La magia di narrare storie.

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La magia di narrare storie 2

La magia di narrare storie 2

Do you enjoy reading? Do you like stories? Well ... If the answer to the questions is yes, then you've come to the right place. This is a blog where you can read a lot 'of stories …

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Trilogia stampata su carta

Trilogia stampata su carta
Inedito; stampato dall'autore in autonomia senz'appoggio di alcuna casa editrice o di print on demand.

Diario di un Aspirante Scrittore ...

Questo è il blog di un aspirante scrittore ...
Egli non scrive per soldi, non scrive per fama; scrive perché ha delle storie da raccontare.
Il blog non è stato pensato come forma pubblicitaria, ma come un diario; diario che testimonia il lavoro svolto da un qualsiasi aspirante scrittore, che vi assicuro è enorme.

L'aspirante scrittore è giorno e notte dedito alla stesura del proprio romanzo sottraendo tempo alle persone care; ciononostante, soprattutto se non ha la forza economica necessaria per accedere alla stampa, egli lo fa soltanto per puro amore dei personaggi del libro: affinché loro non muoiano.
Per chiunque pensi che scrivere un libro equivalga ad arricchirsi: beh, vi devo dare una spiacevole notizia ...

Nessuno vi aiuterà; non ci saranno amici; non ci saranno editori parsimoniosi che caparbiamente scruteranno il vostro testo, a maggior ragione per uno sconosciuto; ogni vostra richiesta ad una qualsiasi persona verrà intesa come fastidiosa poiché ognuno vuole ascoltare solo se stesso e non si è disposti ad ascoltare gli altri; tutto quello che vi guadagnerete non ve lo regalerà nessuno, ma ve lo suderete faticosamente e, a meno che non siate in grado di comprarvelo (facendo così ucciderete ciò che avete scritto però), sarà un calvario.
Scrivere significa dedicarsi interamente alla storia e nessuno lo fa per arricchirsi, soprattutto chi conosce il mondo dei libri nel nostro paese.
Io spero che questo diario informatico, un giorno, testimoni l’immane fatica che ogni scrittore esordiente fa per stendere il proprio romanzo; e a coloro i quali pensano che ognuno di noi scrive per soldi dico: «Scrivete per un po’ ... Poi darete il vostro parere».
Voi sarete soli, con una mole di lavoro da svolgere e nessun aiuto; noterete la diffidenza delle persone alle quali vi siete rivolti e avrete la necessità di raccontare una storia.

Ecco: questo è l’aspirante scrittore.

Scrittore è:

Uno scrittore è chiunque crei un lavoro scritto e chi scrive in diverse forme e generi più o meno codificati.

E come esimersi dal citare:

« Io ho nelle ossa l'odio per l'apartheid; e più di ogni cosa io detesto la segregazione e la separazione di Linguaggio e Letteratura. Non m'importa quale di essi voi riteniate Bianco. »

"John Ronald Reuel T."

Questa poi, è bellissima:

« Il lettore più critico di tutti, me stesso, ora riesce a vedere molti difetti, grandi e piccoli, ma non essendo sotto l'obbligo di revisionare il libro o di riscriverlo ancora una volta, lascerà che essi rimangano nel silenzio, eccetto per uno che è stato notato dagli altri: il libro è troppo corto. »


"John Ronald Reuel T."

Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo art. 27.

«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»

"La libertà senza la giustizia sociale non è che una conquista fragile, che si risolve per molti nella libertà di morire di fame".

Sandro. P. (1896 – 1990)

lunedì 31 dicembre 2012

Uno scrittore lavora anche a Natale.

