati; quel bambino ammirò tanto quell’uomo, un uomo buono che ogni qual volta lo incontrava gli offriva un ovetto di cioccolata probabilmente preso apposta per l’occasione, un uomo a cui la guerra aveva portato via cinque anni della sua vita, un occhio e che gli aveva procurato un bel po’ di ferite, alcune visibili sulla sua stessa faccia, ma che non si fece depredare l’umanità che possedeva: la difese con tutto se stesso.
Egli era buono prima della guerra, rimase buono durante la guerra, fu buono anche dopo la guerra, fino a morire così com’era nato: di animo gentile.
Però non riuscì a finire i suoi giorni con i propri cari, quello che la guerra non era riuscita a fare lo fecero i fascisti: i suoi cari sparirono in circostanze poco chiare e lui rimase solo; tornando dalla guerra non trovò nessuno ad attenderlo.
Il bambino che ancora vive ha ben impresse le sue parole, questa volta però tocca a lui analizzare ciò che è successo: “se esiste il paradiso senz'altro egli dimora lì, questa volta con l’intera sua famiglia. Il male che le ideologie malvagie gli hanno arrecato non potrà più scalfirlo”.
Tuttavia quel pargolo continua a chiedersi come sia possibile che, dopo un’esperienza simile, un paese possa essere ancora governato da delinquenti del calibro, se non peggiori, di quelli del 1922 – 1945.
Se ciò avviene vuol dire che da quei periodi non si è imparato nulla, oppure che quell’ideologia si è impadronita del paese o peggio: quell’ideologia è nel midollo osseo dei suoi abitanti.
Se quanto scritto sopra risponde a verità, la società in questione diverrà presto una zavorra che porterà a fondo anche le altre …
Ovviamente egli crede nella bontà delle persone e sa che ve ne sono tante che hanno lottato perché la libertà fosse una costante; per questo motivo vuole sperare che l’ignoranza, la furbizia e la corruzione, zoccolo duro di quei pensieri, siano frenate e che la vera libertà (non la mendace) possa ancora aleggiare nell’aria incontrastata.
Per quanto concerne il libro finito, esso verrà spedito al pubblico registro e solo dopo aver ricevuto l’attestato di deposito vi posterò dettagli aggiuntivi e la copertina.
Io …
Hm … io ho bisogno di comprendere ciò che è importante per me; sono tuttora in un periodo nel quale sto smaltendo le tossine di questa esperienza settennale, poiché vi assicuro che non è bello essere scambiati per quello che non si è.
Vi spiego meglio: ogni qualvolta tenti di proporti la risposta è sempre la stessa ed infastidita, ad un certo punto una persona con un minimo d’intelligenza si pone quantomeno un po’ di domande e, poiché l’essere pensante elabora i dati che percepisce, egli arriva a delle conclusioni.
La mia?
Non la dico, poiché risulterebbe impopolare e verrei certamente tacciato come un piagnucolone, ma di fatto non mi reputo tale; ho solo preso atto della reale situazione che persiste nel mio paese.
In verità ho un altro progetto su cui lavorare; un progetto ambizioso ma allo stesso tempo difficile e di lunga lavorazione.
Tuttavia voglio allo stesso modo parlarvene:
Il progetto in mente mia prevede la stesura di cinque libri Fantasy …
Esatto; è una nuova saga che da lungo tempo mi frulla per la testa, ho addirittura già steso i titoli di tutti e cinque gli episodi e la storia già ha incominciato a premere per essere stesa.
Però i manoscritti mi prenderanno altri anni e di certo voi sapete che non solo non possiedo editore, ma che non vivo nemmeno di scrittura e dunque sarà un lavoro in più da esplicare in orari impossibili.
Non è che non voglia farlo, se una cosa ti piace il tempo lo trovi, voglio però capire fino a che punto mi piaccia raccontare storie e l’aggravante di tutto ciò sta nel fatto che i miei manoscritti non possono essere letti (cosa che mi dispiace più di tutto).
Dopo aver postato la copertina e la presentazione del mio 4° libro mi ci vorrà un periodo di riflessione mi sa …
Disperso nel Tempo – 1942 – è finito e credetemi: questo lavoro l’ho sì terminato in un breve lasso di tempo, ciò nonostante sono stato impegnato in ricerche iniziate un paio di anni fa; dunque per quanto concerne il lavoro svolto … anche su questo testo è stato tantissimo.
Ho incominciato questo lavoro con obiettivi ben precisi, tuttavia lungo il percorso mi sono dovuto arrendere a determinate circostanze e soprattutto alle situazioni narrate, esse mi hanno imposto di sfoltire un bel po’ il lavoro; dalle iniziali 430 pagine in b5 mi sono fermato a 360 pagine in b5.
Se dovessi descrivervi ciò che ho provato non ci riuscirei, ma d’altronde la guerra è stata sempre un abominio difficile da spiegare ed io di certo non posso rendere l’idea di ciò che è avvenuto (nemmeno ne ho avuto mai intenzione: quello è compito degli storici e questo lavoro è un testo fantasy basato su fatti storici realmente accaduti, niente di più), anche se in esso vi sono testimonianze velate di esperienze vissute da persone del tempo (mio nonno, persone anziane che hanno narrato volentieri ciò che è accaduto e lo stato d’animo di quel periodo, libri di testo, diari di soldati partiti per il fronte etc. Tutto lavoro raccolto nel corso degli anni).
Di tutte le chiacchierate fatte mi ha colpito soprattutto una; il fante D. M. partito per il fronte Russo e rimpatriato a piedi dal teatro delle operazioni belliche, mi disse che all’atto della dichiarazione di guerra fu sorpreso dalla reazione che la popolazione ebbe: mentre l’ambiente universitario Italiano, figli di gente ricca, festeggiava la guerra e inneggiava al martirio, la popolazione, la vera Italia, piangeva già i suoi figli; come al solito la guerra era stata decisa dai ricchi, ma la dovevano combattere i poveri e il loro sangue avrebbe bagnato terre lontane.
La cosa più bella che mi disse fu: «noi non eravamo in grado di gestire la nostra terra poiché in arretratezza, ci domandavamo perché andare a combattere in altri posti per altre terre che sicuramente eravamo incapaci di amministrare. Mentre gli universitari festeggiavano la guerra, gli anziani ci avvertirono che non sarebbe stata come la guerra del 15/18; questa volta sarebbe stata devastante … col senno di poi dovetti dargli ragione. Noi non volevamo andare in guerra, non era una guerra giusta quella, ma se ci rifiutavamo c’era la fucilazione e in quel tempo giravano bande di assassini fascisti che non disdegnavano torture di alcun genere su chi rifiutava di partire e sulla sua famiglia. Dall’altro lato c’erano alcuni gruppi di delinquenti non fascisti che si spacciavano in modo mendace per “Partigiani”, abusando di quel titolo e rubando, nel vero senso della parola, alla popolazione civile: dei veri e propri briganti; costoro infangarono anche il nome dei veri Partigiani, coloro che hanno dato la vita per la libertà: i veri eroi di questa storia. Un caos generale: non rimaneva che partire per la guerra nell’estremo tentativo di non essere fucilato e di porre al sicuro la famiglia dai fascisti per avere almeno una possibilità di sopravvivere; c’era guerra ovunque, non solo al fronte».
Ma questa frase con cui terminò il suo racconto racchiude tutta la saggezza che un uomo della sua età possiede: «figlio mio (nel meridione d’Italia, qualsiasi persona anziana che si rivolge ad un bambino usa “figlio mio”, è una sorta di regola non scritta che testimonia la saggezza di colui che parla) la guerra non è solo andare al fronte e sparare; è sopravvivere in quell’inferno dove gli uomini diventano bestie e la fame e la sete sono il pane quotidiano. La vera guerra è cercare di non farsi uccidere e camminare per tre mesi senza sosta tra il ghiaccio e la neve, nei pantani, nelle paludi, attanagliati dalla fame e dalla sete con il nemico alle calcagna che ti spara, abbandonati dalla tua patria, la stessa che ti ha mandato a morire mettendoti tra le mani fucili che s’inceppano e ti ha spedito ad offendere territori lontani. La guerra la perdi se essa riesce a cambiarti, allora morirai lontano dai tuoi cari; la vinci se non smarrisci la tua umanità e conservi la dignità, solo in questo caso riuscirai a raggiungere la tua famiglia, coloro che vorrai accanto fino alla fine dei tuoi giorni. Riguardo a quei disgraziati che l’hanno provocata dichiarandola, beh … io non giudico, ma so che se esiste un inferno essi saranno rinchiusi lì per l’eternità poiché quelle non sono persone, ma Diavoli».
Beh, a questo punto immaginate un bambino di nove anni che ascoltava con la bocca spalancata e gli occhi sgranati; quel bambino ammirò tanto quell’uomo, un uomo buono che ogni qual volta lo incontrava gli offriva un ovetto di cioccolata probabilmente preso apposta per l’occasione, un uomo a cui la guerra aveva portato via cinque anni della sua vita, un occhio e che gli aveva procurato un bel po’ di ferite, alcune visibili sulla sua stessa faccia, ma che non si fece depredare l’umanità che possedeva: la difese con tutto se stesso.
Egli era buono prima della guerra, rimase buono durante la guerra, fu buono anche dopo la guerra, fino a morire così com’era nato: di animo gentile.
Però non riuscì a finire i suoi giorni con i propri cari, quello che la guerra non era riuscita a fare lo fecero i fascisti: i suoi cari sparirono in circostanze poco chiare e lui rimase solo; tornando dalla guerra non trovò nessuno ad attenderlo.
Il bambino che ancora vive ha ben impresse le sue parole, questa volta però tocca a lui analizzare ciò che è successo: “se esiste il paradiso senz'altro egli dimora lì, questa volta con l’intera sua famiglia. Il male che le ideologie malvagie gli hanno arrecato non potrà più scalfirlo”.
Tuttavia quel pargolo continua a chiedersi come sia possibile che, dopo un’esperienza simile, un paese possa essere ancora governato da delinquenti del calibro, se non peggiori, di quelli del 1922 – 1945.
Se ciò avviene vuol dire che da quei periodi non si è imparato nulla, oppure che quell’ideologia si è impadronita del paese o peggio: quell’ideologia è nel midollo osseo dei suoi abitanti.
Se quanto scritto sopra risponde a verità, la società in questione diverrà presto una zavorra che porterà a fondo anche le altre …
Ovviamente egli crede nella bontà delle persone e sa che ve ne sono tante che hanno lottato perché la libertà fosse una costante; per questo motivo vuole sperare che l’ignoranza, la furbizia e la corruzione, zoccolo duro di quei pensieri, siano frenate e che la vera libertà (non la mendace) possa ancora aleggiare nell’aria incontrastata.
Per quanto concerne il libro finito, esso verrà spedito al pubblico registro e solo dopo aver ricevuto l’attestato di deposito vi posterò dettagli aggiuntivi e la copertina.
Io …
Hm … io ho bisogno di comprendere ciò che è importante per me; sono tuttora in un periodo nel quale sto smaltendo le tossine di questa esperienza settennale, poiché vi assicuro che non è bello essere scambiati per quello che non si è.
Vi spiego meglio: ogni qualvolta tenti di proporti la risposta è sempre la stessa ed infastidita, ad un certo punto una persona con un minimo d’intelligenza si pone quantomeno un po’ di domande e, poiché l’essere pensante elabora i dati che percepisce, egli arriva a delle conclusioni.
La mia?
Non la dico, poiché risulterebbe impopolare e verrei certamente tacciato come un piagnucolone, ma di fatto non mi reputo tale; ho solo preso atto della reale situazione che persiste nel mio paese.
In verità ho un altro progetto su cui lavorare; un progetto ambizioso ma allo stesso tempo difficile e di lunga lavorazione.
Tuttavia voglio allo stesso modo parlarvene:
Il progetto in mente mia prevede la stesura di cinque libri Fantasy …
Esatto; è una nuova saga che da lungo tempo mi frulla per la testa, ho addirittura già steso i titoli di tutti e cinque gli episodi e la storia già ha incominciato a premere per essere stesa.
Però i manoscritti mi prenderanno altri anni e di certo voi sapete che non solo non possiedo editore, ma che non vivo nemmeno di scrittura e dunque sarà un lavoro in più da esplicare in orari impossibili.
Non è che non voglia farlo, se una cosa ti piace il tempo lo trovi, voglio però capire fino a che punto mi piaccia raccontare storie e l’aggravante di tutto ciò sta nel fatto che i miei manoscritti non possono essere letti (cosa che mi dispiace più di tutto).
Dopo aver postato la copertina e la presentazione del mio 4° libro mi ci vorrà un periodo di riflessione mi sa …
lunedì 21 novembre 2011
Terminato anche il 14° Capitolo.
Finito dunque anche il 14° capitolo del manoscritto.
Si avvicina la fine del libro stesso, poiché l’ho accorciato accogliendo i consigli di coloro che affermavano che io fossi prolisso.
I capitoli saranno 15 anziché 20, dunque ne manca uno solo alla fine e tutto è stato predisposto affinché essa si compia nel 15° capitolo.
Qualcuno potrebbe dire che è una storia triste, ma in vero non lo è affatto poiché molti uomini hanno passato ciò che il protagonista vivrà nelle sue avventure.
Non è triste ricordare ciò che è avvenuto, è triste dimenticarlo: in memoria di tutte le persone che hanno sofferto la guerra è nostro compito dare quante più informazioni possibili su quello che è accaduto.
Non ci sono colpe singole: le colpe sono di tutti (vinti e vincitori), poiché, visti i fatti, se solo si fosse cercata una via alternativa ed operato in modo diverso, non abbandonando popolazioni a loro stesse, quelle ideologie che hanno causato più di 70.000.000 di morti nel mondo non avrebbero attecchito.
L’egoismo ha fatto sì che la guerra mietesse le sue vittime (es: tanto a noi non interessa; se quel popolo non riesce a vivere sono fatti suoi). Questa frase è un abominio, siamo tutti abitanti del mondo e nessuno di noi ha chiesto di nascere in un posto o nell’altro; siamo tutti esseri umani e quando scoppia la guerra non ci sono vincitori: abbiamo perso tutti …
Mi avvio a finire il testo stendendo anche l’ultimo capitolo.
Buona Serata a tutti.
Si avvicina la fine del libro stesso, poiché l’ho accorciato accogliendo i consigli di coloro che affermavano che io fossi prolisso.
I capitoli saranno 15 anziché 20, dunque ne manca uno solo alla fine e tutto è stato predisposto affinché essa si compia nel 15° capitolo.
Qualcuno potrebbe dire che è una storia triste, ma in vero non lo è affatto poiché molti uomini hanno passato ciò che il protagonista vivrà nelle sue avventure.
Non è triste ricordare ciò che è avvenuto, è triste dimenticarlo: in memoria di tutte le persone che hanno sofferto la guerra è nostro compito dare quante più informazioni possibili su quello che è accaduto.
Non ci sono colpe singole: le colpe sono di tutti (vinti e vincitori), poiché, visti i fatti, se solo si fosse cercata una via alternativa ed operato in modo diverso, non abbandonando popolazioni a loro stesse, quelle ideologie che hanno causato più di 70.000.000 di morti nel mondo non avrebbero attecchito.
L’egoismo ha fatto sì che la guerra mietesse le sue vittime (es: tanto a noi non interessa; se quel popolo non riesce a vivere sono fatti suoi). Questa frase è un abominio, siamo tutti abitanti del mondo e nessuno di noi ha chiesto di nascere in un posto o nell’altro; siamo tutti esseri umani e quando scoppia la guerra non ci sono vincitori: abbiamo perso tutti …
Mi avvio a finire il testo stendendo anche l’ultimo capitolo.
Buona Serata a tutti.
martedì 15 novembre 2011
Fine 13° DNT - 1942 -
Terminato anche il 13° capitolo di DNT – 1942 –
Il tempo passa veloce ed il lavoro procede spedito, se continuo di questo passo terminerò il libro entro poche settimane; mi sto tuttora chiedendo se accorciare il testo o perseguire il progetto originale che prevedeva 400 pagine: mi stanno dando del prolisso … mah?
Mi domando dove siano andati a finire i lettori a cui piaceva leggere storie lunghe; tutti che vogliono sapere immediatamente la fine, così non c’è divertimento … lo so, lo so, un conto è leggere John Ronald Reuel T. , altra cosa è leggere S . P .
( questa potrebbe essere la vostra espressione ) …
( e quest’altra la voglia che vi assalirebbe )
Il tempo passa veloce ed il lavoro procede spedito, se continuo di questo passo terminerò il libro entro poche settimane; mi sto tuttora chiedendo se accorciare il testo o perseguire il progetto originale che prevedeva 400 pagine: mi stanno dando del prolisso … mah?
Mi domando dove siano andati a finire i lettori a cui piaceva leggere storie lunghe; tutti che vogliono sapere immediatamente la fine, così non c’è divertimento … lo so, lo so, un conto è leggere John Ronald Reuel T. , altra cosa è leggere S . P .
( questa potrebbe essere la vostra espressione ) …( e quest’altra la voglia che vi assalirebbe )

Ovviamente spero di no … e che diamine, dopo tutto dopo tutto il lavoro che ho fatto mi merito un po’ di riconoscimenti.
“non badate a ciò che ho scritto sopra, il bambino che è in me cerca sempre di prendere il sopravvento; un uomo di 36 anni che ancora scrive con faccine, roba da non crederci …”
E dopo aver tacitato il bimbo rinchiuso al mio interno, non mi rimane che procedere con il 14° Capitolo.
“non badate a ciò che ho scritto sopra, il bambino che è in me cerca sempre di prendere il sopravvento; un uomo di 36 anni che ancora scrive con faccine, roba da non crederci …”
E dopo aver tacitato il bimbo rinchiuso al mio interno, non mi rimane che procedere con il 14° Capitolo.
15/11/2011 ore 19:34 finito il 13° capitolo DNT – 1942 –
Ps: qualcuno si domanderà perché posto orario e fine dei capitoli; beh, posso dirvi che potrebbe ritornarmi utile un domani.
Ecco il perché.
Saluti a tutti.
giovedì 10 novembre 2011
Book free: link download; Beh, effettivamente ho fatto un sacco di lavoro per questo libro ...
Ebbene, dopo tante chiacchiere ho finito di sistemare il manoscritto e l’ho perfino scannerizzato.
È giunto il momento di farlo leggere: questa volta non è stato immesso in internet da altre persone, ma sono io che lo metto a disposizione di coloro i quali vorranno leggerlo.
Non aggiungo altro, permettetemi solo alcune spiegazioni:
al suo interno è possibile che ancora ci siano errori (anzi direi che è quasi certo), ma converrete con me che soli due occhi non possono ottenere lo stesso risultato di un Team di professionisti stipendiati e appassionati di ciò che fanno;
Perdonatemi se alcune volte inizio la frase con “E”; so bene che è grammaticalmente sbagliato, tuttavia consideratela come una licenza letteraria;
Ci sono alcune particolarità per quanto concerne l’editing:
« Questo è il modo giusto nel quale si scrivono i dialoghi dei personaggi. »;
«Questo è il modo in cui io ho scritto i loro dialoghi».