È tardi, lo so, tuttavia è anche l’unico momento che riesco a ritagliarmi per la stesura del mio libro.
Ho dunque finito l’ennesimo capitolo, accorciando ancora di più il tempo che mi separa dal termine del romanzo.
Il progetto sta andando avanti come deve …
Nessuna novità, come al solito, solo la consapevolezza che bisognerà lavorare tanto per fare dei miei manoscritti dei veri e propri romanzi.
Non c’è più bisogno di dire quanto lavoro ho già svolto sui testi, ormai è chiaro, e detto fra noi non riesco a stabilire ancora quanto ne debba fare; e soprattutto: questo mio abnorme sforzo riuscirà a non far morire i miei romanzi?
Riuscirò a portarli all’attenzione degli amanti del fantasy?
Ed avrei ancora una miriade di domande da porre; è necessario però, non fare troppe domande e continuare a lavorare sempre di più: devo terminare tutto quello che ho incominciato e dargli parvenza di romanzo.
Solo allora reputerò il mio lavoro terminato.
Or dunque: sono 200 pagine quelle che ho appena scritto ed il testo incomincia ad essere voluminoso; se procedo con questa velocità, stimo la fine del libro intorno a Febbraio – Marzo 2013.
2013 …
Anche il 2012 è passato e si avvicina dunque il nuovo anno.
A Proposito: spero che abbiate passato il Natale nel migliore dei modi e con le persone a voi care.
A me è andata bene, avrei preferito però solo un po’ più di freddo.
Sì, avete capito bene: dove abito io ci sono stati dai 14° c ai 18° c; lo giuro.
E dirò di più: in casa, di notte, c’era una temperatura che andava dai 21° c ai 18° c, in pratica un caldo insolito per il periodo.
Vi prego: mandate un po’ di freddo anche da queste parti; basta caldo, che oltretutto a me non piace.
W le montagne, W la neve ed il ghiaccio, almeno dal freddo ti puoi difendere; dal caldo è alquanto improbabile.
Dunque, il Natale …
Dicevamo … Sì, è andato bene; tuttavia anche quest’anno abbiamo imparato qualcosa: mai, e dico mai, regalare vestiario alle proprie compagne, si finisce sempre per sbagliare il regalo (nel mio caso tutte le misure).
Quest’anno ho avuto la brillante idea di recarmi in negozio a cercare un regalo utile, non la solita cianfrusaglia che oltretutto, dato i periodi, non era proprio il caso di prendere.
E mentre la gente faceva la fila chilometrica ai banchi degli articoli elettronici (quanta gente …): telefonini, ipad, galaxi, computer, tv, console di gioco etc . io, pensando che tali articoli fossero futili, ho deciso d’avventurarmi fra gli scaffali del vestiario (che è sicuramente più utile di un aggeggio superfluo).
Beh, ero totalmente perso; infatti i risultati sono stati veramente disastrosi.
Mai, mai regalare vestiario … Ci rimangono sempre male.
Se c’è qualcosa in cui sono totalmente una frana, è proprio nell’arte di fare i regali; ho poca pazienza: acquisti mirati e veloci.
Ed è qui che l’uomo sbaglia ...

Spero abbiate almeno sorriso leggendo queste poche righe che vi accennano della mia avventura Natalizia.
Sorridere, in un mondo dove ci sono poche occasioni per farlo, fa sempre bene; e non vi ho parlato della signora anziana che si è offerta d’aiutarmi nel reparto intimo, e di tutte le altre che mi guardavano come se fossi un maniaco (che vergogna; mai più).
Ah; non ve ne ho parlato e non intendo farlo, si intende.
Ora passiamo ad un argomento più serio: oggi è l’ultimo giorno del 2012, ed io divento sempre più vecchio; purtroppo.
Volevo auguravi un buon capodanno; e che il 2013 sia un anno pieno di soddisfazioni per tutti voi, di gioia e di serenità.
Auguri a tutti i lettori del blog; noi ci risentiamo intorno al 12 di Gennaio 2013.

Ps: un mio sccritto di gioventù ...

L’interiorità


In un luogo chiuso,
al riparo dalle atrocità,
è nascosta l’essenza nostra;
questa la verità …
Nessuno l’ha mai vista,
ma s’ipotizza che esista.
Molti l’han perduta,
c’è chi pure l’ha venduta,
anche chi in dono non l’ha avuta.
È trasparente,
però neppure uno gli mente.
Pesante all’inverosimile,
per chi l’ha sporca.
Nel momento dell’attraversamento,
è lei che ti darà il tormento.
Dovrai dargli conto,
prima ancora di veder l’onnipotenza;
si chiama appunto coscienza.

Pensavate che mi fossi dimenticato?
No.
Un saluto a tutti.

mercoledì 19 dicembre 2012

Buon Natale.

Eccomi di nuovo …

Beh, questo è un buon momento per la mia scrittura; cerco solo di sfruttarlo meglio che posso.
Sono giunto alla metà del libro: ben 180 pagine a5, all’incirca 35.000 parole.
Ciò vuol dire che il testo si aggirerà intorno alle 70.000 parole (380 pagine a5); direi che è un traguardo rispettabile.
E direi anche che il mio lavoro sta procedendo meglio di quanto previsto.
Tenendo presente che ho iniziato a scrivere questo libro ad Ottobre, in due mesi ho fatto progressi consistenti.
Tuttavia il morale continua ad essere “sotto i piedi” (nostro modo di dire che significa: più basso del pavimento); oh … Non si smuove una foglia.
Tutto è fermo, tutti latitano; ma va bene così, io devo solo continuare e terminare quello che ho iniziato: questo libro devo proprio finirlo, è una questione d’orgoglio oramai.
Ebbene … Anche il link che ho postato pochi giorni fa funziona perfettamente; pensate che io sono riuscito a scaricare il pdf in tre minuti e il download ha raggiunto una velocità costante di 640 kb per secondo.
Ho provato anche ad aprire il file ed è tutto ok; spero che rimanga così per lungo tempo.
Se chi lo ha scaricato, oppure chi lo farà, volesse dare un suo parere, o fare qualche critica, mi scriva pure.
Io, come al solito, risponderò celermente; ovviamente cercherò di migliorare lo scritto.
Dunque, il mio primo libro è a disposizione di tutti; non ci crederete, ma il fatto che ogni lettore appassionato di fantasy possa leggerlo mi fa una strana impressione.
Sì, la cosa mi rende contento perché ho dato la possibilità al libro di vivere; cosa che altrimenti, e senza blogger, non sarei riuscito a fare.
In verità devo dire che anche senza google drive non avrei concluso granché; vi assicuro che è ultra funzionale in confronto ad altri siti di stoccaggio file.
Quando una persona che ha letto il libro si avvicina e mi da qualsiasi feedback, sia esso positivo, sia esso negativo, i suoi occhi parlano chiaro: si è appassionato alla storia; e questo per me conta tanto: vuol dire che il mio lavoro non è stato inutile.
Confido che un giorno il libro possa essere trasformato in cartaceo e che ogni lettore lo possa stringere fra le mani; ma state pur sicuri che non sono disposto a pagare nemmeno un centesimo per accedere alla stampa: di certo non posso offendere tutto il lavoro che ho fatto.
Pagando ammetterei che il libro non vale nulla e questo proprio non lo posso fare …
Pertanto, vi prego, soprattutto a chi ha spedito mail al mio indirizzo facendo intendere d’esser disposto a stampare il libro dietro compenso di danaro: non sprecate tempo e non fatemi perdere tempo.
Non è una questione di soldi, ma di principio, come ho sempre detto; se io pagassi un solo euro offenderei anche me stesso e, piuttosto che far ciò, io li metterei a disposizione tutti gratis i miei libri.
E per favore: non offendete l’intelletto delle persone, è una cosa triste quando ciò accade; voi non vi rendete conto, ma non ci fate una gran bella figura (rivolto agli aspiranti furboni).
Sono stato costretto a scrivere in calce al blog, e scritto in rosso, la mia preghiera; poiché le mail cominciavano a diventare un po’ troppe.
Ma vi pare possibile che si presentino come interessati fortemente e poi, dopo aver avuto un intenso scambio di mail, fanno presente che però ci vorrebbero “tot. Euro” per poterlo stampare?
Bisogna però, soprattutto per chi decide di scrivere, fare i conti anche con questi soggetti; purtroppo.
Rimango tuttavia fermamente convito, che chi paga per far stampare i propri lavori uccide la letteratura; dunque non è colpa di chi fa queste proposte, ma di coloro che le accettano se essi possono continuare imperterriti a chiedere soldi.

Cari lettori scusate lo sfogo, ma ogni tanto ci vuole …
Ora però, parliamo di cose più belle: si sta avvicinando il Natale!
Posso mai non augurare un buon Natale ai lettori del blog?
Certo che no, è doveroso farlo …
Dunque, a tutti voi, un augurio di buon Natale e che tutti lo possano passare in pace ed assieme alle persone alle quali si vuole bene.
Noi ci risentiamo dopo il 26 di Dicembre.
Ciao.

lunedì 10 dicembre 2012

Aggiornamento quindicinale.