Per tutti coloro che reputeranno questa scelta errata od offensiva: cosa avreste fatto al mio posto?
Avreste cestinato il vostro manoscritto poiché ritenuto non pubblicabile o viceversa sareste stati disposti a farlo leggere gratuitamente?
Sappiate che dietro questo testo c’è tantissimo lavoro e che una sola persona l’ha svolto: l’autore; mi auguro che il libro sia per voi fonte di svago e di piacevoli momenti, come lo è stato per me.
Questo è il link al Download dell’intero manoscritto ( vi avverto: pesa 158 mb; di più non sono riuscito a rimpicciolirlo “originariamente pesava 512 mb …” ):
http://www.4shared.com/document/5sDB3YmG/Maximilian_Arlstain___I_Due_Mo.htmlù
/*per il download si dovrà attendere 590 secondi, poi si avrà accesso al file; con 590 kb/sec ci vorranno cinque minuti, viceversa con 89 kb/sec 30 minuti.
Potrebbe capitare che il download si chiuda prima della fine e cioè si fermi a 50 mb o più; in quel caso bisognerà riscaricarlo poiché vi darà l'errore nell'apertura del .pdf*/
Adesso è veramente il momento di non dire più nulla per me; vi auguro una buona lettura.
Riprendo il lavoro sul 4° libro …
È giunto il momento di farlo leggere: questa volta non è stato immesso in internet da altre persone, ma sono io che lo metto a disposizione di coloro i quali vorranno leggerlo.
Non aggiungo altro, permettetemi solo alcune spiegazioni:
al suo interno è possibile che ancora ci siano errori (anzi direi che è quasi certo), ma converrete con me che soli due occhi non possono ottenere lo stesso risultato di un Team di professionisti stipendiati e appassionati di ciò che fanno;
Perdonatemi se alcune volte inizio la frase con “E”; so bene che è grammaticalmente sbagliato, tuttavia consideratela come una licenza letteraria;
Ci sono alcune particolarità per quanto concerne l’editing:
« Questo è il modo giusto nel quale si scrivono i dialoghi dei personaggi. »;
«Questo è il modo in cui io ho scritto i loro dialoghi».
Per tutti coloro che reputeranno questa scelta errata od offensiva: cosa avreste fatto al mio posto?
Avreste cestinato il vostro manoscritto poiché ritenuto non pubblicabile o viceversa sareste stati disposti a farlo leggere gratuitamente?
Sappiate che dietro questo testo c’è tantissimo lavoro e che una sola persona l’ha svolto: l’autore; mi auguro che il libro sia per voi fonte di svago e di piacevoli momenti, come lo è stato per me.
Questo è il link al Download dell’intero manoscritto ( vi avverto: pesa 158 mb; di più non sono riuscito a rimpicciolirlo “originariamente pesava 512 mb …” ):
http://www.4shared.com/document/5sDB3YmG/Maximilian_Arlstain___I_Due_Mo.htmlù
/*per il download si dovrà attendere 590 secondi, poi si avrà accesso al file; con 590 kb/sec ci vorranno cinque minuti, viceversa con 89 kb/sec 30 minuti.
Potrebbe capitare che il download si chiuda prima della fine e cioè si fermi a 50 mb o più; in quel caso bisognerà riscaricarlo poiché vi darà l'errore nell'apertura del .pdf*/
Adesso è veramente il momento di non dire più nulla per me; vi auguro una buona lettura.
Riprendo il lavoro sul 4° libro …
lunedì 31 ottobre 2011
Finiti capitoli 11° e 12°.
11° e 12° capitolo terminati; sono giunto quasi a ¾ del libro.
In un certo senso non vedo l’ora di vederlo stampato e con la sua copertina.
Devo tuttavia fare uno stop, non perché io non voglia più scriverlo, ma poiché questo è un periodo di estrema importanza per ( I Due Mondi ); è arrivato il momento infatti di mettere mano sul file .doc e in seguito trasformarlo in file .pdf.
Converrete con me che una tale mole di lavoro è pesantissima per una sola persona, dunque non avrò tempo da dedicare alla stesura del mio 4° libro, che ovviamente terminerò il prima possibile.
Or dunque: mercoledì inizierò il lavoro sul file e conto di terminarlo in tre settimane, poi la trasformazione in pdf e il consecutivo upload su di un hard disk virtuale nel web, per dare infine la possibilità a chiunque voglia leggerlo di scaricarlo in modo del tutto gratuito.
Mi auguro di riuscire a fare un gran bel lavoro …
Questo post è il 100° del blog ed è arrivato il momento di spiegare il perché gli ho dato il nome “Fantasy per adulti”.
In verità l’ho fatto senza pensare al suo significato, cosa che mi è stata fatta notare da un mio amico:
«ma come l’hai chiamato il tuo blog?». Mi chiese.
«perché: cosa c’è che non va?». Ribattei io.
«quel titolo è ambiguo!». Esclamò lui.
Aveva ragione …
Mi affrettai a scrivere sotto l’intestazione maggiori informazioni inerenti al suo contenuto, ma come si nota non appare un sito xxx, bensì come un blog di una trilogia fantasy.
Certo; il nome può trarre in inganno, ma vi giuro che io immaginai di entrare in una libreria e di parlare con il suo gestore, descrivendogli ciò che volevo leggere.
Infatti pensai di discutere con lui e di chiedergli un fantasy per adulti, che io intendo come un fantasy dove ci sono scene di guerra un po’ cruente e che tende all’horror; tutto qui.
Quando mi resi conto del fatto era tardi: non potevo più cambiare il titolo del blog; e penso che oramai rimarrà quello.
Auguro una buona notte a tutti.
In un certo senso non vedo l’ora di vederlo stampato e con la sua copertina.
Devo tuttavia fare uno stop, non perché io non voglia più scriverlo, ma poiché questo è un periodo di estrema importanza per ( I Due Mondi ); è arrivato il momento infatti di mettere mano sul file .doc e in seguito trasformarlo in file .pdf.
Converrete con me che una tale mole di lavoro è pesantissima per una sola persona, dunque non avrò tempo da dedicare alla stesura del mio 4° libro, che ovviamente terminerò il prima possibile.
Or dunque: mercoledì inizierò il lavoro sul file e conto di terminarlo in tre settimane, poi la trasformazione in pdf e il consecutivo upload su di un hard disk virtuale nel web, per dare infine la possibilità a chiunque voglia leggerlo di scaricarlo in modo del tutto gratuito.
Mi auguro di riuscire a fare un gran bel lavoro …
Questo post è il 100° del blog ed è arrivato il momento di spiegare il perché gli ho dato il nome “Fantasy per adulti”.
In verità l’ho fatto senza pensare al suo significato, cosa che mi è stata fatta notare da un mio amico:
«ma come l’hai chiamato il tuo blog?». Mi chiese.
«perché: cosa c’è che non va?». Ribattei io.
«quel titolo è ambiguo!». Esclamò lui.
Aveva ragione …
Mi affrettai a scrivere sotto l’intestazione maggiori informazioni inerenti al suo contenuto, ma come si nota non appare un sito xxx, bensì come un blog di una trilogia fantasy.
Certo; il nome può trarre in inganno, ma vi giuro che io immaginai di entrare in una libreria e di parlare con il suo gestore, descrivendogli ciò che volevo leggere.
Infatti pensai di discutere con lui e di chiedergli un fantasy per adulti, che io intendo come un fantasy dove ci sono scene di guerra un po’ cruente e che tende all’horror; tutto qui.
Quando mi resi conto del fatto era tardi: non potevo più cambiare il titolo del blog; e penso che oramai rimarrà quello.
Auguro una buona notte a tutti.
giovedì 20 ottobre 2011
Raggiunta la metà di DNT - 1942 -.
E dunque sono giunto alla metà del libro; pareva una meta lontana, eppure in un mese e mezzo ho scritto ben 230 pagine in b5 costituite da 50,000 parole.
Le previsioni per l’intero testo ammontano a circa 460 pagine e a Dio piacendo penso che in un paio di mesi sarò in grado di terminarlo; ovviamente si parla di prima stesura.
20/10/2011, ore 19:04, 8° - 9° - 10° terminati; metà di DNT – 1942 – raggiunta.
Incomincio l’undicesimo capitolo …
Per quanto concerne il download del primo manoscritto, sappiate che ci sto lavorando: mi sto occupando di grafica, impaginazione, editing, correzione e di tutto quello che riguarda la sua revisione; sono ad un buon punto e stimo che dovrei essere in grado di terminarlo entro un mese e mezzo, e parlo anche della creazione del file pdf; infatti il testo dovrà essere scannerizzato e reso accessibile a qualsiasi persona lo voglia leggere.
Pertanto il link lo posterò entro tale termine.
Adesso vi vorrei spiegare il perché della revisione del libro …
A te che leggi il post:
Immagina di essere in una stanza buia, di notte intorno alle 00:00, chinato sul pc a scrivere la tua storia (sarebbe meglio scrivere a penna al lume di una candela; credimi: ti immergi nella storia completamente).
A un certo punto le mura della stanza si sbriciolano come sabbia e vengono portate via da un vento dolce, lo stesso capita con il soffitto.
Tu rimani in una sorta di cubo oscuro … dopo poco tempo tutto diventa più chiaro, fino a prendere la conformazione dei posti che stai descrivendo e ti ritrovi immerso nella tua storia; in mezzo agli avvenimenti che si susseguono uno dietro l’altro.
Mentre scrivi hai chiara l’intera scena e pare che tu veda ogni tuo personaggio, non senti più nulla, solo l’istinto di mettere per iscritto ciò a cui stai assistendo; scrivi, e ancora scrivi, poiché se smetti uscirai da quello stato, perdendo di fatto l’attimo in cui è possibile osservare ciò che accade; diciamo che è una sorta di stato alternativo.
Beh, in quel momento pare che le mani si muovano da sole, poiché la tua mente e i tuoi occhi sono impegnati a registrare e osservare quello che accade; succede anche che nel momento in cui stacchi gli occhi tu abbia scritto 5000 parole in una sola sera senz’accorgertene.
In quell’istante capita di fare gli errori più banali, non perché tu non sia in grado di carpirli, ma perché la storia non ti aspetta, se perdi l’attimo devi desistere per quella sera e perdi anche la possibilità di aggiungere un pezzo in più alla trama (quando ti appassioni a qualcosa divieni vorace, fino a rasentare l’ingordigia: vuoi vedere come va a finire, poiché, forse non ci crederai, nemmeno tu autore hai idea di come finisca).
Ed è così che quando tu rileggi ti accorgi di virgole tra soggetto e verbo (errore gravissimo in tutte le lingue, non solo quella Italiana), oppure frasi iniziate al singolare che finiscono al plurale o viceversa; ma bando alle ciance: se dovessi farvi la lista degli errori trovati rischierei di divenire noioso.
Sono però a buon punto e spero di trasformare il mio libro in modo da farlo divenire una pietra preziosa e metterlo a disposizione di qualsiasi persona che ama la lettura e il fantasy.
Sono stato anche tacciato di essere prolisso; non dico che è una menzogna, lo so: cinquecento pagine sono un bel mattone; tuttavia il punto non è quanto è lungo un romanzo, ma se le vicende contenute in esso siano o no meritevoli di essere lette … gli errori si correggono, se la storia che contiene il manoscritto non è vuota, come moltissimi racconti che vengono stampati solo per il nome dell’autore, beh, anche se è lunga mille pagine si leggerà volentieri.
Un’ultima cosa …
L’editing di un manoscritto, se si parla di quello che ha da dire un personaggio, impone:
« Ciao amico. Come va? »
« Va bene, grazie. Soliti problemi: solo un po’ di acciacchi di stagione. »
Notate all’inizio e alla fine della frase: « - spazio – frase che inizia rigorosamente con lettera maiuscola e con punteggiatura a corredo – punteggiatura – spazio - »
Ora vi mostro come piace scrivere a me le stesse frasi:
«ciao amico. Come va?».
«va bene, grazie. Soliti problemi: solo un po’ di acciacchi di stagione».
Notate la differenza?
«frase che inizia con lettera minuscola e con punteggiatura a corredo – esclamazioni o punti interrogativi se necessari» - punto.
Questo mio modo di scrivere non implica essere illetterato o ignorare le regole di scrittura; è semplicemente il mio modo di scrivere, diciamolo con più chiarezza: il mio stile.
Piaccia o no, così sono fatto, se dovessi cambiare stravolgerei ciò che io sono.
E una mia personale visione, in più, mi fa credere che le regole troppo ferree uccidano la creatività o la deturpino: la libertà anche nello scrivere equivale a inventiva e a poter così narrare senz’alcun vincolo.
È in questo modo che si creano lavori stupendi; in fin dei conti essere bigotti non ha mai giovato a nessuno.
Al prossimo post …
Ovviamente un saluto va a chiunque legga questo messaggio.
Le previsioni per l’intero testo ammontano a circa 460 pagine e a Dio piacendo penso che in un paio di mesi sarò in grado di terminarlo; ovviamente si parla di prima stesura.
20/10/2011, ore 19:04, 8° - 9° - 10° terminati; metà di DNT – 1942 – raggiunta.
Incomincio l’undicesimo capitolo …
Per quanto concerne il download del primo manoscritto, sappiate che ci sto lavorando: mi sto occupando di grafica, impaginazione, editing, correzione e di tutto quello che riguarda la sua revisione; sono ad un buon punto e stimo che dovrei essere in grado di terminarlo entro un mese e mezzo, e parlo anche della creazione del file pdf; infatti il testo dovrà essere scannerizzato e reso accessibile a qualsiasi persona lo voglia leggere.
Pertanto il link lo posterò entro tale termine.
Adesso vi vorrei spiegare il perché della revisione del libro …
A te che leggi il post:
Immagina di essere in una stanza buia, di notte intorno alle 00:00, chinato sul pc a scrivere la tua storia (sarebbe meglio scrivere a penna al lume di una candela; credimi: ti immergi nella storia completamente).
A un certo punto le mura della stanza si sbriciolano come sabbia e vengono portate via da un vento dolce, lo stesso capita con il soffitto.
Tu rimani in una sorta di cubo oscuro … dopo poco tempo tutto diventa più chiaro, fino a prendere la conformazione dei posti che stai descrivendo e ti ritrovi immerso nella tua storia; in mezzo agli avvenimenti che si susseguono uno dietro l’altro.
Mentre scrivi hai chiara l’intera scena e pare che tu veda ogni tuo personaggio, non senti più nulla, solo l’istinto di mettere per iscritto ciò a cui stai assistendo; scrivi, e ancora scrivi, poiché se smetti uscirai da quello stato, perdendo di fatto l’attimo in cui è possibile osservare ciò che accade; diciamo che è una sorta di stato alternativo.
Beh, in quel momento pare che le mani si muovano da sole, poiché la tua mente e i tuoi occhi sono impegnati a registrare e osservare quello che accade; succede anche che nel momento in cui stacchi gli occhi tu abbia scritto 5000 parole in una sola sera senz’accorgertene.
In quell’istante capita di fare gli errori più banali, non perché tu non sia in grado di carpirli, ma perché la storia non ti aspetta, se perdi l’attimo devi desistere per quella sera e perdi anche la possibilità di aggiungere un pezzo in più alla trama (quando ti appassioni a qualcosa divieni vorace, fino a rasentare l’ingordigia: vuoi vedere come va a finire, poiché, forse non ci crederai, nemmeno tu autore hai idea di come finisca).
Ed è così che quando tu rileggi ti accorgi di virgole tra soggetto e verbo (errore gravissimo in tutte le lingue, non solo quella Italiana), oppure frasi iniziate al singolare che finiscono al plurale o viceversa; ma bando alle ciance: se dovessi farvi la lista degli errori trovati rischierei di divenire noioso.
Sono però a buon punto e spero di trasformare il mio libro in modo da farlo divenire una pietra preziosa e metterlo a disposizione di qualsiasi persona che ama la lettura e il fantasy.
Sono stato anche tacciato di essere prolisso; non dico che è una menzogna, lo so: cinquecento pagine sono un bel mattone; tuttavia il punto non è quanto è lungo un romanzo, ma se le vicende contenute in esso siano o no meritevoli di essere lette … gli errori si correggono, se la storia che contiene il manoscritto non è vuota, come moltissimi racconti che vengono stampati solo per il nome dell’autore, beh, anche se è lunga mille pagine si leggerà volentieri.
Un’ultima cosa …
L’editing di un manoscritto, se si parla di quello che ha da dire un personaggio, impone:
« Ciao amico. Come va? »
« Va bene, grazie. Soliti problemi: solo un po’ di acciacchi di stagione. »
Notate all’inizio e alla fine della frase: « - spazio – frase che inizia rigorosamente con lettera maiuscola e con punteggiatura a corredo – punteggiatura – spazio - »
Ora vi mostro come piace scrivere a me le stesse frasi:
«ciao amico. Come va?».
«va bene, grazie. Soliti problemi: solo un po’ di acciacchi di stagione».
Notate la differenza?
«frase che inizia con lettera minuscola e con punteggiatura a corredo – esclamazioni o punti interrogativi se necessari» - punto.
Questo mio modo di scrivere non implica essere illetterato o ignorare le regole di scrittura; è semplicemente il mio modo di scrivere, diciamolo con più chiarezza: il mio stile.
Piaccia o no, così sono fatto, se dovessi cambiare stravolgerei ciò che io sono.
E una mia personale visione, in più, mi fa credere che le regole troppo ferree uccidano la creatività o la deturpino: la libertà anche nello scrivere equivale a inventiva e a poter così narrare senz’alcun vincolo.
È in questo modo che si creano lavori stupendi; in fin dei conti essere bigotti non ha mai giovato a nessuno.
Al prossimo post …
Ovviamente un saluto va a chiunque legga questo messaggio.
mercoledì 12 ottobre 2011
D.N.T 1942 - settimo capitolo finito.
12/10/2011, ore 00,30 finito anche il settimo capitolo;
la metà del libro è vicina …
È un vero e proprio delirio: stendi il testo nuovo, revisiona l’altro testo già scritto e così via, il tutto per poter mettere il mio primo libro a disposizione di chiunque voglia leggerlo e il prima possibile.
Vi sono molte ragioni che mi spingono a fare ciò e in particolare la paura di non riuscire a terminare il testo che sto scrivendo.
Non lo so, ma quando s’inizia un libro il terrore dell’autore è proprio quello: lasciarlo a metà.
Quest’evenienza sarebbe una mancanza che comporterebbe la nullità del lavoro fatto fino a questo momento e ciò non lo posso proprio permettere.
Pensate: oramai le ore di lavoro fatte sui libri non le conto più, mi sono fermato a 3056 ore di scrittura, ma credetemi: le ho sicuramente più che raddoppiate, tant’è che alcune volte vengo assalito dallo sconforto e questa domanda mi continua a tormentare: possibile che tante ore di lavoro debbano essere buttate nella spazzatura?
E tutt’intorno altro non vedo che deserto …
Alcune persone mi hanno fatto presente che essere troppo sinceri può nuocere al manoscritto e che alcune notizie dovrebbero essere omesse (tipo quella che ho dichiarato precedentemente).