Finito anche l’ennesimo capitolo …
Sto avvicinandomi velocemente alla metà del manoscritto; eppure sembra ieri quando ho iniziato anche questo libro.
Ahimè però, anche questa volta le difficoltà sono numerose.
Immaginatevi le più disparate motivazioni.
Innanzitutto non riesco più a scrivere di notte; e mentre una volta ero capace di scrivere fino alle quattro di mattina, adesso sono costretto a smettere entro la mezzanotte.
Non so; arrivato a quell’ora il mio fisico dice basta: gli occhi si chiudono e le forze vengono meno.
E poi, quei fastidiosi pensieri che m’impediscono la concentrazione …
Devo dire che questo è il manoscritto per il quale sto facendo più fatica; sarà giunto forse il tempo di smettere di scrivere?
Mah, chi lo sa.
Dunque anche il settimo capitolo è finito e, se procedo così, presto vedrò la fine del mio 8° libro.
Sto addirittura già pensando alla copertina, che dovrebbe venire decente (anche se la farò io).
Anche in questa occasione ho ben poco da raccontare, tutto è come sempre; degli invii che ho fatto non ho nessun riscontro, dunque suppongo che dovrò scegliere: fare ulteriori invii e perseverare con il mio comportamento, oppure smetterla e prendere atto che dopo dieci anni passati ad inviare i miei lavori sia ora di guardare in faccia alla realtà, o ancora, la cosa più odiosa, arrendersi al fatto che è propedeutico pagare per aver accesso alla stampa.
Beh, come dico sempre, converrete che un decennio sia un lungo periodo e non avere riscontri di alcun tipo significa che è ora di riflettere.
Devo tuttavia finire ciò che ho incominciato; proprio non posso lasciare un lavoro a metà.
È pure tempo di fare i conti con la decisione di rilasciare liberamente il mio primo libro in internet:
sono appena 220 i download di cui io sono a conoscenza; tutti fatti su “4shared.com”, dove ho un account.
C’è solo un problema: da quando hanno chiuso megaupload non è più possibile avere spazio perenne sul web, che io sappia, c’è un tempo limitato, poi il link al download viene soppresso.
Per quanto riguarda 4shared, mentre prima c’era la possibilità di archiviare i file di cui si detenevano i diritti e condividerli con tutti, adesso non lo permettono più; per aver accesso al download bisogna registrasi, altrimenti il download sarà negato.
Converrete che ciò comporta una limitazione, poiché nessuno si registra per scaricare un libro “legalmente messo sul web” .
Ho provato anche su altre piattaforme, ma è sempre la solita musica: o ti registri, oppure non hai accesso al download.
Su emule c’è lo stesso problema: ben poche sono le fonti, dunque il download durerà un’eternità.
Aggiungete pure, e di questo ne sono cosciente, che leggere un libro in pdf non si avvicina nemmeno lontanamente al leggere un libro stampato su carta.
Primo: leggere al computer ti stanca la vista in maniera eccessiva.
Secondo: il lume dello schermo dà fastidio (e questo vale anche per ipad e quant’altro).
Terzo: le sensazioni tattili, olfattive e visive, non sono riproducibili con la tecnologia; solo questa motivazione rende un libro elettronico inutile per i veri lettori.
Chi legge può capire queste mie esternazioni …
In base a ciò che ho appena scritto sono cosciente che un pdf non si legge volentieri; anche io li leggo con malavoglia i pdf o gli ebook, ma è tutto ciò che posso fare: permettere di scaricarlo in tale formato.
Mi rimane un’unica prova da fare: intendo servirmi di google drive e permettere la visione del file a tutti; spero che questa volta funzioni (per far ciò però, avrò bisogno di un po’ di tranquillità; dunque ci vorrà del tempo).
Per quanto riguarda i 220 download; beh: io lo reputo un fallimento.
Tenendo presente che 220 download per un libro gratis sono pochi, dato appunto che non costa nulla.
Poi, in tutta onestà, non posso assicurare la veridicità dei download; qualche mio amico, o parente, potrebbe averne scaricati più di uno, dunque capirete perché io reputi un fallimento il mio tentativo di distribuirlo gratuitamente.
Vi segnalerò la possibilità di scaricarlo gratis non appena riesco a trovare una soluzione.
Per ora, se vi piacciono i versi, posto alcuni miei scritti di gioventù; all’epoca ero un idealista, cosa oltretutto che si evince dagli scritti.
A vent’anni le prospettive sono diverse e pensi che gli ideali siano il perno centrale attorno a cui gira il creato; poi, a trentasette anni, apri gli occhi e ti accorgi che è tanto di quel fumo fatto apposta per accecarti, in modo che tu non possa vedere la realtà.
In questo modo non ti accorgerai di nulla …
Onestà, lealtà, sacrificio, dignità etc. Belle parole, ma quante persone effettivamente tengono fede a queste parole?
Un mistero che dura da secoli; non v’è risposta per adesso.
Cerco con avidità l’uomo in cui albergano tali principi da sempre …
Come diceva un tale anonimo: «Datemi un Re giusto da seguire, ed io capovolgerò il mondo».
Or dunque, basta tediarvi; come dicevo nel post precedente, ogni mio messaggio, a partire da oggi sarà corredato da un mio scritto di gioventù:

La desiderata immortalità


Che tristezza,
l’illusione dell’eterna giovinezza.
Il corpo svanisce,
è giusto;
ma non tutto finisce.
Scorgi la realtà:
impossibile vivere per l’eternità.
Ma invero v’è un sentiero,
di molte insidie è lastricato;
percorrendolo però,
non verrai dimenticato.
La strada dell’onestà …
È quella la vera immortalità.