Io personalmente non vedo alcuna vergogna in ciò che è la verità e se non si riesce a trovare un canale di stampa è bene dirlo; sapete: è vero che le esperienze negative ti temprano e ti rendono più forte, spetterà al tempo e alla provvidenza stabilire la verità.
E questo blog è in vero una sorta di diario letterario dove l’autore appunta tutte le difficoltà e il suo stato d’animo man mano che scopre il mondo in cui deve destreggiarsi.
Pertanto sono dell’opinione che se è destino che i manoscritti da me redatti debbano essere letti, essi verranno sfogliati, se affermassi la menzogna prima o poi verrebbe alla luce senz’altro; potrei dire qualunque cosa, del tipo: “tutte le case editrici fanno la fila” (potrebbe anche essere vero, ma per bastonarmi) ma rimane pur sempre una bugia, che oltretutto non potrebbe essere verificata.
Tuttavia un individuo che ci mette la faccia ha tutto l’interesse ad essere il più corretto possibile, nel bene e nel male esso rimarrà pur sempre un uomo onorevole.
Hm … ora la finisco di sproloquiare, tranquilli; devo sfogarmi da qualche parte, quindi qualche volta mi dovrete sopportare.
Ok, inizio l’ottavo capitolo …
Ps: ci sono persone che leggono immediatamente il post che carico sul blog, altre che lo fanno dopo tempo, ma tutte hanno diritto alla sincerità: intendo postare un post a settimana, proprio per testimoniare che il lavoro che sto svolgendo continua e continuerà fino al suo completamento. È tuttavia possibile che ritardi, ma questo ritardo non andrà mai oltre le due settimane, se ciò dovesse accadere avrà un solo significato: l’autore non è più in grado di aggiornare il blog, dunque esso rimarrà nello stato in cui è perennemente, ma sarà pur sempre una testimonianza di un cervello che ha elaborato le sue idee e ha lottato per divulgarle, aspirando a divenire un uomo giusto e cercando di lasciare agli altri un pezzo di sé .
la metà del libro è vicina …
È un vero e proprio delirio: stendi il testo nuovo, revisiona l’altro testo già scritto e così via, il tutto per poter mettere il mio primo libro a disposizione di chiunque voglia leggerlo e il prima possibile.
Vi sono molte ragioni che mi spingono a fare ciò e in particolare la paura di non riuscire a terminare il testo che sto scrivendo.
Non lo so, ma quando s’inizia un libro il terrore dell’autore è proprio quello: lasciarlo a metà.
Quest’evenienza sarebbe una mancanza che comporterebbe la nullità del lavoro fatto fino a questo momento e ciò non lo posso proprio permettere.
Pensate: oramai le ore di lavoro fatte sui libri non le conto più, mi sono fermato a 3056 ore di scrittura, ma credetemi: le ho sicuramente più che raddoppiate, tant’è che alcune volte vengo assalito dallo sconforto e questa domanda mi continua a tormentare: possibile che tante ore di lavoro debbano essere buttate nella spazzatura?
E tutt’intorno altro non vedo che deserto …
Alcune persone mi hanno fatto presente che essere troppo sinceri può nuocere al manoscritto e che alcune notizie dovrebbero essere omesse (tipo quella che ho dichiarato precedentemente).
Io personalmente non vedo alcuna vergogna in ciò che è la verità e se non si riesce a trovare un canale di stampa è bene dirlo; sapete: è vero che le esperienze negative ti temprano e ti rendono più forte, spetterà al tempo e alla provvidenza stabilire la verità.
E questo blog è in vero una sorta di diario letterario dove l’autore appunta tutte le difficoltà e il suo stato d’animo man mano che scopre il mondo in cui deve destreggiarsi.
Pertanto sono dell’opinione che se è destino che i manoscritti da me redatti debbano essere letti, essi verranno sfogliati, se affermassi la menzogna prima o poi verrebbe alla luce senz’altro; potrei dire qualunque cosa, del tipo: “tutte le case editrici fanno la fila” (potrebbe anche essere vero, ma per bastonarmi) ma rimane pur sempre una bugia, che oltretutto non potrebbe essere verificata.
Tuttavia un individuo che ci mette la faccia ha tutto l’interesse ad essere il più corretto possibile, nel bene e nel male esso rimarrà pur sempre un uomo onorevole.
Hm … ora la finisco di sproloquiare, tranquilli; devo sfogarmi da qualche parte, quindi qualche volta mi dovrete sopportare.
Ok, inizio l’ottavo capitolo …
Ps: ci sono persone che leggono immediatamente il post che carico sul blog, altre che lo fanno dopo tempo, ma tutte hanno diritto alla sincerità: intendo postare un post a settimana, proprio per testimoniare che il lavoro che sto svolgendo continua e continuerà fino al suo completamento. È tuttavia possibile che ritardi, ma questo ritardo non andrà mai oltre le due settimane, se ciò dovesse accadere avrà un solo significato: l’autore non è più in grado di aggiornare il blog, dunque esso rimarrà nello stato in cui è perennemente, ma sarà pur sempre una testimonianza di un cervello che ha elaborato le sue idee e ha lottato per divulgarle, aspirando a divenire un uomo giusto e cercando di lasciare agli altri un pezzo di sé .
venerdì 7 ottobre 2011
Fine sesto Capitolo D.n.t. (è il titolo, che ovviamente non posso rivelare per il momento).
Finito il sesto capitolo: 07/10/2011 ore 18,49.
Devo ammettere che la stesura di questo manoscritto si sta rivelando veramente ostica; per più motivi.
In primo luogo sono a disagio; sì, disagio perché sto scrivendo di fatti che non ho vissuto e dunque dei quali non posso sapere con precisione.
Certo, ci sono i testi storici sui quali c’è scritto quello che è accaduto, testi di ex soldati che hanno egregiamente spiegato sia la zona in cui hanno operato, sia lo stato d’animo di coloro che hanno preso parte alla guerra, ma rimane sempre il fatto che non si può capire ciò che non si è vissuto.
In secondo luogo c’è molto materiale da studiare, ivi comprese le cartine e dunque la scrittura risulta rallentata, anche se devo ammettere che sto raccogliendo informazioni da lungo tempo.
È proprio per i motivi che ho sopraccitato che non andrò in profondità, cercando di non narrare ciò che provarono i soldati, anche perché non posso saperlo pur avendo letto testi sull’argomento. Mi limiterò a raccontare lo stato d’animo del protagonista mettendomi nei suoi panni e facendomi la domanda: «cos’avrei fatto io al suo posto?».
Inizio il settimo capitolo …
Devo ammettere che la stesura di questo manoscritto si sta rivelando veramente ostica; per più motivi.
In primo luogo sono a disagio; sì, disagio perché sto scrivendo di fatti che non ho vissuto e dunque dei quali non posso sapere con precisione.
Certo, ci sono i testi storici sui quali c’è scritto quello che è accaduto, testi di ex soldati che hanno egregiamente spiegato sia la zona in cui hanno operato, sia lo stato d’animo di coloro che hanno preso parte alla guerra, ma rimane sempre il fatto che non si può capire ciò che non si è vissuto.
In secondo luogo c’è molto materiale da studiare, ivi comprese le cartine e dunque la scrittura risulta rallentata, anche se devo ammettere che sto raccogliendo informazioni da lungo tempo.
È proprio per i motivi che ho sopraccitato che non andrò in profondità, cercando di non narrare ciò che provarono i soldati, anche perché non posso saperlo pur avendo letto testi sull’argomento. Mi limiterò a raccontare lo stato d’animo del protagonista mettendomi nei suoi panni e facendomi la domanda: «cos’avrei fatto io al suo posto?».
Inizio il settimo capitolo …
mercoledì 5 ottobre 2011
L'ultima invenzione dei nostri Geni.
Appunto …
Ammirate cosa hanno escogitato:
Il Disegno di legge - Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) del comma 29 recita:
«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»
Questa proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.
Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato.
Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiedere l'introduzione di una "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.
Fonte:
http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011
Ma è confermato dal fatto che oggi, 05/10/2011, i geni nostrani hanno stabilito quanto segue:
http://www.corriere.it/politica/11_ottobre_05/intercettazioni-commissione-bongiorno-dimissioni_1c081c96-ef57-11e0-a7cb-38398ded3a54.shtml
Stando alle ultime notizie non dovrebbero essere toccati i blog, ma conoscendo i nostri polli ho l’impressione che su di essi non si potrà più scrivere liberamente in quanto si andrà incontro a problemi di seria natura.
Ritenuto doveroso esprimere solidarietà verso gli organi di informazione e siti come wikipedia (dando visibilità alla notizia) che sarebbero danneggiati da questa decisione, mi domando se in un paese democratico si possa assistere a questo tipo di comportamenti.
E c’è da sottolineare che, nella situazione economica in cui versa il paese, non siano queste le priorità da affrontare, non si può perdere tempo…
Mi scuso con chi legge il Blog, so che tratta di fantasy, ma quando vengono lesi dei diritti fondamentali come quelli di opinione e libertà, penso che tutti debbano far sentire la prorpia voce.
Ed è palese il tentativo di tacitare il web d'Italia.
Ammirate cosa hanno escogitato:
Il Disegno di legge - Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) del comma 29 recita:
«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»
Questa proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.
Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato.
Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiedere l'introduzione di una "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.
Fonte:
http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011
Ma è confermato dal fatto che oggi, 05/10/2011, i geni nostrani hanno stabilito quanto segue:
http://www.corriere.it/politica/11_ottobre_05/intercettazioni-commissione-bongiorno-dimissioni_1c081c96-ef57-11e0-a7cb-38398ded3a54.shtml
Stando alle ultime notizie non dovrebbero essere toccati i blog, ma conoscendo i nostri polli ho l’impressione che su di essi non si potrà più scrivere liberamente in quanto si andrà incontro a problemi di seria natura.
Ritenuto doveroso esprimere solidarietà verso gli organi di informazione e siti come wikipedia (dando visibilità alla notizia) che sarebbero danneggiati da questa decisione, mi domando se in un paese democratico si possa assistere a questo tipo di comportamenti.
E c’è da sottolineare che, nella situazione economica in cui versa il paese, non siano queste le priorità da affrontare, non si può perdere tempo…
Mi scuso con chi legge il Blog, so che tratta di fantasy, ma quando vengono lesi dei diritti fondamentali come quelli di opinione e libertà, penso che tutti debbano far sentire la prorpia voce.
Ed è palese il tentativo di tacitare il web d'Italia.
sabato 1 ottobre 2011
1/4 del lavoro teminato.
Finito anche il 5° capitolo; e sì, lo so … sono in ritardo. Sono passati ben più di sette giorni dall’ultimo post, ma a mia difesa debbo dire che c’è stato un fondato motivo.
Dopo quasi un anno il mio sistema immunitario ha deciso che era tempo di dare dimostrazione della sua efficienza e mi sono beccato un febbrone da cavallo o un cavallo da febbrone … chi lo sa? Pensare che un tempo parevo un orso, nell’età compresa tra i venti anni e i trenta anni, ci furono alcuni periodi nei quali andai a lavorare con la febbre a 39,4 con il solo ausilio del paracetamolo da 1000, che effettivamente l'abbatteva. Questa volta mi sono dovuto arrendere a 38,5 poiché parevo uno straccio, la febbre proprio non voleva andare giù. Finalmente però, sono riuscito a leggere un libro dopo tanto tempo: era quasi un anno che non potevo permettermi questo lusso, lavoro; lavoro; lavoro; lavoro … e con la stesura dei manoscritti ditemi voi quando regalarsi una lettura piacevole.
A letto, febbricitante, con le idee che proprio non volevano venire fuori dichiarando il loro momentaneo sciopero, non potevo far altro che prendere un libro che avevo comprato tempo addietro e aprirlo immergendomi nella sua lettura. Beh, in tre giorni mi sono letto più di 450 pagine e il libro stupendo in questione è: Centomila Gavette di Ghiaccio di Giulio Bedeschi, ufficiale medico degli alpini nella seconda guerra mondiale; pareva che stessi osservando un film, non leggendo un libro, questo è il grande merito dell’autore che cattura la tua attenzione fin dall’inizio, risultando poche volte pesante (ovviamente io parlo in qualità di appassionato di storia).
Anche la febbre ha avuto la sua utilità …
Messomi subito all’opera dopo la guarigione ho terminato dunque anche il 5° capitolo, stendendo così di fatto ¼ del libro.
01/10/2011, 5° Capitolo finito.
Ora tocca al 6° capitolo e la mia giornata passerà in questo modo: mattinata: lavoro; pausa pranzo: lettura e correzione alla ricerca di eventuali errori presenti nel primo manoscritto da inviare ad alcune case editrici; pomeriggio: lavoro; sera: stesura del 4° manoscritto.
Dopo quasi un anno il mio sistema immunitario ha deciso che era tempo di dare dimostrazione della sua efficienza e mi sono beccato un febbrone da cavallo o un cavallo da febbrone … chi lo sa? Pensare che un tempo parevo un orso, nell’età compresa tra i venti anni e i trenta anni, ci furono alcuni periodi nei quali andai a lavorare con la febbre a 39,4 con il solo ausilio del paracetamolo da 1000, che effettivamente l'abbatteva. Questa volta mi sono dovuto arrendere a 38,5 poiché parevo uno straccio, la febbre proprio non voleva andare giù. Finalmente però, sono riuscito a leggere un libro dopo tanto tempo: era quasi un anno che non potevo permettermi questo lusso, lavoro; lavoro; lavoro; lavoro … e con la stesura dei manoscritti ditemi voi quando regalarsi una lettura piacevole.
A letto, febbricitante, con le idee che proprio non volevano venire fuori dichiarando il loro momentaneo sciopero, non potevo far altro che prendere un libro che avevo comprato tempo addietro e aprirlo immergendomi nella sua lettura. Beh, in tre giorni mi sono letto più di 450 pagine e il libro stupendo in questione è: Centomila Gavette di Ghiaccio di Giulio Bedeschi, ufficiale medico degli alpini nella seconda guerra mondiale; pareva che stessi osservando un film, non leggendo un libro, questo è il grande merito dell’autore che cattura la tua attenzione fin dall’inizio, risultando poche volte pesante (ovviamente io parlo in qualità di appassionato di storia).
Anche la febbre ha avuto la sua utilità …
Messomi subito all’opera dopo la guarigione ho terminato dunque anche il 5° capitolo, stendendo così di fatto ¼ del libro.
01/10/2011, 5° Capitolo finito.
Ora tocca al 6° capitolo e la mia giornata passerà in questo modo: mattinata: lavoro; pausa pranzo: lettura e correzione alla ricerca di eventuali errori presenti nel primo manoscritto da inviare ad alcune case editrici; pomeriggio: lavoro; sera: stesura del 4° manoscritto.
venerdì 23 settembre 2011
Scritto il 4° capitolo
22/09/2011 ore 11:45 finito anche il 4° capitolo
Procedo spedito ad ¼ del libro, che mi sembra una buona meta; una cosa è certa: conto di finirlo quanto prima e di vederlo rilegato come i precedenti tre volumi.
Certo: non vi nascondo la difficoltà della stesura, soprattutto quando non si vive di scrittura; ma come penso abbiate capito, il narrare una storia diviene una necessità e il narratore è come se avesse un marchio indelebile. Se nasci per scrivere non puoi evitarlo: questo destino ti inseguirà lungo tutto il tuo cammino e i testi si susseguiranno uno dopo l’altro.
Ma adesso basta vaneggiare, è tempo di ritornare a lavoro.
Pensate: proprio pochi minuti fa, sentendo i telegiornali propagandistici, hanno annunciato il probabile schianto al suolo di pezzi di un fantomatico satellite (le probabilità sono del 1,25% che essi colpiscano l’Italia settentrionale); Secondo voi possiamo stare tranquilli … e io non possiedo nemmeno i capelli che ammortizzerebbero il colpo … che iella;
ma soprattutto: si può mai vivere sereni?
24/09/2011; ps: nessun pezzo estraneo al paesaggio si è schiantato al suolo come annunciato dai baldanzosi telegiornali,non ci crederete ma c'è stato lo schianto delle Escort con una maglietta incisa: e qui la festa?
E noi, giustamente, gli abbiamo risposto: vi siete schiantate nella regione sbagliata, dovevate cadere più a Nord ...
Prendiamola allegramente, va ... altrimenti c'è da avvilirsi.
Come sempre: un saluto a tutti i visitatori del blog.
Procedo spedito ad ¼ del libro, che mi sembra una buona meta; una cosa è certa: conto di finirlo quanto prima e di vederlo rilegato come i precedenti tre volumi.
Certo: non vi nascondo la difficoltà della stesura, soprattutto quando non si vive di scrittura; ma come penso abbiate capito, il narrare una storia diviene una necessità e il narratore è come se avesse un marchio indelebile. Se nasci per scrivere non puoi evitarlo: questo destino ti inseguirà lungo tutto il tuo cammino e i testi si susseguiranno uno dopo l’altro.
Ma adesso basta vaneggiare, è tempo di ritornare a lavoro.
Pensate: proprio pochi minuti fa, sentendo i telegiornali propagandistici, hanno annunciato il probabile schianto al suolo di pezzi di un fantomatico satellite (le probabilità sono del 1,25% che essi colpiscano l’Italia settentrionale); Secondo voi possiamo stare tranquilli … e io non possiedo nemmeno i capelli che ammortizzerebbero il colpo … che iella;
ma soprattutto: si può mai vivere sereni?
24/09/2011; ps: nessun pezzo estraneo al paesaggio si è schiantato al suolo come annunciato dai baldanzosi telegiornali,non ci crederete ma c'è stato lo schianto delle Escort con una maglietta incisa: e qui la festa?
E noi, giustamente, gli abbiamo risposto: vi siete schiantate nella regione sbagliata, dovevate cadere più a Nord ...
Prendiamola allegramente, va ... altrimenti c'è da avvilirsi.
Come sempre: un saluto a tutti i visitatori del blog.
lunedì 19 settembre 2011
3° Capitolo completato.
Le cose si mettono per il meglio, dopo solo tre giorni dalla fine del 2° capitolo ho finito la prima stesura del terzo capitolo; pensate: 15.100 parole; 95.000 caratteri spazi inclusi fino ad adesso. Con molta probabilità ci aggireremo intorno alle 100.000 – 110.000 parole spazi esclusi (previsione dell’intero lavoro).
Alla fine, dopo un po’ di tempo passato nel manicomio, il personaggio principale si ritrova arruolato per forza e spedito al fronte Russo a combattere. Ecco: questo è il momento più delicato; bisognerà studiare con accuratezza i fatti storici, le armi del periodo, le zone dove si sono svolti i fatti; insomma: un bel po’ di cose.
Spero di riuscire a fare un buon lavoro …
Alla fine, dopo un po’ di tempo passato nel manicomio, il personaggio principale si ritrova arruolato per forza e spedito al fronte Russo a combattere. Ecco: questo è il momento più delicato; bisognerà studiare con accuratezza i fatti storici, le armi del periodo, le zone dove si sono svolti i fatti; insomma: un bel po’ di cose.