(Goslar 1994. Poesia scritta da Santamaria Pasquale)

Se volete consultare la pagina che li contiene tutti, premete su questo link (così facendo aumentano anche le visite del blog. Ndr):

http://fantasyperadulti.blogspot.it/p/poesia-e-bibliografia.html

Come sempre: un saluto a tutti; al prossimo post.

mercoledì 28 novembre 2012

Poesia e Bibliografia.

Di seguito posto la mia bibliografia, in modo che chiunque voglia prenderne visione possa farlo:

Sono un uomo di trentasette anni, una persona che scrive ormai costantemente da dieci anni; l’anno in cui incominciai a scrivere seriamente infatti è il 2003 (anche se la passione per la scrittura è ben più vecchia).
Scrivevo storie d’ogni genere, anche poesie; non perché ci fosse una specifica motivazione, ma poiché ne sentivo il bisogno.
Era come se le storie premessero per essere redatte …
Da allora ho scritto ben sette libri, tutti inediti; alcuni narrano storie fantasy per adulti (con all’interno scene un po’ cruente), altri storie fantascientifiche – storiche, altri ancora fantascientifiche – futuristiche, persino un libro per bambini.
Ho frequentato una scuola alberghiera nel meridione d’Italia, precisamente a Potenza, dove mi diplomai nel lontano 1994.
Dopo quell’anno posso solo narrarvi di lavoro ed ancora lavoro, nulla più.
Non sono laureato, anche se ho frequentato un anno di università a Milano presso la Statale.
Non ho mai pubblicato con nessun editore nonostante abbia proposto i miei lavori; tuttavia non mi sono mai abbattuto ed ho continuato a scrivere lo stesso, in quanto sono fermamente convinto che la scrittura non debba per forza essere legata alla pubblicazione.
Adesso sono impegnato nella stesura del mio ennesimo manoscritto e conto di terminarlo quanto prima, a Dio piacendo.

Questi i libri che ho scritto:

• Maximilian Arlstain – I due mondi – .
   Fantasy di 556 pagine (a5) e primo libro della trilogia.

• Maximilian Arlstain – Il canto dell’arcangelo – .
    Fantasy di 750 pagine (a5) e secondo libro della trilogia.

• Maximilian Arlstain – Il signore del tetro regno – .
    Fantasy di 600 pagine (a5) e terzo libro della trilogia.


• Disperso nel tempo (1942).
    Fantascientifico / storico di 380 pagine (a5).

• Disperso nel tempo (l’epilogo).
    Fantascientifico / storico di 343 pagine (a5), continuazione ed ultima parte 

    della  storia.

• Gigante Rossa (l’umana nemesi).
   Fantascientifico futuristico di 358 pagine (a5).

• L’avventura di Luminos, la lucciola che non si accendeva.
   Favola per bambini di 80 pagine (a5).