Spero di riuscire a fare un buon lavoro …
19/09/2011 ore 00:32, finito il 3° capitolo di DNT – 1942 –. Inizio il 4° Capitolo …
Ho pensato molto su cosa fare dei tre libri che ho già terminato e non sono riuscito a trovare una soluzione per accedere alla stampa; una sola via si è resa praticabile: la stampa a pagamento (e questa proprio mi rifiuto di percorrerla). È tuttavia d’obbligo tentare il tutto per tutto, proprio per amore di ciò che ho scritto e visto che in patria non si batte chiodo (cioè in Italia di stampa non se ne parla), sto valutando la possibilità d’inviarli all’estero. Ciò comporta però una ricerca di case editrici che accettino materiale in visione da parte di aspiranti scrittori, il ché non è facile …
Senza contare che un invio in lingua Italiana ad una casa editrice estera potrebbe essere inteso come un’offesa; insomma: se mandi un libro in visione, esso deve essere leggibile e scorrevole.
Di tradurre non se ne parla, poiché conosco solo il francese a un buon livello sia parlato, sia scritto, ma ci vorrebbe un bel po’ di tempo affinché io riesca a tradurre in francese l’intera trilogia. Lo stesso discorso vale per la traduzione fatta da terzi: costerebbe una cifra spropositata e pertanto anche questa via mi è preclusa.
Di certo non posso arrendermi e stare con la mani in mano; insomma: possibile che sia una storia che non può essere pubblicata? Questa domanda mi affligge da circa quattro anni.
Senza contare che un invio in lingua Italiana ad una casa editrice estera potrebbe essere inteso come un’offesa; insomma: se mandi un libro in visione, esso deve essere leggibile e scorrevole.
Di tradurre non se ne parla, poiché conosco solo il francese a un buon livello sia parlato, sia scritto, ma ci vorrebbe un bel po’ di tempo affinché io riesca a tradurre in francese l’intera trilogia. Lo stesso discorso vale per la traduzione fatta da terzi: costerebbe una cifra spropositata e pertanto anche questa via mi è preclusa.
Di certo non posso arrendermi e stare con la mani in mano; insomma: possibile che sia una storia che non può essere pubblicata? Questa domanda mi affligge da circa quattro anni.
È mio dovere cercare una soluzione: senza una casa editrice un libro non esiste, proprio perché essa ti da la possibilità di accedere a strumenti attraverso i quali il libro può essere diffuso e dunque letto.
Sto cercando di trovare una soluzione ...
Sto cercando di trovare una soluzione ...
venerdì 16 settembre 2011
fine 2° capitolo del 4° libro.
Finito anche il secondo capitolo; a testimonianza che si lavora di notte:
16/09/2011 ore 01:44 terminato il secondo capitolo.
S’incomincia con il terzo ….
Vorrei scrivere qualcosina in più ma a quest’ora non connetto poi tanto; meglio se mi limito solo all’annuncio di inizio capitolo.
Pensate: se continuo così posso aspirare alla fine del libro in cinque sei mesi anziché un anno come preventivato.
Vorrei scrivere qualcosina in più ma a quest’ora non connetto poi tanto; meglio se mi limito solo all’annuncio di inizio capitolo.
Pensate: se continuo così posso aspirare alla fine del libro in cinque sei mesi anziché un anno come preventivato.
Dovrei arrivare all’incirca a 450 pagine; per adesso sono alla 45° …
Che cattivo: ho fatto internare il personaggio principale; sì esatto: il personaggio principale è stato rinchiuso in un manicomio.
E vedrete che più andrò avanti e più diverrò cattivo.
Che cattivo: ho fatto internare il personaggio principale; sì esatto: il personaggio principale è stato rinchiuso in un manicomio.
E vedrete che più andrò avanti e più diverrò cattivo.
sabato 10 settembre 2011
Fine primo capitolo 4° libro, inizio 2°.
Sì esatto. Ho già finito il primo capitolo; è devo anche dire che mi pare un ottimo capitolo.
Non vedo l’ora di poter osservare anche questo libro finito.
Da oggi, nell’annuncio dei capitoli, aggiungerò anche la data e l’ora della fine di essi (anche se in testa al post essa vi è già; ma sapete: fa più scena … [lo so: non sono messo tanto bene …]).
Non vedo l’ora di poter osservare anche questo libro finito.
Da oggi, nell’annuncio dei capitoli, aggiungerò anche la data e l’ora della fine di essi (anche se in testa al post essa vi è già; ma sapete: fa più scena … [lo so: non sono messo tanto bene …]).
10/09/2011 ore 00:34; primo capitolo del 4° libro terminato.
Ho addirittura già provveduto alla copertina; forse non ci crederete: mi sono disegnato in autonomia la copertina ed è già pronta per essere postata. È normale che lo farò soltanto quando avrò terminato tutto il manoscritto, non prima; ma credetemi: è venuta veramente bella.
S’incomincia con il secondo …
Buona notte a tutti.
Buona notte a tutti.
lunedì 5 settembre 2011
Lunedì 5 Settembre 2011: inizio stesura del mio 4° libro.
Credevo le cose migliorassero, ma purtroppo mi ritrovo nelle condizioni in cui ero quando ho steso “I due Mondi”, è tuttavia necessario darsi da fare e incominciare a stendere il testo che ho in mente di scrivere; prima inizio, prima lo finisco.
Vista la situazione mi ritroverò costretto a scrivere nuovamente in orari notturni, come al solito dopo la mezzanotte, e speriamo che il fisico tenga, poiché se aggiungete tre o quattro ore di scrittura a dieci - undici ore di lavoro, avrete come risultato una condizione disumana (ci stanno massacrando di tasse, quasi non si riesce a pagarle … la mia domanda è: ma come fa un operaio che percepisce € 1300 al mese a tirare avanti una famiglia se lo stato ne preleva più della metà di tasse? Costoro sono le persone che fanno miracoli e cioè quello di far magiare i propri figli; e c’è pure di peggio: sappiate che mentre un medico chirurgo dichiara € 3000 annui [chi è l’incompetente che gli ha fatto l’ I.S.E.E? - per le persone che non vivono in Italia: l’I.S.E.E è un’attestazione di reddito; una sorta di redditometro - ] e manda i propri figli al mare gratuitamente - per l’esattezza tre - presso una colonia estiva comunale, i pensionati percepiscono € 425 al mese … no comment. Sarà ora di finire di fare i furboni? E c’è pure di peggio …).
È anche vero che sorge spontanea una domanda: ma chi te lo fa fare?
Posso assicurarvi che si arriva a un punto nel quale non sei più tu a decidere cosa fare, ma è il testo che è dentro di te che preme per uscire fuori con costanza e quando esso e venuto alla luce, tu, autore, ti senti come svuotato, come se avessi dato alla luce un tuo proprio figlio e non hai occhi che per esso.
È dunque una necessità quella in cui mi trovo; questo libro sta premendo per venire alla luce e il bisogno impellente di scriverlo m’impone di farlo a qualsiasi orario; tuttavia la scrittura non può essere anteposta al ruolo di capo famiglia, e un capo famiglia ha l’obbligo di provvedere ai bisogni del proprio nucleo familiare e credetemi: per una famiglia Italiana, questi ultimi diciotto anni di politica festaiola con un primo ministro giulivo, sono stati diciotto anni di iattura.
Spenderò ancora due parole per quanto concerne il libro:
al contrario di Maximilian, questo nuovo manoscritto verrà narrato in prima persona e non in terza com’è avvenuto per i libri precedenti;
In Maximilian la prefazione era, com’è giusto che sia, un sunto della storia avvenuta;
Nel nuovo manoscritto io preferisco intenderla come una sorta di poesia, così come la postfazione; in effetti entrambe saranno rimate.
Se tutto procede come programmato dovrei essere in grado di stendere all’incirca 2000 parole al giorno, ovviamente ciò non potrà essere una costante, poiché come ben sapete non vivo di scrittura; dunque la data di fine lavori potrà solo essere ipotizzata, anche se farò di tutto per finirlo il prima possibile
È dunque giunto il giorno in cui inizia a nascere il mio quarto libro; oggi 05/09/2011 vengono poste le basi del testo che ho progettato da lungo tempo e che vedrà la luce tra circa un anno.
Vorrei approfittare anche per scrivere alcune mie considerazioni:
Ciondolando in internet – qualche volta ho bisogno di evadere dalla quotidianità e allora girovago per i blog e per i vari magazine che si trovano in internet (per non più di mezz’ora al giorno, poi il lavoro mi chiama) – mi sono imbattuto in una discussione letteraria fatta da editor e da scrittori esordienti in un convegno avvenuto in Italia nel 2010.
Si discuteva di vari aspetti inerenti lo stato del Fantasy in Italia e delle influenze dei vari scrittori su di esso; parliamo di John Ronald Reuel Tolkien e dell’influenza della mitologia Greca.
Beh, devo dire che la discussione era molto interessante, sarei voluto tanto essere presente per poter dire qualcosa che a mio avviso è stata omessa; prima di domandarsi a che punto sia lo stato del Fantasy Italiano e dell’influenze da esso avute, ci sarebbe da domandarsi quanta voglia hanno gli editori di sviluppare tale filone nel nostro paese e quanto effettivamente ci credano.
Il materiale di certo non manca, poiché di scrittori l’Italia ne è piena, e devo dire che le idee sono numerose e anche buone, basta leggere qualsiasi scrittore esordiente pubblicato per rendersene conto.
Il problema, a mio avviso, è proprio quello che il Fantasy in Italia è considerato poco e quasi declassato a opera minore da coloro che dovrebbero promuoverlo, e detto fra noi: questo è un nostro sbaglio, poiché, si è visto con alcune opere che sono divenute le più lette nel nostro paese, esso ha grandi potenzialità; la cosa triste è che non dovrei essere io a dirlo, ma coloro che sono i professionisti del settore, proprio perché è loro interesse specifico.
Mi sono sempre chiesto come mi sarei comportato se fossi stato nei panni di coloro che ricevono un manoscritto da visionare; in primo luogo per fare un lavoro simile suppongo che bisogna amare la letteratura, io personalmente immagino che per loro non debba essere una fatica leggere ciò che gli arriva, soprattutto perché ciò che gli viene inviato dovrebbe essere tutto materiale inedito; dunque sono i primi a visionarlo e si sa: storia nuova, interesse ravvivato.
È anche vero che non si può definire una bozza come un libro fatto e finito, è ovvio che al suo interno ci possano essere errori o refusi (anzi: direi che è certo), ma non è proprio questo il lavoro che deve fare una persona che ama la letteratura: scoprire una pietra grezza e renderla un diamante splendente, se poi lo è già, tanto meglio: egli lo migliorerà. Una volta fatto questo lavoro immagino anche la soddisfazione che ne deriva, sia per colui che lo ha limato, sia per l’editore che lo ha stampato.
Ora, se si vuole bene alla letteratura e non ai soldi, non sarebbe il caso di sforzarsi di leggere ogni testo che arriva in visione e se s’intravvede un lumicino, benché minimo, vale la pena scrivere quattro righe in word che recitano:
Gentile Signor Rossi, ho provato a leggere il manoscritto che ci ha inviato;
devo dire che l’idea non è affatto malvagia.
È stato tuttavia impossibile procedere con la sua lettura, in quanto al suo interno ho riscontrato errori e problemi di scorrevolezza.
Ciò nonostante mi reputo una persona che ama la letteratura, è dunque mio preciso dovere ricercare qualsiasi lavoro che racchiuda quel barlume tanto ambito che si chiama “cultura letteraria” e che è un patrimonio dell’umanità, pertanto deve essere oggetto di attenta valutazione.
Suppongo che per aver steso un lavoro del genere lei debba amare come me la lettura;
ed è proprio per questo che mi sono permesso di risponderle tramite questa missiva.
Ora: non le prometto la stampa, ma posso assicurarle che se corregge il suo manoscritto e lo rende scorrevole, esso sarà oggetto di un’attenta lettura da parte mia; e chissà: se mi coinvolge potrei anche pensare a lavorare sul testo che lei ha posto alla mia attenzione.
Limi il suo lavoro e lo invii a quest’indirizzo: ----------------------------------------------------; sarò felice di esaminarlo come conviene.
La sprono inoltre a non arrendersi e continuare con la scrittura, vedrà che la passione la porterà sicuramente al coronamento delle sue aspettative.
Cordiali Saluti.
Un copia e incolla non è poi un lavoraccio che comporti un impiego di personale abnorme ed impossibile da attuare; la mail e internet farebbero il resto …
Oh … che grande editore sarebbe; non credete?
Si lo so: sono un idealista, queste sono cose che succedono solo nei film; oggi, purtroppo, coloro che comandano sono i soldi e i nomi che a essi portano …
E lo dico con tristezza, poiché il danno di tale comportamento si riversa su tutti gli amanti dei libri.
Bene, basta divagare; inizia il lavoro di stesura del mio nuovo libro.
Auguratemi buona fortuna ...
Vista la situazione mi ritroverò costretto a scrivere nuovamente in orari notturni, come al solito dopo la mezzanotte, e speriamo che il fisico tenga, poiché se aggiungete tre o quattro ore di scrittura a dieci - undici ore di lavoro, avrete come risultato una condizione disumana (ci stanno massacrando di tasse, quasi non si riesce a pagarle … la mia domanda è: ma come fa un operaio che percepisce € 1300 al mese a tirare avanti una famiglia se lo stato ne preleva più della metà di tasse? Costoro sono le persone che fanno miracoli e cioè quello di far magiare i propri figli; e c’è pure di peggio: sappiate che mentre un medico chirurgo dichiara € 3000 annui [chi è l’incompetente che gli ha fatto l’ I.S.E.E? - per le persone che non vivono in Italia: l’I.S.E.E è un’attestazione di reddito; una sorta di redditometro - ] e manda i propri figli al mare gratuitamente - per l’esattezza tre - presso una colonia estiva comunale, i pensionati percepiscono € 425 al mese … no comment. Sarà ora di finire di fare i furboni? E c’è pure di peggio …).
È anche vero che sorge spontanea una domanda: ma chi te lo fa fare?
Posso assicurarvi che si arriva a un punto nel quale non sei più tu a decidere cosa fare, ma è il testo che è dentro di te che preme per uscire fuori con costanza e quando esso e venuto alla luce, tu, autore, ti senti come svuotato, come se avessi dato alla luce un tuo proprio figlio e non hai occhi che per esso.
È dunque una necessità quella in cui mi trovo; questo libro sta premendo per venire alla luce e il bisogno impellente di scriverlo m’impone di farlo a qualsiasi orario; tuttavia la scrittura non può essere anteposta al ruolo di capo famiglia, e un capo famiglia ha l’obbligo di provvedere ai bisogni del proprio nucleo familiare e credetemi: per una famiglia Italiana, questi ultimi diciotto anni di politica festaiola con un primo ministro giulivo, sono stati diciotto anni di iattura.
Spenderò ancora due parole per quanto concerne il libro:
al contrario di Maximilian, questo nuovo manoscritto verrà narrato in prima persona e non in terza com’è avvenuto per i libri precedenti;
In Maximilian la prefazione era, com’è giusto che sia, un sunto della storia avvenuta;
Nel nuovo manoscritto io preferisco intenderla come una sorta di poesia, così come la postfazione; in effetti entrambe saranno rimate.
Se tutto procede come programmato dovrei essere in grado di stendere all’incirca 2000 parole al giorno, ovviamente ciò non potrà essere una costante, poiché come ben sapete non vivo di scrittura; dunque la data di fine lavori potrà solo essere ipotizzata, anche se farò di tutto per finirlo il prima possibile
È dunque giunto il giorno in cui inizia a nascere il mio quarto libro; oggi 05/09/2011 vengono poste le basi del testo che ho progettato da lungo tempo e che vedrà la luce tra circa un anno.
Vorrei approfittare anche per scrivere alcune mie considerazioni:
Ciondolando in internet – qualche volta ho bisogno di evadere dalla quotidianità e allora girovago per i blog e per i vari magazine che si trovano in internet (per non più di mezz’ora al giorno, poi il lavoro mi chiama) – mi sono imbattuto in una discussione letteraria fatta da editor e da scrittori esordienti in un convegno avvenuto in Italia nel 2010.
Si discuteva di vari aspetti inerenti lo stato del Fantasy in Italia e delle influenze dei vari scrittori su di esso; parliamo di John Ronald Reuel Tolkien e dell’influenza della mitologia Greca.
Beh, devo dire che la discussione era molto interessante, sarei voluto tanto essere presente per poter dire qualcosa che a mio avviso è stata omessa; prima di domandarsi a che punto sia lo stato del Fantasy Italiano e dell’influenze da esso avute, ci sarebbe da domandarsi quanta voglia hanno gli editori di sviluppare tale filone nel nostro paese e quanto effettivamente ci credano.
Il materiale di certo non manca, poiché di scrittori l’Italia ne è piena, e devo dire che le idee sono numerose e anche buone, basta leggere qualsiasi scrittore esordiente pubblicato per rendersene conto.
Il problema, a mio avviso, è proprio quello che il Fantasy in Italia è considerato poco e quasi declassato a opera minore da coloro che dovrebbero promuoverlo, e detto fra noi: questo è un nostro sbaglio, poiché, si è visto con alcune opere che sono divenute le più lette nel nostro paese, esso ha grandi potenzialità; la cosa triste è che non dovrei essere io a dirlo, ma coloro che sono i professionisti del settore, proprio perché è loro interesse specifico.
Mi sono sempre chiesto come mi sarei comportato se fossi stato nei panni di coloro che ricevono un manoscritto da visionare; in primo luogo per fare un lavoro simile suppongo che bisogna amare la letteratura, io personalmente immagino che per loro non debba essere una fatica leggere ciò che gli arriva, soprattutto perché ciò che gli viene inviato dovrebbe essere tutto materiale inedito; dunque sono i primi a visionarlo e si sa: storia nuova, interesse ravvivato.
È anche vero che non si può definire una bozza come un libro fatto e finito, è ovvio che al suo interno ci possano essere errori o refusi (anzi: direi che è certo), ma non è proprio questo il lavoro che deve fare una persona che ama la letteratura: scoprire una pietra grezza e renderla un diamante splendente, se poi lo è già, tanto meglio: egli lo migliorerà. Una volta fatto questo lavoro immagino anche la soddisfazione che ne deriva, sia per colui che lo ha limato, sia per l’editore che lo ha stampato.
Ora, se si vuole bene alla letteratura e non ai soldi, non sarebbe il caso di sforzarsi di leggere ogni testo che arriva in visione e se s’intravvede un lumicino, benché minimo, vale la pena scrivere quattro righe in word che recitano:
Gentile Signor Rossi, ho provato a leggere il manoscritto che ci ha inviato;
devo dire che l’idea non è affatto malvagia.
È stato tuttavia impossibile procedere con la sua lettura, in quanto al suo interno ho riscontrato errori e problemi di scorrevolezza.
Ciò nonostante mi reputo una persona che ama la letteratura, è dunque mio preciso dovere ricercare qualsiasi lavoro che racchiuda quel barlume tanto ambito che si chiama “cultura letteraria” e che è un patrimonio dell’umanità, pertanto deve essere oggetto di attenta valutazione.
Suppongo che per aver steso un lavoro del genere lei debba amare come me la lettura;
ed è proprio per questo che mi sono permesso di risponderle tramite questa missiva.