Il tempo passato a scrivere oramai non lo conto più, poiché mi sono fermato un paio di anni fa a circa cinquemila ore.
Un tempo leggevo perché era una necessità ed ho letto abbastanza classici: I miserabili, Il conte di monte cristo, I tre moschettieri, Il vecchio ed il mare etc.
Ma il filone che più mi appassiona da sempre è quello del fantasy e della fantascienza; fra le mie letture preferite ci sono: “Stardust”, “Il signore degli anelli”, “La fabbrica di cioccolato” e “Queste oscure materie”.
Oltre ai libri c’è stato un periodo in cui ho redatto poesie e sono ben trentacinque gli scritti che io chiamo con questo nome, tutti ben conservati nei miei cassetti.
Ciò nonostante non sono riuscito a trovare un editore; e questo ci tengo a precisarlo.
Tutto il mio lavoro di anni ed anni è di fatti impossibilitato a raggiungere i lettori …
Parlo la lingua francese in maniera corretta, la scrivo decentemente.
La lingua inglese purtroppo la parlo in maniera elementare, la scrivo nello stesso modo (a questo bisogna porre rimedio).
Credo di conoscere decentemente l’italiano, potendo permettermi dunque il lusso di scrivere.
Rimango comunque fermamente convinto che le conoscenze acquisite non debbano essere il solo fattore di valutazione per uno scrittore.
È infatti ciò che egli scrive l’oggetto da valutare …
Nei suoi scritti va ricercata “la letteratura”, la quale non sempre è presente nei manoscritti proposti in questi anni; la commerciabilità ed il guadagno la stanno pian piano uccidendo.
Una buona mano la sta dando anche il fantasma dell’arricchimento, il quale sventaglia lo spauracchio del facile guadagno per gli scrittori.
Cosa oltretutto non veritiera …
Gli unici che guadagnano sono gli avvoltoi che spennano i creduloni.
Per quanto riguarda me, non so se si tratti di letteratura o meno; questo non posso dirlo io, ma lo debbono dire coloro che leggono.
Però … Se all’interno di ciò che scrivo c’è un barlume di letteratura, beh: non posso tenerla solo per me; in quanto letteratura appartiene a tutti.
Dunque è d’obbligo cercare di portare i miei manoscritti all’attenzione di chi vuole leggere.

Invece qui sotto posto due miei scritti a cui tengo molto:

Storia di un Soldato


I

È notte inoltrata,
buia e turbata;
fa freddo,
il ferro è pesante,
la fatica incessante.
Un muro di terra usato come riparo;
ed ogni tanto uno sparo.
Passan le ore,
la paura che sale;
la musica sempre la stessa ed il tempo,
scandito da un crepitio inaudito,
pare non avere a che fare con la nostra follia.
L’ora è vicina;
il pensiero vola lontano,
nel caldo groviglio di lenzuola pulite;
Hm, quella piccola mano perduta nel buio …
Si fa sempre più forte un pensiero:
quei momenti belli sono in fretta passati,
presto non saranno da me ricordati.

II

L’alba è arrivata:
è il momento di lanciare l’ondata;
il cuore è veloce,
la mente lontana.
Fa freddo,
il ferro è pesante,
la fatica incessante,
le gambe tremanti,
le mani gelate,
i piedi inzuppati;
si aspetta ansimanti l’ordine di andare avanti.

III

È giunto il momento,
quel fischio è stato il nostro tormento;
l’armata si è alzata e corre all’impazzata.
D’un tratto il dolore segue il fragore;
le nostre paure si stanno per avverare.
Fa freddo;
il ferro più non pesa,
è tempo della mia resa.
Disteso per terra osservo le nuvole:
eccolo lì …
di nuovo il suo viso;
cosa mai farà?
Pare volere dire: abbracciami papà.
Cos’è successo?
Il corpo si allontana velocemente …
Questa è la mia casa!
Ma nessuno mi vede.
Il mio bambino è disteso sul letto,
tutto interessato gioca spensierato;
È proprio vero:
la felicità è la quotidianità.
La battaglia per me è finita;
non ci sono vincitori,
ma solo vinti.

IV

La guerra è passata,
la nostra terra è stata devastata.
Il freddo è andato,
così pure quel periodo tanto odiato;
gli affetti più cari via mi ha portato.
Ho pregato per vedere il mio fanciullo sistemato;
quel giorno è arrivato …
Sebbene non viva fisicamente,
accanto a lui sono stato sempre presente.
Finalmente lo vedo aspettare dinnanzi l’altare;
quello sarà il suo casolare.
Una voce mi chiama:
purtroppo è ora di andare,
non posso più restare.

V

Pensandoci ancora con pazienza,
di questa esperienza rimane una sentenza.
Ai nostri bambini una sola parola:
la guerra degli uomini,
la sua stupidità,
ha portato via il vostro papà.
Siamo in tanti quassù,
di tutte le tribù,
finalmente in pace e prosperità,
dimostrandoci lealtà.
Ed un solo pensiero,
unito alle nostre preghiere:
non più collera tra gli uomini,
ma concordia e lucidità,
di pari passo con l’onestà.
Alle nuove generazioni affidiamo le nostre ambizioni,
ed un consiglio accorato vi viene inviato:
la guerra è un male esagerato,
pertanto deve essere a tutti i costi evitato.

Testo tratto dal libro inedito: Disperso nel tempo (1942) Italia, anno 2012.
Di: Pasquale Santamaria.


La Vita e la Morte.