Ora: non le prometto la stampa, ma posso assicurarle che se corregge il suo manoscritto e lo rende scorrevole, esso sarà oggetto di un’attenta lettura da parte mia; e chissà: se mi coinvolge potrei anche pensare a lavorare sul testo che lei ha posto alla mia attenzione.
Limi il suo lavoro e lo invii a quest’indirizzo: ----------------------------------------------------; sarò felice di esaminarlo come conviene.
La sprono inoltre a non arrendersi e continuare con la scrittura, vedrà che la passione la porterà sicuramente al coronamento delle sue aspettative.
Cordiali Saluti.
Un copia e incolla non è poi un lavoraccio che comporti un impiego di personale abnorme ed impossibile da attuare; la mail e internet farebbero il resto …
Oh … che grande editore sarebbe; non credete?
Si lo so: sono un idealista, queste sono cose che succedono solo nei film; oggi, purtroppo, coloro che comandano sono i soldi e i nomi che a essi portano …
E lo dico con tristezza, poiché il danno di tale comportamento si riversa su tutti gli amanti dei libri.
Bene, basta divagare; inizia il lavoro di stesura del mio nuovo libro.
Auguratemi buona fortuna ...
venerdì 2 settembre 2011
Preparazione per la stesura del 4° libro
Non so se a voi piace l’idea, ma a me ha sempre affascinato il pensiero di stilare una lista di cose da fare nella vita; cose che si vorrebbero realizzare prima di …
Fra le tante cose che mi sarebbe piaciuto fare vi è sempre stata quella di scrivere un libro di storia mista al fantasy; ed è proprio quello che mi sto accingendo ad eseguire.
No, vi prego, non pensate: “ma se non sei mai stato pubblicato, cosa scrivi a fare?”; non girate il coltello nella ferita, siate umani … e che aspiro alla pubblicazione postmortem, mi vedo già l’effige sulla lapide: Qui riposa un visionario che in vita fu scambiato per pazzo, e finalmente riuscirò a laurearmi.
A parte gli scherzi: sto per iniziare la prima stesura del quarto libro; come sapete esso parlerà di avvenimenti accaduti nel 1942 ed avrà come protagonista un uomo catapultato in una guerra non sua che cercherà di ritornare a casa dalla propria famiglia.
Ora, per fare un libro del genere, non è possibile scrivere senza un’adeguata preparazione, anche perché non posso scrivere inesattezze, dunque dovrà essere tutto documentato meticolosamente onde evitare brutte figure; ovviamente ci sarà anche la componente fantasy, che questa volta risulterà appena velata.
Quindi: niente creature magiche, ma solo strani episodi e situazioni alquanto bizzarre.
Dunque, se un domani qualcuno leggerà questo manoscritto, preparatevi a una guerra non proprio convenzionale; ma vi assicuro che l’intento di esso sarà come al solito benevolo.
Come sempre ci sarà l’incognito “stampa”, se verrà mai stampato vi renderete conto anche voi delle allucinazioni che l’autore percepiva all’epoca della sua stesura; “anche in questo caso vi assicuro che esse sono genuine, non indotte” …
Ovviamente sto scherzando …
Il libro, come mio solito, sarà diviso in venti capitoli; non perché ci sia una particolare motivazione ma è una questione di mio gusto: non so se capita anche a voi, quando state leggendo e vi siete addentrati nella storia, nel bel mezzo della narrazione si viene interrotti dalla fine del capitolo. E allora perché non ovviare a questo inconveniente allungando i capitoli?
Poi è questione di punti di vista.
La sua lunghezza sarà più o meno sempre intorno alle 400 cartelle standard; stiamo parlando di misure che sono di 1800 battute, spazi inclusi, ogni cartella. Dovrebbero essere all’incirca 700 pagine in b5 e questo libro non avrà seguito: sarà un unico libro; questa volta niente continuazione.
La sua lavorazione porterà via almeno un anno, e parlo solo della stesura; per quanto concerne l’acquisizione d’informazioni, beh: quella è già avvenuta da circa due mesi, e continuo a ricercare materiale, poiché ancora non ho finito di documentarmi.
Ho pensato molto prima di incamminarmi lungo questa strada; in fondo non ho vissuto in prima persona gli avvenimenti che mi accingo a narrare, ma mi sono sempre chiesto come mi sarei comportato se mi fossi trovato nella situazione di tanti ragazzi di allora, ventenni o poco più.
Mi sono posto tante domande:
Che diritto ho di raccontare tali avvenimenti se non li ho vissuti in prima persona?
Oppure:
È morta tanta gente, non è il caso di fantasticare …
Alla fine però mi sono convinto che parlare di alcuni avvenimenti, non vuol dire offendere la memoria di coloro che sono caduti per un’idea nefasta, ma al contrario, significa tenere viva la memoria e l’attenzione su problemi che sono tutt’ora esistenti.
Certo: non sono uno storico, e non ho la pretesa di diventarlo, mi mancano i titoli; tuttavia le informazioni sui libri di storia sono accessibili a tutti e la mia intenzione di certo non è malvagia, dunque perché non fare ciò che mi sono prefissato; sarà poi il tempo a stabilire se è una cosa giusta oppure una scelta errata.
Fra le tante cose che mi sarebbe piaciuto fare vi è sempre stata quella di scrivere un libro di storia mista al fantasy; ed è proprio quello che mi sto accingendo ad eseguire.
No, vi prego, non pensate: “ma se non sei mai stato pubblicato, cosa scrivi a fare?”; non girate il coltello nella ferita, siate umani … e che aspiro alla pubblicazione postmortem, mi vedo già l’effige sulla lapide: Qui riposa un visionario che in vita fu scambiato per pazzo, e finalmente riuscirò a laurearmi.
A parte gli scherzi: sto per iniziare la prima stesura del quarto libro; come sapete esso parlerà di avvenimenti accaduti nel 1942 ed avrà come protagonista un uomo catapultato in una guerra non sua che cercherà di ritornare a casa dalla propria famiglia.
Ora, per fare un libro del genere, non è possibile scrivere senza un’adeguata preparazione, anche perché non posso scrivere inesattezze, dunque dovrà essere tutto documentato meticolosamente onde evitare brutte figure; ovviamente ci sarà anche la componente fantasy, che questa volta risulterà appena velata.
Quindi: niente creature magiche, ma solo strani episodi e situazioni alquanto bizzarre.
Dunque, se un domani qualcuno leggerà questo manoscritto, preparatevi a una guerra non proprio convenzionale; ma vi assicuro che l’intento di esso sarà come al solito benevolo.
Come sempre ci sarà l’incognito “stampa”, se verrà mai stampato vi renderete conto anche voi delle allucinazioni che l’autore percepiva all’epoca della sua stesura; “anche in questo caso vi assicuro che esse sono genuine, non indotte” …
Ovviamente sto scherzando …
Il libro, come mio solito, sarà diviso in venti capitoli; non perché ci sia una particolare motivazione ma è una questione di mio gusto: non so se capita anche a voi, quando state leggendo e vi siete addentrati nella storia, nel bel mezzo della narrazione si viene interrotti dalla fine del capitolo. E allora perché non ovviare a questo inconveniente allungando i capitoli?
Poi è questione di punti di vista.
La sua lunghezza sarà più o meno sempre intorno alle 400 cartelle standard; stiamo parlando di misure che sono di 1800 battute, spazi inclusi, ogni cartella. Dovrebbero essere all’incirca 700 pagine in b5 e questo libro non avrà seguito: sarà un unico libro; questa volta niente continuazione.
La sua lavorazione porterà via almeno un anno, e parlo solo della stesura; per quanto concerne l’acquisizione d’informazioni, beh: quella è già avvenuta da circa due mesi, e continuo a ricercare materiale, poiché ancora non ho finito di documentarmi.
Ho pensato molto prima di incamminarmi lungo questa strada; in fondo non ho vissuto in prima persona gli avvenimenti che mi accingo a narrare, ma mi sono sempre chiesto come mi sarei comportato se mi fossi trovato nella situazione di tanti ragazzi di allora, ventenni o poco più.
Mi sono posto tante domande:
Che diritto ho di raccontare tali avvenimenti se non li ho vissuti in prima persona?
Oppure:
È morta tanta gente, non è il caso di fantasticare …
Alla fine però mi sono convinto che parlare di alcuni avvenimenti, non vuol dire offendere la memoria di coloro che sono caduti per un’idea nefasta, ma al contrario, significa tenere viva la memoria e l’attenzione su problemi che sono tutt’ora esistenti.
Certo: non sono uno storico, e non ho la pretesa di diventarlo, mi mancano i titoli; tuttavia le informazioni sui libri di storia sono accessibili a tutti e la mia intenzione di certo non è malvagia, dunque perché non fare ciò che mi sono prefissato; sarà poi il tempo a stabilire se è una cosa giusta oppure una scelta errata.
mercoledì 31 agosto 2011
Piccola parentesi dell'autore.
Un mese fa, o poco più, in rete si diffuse la notizia della chiusura di una piccola casa editrice Fantasy Italiana. La notizia mi lasciò perplesso, anche perché avevo letto un paio di loro lavori, che devo dire sono veramente ben fatti.
Ora, quello che mi straniva era il fatto che una “realtà” del genere non riuscisse a farsi largo fra i lettori di Fantasy. A parte il detto che in Italia esistono più scrittori che lettori, mi sembrava inverosimile che chi avesse dato alle stampe lavori di bella fattura non venisse apprezzato, e credetemi: i libri che ho letto, editati da loro, sono veramente degni di nota; come anche gli stessi scrittori che l’hanno partoriti: complimenti per le idee; non posso dire altrimenti, è la semplice verità.
E costoro sono tutti scrittori esordienti e in taluni casi addirittura poco conosciuti, ma altrettanto bravi come quelli più blasonati.
Vedete: fin quando esisteranno case editrici simili, uno scrittore esordiente o aspirante scrittore che sia, vedrà sempre un barlume di speranza per un eventuale apprezzamento del suo lavoro; non perché ci siano particolari motivi, ma perché essi leggono ciò che tu gli mandi, cosa non assodata per altre realtà.
Ed è proprio perché queste case editrici vivono che vale la pena scrivere.
Come faccio ad essere sicuro che leggono ciò che mandi?
Semplice, c’è una domanda da porsi per scoprire il motivo di tale sicurezza: quale realtà grande ha mai pubblicato un esordiente in assoluto?
Rispondete da soli a questa domanda …
Per pubblicare un esordiente devi aver letto e apprezzato il suo libro, non vi è altra spiegazione.
Al momento dell’apprendimento di tale notizia non nascondo che mi sono sentito come privato di qualcosa, ma non perché mi aspettassi chissà ché; ecco: era come se il sistema economico avesse vinto sulla letteratura deturpandola, fatto sottolineato che una casa editrice che effettivamente valuta il lavoro che riceve non avesse modo di sopravvivere, cosa deprimente.
Beh, com’è andata a finire?
La casa editrice in questione è stata salvata da una casa più grande con gioia di chi ama il Fantasy in Italia e devo dire la verità: anche mia.
Come ho detto in precedenza, chiunque lavori con passione prima o poi riceve i giusti riconoscimenti; è tuttavia spontaneo chiedersi se continueranno con la splendida linea che fin’ora hanno tenuto e se l’acquisizione di una casa più grande influisca anche sulla stessa.
Io personalmente credo che i libri splendidi sono opera degli scrittori blasonati, ma i capolavori nascono dove operano gli esordienti e gli aspiranti scrittori ed è lì che essi aspettano di essere scoperti da chi ama la letteratura, sia essa Fantasy, sia essa d’altro genere.
Se vi state chiedendo perché non faccio il nome della casa editrice in questione, beh, c’è un motivo per il quale preferisco rimanere sul vago, suppongo che possiate intuirlo. È anche vero che io citi il nome o meno, rimane il fatto che essa è a mio parere una delle più belle realtà che abbiamo in Italia, proprio per le ragioni sopraccitate.
Un saluto a tutti.
Ora, quello che mi straniva era il fatto che una “realtà” del genere non riuscisse a farsi largo fra i lettori di Fantasy. A parte il detto che in Italia esistono più scrittori che lettori, mi sembrava inverosimile che chi avesse dato alle stampe lavori di bella fattura non venisse apprezzato, e credetemi: i libri che ho letto, editati da loro, sono veramente degni di nota; come anche gli stessi scrittori che l’hanno partoriti: complimenti per le idee; non posso dire altrimenti, è la semplice verità.
E costoro sono tutti scrittori esordienti e in taluni casi addirittura poco conosciuti, ma altrettanto bravi come quelli più blasonati.
Vedete: fin quando esisteranno case editrici simili, uno scrittore esordiente o aspirante scrittore che sia, vedrà sempre un barlume di speranza per un eventuale apprezzamento del suo lavoro; non perché ci siano particolari motivi, ma perché essi leggono ciò che tu gli mandi, cosa non assodata per altre realtà.
Ed è proprio perché queste case editrici vivono che vale la pena scrivere.
Come faccio ad essere sicuro che leggono ciò che mandi?
Semplice, c’è una domanda da porsi per scoprire il motivo di tale sicurezza: quale realtà grande ha mai pubblicato un esordiente in assoluto?
Rispondete da soli a questa domanda …
Per pubblicare un esordiente devi aver letto e apprezzato il suo libro, non vi è altra spiegazione.
Al momento dell’apprendimento di tale notizia non nascondo che mi sono sentito come privato di qualcosa, ma non perché mi aspettassi chissà ché; ecco: era come se il sistema economico avesse vinto sulla letteratura deturpandola, fatto sottolineato che una casa editrice che effettivamente valuta il lavoro che riceve non avesse modo di sopravvivere, cosa deprimente.
Beh, com’è andata a finire?
La casa editrice in questione è stata salvata da una casa più grande con gioia di chi ama il Fantasy in Italia e devo dire la verità: anche mia.
Come ho detto in precedenza, chiunque lavori con passione prima o poi riceve i giusti riconoscimenti; è tuttavia spontaneo chiedersi se continueranno con la splendida linea che fin’ora hanno tenuto e se l’acquisizione di una casa più grande influisca anche sulla stessa.
Io personalmente credo che i libri splendidi sono opera degli scrittori blasonati, ma i capolavori nascono dove operano gli esordienti e gli aspiranti scrittori ed è lì che essi aspettano di essere scoperti da chi ama la letteratura, sia essa Fantasy, sia essa d’altro genere.
Se vi state chiedendo perché non faccio il nome della casa editrice in questione, beh, c’è un motivo per il quale preferisco rimanere sul vago, suppongo che possiate intuirlo. È anche vero che io citi il nome o meno, rimane il fatto che essa è a mio parere una delle più belle realtà che abbiamo in Italia, proprio per le ragioni sopraccitate.
Un saluto a tutti.
sabato 27 agosto 2011
Terza ed Ultima copertina della saga.
Ed è terminata anche l’ultima copertina della saga;
ve la presento:
Ci ho lavorato su almeno cinque giorni … tuttavia alla fine il risultato è più che apprezzabile; voi cosa ne pensate?
Ora lasciamo perdere i pavoneggiamenti, quelli non servono a niente purtroppo, c’è solo bisogno di lavorare (direi pessimisticamente che, con molta probabilità, nemmeno il lavoro serve granché; per lo meno è quello che si è capito ultimamente).
Con la parte grafica ho finito, ora è il momento di concentrarsi sulla parte letteraria e a Dio piacendo, per Ottobre sarò in grado di stendere l’ultimo mio libro; poi io con la scrittura direi proprio che ho terminato (non perché mi sia stufato, quello è sicuro, ma vi sarete accorti tutti che è un ambientino particolare quello di cui stiamo parlando).
Come sempre un saluto a tutti i lettori del blog, noi ci risentiamo non appena ho delle novità da scrivere.
L’autore.
ve la presento:
Ci ho lavorato su almeno cinque giorni … tuttavia alla fine il risultato è più che apprezzabile; voi cosa ne pensate?
Ora lasciamo perdere i pavoneggiamenti, quelli non servono a niente purtroppo, c’è solo bisogno di lavorare (direi pessimisticamente che, con molta probabilità, nemmeno il lavoro serve granché; per lo meno è quello che si è capito ultimamente).
Con la parte grafica ho finito, ora è il momento di concentrarsi sulla parte letteraria e a Dio piacendo, per Ottobre sarò in grado di stendere l’ultimo mio libro; poi io con la scrittura direi proprio che ho terminato (non perché mi sia stufato, quello è sicuro, ma vi sarete accorti tutti che è un ambientino particolare quello di cui stiamo parlando).
Come sempre un saluto a tutti i lettori del blog, noi ci risentiamo non appena ho delle novità da scrivere.
L’autore.
martedì 23 agosto 2011
Seconda copertina
È arrivata anche la seconda copertina della saga;
ve la posto:
Spero che le vacanze siano andate bene per tutti quanti (per me di vacanze non se n'é parlato: Agosto di lavoro …).
Ma vedo con piacere che le località di mare sono sovraffollate (con sto caldo hanno anche ragione, nelle città sarebbe un inferno: siamo a 40° c, si boccheggia; aggiungeteci pure l’umidità che triplica la sua percezione).
Ebbene, per quanto riguarda me, sono uscito indenne da questo brutto mese e pertanto continuo il lavoro sui testi, che direi è a buon punto.
Posterò aggiornamenti quanto prima.
Un saluto a tutti i lettori del Blog.
ve la posto:
Spero che le vacanze siano andate bene per tutti quanti (per me di vacanze non se n'é parlato: Agosto di lavoro …).
Ma vedo con piacere che le località di mare sono sovraffollate (con sto caldo hanno anche ragione, nelle città sarebbe un inferno: siamo a 40° c, si boccheggia; aggiungeteci pure l’umidità che triplica la sua percezione).
Ebbene, per quanto riguarda me, sono uscito indenne da questo brutto mese e pertanto continuo il lavoro sui testi, che direi è a buon punto.
Posterò aggiornamenti quanto prima.
Un saluto a tutti i lettori del Blog.
lunedì 15 agosto 2011
Nuova Copertina (I Due Mondi)
Ed eccola:
La nuova copertina disegnata certamente meglio della precedente.
Dovevo postarla nei giorni a venire, ma non potevo tenermela solo per me; ve la presento:
La nuova copertina disegnata certamente meglio della precedente.
Dovevo postarla nei giorni a venire, ma non potevo tenermela solo per me; ve la presento:
Ringrazio Martina M. che ha pazientemente ridisegnato l’obbrobrio che io avevo abbozzato.
Grazie Martina!
E buon ferragosto a tutti.
Al prossimo post …
Sempre Io.
venerdì 12 agosto 2011
Vacanze Estive (magari ...)
A tre giorni dal ferragosto è d’obbligo augurare buone vacanze (beato chi può fare un bel tuffo a mare … pensate a me che mi esporrò a circa quaranta gradi “forse anche un pochino di più”per un buon numero di ore. E devo anche muovermi velocemente: suderò che è una meraviglia; sigh …).