La Vita …
fragile come un velo,
svanisce in un attimo.
È gioia,
allo stesso tempo dolore;
è piena d’armonie e mille altre emozioni,
delle quali non si può dare spiegazioni.
Preziosa oltre ogni immaginazione,
preservarla è una degna aspirazione;
musa celeste che di bianco veste;
compagna fedele,
robusta colonna che tutto sorregge.
Esplode in una luce armoniosa;
colori variopinti che inondano il creato.
La morte …
scacciata da tutti.
È forte e non teme rivali;
non fa differenze,
emette incontrastata le sue sentenze.
Peste che di nero veste,
dispensa pace;
ed in ogni luogo giace.
La Vita, la Morte …
l’una attaccata all’altra, inseparabili;
sorelle gemelle.
Disegni celesti incomprensibili,
compagne d’ogni essere vivente.
Laboriose,
in piena libertà;
legate indissolubilmente per l’eternità.

Scritta nel 1993 a Goslar (Germania) da Pasquale Santamaria.
 
Si, Io le chiamo poesie; gli altri possono dargli il nome che preferiscono.
Inoltre, da oggi, nella sezione pagine, ce ne sarà una dedicata alle poesie; lì ci sarà anche una mia recente foto.

Un saluto a tutti i lettori.

martedì 20 novembre 2012

8° libro: un terzo del manoscritto terminato.

Periodo alquanto burrascoso questo …

No, non per quanto riguarda il tempo, ma per il susseguirsi degli eventi.
Nel bel mezzo della miriade di cose da fare devo ovviamente trovare il tempo di scrivere; almeno un paio d’ore al giorno.
Ciò nonostante continuo ad essere costante: tutti giorni mi dedico alla scrittura, puntuale come un orologio svizzero.
Inventare interi mondi, personaggi, situazioni, attrezzi e tutto ciò cui necessita la storia … Stupefacente.
Di certo quest’esperienza mi ha migliorato da tutti i punti di vista; e ciò vuol dire che non è stata una scelta errata.
Proprio ieri ho ricevuto un feedback del libro fantascientifico che ho scritto: Gigante Rossa; beh, in verità devo dire che m’aspettavo di peggio.
Ero convinto che fosse un po’ pesante da leggere, ma la persona a cui l’ho dato l’ha finito ed il giudizio non è stato malvagio; ha letto ben 360 pagine di prima stesura.
Questi riscontri mi aiutano sia emotivamente, sia praticamente; credetemi: senza tali persone, le quali mi hanno spronato a continuare, di certo non ce l’averi fatta.
Sono persone che offrendosi di leggere le mie prime stesure hanno contribuito alla loro nascita, alla nascita dei miei personaggi.
Sono più che convinto della loro buona fede e tengo molto al giudizio che danno.
Invero mi hanno segnalato qualche errore, qualche ripetizione, tuttavia è risaputo dell’impossibilità che due occhi soli possano scorgere tutte le imperfezioni di un lavoro, soprattutto di un lavoro molto lungo.
Persino nei romanzi editi da “S. p. A” si trovano refusi, dunque è logico che una sola persona non possa aspirare alla perfezione; anche perché essa non è terrena.
Rimane comunque il fatto che per scrivere bisogna conoscere la lingua; nel caso dell’italiano l’analisi grammaticale e l’analisi logica, quest’ultima a memoria poiché, secondo me, è la più importante.
In un recente viaggio in treno mi è capitato di discorrere della scrittura con un aspirante scrittore; mi sembrava di rivedere me alla sua età: 22 anni.
Tante aspettative e carichi di speranza, credendo che non vi siano ostacoli che possano fermare la nostra corsa.
I suoi occhi brillavano di quella luce curiosa che ormai nei miei è andata persa.
Non ho detto che scrivo anch’io, ma mi sono descritto come un lettore interessato alle belle storie: “non importa che siano edite da grandi nomi o da piccoli nomi, l’importante è che siano belle e che portino con sé un messaggio”; così mi sono pronunciato.
È bello confrontarsi con chi divide le tue stesse passioni, tuttavia non sono in grado di dare alcun consiglio e tantomeno esprimere nessun giudizio; chi sono per farlo …
La scrittura è un bene prezioso e personale, cui ognuno attinge a modo suo; ma il conoscere la lingua è propedeutico, proprio non c’è altro modo per aiutare i propri personaggi a sopravvivere.
Insomma, pensate se vi viene posta una domanda, una frase d’analizzare, magari proprio da un editore; che figura sarebbe il non rispondere?
Ti proponi come scrittore e non conosci la lingua?
Saper riconoscere il soggetto, predicato verbale, predicato nominale, complemento oggetto, complemento predicativo dell’oggetto, complemento predicativo del soggetto, gli avverbi e tutti i complementi indiretti di cui la lingua italiana è piena: complemento d’agente, di causa efficiente, di tempo, di luogo, etc.
Ed ancora: pronomi, aggettivi e soprattutto i verbi, i congiuntivi …
No, io non sono immune dagli errori, anch’io sbaglio: congiuntivi, verbi, etc. e devo spesso confrontarmi anche con il dialetto.
Ma come vi spiegavo ciò è dovuto alla fase di creatività in cui ci si immerge: la storia non aspetta, devi scrivere velocemente.
Eh … dei primi invii debbo dire che mi sono vergognato un pochino, ma ero giovane, inesperto e non conoscevo nulla: tutto era nuovo per me; poi l’impeto che possedevo ha dato una buona mano a fare cose che non andavano fatte.
Ma basta tediarvi con argomenti simili.
Eravamo rimasti al libro che avevo dato in lettura, prima che divagassi …
Beh, questa notizia è stata molto gradita; ciò vuol dire che il mio lavoro non è inutile.
Il libro è passato ad un altro lettore, poi, di mano in mano, passerà ad altri quattro lettori, affinché mi arrivi un riscontro ed io lo possa migliorare.
Solo allora si potrà dire concluso il mio lavoro su di esso.
Sono anche riuscito a consegnare l’avventura di Luminos alla persona che vuole regalarlo ad un bambino: spero che la storia della lucciola la quale non si accendeva gli faccia passare dei bei momenti, com’è stato per me quando l’ho riletto, e soprattutto che gli piaccia come regalo.
Per quanto concerne il nuovo manoscritto, come vedete alla vostra destra, ho finito il 5° capitolo e ciò significa che sono già giunto ad un terzo dello scritto; dunque, se continuo con questo ritmo, presto lo vedrò terminato.