I mesi estivi sono purtroppo i mesi in cui si lavora di più (ricordate: noi dobbiamo pagare l’alto stipendio alle classi dirigenti; oh, mica l’abbassano “sti fetenti”. Proprio senza pudore …
Ok, bando alle ciance: Buone Vacanze a tutti!
Scriverò sul blog dopo ferragosto, se ne esco vivo, postando i disegni che mi dovrebbero pervenire per quel periodo (parlo delle copertine rese un po’ più realistiche).
Io.
I mesi estivi sono purtroppo i mesi in cui si lavora di più (ricordate: noi dobbiamo pagare l’alto stipendio alle classi dirigenti; oh, mica l’abbassano “sti fetenti”. Proprio senza pudore …
Ok, bando alle ciance: Buone Vacanze a tutti!
Scriverò sul blog dopo ferragosto, se ne esco vivo, postando i disegni che mi dovrebbero pervenire per quel periodo (parlo delle copertine rese un po’ più realistiche).
Io.
martedì 9 agosto 2011
Trilogia stampata e rilegata.
Le foto di tutta la trilogia stampata e rilegata come si deve:
Ci ho messo un po' di tempo, ma alla fine ce l'ho fatta: vi presento i tre libri che ho faticosamente steso. Qui ci sono tutte le 2000 pagine; ovviamente per adesso è un inedito, però conto di farlo leggere quanto prima.
Ci ho messo un po' di tempo, ma alla fine ce l'ho fatta: vi presento i tre libri che ho faticosamente steso. Qui ci sono tutte le 2000 pagine; ovviamente per adesso è un inedito, però conto di farlo leggere quanto prima.
lunedì 8 agosto 2011
Per oggi era previsto l’upload delle foto …
Ebbene: i libri sono stati rilegati e sistemati come conviene, ma non ho avuto tempo di fotografarli e di postare sul blog.
Vediamo un po’ … allora … stamane ho fatto le quattro di mattina causa lavoro (c’era un ventaccio che quasi mi ha disarcionato dal motorino), mi sono alzato di fretta e furia alle otto e trenta per andare a fare varie commissioni e scappare in tipografia per far tagliare i manoscritti e renderli piani dal lato dell’apertura (quando si rilega rimane del dislivello fra una pagina e l’altra, allora l’unica soluzione è andare dove hanno una taglierina meccanizzata per livellare il tutto).
Arrivo in tipografia consegno i manoscritti e dopo pochi minuti mi vengono restituiti perfettamente livellati e ai miei occhi appaiono tre splendidi libri!
Chiedo: «quanto ti devo?».
Risposta: «ma va … niente. Ci ho messo solo pochi minuti per fare il lavoro figurati se mi prendo soldi».
Io: «sicuro?».
Lui: «sicuro, non ti preoccupare. Anzi, complimenti: hai fatto un bel lavoro per averlo eseguito a casa. Vai pure, ci vedremo alla prossima».
Dopo aver ringraziato un bel po’ di volte mi sono avviato a fare le altre commissioni; parevo una scheggia in mezzo al traffico. Ma devo dire che il motorino è utilissimo e ti permette di risparmiare un sacco di tempo, che ovviamente con la macchina perdi.
Beh; ho guardato l’orologio e ho scoperto che erano già le dodici e dunque dovevo affrettarmi a tornare a casa, posare tutta la roba, vestirmi e correre alla stazione ferroviaria per prendere il treno alle 12: 45.
Insomma: un gran casotto; ho fatto tutto di corsa e non son riuscito a scattare le tre foto in questione; tuttavia, se non svengo, questa sera farò le foto e le posterò sul blog.
A stasera …
Ebbene: i libri sono stati rilegati e sistemati come conviene, ma non ho avuto tempo di fotografarli e di postare sul blog.
Vediamo un po’ … allora … stamane ho fatto le quattro di mattina causa lavoro (c’era un ventaccio che quasi mi ha disarcionato dal motorino), mi sono alzato di fretta e furia alle otto e trenta per andare a fare varie commissioni e scappare in tipografia per far tagliare i manoscritti e renderli piani dal lato dell’apertura (quando si rilega rimane del dislivello fra una pagina e l’altra, allora l’unica soluzione è andare dove hanno una taglierina meccanizzata per livellare il tutto).
Arrivo in tipografia consegno i manoscritti e dopo pochi minuti mi vengono restituiti perfettamente livellati e ai miei occhi appaiono tre splendidi libri!
Chiedo: «quanto ti devo?».
Risposta: «ma va … niente. Ci ho messo solo pochi minuti per fare il lavoro figurati se mi prendo soldi».
Io: «sicuro?».
Lui: «sicuro, non ti preoccupare. Anzi, complimenti: hai fatto un bel lavoro per averlo eseguito a casa. Vai pure, ci vedremo alla prossima».
Dopo aver ringraziato un bel po’ di volte mi sono avviato a fare le altre commissioni; parevo una scheggia in mezzo al traffico. Ma devo dire che il motorino è utilissimo e ti permette di risparmiare un sacco di tempo, che ovviamente con la macchina perdi.
Beh; ho guardato l’orologio e ho scoperto che erano già le dodici e dunque dovevo affrettarmi a tornare a casa, posare tutta la roba, vestirmi e correre alla stazione ferroviaria per prendere il treno alle 12: 45.
Insomma: un gran casotto; ho fatto tutto di corsa e non son riuscito a scattare le tre foto in questione; tuttavia, se non svengo, questa sera farò le foto e le posterò sul blog.
A stasera …
mercoledì 3 agosto 2011
Immaginatemi armato di pressa (di fortuna) e seghetto, in procinto di rilegare 2000 pagine di manoscritto diviso in tre libri. Sto lavorando per rilegarli in modo dilettantistico, direi, in quanto i rilegatori sono inavvicinabili: paiono cecchini appostati pronti a sparare su qualsiasi cliente (ovviamente parlo in senso metaforico e lo sparare s’intende esagerare con il prezzo del lavoro).
Beh, dato l’elevato costo che ha rilegare un manoscritto, mi sono munito di colla e tanta buona volontà e “sto dando” di bricolage: stiamo a vedere cosa viene fuori.
Ad ogni modo per lunedì al massimo martedì, posterò le foto di ciò che ho combinato.
Dal punto di vista della grafica, ho finalmente trovato chi mi disegna come si deve le copertine dei tre libri: meno male, poiché quelle che ho disegnato io, ehm … diciamo che hanno dei (piccoli?) difetti.
Beh, dato l’elevato costo che ha rilegare un manoscritto, mi sono munito di colla e tanta buona volontà e “sto dando” di bricolage: stiamo a vedere cosa viene fuori.
Ad ogni modo per lunedì al massimo martedì, posterò le foto di ciò che ho combinato.
Dal punto di vista della grafica, ho finalmente trovato chi mi disegna come si deve le copertine dei tre libri: meno male, poiché quelle che ho disegnato io, ehm … diciamo che hanno dei (piccoli?) difetti.
venerdì 29 luglio 2011
3° libro della saga dato in lettura per valutazione.
Anche il terzo libro è stato dato in lettura ad alcuni amici che mi aiuteranno a scorgere eventuali errori sfuggiti alle varie riletture da me fatte.
Attendo con apprensione il feedback che avrò di quest’ultimo, anche perché in esso vi è l’essenza della saga e io lo reputo il più bello dei tre volumi; esso contiene ciò che io voglio testimoniare.
Inizialmente non volevo dare in lettura il manoscritto proprio perché mi rendo conto che l’intera trilogia è impegnativa; in fondo parliamo pur sempre di 2000 pagine e pretendere che tuoi amici, oppure familiari, s’impegnino intere giornate sfogliando i libri che tu hai scritto non mi pare giusto.
Ma proprio l’altro ieri, mentre stavo lavorando, mi è stata posta questa domanda:
«beh, allora quando mi farai leggere anche il terzo libro della saga che stai scrivendo?».
Non credevo alle mie orecchie, mi si chiedeva il manoscritto e la persona che lo stava facendo si era sempre dichiarata avversa ai fantasy (che dite: ho fatto appassionare una persona al mondo del fantasy?);
La mia risposta …
«sicura di volerlo leggere?».
Lei: «per forza: mi sono letta i primi due libri; adesso voglio sapere come va a finire. Me lo devi far leggere!».
Io: «mah, contenta tu … domani ti porto il manoscritto rilegato che stavo rileggendo per correggere i vari errori».
Ed è stato così consegnato anche l’ultimo dei tre manoscritti (riuscirò a sdebitarmi un domani con queste persone? Mah, chi lo sa …).
In questo modo almeno una persona ha letto per intero, e a quanto pare volentieri, l’intera trilogia; ovviamente gli ho chiesto di non svelare la fine, poiché è proprio per essa che ho lavorato così duramente. L’ho riletta con piacere più volte e a ogni passaggio devo dire che l’emozione è stata sempre la stessa (ma bando alle ciance, non è tempo di farsi pubblicità).
Posterò sul blog una volta arrivati tutti i feedback (quelli del 1°; del 2° e del 3° manoscritto).
Ho anche preso quella famosa decisione di cui parlavo precedentemente: dovevo scegliere se andare avanti nell’aggiornare il blog, narrando la scrittura del 4° mio ultimo libro, oppure smettere di farlo postando le foto dei tre volumi scritti e lasciando il blog solo come testimonianza dell’esistenza di Maximilian.
Ebbene: continuerò ad aggiornarlo man mano che finirò i capitoli del mio 4° libro; l’ho sempre inteso come un diario e allora perché non continuare a farlo. Esso sarà anche testimone dell’esistenza del manoscritto che sta per nascere, in seguito si vedrà …
Ciò nonostante, questo periodo è nuovamente un momento particolare, dunque non potrò ancora dedicarmi alla sua stesura; ma conto di farlo per inizio Ottobre. In tale data vorrei aver terminato e stampato come si deve i tre manoscritti che narrano la storia di Maximilian, postando le foto dei volumi sul blog come detto in precedenza; ci sono quasi …
Come al solito: un saluto a chi legge queste pagine.
Attendo con apprensione il feedback che avrò di quest’ultimo, anche perché in esso vi è l’essenza della saga e io lo reputo il più bello dei tre volumi; esso contiene ciò che io voglio testimoniare.
Inizialmente non volevo dare in lettura il manoscritto proprio perché mi rendo conto che l’intera trilogia è impegnativa; in fondo parliamo pur sempre di 2000 pagine e pretendere che tuoi amici, oppure familiari, s’impegnino intere giornate sfogliando i libri che tu hai scritto non mi pare giusto.
Ma proprio l’altro ieri, mentre stavo lavorando, mi è stata posta questa domanda:
«beh, allora quando mi farai leggere anche il terzo libro della saga che stai scrivendo?».
Non credevo alle mie orecchie, mi si chiedeva il manoscritto e la persona che lo stava facendo si era sempre dichiarata avversa ai fantasy (che dite: ho fatto appassionare una persona al mondo del fantasy?);
La mia risposta …
«sicura di volerlo leggere?».
Lei: «per forza: mi sono letta i primi due libri; adesso voglio sapere come va a finire. Me lo devi far leggere!».
Io: «mah, contenta tu … domani ti porto il manoscritto rilegato che stavo rileggendo per correggere i vari errori».
Ed è stato così consegnato anche l’ultimo dei tre manoscritti (riuscirò a sdebitarmi un domani con queste persone? Mah, chi lo sa …).
In questo modo almeno una persona ha letto per intero, e a quanto pare volentieri, l’intera trilogia; ovviamente gli ho chiesto di non svelare la fine, poiché è proprio per essa che ho lavorato così duramente. L’ho riletta con piacere più volte e a ogni passaggio devo dire che l’emozione è stata sempre la stessa (ma bando alle ciance, non è tempo di farsi pubblicità).
Posterò sul blog una volta arrivati tutti i feedback (quelli del 1°; del 2° e del 3° manoscritto).
Ho anche preso quella famosa decisione di cui parlavo precedentemente: dovevo scegliere se andare avanti nell’aggiornare il blog, narrando la scrittura del 4° mio ultimo libro, oppure smettere di farlo postando le foto dei tre volumi scritti e lasciando il blog solo come testimonianza dell’esistenza di Maximilian.
Ebbene: continuerò ad aggiornarlo man mano che finirò i capitoli del mio 4° libro; l’ho sempre inteso come un diario e allora perché non continuare a farlo. Esso sarà anche testimone dell’esistenza del manoscritto che sta per nascere, in seguito si vedrà …
Ciò nonostante, questo periodo è nuovamente un momento particolare, dunque non potrò ancora dedicarmi alla sua stesura; ma conto di farlo per inizio Ottobre. In tale data vorrei aver terminato e stampato come si deve i tre manoscritti che narrano la storia di Maximilian, postando le foto dei volumi sul blog come detto in precedenza; ci sono quasi …
Come al solito: un saluto a chi legge queste pagine.
lunedì 25 luglio 2011
È tempo di tirare le somme.
Il 26/07/2010 decisi di aprire questo blog, ecco ciò che è successo durante questo anno:
Chiunque frequenti queste pagine sa che non vivo di scrittura, ma sono un lavoratore come tutti voi; ho un piccolo difetto: da qualche tempo mi piace scrivere storie fantasy e oggi posso dire di aver redatto un’intera trilogia Fantasy che conta ben 2000 pagine in b5; eh sì, proprio un bel “mattone” volume .
Tant’è vero che leggerla comporta un investimento di tempo rilevante, ma a chi piacciono i fantasy suppongo che ciò non dispiaccia: più è lunga la storia, più è bella la lettura (almeno io la vedo così), a condizione che lo scritto sia interessante ovviamente.
Beh, sapete già che di stampa non se ne parla, almeno non con i canali convenzionali e cioè con case editrici che non richiedono contributi.
Potrei andare in stampa, questo è vero, ma non sono disposto a pagare per essa; primo perché sono contro l’editoria a pagamento (la stampa la paga l’autore e in più cede tutti i diritti), poi perché se facessi una cosa simile ammetterei di non valere nulla come scrittore e offenderei non solo me stesso, ma anche il lavoro che ho svolto così faticosamente, avallando il pensiero che se non avessi pagato esso non sarebbe stato stampato.
Ho sempre sostenuto che non credo di aver svolto il capolavoro del secolo e lo sostengo tuttora, ho solo messo per iscritto una bella storia nella quale credo e crederò fino all’ultimo mio respiro.
Nei vari invii e nelle varie chiacchierate che si sono susseguite in quest’anno, si è evinto come un pensiero regna sovrano:
«anche gli altri hanno pagato, persino gli scrittori famosi. Per fare i soldi bisogna prima spenderli, successivamente arriveranno».
Concetto sbagliato in pieno …
Non si scrive per divenire ricchi, questo l’ho sempre sostenuto;
Non si paga per aver lavorato;
Se la storia è bella, prima o poi un professionista a cui piace fare il suo lavoro la noterà e saprà valorizzarla.
Il concetto che ho scritto sopra è la causa di tutti i problemi che si riscontrano quando tu proponi il tuo lavoro; ognuno crede che investendo somme di danaro sul suo manoscritto poi avrà profitti e si sistemerà, tant’è che alla fine costoro si ritrovano nelle mani di lestofanti ben noti; però dobbiamo dire che un po’ se la sono anche cercata.
Questo è ciò che io ho capito in siffatto periodo.
Ovviamente è inevitabile che un manoscritto per essere appellato libro debba essere lavorato da una casa editrice; ciò è propedeutico per la cura di esso e per la pubblicità che altrimenti risulterebbe inesistente.
E dico questo perché non è esatto affermare che per mezzo di internet c’è la possibilità di farsi conoscere.
Diciamoci la verità: l’ebook è fallimentare; nessuno legge volentieri un libro per mezzo di uno schermo freddo che non da emozioni. La carta, con il suo profumo, con la sua corposità e il contatto che trasmette attraverso le mani con cui la si sfoglia, dona emotività che al momento non sono state ancora raggiunte dal digitale (probabilmente non verranno mai nemmeno sfiorate).
Beh, dopo un anno dall’apertura del blog è anche ora di capire qual è la realtà e di come stanno veramente le cose; infatti dice un vecchio proverbio:
«errare è umano, ma perseverare è diabolico».
Dopo questa esperienza non farò più alcuno invio alle case editrici, non ne sento più la necessità.
È sparita anche quell’ansia che contraddistingue l’attesa per la risposta; sono divenuto un chiaroveggente, già so l’opinione prima che essa arrivi; è dunque inutile fremere per qualcosa che già conosci.
Rimane una sola costante: nonostante le imperfezioni, sia esse grammaticali, sia esse di scorrevolezza, Maximilian è un romanzo e questo nessuno lo può negare.
Sono altresì dinnanzi a un altro bivio: continuare ad aggiornare il blog, narrando la stesura del 4° ed ultimo libro che scriverò, oppure lasciarlo così com’è dopo aver postato le foto dei tre volumi che ho scritto, in quanto la sua funzione l’ha assolta: esso è testimone dell’esistenza di Maximilian Arlstain e della sua saga.
Da un certo punto di vista ho affidato il mio romanzo all’oceano di internet come un naufrago affida il suo messaggio d’aiuto in bottiglia al mare, sperando che venga colto da chi possa aiutarlo; che cosa romantica …
che cos’altro avrei potuto fare?
Il 26/07/2010 decisi di aprire questo blog, ecco ciò che è successo durante questo anno:
Chiunque frequenti queste pagine sa che non vivo di scrittura, ma sono un lavoratore come tutti voi; ho un piccolo difetto: da qualche tempo mi piace scrivere storie fantasy e oggi posso dire di aver redatto un’intera trilogia Fantasy che conta ben 2000 pagine in b5; eh sì, proprio un bel “mattone” volume .
Tant’è vero che leggerla comporta un investimento di tempo rilevante, ma a chi piacciono i fantasy suppongo che ciò non dispiaccia: più è lunga la storia, più è bella la lettura (almeno io la vedo così), a condizione che lo scritto sia interessante ovviamente.
Beh, sapete già che di stampa non se ne parla, almeno non con i canali convenzionali e cioè con case editrici che non richiedono contributi.
Potrei andare in stampa, questo è vero, ma non sono disposto a pagare per essa; primo perché sono contro l’editoria a pagamento (la stampa la paga l’autore e in più cede tutti i diritti), poi perché se facessi una cosa simile ammetterei di non valere nulla come scrittore e offenderei non solo me stesso, ma anche il lavoro che ho svolto così faticosamente, avallando il pensiero che se non avessi pagato esso non sarebbe stato stampato.
Ho sempre sostenuto che non credo di aver svolto il capolavoro del secolo e lo sostengo tuttora, ho solo messo per iscritto una bella storia nella quale credo e crederò fino all’ultimo mio respiro.
Nei vari invii e nelle varie chiacchierate che si sono susseguite in quest’anno, si è evinto come un pensiero regna sovrano:
«anche gli altri hanno pagato, persino gli scrittori famosi. Per fare i soldi bisogna prima spenderli, successivamente arriveranno».
Concetto sbagliato in pieno …
Non si scrive per divenire ricchi, questo l’ho sempre sostenuto;
Non si paga per aver lavorato;
Se la storia è bella, prima o poi un professionista a cui piace fare il suo lavoro la noterà e saprà valorizzarla.
Il concetto che ho scritto sopra è la causa di tutti i problemi che si riscontrano quando tu proponi il tuo lavoro; ognuno crede che investendo somme di danaro sul suo manoscritto poi avrà profitti e si sistemerà, tant’è che alla fine costoro si ritrovano nelle mani di lestofanti ben noti; però dobbiamo dire che un po’ se la sono anche cercata.
Questo è ciò che io ho capito in siffatto periodo.
Ovviamente è inevitabile che un manoscritto per essere appellato libro debba essere lavorato da una casa editrice; ciò è propedeutico per la cura di esso e per la pubblicità che altrimenti risulterebbe inesistente.
E dico questo perché non è esatto affermare che per mezzo di internet c’è la possibilità di farsi conoscere.
Diciamoci la verità: l’ebook è fallimentare; nessuno legge volentieri un libro per mezzo di uno schermo freddo che non da emozioni. La carta, con il suo profumo, con la sua corposità e il contatto che trasmette attraverso le mani con cui la si sfoglia, dona emotività che al momento non sono state ancora raggiunte dal digitale (probabilmente non verranno mai nemmeno sfiorate).
Beh, dopo un anno dall’apertura del blog è anche ora di capire qual è la realtà e di come stanno veramente le cose; infatti dice un vecchio proverbio:
«errare è umano, ma perseverare è diabolico».
Dopo questa esperienza non farò più alcuno invio alle case editrici, non ne sento più la necessità.
È sparita anche quell’ansia che contraddistingue l’attesa per la risposta; sono divenuto un chiaroveggente, già so l’opinione prima che essa arrivi; è dunque inutile fremere per qualcosa che già conosci.
Rimane una sola costante: nonostante le imperfezioni, sia esse grammaticali, sia esse di scorrevolezza, Maximilian è un romanzo e questo nessuno lo può negare.
Sono altresì dinnanzi a un altro bivio: continuare ad aggiornare il blog, narrando la stesura del 4° ed ultimo libro che scriverò, oppure lasciarlo così com’è dopo aver postato le foto dei tre volumi che ho scritto, in quanto la sua funzione l’ha assolta: esso è testimone dell’esistenza di Maximilian Arlstain e della sua saga.
Da un certo punto di vista ho affidato il mio romanzo all’oceano di internet come un naufrago affida il suo messaggio d’aiuto in bottiglia al mare, sperando che venga colto da chi possa aiutarlo; che cosa romantica …
che cos’altro avrei potuto fare?
lunedì 18 luglio 2011
E dopo aver dormito solo dodici ore in tre giorni, rieccoci di nuovo sul blog.
Mi sento uno straccio, tant’è vero che come appena ne ho la possibilità intendo fare un triplo tuffo carpiato sul letto per poi prendere sonno dopo pochi secondi e risvegliarmi all’indomani (oh, non scambiatemi per dormiglione, ma bisogni impellenti impongono turni di lavoro particolari e prima o poi quel sonno che perdo si dovrà pure recuperare. Beato chi può dare di giochi elettronici … e chi ne ha più il tempo; quello oramai è utilizzato per pagare gli stipendi alla nostra classe dirigente e ai loro figli, che oltretutto non hanno nemmeno il diploma [€ 17,000 puliti al mese e se li meritano tutti, credetemi … no comment!]).
Ora passiamo all’argomento del Blog:
Finito anche il secondo anno e ho incominciato il terzo ed ultimo anno del libro , quattro lunghi capitoli alla fine; tempo stimato per terminarlo: dieci giorni.
Volevo altresì spendere due parole per quanto riguarda il blog che tra qualche giorno compie un anno.
Circa un anno fa, occupato con la stesura della saga e a fare a pugni con la vita per poter raggiungere gli obiettivi che mi ero prefissato, mi soffermai a pensare per un attimo a cosa sarebbe successo se non fossi riuscito a trovare un canale per la stampa.
Beh, effettivamente trovare un canale simile non è impresa semplice, soprattutto per una persona che non è conosciuta ed è cosa risaputa, che dove abito, vigono condizioni particolari; pertanto decisi che aprire un blog, il quale racchiudesse il mio lavoro, sarebbe stata una testimonianza della sua esistenza e chiunque avrebbe avuto accesso ad esso con un solo click.
Inizialmente volevo comportarmi come se stessi redigendo un diario e scrivere giorno per giorno quello che facevo per quanto riguarda i libri. Poi mi resi conto che sarebbe stato pesante: chi avrebbe avuto la costanza e la voglia di leggere come si svolge il lavoro di stesura del libro di un perfetto sconosciuto?
Nessuno …
E allora optai solo per l’annuncio dell’inizio e della fine dei capitoli man mano che li terminavo.
Questo non per darmi importanza, no, nemmeno per sogno; il mio obiettivo era, e lo è tuttora, lasciare un segno dell’esistenza del romanzo. E quale metodo migliore di quello di appuntare le fasi del lavoro in un posto dove tutti possono guardare?
Mi piace pensare che un domani, anche se esso non verrà stampato, le persone per me importanti possano leggere di ciò che ho fatto per mezzo di queste pagine e giorno dopo giorno comprendere la fatica fatta per terminarlo. Per loro vuole anche essere una testimonianza di non arrendersi mai e di fissare, nella loro vita, un obiettivo e una volta raggiunto fissarne un altro ancora più lontano e così via, non fermandosi mai; è questa l’essenza della vita: avere desiderio di conoscere e di lasciare agli altri, proprio perché un pezzo di te continui il viaggio che hai iniziato anche quando ciò si rende impossibile fisiologicamente.
Sono convinto che sia sembrato strano il fatto che io annunciassi i vari capitoli, ma tutto è stato fatto per un preciso obiettivo, persino gli errori presenti nei vari post . Quando rileggo alcuni di essi mi balzan dinnanzi agli occhi errori veniali, persino cambiamenti repentini di coniugazioni.
Ciò che per alcune persone paiono errori, per me non sono altro che testimonianze del periodo in cui i post sono stati scritti e della fatica fatta prima di stenderli (alle volte scritti dopo 15 ore di lavoro); ed è per questo che non li correggerò, anzi li rileggo riproducendo sorrisi ironici.
Come al solito saluto tutti coloro che in questo anno hanno frequentato il blog; ovviamente li ringrazio di aver avuto la pazienza di sopportare questo narratore borbottone.
Mi sento uno straccio, tant’è vero che come appena ne ho la possibilità intendo fare un triplo tuffo carpiato sul letto per poi prendere sonno dopo pochi secondi e risvegliarmi all’indomani (oh, non scambiatemi per dormiglione, ma bisogni impellenti impongono turni di lavoro particolari e prima o poi quel sonno che perdo si dovrà pure recuperare. Beato chi può dare di giochi elettronici … e chi ne ha più il tempo; quello oramai è utilizzato per pagare gli stipendi alla nostra classe dirigente e ai loro figli, che oltretutto non hanno nemmeno il diploma [€ 17,000 puliti al mese e se li meritano tutti, credetemi … no comment!]).
Ora passiamo all’argomento del Blog:
Finito anche il secondo anno e ho incominciato il terzo ed ultimo anno del libro , quattro lunghi capitoli alla fine; tempo stimato per terminarlo: dieci giorni.
Volevo altresì spendere due parole per quanto riguarda il blog che tra qualche giorno compie un anno.
Circa un anno fa, occupato con la stesura della saga e a fare a pugni con la vita per poter raggiungere gli obiettivi che mi ero prefissato, mi soffermai a pensare per un attimo a cosa sarebbe successo se non fossi riuscito a trovare un canale per la stampa.
Beh, effettivamente trovare un canale simile non è impresa semplice, soprattutto per una persona che non è conosciuta ed è cosa risaputa, che dove abito, vigono condizioni particolari; pertanto decisi che aprire un blog, il quale racchiudesse il mio lavoro, sarebbe stata una testimonianza della sua esistenza e chiunque avrebbe avuto accesso ad esso con un solo click.
Inizialmente volevo comportarmi come se stessi redigendo un diario e scrivere giorno per giorno quello che facevo per quanto riguarda i libri. Poi mi resi conto che sarebbe stato pesante: chi avrebbe avuto la costanza e la voglia di leggere come si svolge il lavoro di stesura del libro di un perfetto sconosciuto?
Nessuno …
E allora optai solo per l’annuncio dell’inizio e della fine dei capitoli man mano che li terminavo.
Questo non per darmi importanza, no, nemmeno per sogno; il mio obiettivo era, e lo è tuttora, lasciare un segno dell’esistenza del romanzo. E quale metodo migliore di quello di appuntare le fasi del lavoro in un posto dove tutti possono guardare?
Mi piace pensare che un domani, anche se esso non verrà stampato, le persone per me importanti possano leggere di ciò che ho fatto per mezzo di queste pagine e giorno dopo giorno comprendere la fatica fatta per terminarlo. Per loro vuole anche essere una testimonianza di non arrendersi mai e di fissare, nella loro vita, un obiettivo e una volta raggiunto fissarne un altro ancora più lontano e così via, non fermandosi mai; è questa l’essenza della vita: avere desiderio di conoscere e di lasciare agli altri, proprio perché un pezzo di te continui il viaggio che hai iniziato anche quando ciò si rende impossibile fisiologicamente.
Sono convinto che sia sembrato strano il fatto che io annunciassi i vari capitoli, ma tutto è stato fatto per un preciso obiettivo, persino gli errori presenti nei vari post . Quando rileggo alcuni di essi mi balzan dinnanzi agli occhi errori veniali, persino cambiamenti repentini di coniugazioni.
Ciò che per alcune persone paiono errori, per me non sono altro che testimonianze del periodo in cui i post sono stati scritti e della fatica fatta prima di stenderli (alle volte scritti dopo 15 ore di lavoro); ed è per questo che non li correggerò, anzi li rileggo riproducendo sorrisi ironici.
Come al solito saluto tutti coloro che in questo anno hanno frequentato il blog; ovviamente li ringrazio di aver avuto la pazienza di sopportare questo narratore borbottone.
venerdì 15 luglio 2011
2/3 dell’ultimo manoscritto andati.
Tavola 211, pagina 430; e devo dire che i capitoli scorrono senza che me ne accorga. Sinonimo questo che è scritto bene … meno male.
Il secondo manoscritto è stato consegnato alle persone che lo stanno leggendo e che mi daranno ulteriori feedback, in modo che io possa limarlo ancora di più lì dove ve ne sia il bisogno.
Ancora poco e potrò dire definitivamente: lavoro terminato.
Devo altresì dire che rileggere il proprio lavoro a un certo punto emoziona, poiché ci si mette nei panni dei personaggi e ci si addentra completamente nei vari scenari che si susseguono; ecco: è come essere avvolti dallo scenario che tu descrivi ed essere catapultati dentro la storia divenendone parte ed è stupendo guardare il susseguirsi degli eventi (anche se sai come va a finire). Chiunque di voi legga i libri, sa che l’immaginazione della mente umana è di gran lunga più efficiente di qualsiasi effetto speciale del cinema; in effetti si rimane sempre delusi da un film visto cui si è letto prima il libro.
Il lavoro continua …
Tavola 211, pagina 430; e devo dire che i capitoli scorrono senza che me ne accorga. Sinonimo questo che è scritto bene … meno male.
Il secondo manoscritto è stato consegnato alle persone che lo stanno leggendo e che mi daranno ulteriori feedback, in modo che io possa limarlo ancora di più lì dove ve ne sia il bisogno.
Ancora poco e potrò dire definitivamente: lavoro terminato.
Devo altresì dire che rileggere il proprio lavoro a un certo punto emoziona, poiché ci si mette nei panni dei personaggi e ci si addentra completamente nei vari scenari che si susseguono; ecco: è come essere avvolti dallo scenario che tu descrivi ed essere catapultati dentro la storia divenendone parte ed è stupendo guardare il susseguirsi degli eventi (anche se sai come va a finire). Chiunque di voi legga i libri, sa che l’immaginazione della mente umana è di gran lunga più efficiente di qualsiasi effetto speciale del cinema; in effetti si rimane sempre delusi da un film visto cui si è letto prima il libro.
Il lavoro continua …
Buona notte.
venerdì 8 luglio 2011
Il primo anno del terzo libro è andato.
Vi spiego meglio:
Come già detto, il signore del tetro regno si divide in tre anni:
Resistenza;
Le guerre Epiche;
Il covo dei Demoni.
Nel primo anno Maximilian e i suoi amici si ritrovano in un nuovo mondo e muovono i primi passi verso quello che poi alla fine sarà il loro obiettivo. Fra mille difficoltà e con l’apparizione di nuove creature magiche, dovranno arrivare in un posto sicuro, unendosi agli esseri che ancora resistono in un mondo assoggettato ad entità estranee.
A Dio piacendo finirò in circa due settimane, stamperò i tre manoscritti e posterò le loro foto sul blog per rendere idea del loro volume; e poi volete mettere: guardare il lavoro che tu hai fatto concretizzarsi, è una grossa soddisfazione.
È anche vero che qualcuno obietterà: che soddisfazione c’è nello scrivere un libro se non te lo stampano?
Ah … lasciate perdere la stampa, vi assicuro che è indifferente quella; che ci sia o meno, è il tuo io quello che deve essere soddisfatto: la stampa si compra; la soddisfazione e la gioia che deriva dal lavoro fatto no, poiché non ha prezzo.
Vi starete chiedendo come fa ad esserci soddisfazione senza ritorno economico?
Beh, anche in questo caso dipende dai punti di vista: l’uomo che ha il giusto, può essere più felice e godere appieno della vita in modo maggiore di uno che ha i miliardi e non sa cos’è l’arte di viverla la vita stessa.
Un saluto a tutti.
Vi spiego meglio:
Come già detto, il signore del tetro regno si divide in tre anni:
Resistenza;
Le guerre Epiche;
Il covo dei Demoni.
Nel primo anno Maximilian e i suoi amici si ritrovano in un nuovo mondo e muovono i primi passi verso quello che poi alla fine sarà il loro obiettivo. Fra mille difficoltà e con l’apparizione di nuove creature magiche, dovranno arrivare in un posto sicuro, unendosi agli esseri che ancora resistono in un mondo assoggettato ad entità estranee.
A Dio piacendo finirò in circa due settimane, stamperò i tre manoscritti e posterò le loro foto sul blog per rendere idea del loro volume; e poi volete mettere: guardare il lavoro che tu hai fatto concretizzarsi, è una grossa soddisfazione.
È anche vero che qualcuno obietterà: che soddisfazione c’è nello scrivere un libro se non te lo stampano?
Ah … lasciate perdere la stampa, vi assicuro che è indifferente quella; che ci sia o meno, è il tuo io quello che deve essere soddisfatto: la stampa si compra; la soddisfazione e la gioia che deriva dal lavoro fatto no, poiché non ha prezzo.
Vi starete chiedendo come fa ad esserci soddisfazione senza ritorno economico?
Beh, anche in questo caso dipende dai punti di vista: l’uomo che ha il giusto, può essere più felice e godere appieno della vita in modo maggiore di uno che ha i miliardi e non sa cos’è l’arte di viverla la vita stessa.
Un saluto a tutti.
martedì 5 luglio 2011
Bene, diciamo che l’editing del terzo manoscritto va a gonfie vele: esso scorre bene e penso che io abbia fatto pochi errori stavolta. D’altronde c’è da dire che i primi due manoscritti sono stati redatti in condizioni disumane, dunque era logico che trovassi più difficoltà nel correggerli.
È tuttavia un piacere poi rileggerli corretti e con i tasselli al loro posto: pensate, ho già letto, corretto ed editato ben cento tavole del terzo manoscritto, dunque se procedo di questo passo, potrò dedicarmi alla stesura del mio ultimo libro all’incirca fra un mesetto; dopo di ché penso di essermi guadagnato almeno un po’ di riposo: devo recuperare sei anni di svago arretrato.
Lunedì darò il secondo manoscritto in lettura alle persone che hanno già letto il primo stampato, attenderò con ansia il loro responso.
Sapete: il mondo del fantasy è un mondo davvero particolare; si fa una fatica enorme solo a proporsi, figuriamoci nell’aspirare alla stampa. Se si tiene conto che famosi Best Sellers sono stati rifiutati da grosse case editrici, si capisce quanta voglia si abbia d’investire in nuove storie; il bello è che poi, quando sono dinnanzi al fatto compiuto, tutti dimostrano rammarico per non aver provveduto loro alla pubblicazione (vedere alcuni fatti realmente accaduti).
Strana la vita … veramente strana.
D’altronde non ci sarebbe divertimento se così non fosse; in vero inizio a pensare che vi siano più scrittori di Fantasy che lettori di tale genere, lo testimonia il fatto che case editrici di questo filone facciano fatica ad andare avanti nel nostro paese, a parte quelle a pagamento, esse hanno già guadagnato sullo scrittore, quindi anche se non vendono poco importa: il loro salario l’hanno già incamerato.
Non riesco a capacitarmi di come una buona casa editrice, che fa dei buoni testi, non riesca a sopravvivere e sia costretta a chiudere: l’unica spiegazione è che non ci siano lettori, ma solo scrittori di fantasy.
Quando ci sarà un cambiamento di tendenza?
E perché improvvisarsi scrittori di fantasy se prima non si è stati lettori di fantasy?
Forse perché s’intravvede erroneamente un guadagno facile; mah … credetemi, chiunque pensi una cosa del genere, presto capirà a sue spese quanto si sbaglia, magari rimettendoci di tasca propria; in fondo è già successo a più di una persona (vanity press) .
Non sono però ancora riuscito a capire quale bacino di utenza possiede il Fantasy in Italia; dite che sono stolto?
Hm … probabilmente non riuscirò mai a comprenderlo, ma capisco bene la maldestra ambizione.
È tuttavia un piacere poi rileggerli corretti e con i tasselli al loro posto: pensate, ho già letto, corretto ed editato ben cento tavole del terzo manoscritto, dunque se procedo di questo passo, potrò dedicarmi alla stesura del mio ultimo libro all’incirca fra un mesetto; dopo di ché penso di essermi guadagnato almeno un po’ di riposo: devo recuperare sei anni di svago arretrato.
Lunedì darò il secondo manoscritto in lettura alle persone che hanno già letto il primo stampato, attenderò con ansia il loro responso.
Sapete: il mondo del fantasy è un mondo davvero particolare; si fa una fatica enorme solo a proporsi, figuriamoci nell’aspirare alla stampa. Se si tiene conto che famosi Best Sellers sono stati rifiutati da grosse case editrici, si capisce quanta voglia si abbia d’investire in nuove storie; il bello è che poi, quando sono dinnanzi al fatto compiuto, tutti dimostrano rammarico per non aver provveduto loro alla pubblicazione (vedere alcuni fatti realmente accaduti).
Strana la vita … veramente strana.
D’altronde non ci sarebbe divertimento se così non fosse; in vero inizio a pensare che vi siano più scrittori di Fantasy che lettori di tale genere, lo testimonia il fatto che case editrici di questo filone facciano fatica ad andare avanti nel nostro paese, a parte quelle a pagamento, esse hanno già guadagnato sullo scrittore, quindi anche se non vendono poco importa: il loro salario l’hanno già incamerato.
Non riesco a capacitarmi di come una buona casa editrice, che fa dei buoni testi, non riesca a sopravvivere e sia costretta a chiudere: l’unica spiegazione è che non ci siano lettori, ma solo scrittori di fantasy.
Quando ci sarà un cambiamento di tendenza?
E perché improvvisarsi scrittori di fantasy se prima non si è stati lettori di fantasy?
Forse perché s’intravvede erroneamente un guadagno facile; mah … credetemi, chiunque pensi una cosa del genere, presto capirà a sue spese quanto si sbaglia, magari rimettendoci di tasca propria; in fondo è già successo a più di una persona (vanity press) .
Non sono però ancora riuscito a capire quale bacino di utenza possiede il Fantasy in Italia; dite che sono stolto?
Hm … probabilmente non riuscirò mai a comprenderlo, ma capisco bene la maldestra ambizione.
venerdì 1 luglio 2011
È giunta l’ora di editare anche il terzo e l’ultimo libro della trilogia.
Quando esso sarà terminato, il disegno diverrà completo.
Hm … non so nemmeno io in che stato d’animo mi trovi, ma pare che sia un tantino carente da quel punto di vista, gli anni passano e i riscontri non arrivano.
Pensate: già sono andati cinque anni; mi domando se non sia ora di rassegnarmi e di guardare in faccia alla realtà, che vi assicuro è ben chiara ai miei occhi; figuriamoci …
Cinque anni di peregrinare per proporre il manoscritto e la canzone è sempre la stessa: non ci sono i margini per trattare (tradotto vuol dire che il tuo portafoglio è troppo sgonfio, oppure che la tua scheda di presentazione è una schifezza: sei un persona come tutte le altre, non hai fatto nulla di male dunque sei monotono, la gente non ti leggerà).
E pensare che a una casa editrice avevo fatto capire spudoratamente di volerle cedere i diritti completi, senza esigere alcun compenso sul primo manoscritto; ma a quanto pare nemmeno quello è bastato.
Oh, con questo non voglio dire che ho redatto un super libro, ma come autore mi rifiuto di credere che sia brutto, anche perché chiunque l’abbia letto mi ha sì dato delle note negative da sistemare, ma mi ha anche fatto presente che a parte quelle piccole imperfezioni, la storia è bella e coinvolgente, ne vale la pena leggerla.
Cito testuale domanda:
«secondo te ne è valsa la pena leggerlo?».
Risposte:
«assolutamente sì».
E sono anche sicuro che non siano stati accomodanti, poiché gli ho chiesto massima severità nel giudizio.
Comunque, ho sempre tenuto in considerazione il fatto che effettivamente non valga la pena stamparlo per le case editrici, è pur sempre un grosso investimento da fare; e su chi? Su di uno sconosciuto? È tuttavia logico che non posso essere obiettivo quando si parla di cinque anni di lavoro.
Ciò nonostante, anche con il morale sotto i piedi, devo terminare quello che ho iniziato: è ora di finire del tutto la saga di Maximilian, ma temo che quel giorno per me sarà tempo di scrivere queste parole: hic ceciderunt calamo fabulator (perdonate il mio Latino: è tanto arrugginito).
Oggi (mi sa che oramai conviene dire stanotte) inizio l'editing finale del terzo manoscritto.
Quando esso sarà terminato, il disegno diverrà completo.
Hm … non so nemmeno io in che stato d’animo mi trovi, ma pare che sia un tantino carente da quel punto di vista, gli anni passano e i riscontri non arrivano.
Pensate: già sono andati cinque anni; mi domando se non sia ora di rassegnarmi e di guardare in faccia alla realtà, che vi assicuro è ben chiara ai miei occhi; figuriamoci …
Cinque anni di peregrinare per proporre il manoscritto e la canzone è sempre la stessa: non ci sono i margini per trattare (tradotto vuol dire che il tuo portafoglio è troppo sgonfio, oppure che la tua scheda di presentazione è una schifezza: sei un persona come tutte le altre, non hai fatto nulla di male dunque sei monotono, la gente non ti leggerà).
E pensare che a una casa editrice avevo fatto capire spudoratamente di volerle cedere i diritti completi, senza esigere alcun compenso sul primo manoscritto; ma a quanto pare nemmeno quello è bastato.
Oh, con questo non voglio dire che ho redatto un super libro, ma come autore mi rifiuto di credere che sia brutto, anche perché chiunque l’abbia letto mi ha sì dato delle note negative da sistemare, ma mi ha anche fatto presente che a parte quelle piccole imperfezioni, la storia è bella e coinvolgente, ne vale la pena leggerla.
Cito testuale domanda:
«secondo te ne è valsa la pena leggerlo?».
Risposte:
«assolutamente sì».
E sono anche sicuro che non siano stati accomodanti, poiché gli ho chiesto massima severità nel giudizio.
Comunque, ho sempre tenuto in considerazione il fatto che effettivamente non valga la pena stamparlo per le case editrici, è pur sempre un grosso investimento da fare; e su chi? Su di uno sconosciuto? È tuttavia logico che non posso essere obiettivo quando si parla di cinque anni di lavoro.
Ciò nonostante, anche con il morale sotto i piedi, devo terminare quello che ho iniziato: è ora di finire del tutto la saga di Maximilian, ma temo che quel giorno per me sarà tempo di scrivere queste parole: hic ceciderunt calamo fabulator (perdonate il mio Latino: è tanto arrugginito).
Oggi (mi sa che oramai conviene dire stanotte) inizio l'editing finale del terzo manoscritto.
giovedì 30 giugno 2011
Hm … brutto, brutto periodo.
Questo mese muore (spero vivamente di no e che sia solamente un diverbio interno) una delle più belle realtà che il fantasy Italiano abbia mai conosciuto prima d’ora; devo dire che gli elaborati della suddetta realtà non sono affatto male, anzi ve ne sono alcuni di notevole interesse e secondo la mia opinione molto validi: ben curati sotto tutti gli aspetti, sia grafici, sia letterari.
Purtroppo mi ritorna in mente il discorso dei due universitari sul treno che vi ho fatto presente nei post precedenti:
Il primo diceva verso il suo amico che gli sarebbe piaciuto scrivere un libro e già parlava di percentuali di guadagno “fischia, aveva le idee chiare”.
L’amico annuiva e affermava che era disposto a leggere un libro di un esordiente ma con il cavolo che avrebbe speso € 15,00 per quel tipo di manoscritto.
Poi il ragazzo che aveva aperto il discorso asseriva che effettivamente conveniva aspettare l’uscita dell’edizioni economiche per leggersi un libro, in quanto si sarebbe risparmiato un bel po’. In seguito ha continuato con percentuali di guadagno che andavano dal 6% su ogni copia venduta all’ 8% del prezzo di copertina.
Io ovviamente non posso né assentire e né negare, non conosco questi aspetti.
In un primo momento sarei voluto intervenire nel discorso, ma poi, onde evitare di essere scambiato per invadente, ho desistito; leggevo il mio bel manoscritto e lo correggevo, ogni tanto ascoltavo ciò che dicevano.
A parte la centralità dell’argomento: I soldi, da ciò che hanno detto si è evinto che un autore esordiente ha pochissime possibilità di rientrare nei loro programmi di lettura; preferivano autori più blasonati.
E allora una domanda mi sorge spontanea:
Quel poveretto dell’autore esordiente che si china sul suo manoscritto, diciamo quattro ore al giorno senza esagerare, quante possibilità ha di essere letto da quel tipo di lettori?
Hm … a me pare poche.
Ve lo ricordate?
Penso proprio di si, vero.
Questa mentalità è alla base del “romanzicidio” (permettetemi lo slang) che è in atto nel nostro paese. Finché non saremo disposti a leggere autori esordienti e dunque cercare nuovi stimoli e nuovi stili di scrittura, realtà come quella che purtroppo scompare questo mese, non riusciranno mai a farsi largo tra i grandi colossi che annoverano scrittori blasonati e tanto ricercati.
Non è colpa dell’Editoria, ma è nell’abitudine del lettore da ricercare la causa, come se esso non volesse scegliere e non aspettasse altro che farsi consigliare (ovviamente da chi ha la forza economica per poterlo fare e dunque accedere ai mezzi di comunicazione).
Continuo a sostenere che un libro non è bello solo perché lo dice la Tv o solo perché è stato stampato da una grande casa; no.
Io per esempio, ho comperato un libro di un grande scrittore fantasy Italiano (a detta di tutti) stampato da una grossa CE; vi giuro che ho letto solo la prima pagina, poi l’ho posato e non mi è venuta voglia nemmeno di andarlo a riaprire: € 18,00 buttati dalla finestra.
Viceversa, ho comperato tre manoscritti della realtà sopraccitata, beh: mi credete se vi dico che in cinque giorni li ho letti tutti e tre? E tutti e tre i manoscritti sono di autori poco conosciuti, ma devo ammettere che non hanno nulla da invidiare agli scrittori più blasonati.
Se davvero ci riteniamo amanti del fantasy, non possiamo che porci molti interrogativi e constatare che se non c’è un’inversione di tendenza di noi lettori (mi annovero anch’io fra i lettori), il fantasy Italiano non farà molta strada; occorre avere il coraggio di sperimentare cose nuove (libri nuovi) senza il timore di rimanere delusi. Che cosa costa provare?
Se una casa editrice non è grossa, ciò non vuol dire che è meno professionale di una con i quattrini, potreste rimanere sorpresi se solo tentaste di darle fiducia e perché avere pregiudizi?
Non mi rimane che formulare un grosso in bocca al lupo ai componenti della bella realtà che ho menzionato e scusarmi per non aver fatto il nome, ma io non sono nessuno e di certo la mia opinione conta poco.
A parte i complimenti per i loro lavori, di una cosa sono certo: prima o poi, chi lavora con passione avrà le dovute ricompense.
Un grosso in bocca al lupo per qualsiasi cosa voi decidiate di fare.
Questo mese muore (spero vivamente di no e che sia solamente un diverbio interno) una delle più belle realtà che il fantasy Italiano abbia mai conosciuto prima d’ora; devo dire che gli elaborati della suddetta realtà non sono affatto male, anzi ve ne sono alcuni di notevole interesse e secondo la mia opinione molto validi: ben curati sotto tutti gli aspetti, sia grafici, sia letterari.
Purtroppo mi ritorna in mente il discorso dei due universitari sul treno che vi ho fatto presente nei post precedenti:
Il primo diceva verso il suo amico che gli sarebbe piaciuto scrivere un libro e già parlava di percentuali di guadagno “fischia, aveva le idee chiare”.
L’amico annuiva e affermava che era disposto a leggere un libro di un esordiente ma con il cavolo che avrebbe speso € 15,00 per quel tipo di manoscritto.
Poi il ragazzo che aveva aperto il discorso asseriva che effettivamente conveniva aspettare l’uscita dell’edizioni economiche per leggersi un libro, in quanto si sarebbe risparmiato un bel po’. In seguito ha continuato con percentuali di guadagno che andavano dal 6% su ogni copia venduta all’ 8% del prezzo di copertina.
Io ovviamente non posso né assentire e né negare, non conosco questi aspetti.
In un primo momento sarei voluto intervenire nel discorso, ma poi, onde evitare di essere scambiato per invadente, ho desistito; leggevo il mio bel manoscritto e lo correggevo, ogni tanto ascoltavo ciò che dicevano.
A parte la centralità dell’argomento: I soldi, da ciò che hanno detto si è evinto che un autore esordiente ha pochissime possibilità di rientrare nei loro programmi di lettura; preferivano autori più blasonati.
E allora una domanda mi sorge spontanea:
Quel poveretto dell’autore esordiente che si china sul suo manoscritto, diciamo quattro ore al giorno senza esagerare, quante possibilità ha di essere letto da quel tipo di lettori?
Hm … a me pare poche.
Ve lo ricordate?
Penso proprio di si, vero.
Questa mentalità è alla base del “romanzicidio” (permettetemi lo slang) che è in atto nel nostro paese. Finché non saremo disposti a leggere autori esordienti e dunque cercare nuovi stimoli e nuovi stili di scrittura, realtà come quella che purtroppo scompare questo mese, non riusciranno mai a farsi largo tra i grandi colossi che annoverano scrittori blasonati e tanto ricercati.
Non è colpa dell’Editoria, ma è nell’abitudine del lettore da ricercare la causa, come se esso non volesse scegliere e non aspettasse altro che farsi consigliare (ovviamente da chi ha la forza economica per poterlo fare e dunque accedere ai mezzi di comunicazione).
Continuo a sostenere che un libro non è bello solo perché lo dice la Tv o solo perché è stato stampato da una grande casa; no.
Io per esempio, ho comperato un libro di un grande scrittore fantasy Italiano (a detta di tutti) stampato da una grossa CE; vi giuro che ho letto solo la prima pagina, poi l’ho posato e non mi è venuta voglia nemmeno di andarlo a riaprire: € 18,00 buttati dalla finestra.
Viceversa, ho comperato tre manoscritti della realtà sopraccitata, beh: mi credete se vi dico che in cinque giorni li ho letti tutti e tre? E tutti e tre i manoscritti sono di autori poco conosciuti, ma devo ammettere che non hanno nulla da invidiare agli scrittori più blasonati.
Se davvero ci riteniamo amanti del fantasy, non possiamo che porci molti interrogativi e constatare che se non c’è un’inversione di tendenza di noi lettori (mi annovero anch’io fra i lettori), il fantasy Italiano non farà molta strada; occorre avere il coraggio di sperimentare cose nuove (libri nuovi) senza il timore di rimanere delusi. Che cosa costa provare?
Se una casa editrice non è grossa, ciò non vuol dire che è meno professionale di una con i quattrini, potreste rimanere sorpresi se solo tentaste di darle fiducia e perché avere pregiudizi?
Non mi rimane che formulare un grosso in bocca al lupo ai componenti della bella realtà che ho menzionato e scusarmi per non aver fatto il nome, ma io non sono nessuno e di certo la mia opinione conta poco.
A parte i complimenti per i loro lavori, di una cosa sono certo: prima o poi, chi lavora con passione avrà le dovute ricompense.
Un grosso in bocca al lupo per qualsiasi cosa voi decidiate di fare.
lunedì 27 giugno 2011
Questa notte ho terminato l’editing del 2° manoscritto;
Eccovi i dati definitivi:
Pagine: 780
Parole: 171.659
Caratteri (spazi esclusi): 882.923
Caratteri (spazi inclusi): 1.053.036
Paragrafi: 4.140
Righe: 22.223
Speriamo di aver tralasciato poco.
Eh sì, lo so: sono pazzo; chi mai lo leggerà?
“questa è la domanda che vi starete ponendo”
Ebbene devo dire che un pizzico di follia vi è in me, come negarlo.
Direi che rasento anche la pazzia, ma c’è un motivo per ciò che ho appena scritto.
Del motivo della frase sopraccitata vi metterò al corrente quando avrò finito di editare l’ultimo libro della trilogia, anche se penso che voi lo possiate immaginare già (solo un ingenuo poteva pensare ciò che io ho pensato all’inizio del lavoro che ho terminato; tutte le mie aspettative si sono infrante su uno scoglio fatto di cartamoneta che voleva divenire ancora più alto).
Ciò nonostante sono fiero di quello che ho fatto; beh, insomma: non è mica poi tanto male aver scritto una trilogia intera tutto da solo (mi aggiro intorno alle 2000 pagine). Poco importa se le porte della stampa non si apriranno, in fondo dietro tutto ciò che noi facciamo c’è un disegno ben preciso e se è destino che la trilogia deve essere letta, passerà del tempo, ma verrà letta certamente.
Se invece non è destino, beh, allora non posso far altro che prendere atto di aver buttato più di cinque anni della mia vita dalla finestra e inutilmente.
Comunque sia, l’esperienza di scrivere un libro è stata favolosa: catapultati in un mondo parallelo dove osservare gli eventi che si susseguono addirittura decidendo ciò che deve avvenire; a dir poco fantastico.
Sapete come la penso: in fondo ognuno di noi scrive il proprio libro, con le nostre esperienze, con le nostre conquiste, con i nostri fallimenti, con la vita che viviamo e con tutte le persone che conosciamo e che portiamo con noi, incise nel nostro cuore fino alla fine; un libro impresso sulla tavola del tempo che tutto racchiude e a cui nulla sfugge.
Ogni vita vissuta è un bellissimo e affascinante libro da sfogliare, pieno di cose belle e ahimè a volte di cose brutte, anch’esse utili allo svolgimento della trama.
Ecco, quando qualsiasi persona ripensa a ciò che ha scritto nel suo libro, se esso è stato scritto nel rispetto della vita, beh, non può che essere fiero di ciò che ha fatto, qualunque sia l’esito.
Buona notte a tutti.
Eccovi i dati definitivi:
Pagine: 780
Parole: 171.659
Caratteri (spazi esclusi): 882.923
Caratteri (spazi inclusi): 1.053.036
Paragrafi: 4.140
Righe: 22.223
Speriamo di aver tralasciato poco.
Eh sì, lo so: sono pazzo; chi mai lo leggerà?
“questa è la domanda che vi starete ponendo”
Ebbene devo dire che un pizzico di follia vi è in me, come negarlo.
Direi che rasento anche la pazzia, ma c’è un motivo per ciò che ho appena scritto.
Del motivo della frase sopraccitata vi metterò al corrente quando avrò finito di editare l’ultimo libro della trilogia, anche se penso che voi lo possiate immaginare già (solo un ingenuo poteva pensare ciò che io ho pensato all’inizio del lavoro che ho terminato; tutte le mie aspettative si sono infrante su uno scoglio fatto di cartamoneta che voleva divenire ancora più alto).
Ciò nonostante sono fiero di quello che ho fatto; beh, insomma: non è mica poi tanto male aver scritto una trilogia intera tutto da solo (mi aggiro intorno alle 2000 pagine). Poco importa se le porte della stampa non si apriranno, in fondo dietro tutto ciò che noi facciamo c’è un disegno ben preciso e se è destino che la trilogia deve essere letta, passerà del tempo, ma verrà letta certamente.
Se invece non è destino, beh, allora non posso far altro che prendere atto di aver buttato più di cinque anni della mia vita dalla finestra e inutilmente.
Comunque sia, l’esperienza di scrivere un libro è stata favolosa: catapultati in un mondo parallelo dove osservare gli eventi che si susseguono addirittura decidendo ciò che deve avvenire; a dir poco fantastico.
Sapete come la penso: in fondo ognuno di noi scrive il proprio libro, con le nostre esperienze, con le nostre conquiste, con i nostri fallimenti, con la vita che viviamo e con tutte le persone che conosciamo e che portiamo con noi, incise nel nostro cuore fino alla fine; un libro impresso sulla tavola del tempo che tutto racchiude e a cui nulla sfugge.
Ogni vita vissuta è un bellissimo e affascinante libro da sfogliare, pieno di cose belle e ahimè a volte di cose brutte, anch’esse utili allo svolgimento della trama.
Ecco, quando qualsiasi persona ripensa a ciò che ha scritto nel suo libro, se esso è stato scritto nel rispetto della vita, beh, non può che essere fiero di ciò che ha fatto, qualunque sia l’esito.
Buona notte a tutti.
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