Un saluto a tutti i lettori del blog.

giovedì 8 novembre 2012

Primo post di Novembre.

Sono passati una decina di giorni dall’ultimo post e qualcosa devo pur scrivere, poiché, stando al principio secondo il quale se passano più di quindici giorni dall’ultimo messaggio e non ho ancora scritto nulla, beh … si presuppone che mi trovi nell’impossibilità di farlo e ciò potrebbe anche divenire una costante (dipende da quello che è successo).
Dunque, se dovessi far passare più del tempo dichiarato nelle righe sopra scritte, sappiate che con molta probabilità il suo aggiornamento potrebbe essere compromesso.
In tal caso mi piace pensare che il blog non divenga un “carrozzone”, come lo definiscono in gergo.
È pur sempre la testimonianza di un lavoro che, bene o male, una persona ha fatto con passione e anche se il risultato per quel lavoro non è arrivato, beh … rimane comunque il fatto che da qualche parte esistono ben otto libri i quali trattano di Fantasy, Fantascienza, Favole e Storia; tutti inediti.
Potrebbe suonare un discorso strano, ma sapete che m’immedesimo sempre negli altri, dunque se io seguissi un blog vorrei anche sapere come va a finire; ho sempre odiato lasciare le storie a metà …
Vedetela come una sorta di comportamento volto a rispettare proprio voi che avete seguito il blog fino a questo momento.
Cosa pensereste se di punto in bianco non verrebbe più aggiornato?
Io riterrei ciò alquanto maleducato, oppure penserei che sia successo qualcosa (l’autore ha fatto fortuna ed è emigrato in zone caraibiche, etc.).
Pertanto, rispettando la regola che mi sono imposto, sono di nuovo qui, dinnanzi al computer, che vi aggiorno su quello che è successo durante tale periodo.
In verità non è che sia successo chissà che cosa; robetta, nulla più.
Fedele al pensiero positivo continuo a scrivere, se è per quello anche a spedire i miei manoscritti alle varie case editrici.
A tal proposito sono passati già due mesi dall’ultimo invio, ciò nonostante non ho ancora ricevuto alcuna notizia; sappiamo tutti che questo, in gergo, vuol dire “respinto” o “refused”.
Una novità gradevole è quella della richiesta di un manoscritto da parte di una persona che l’ha letto: vuole regalarlo per natale ad un suo conoscente; ciò significa che tanto brutto non è, dunque questa novità la ritengo una soddisfazione.
Ovvio che glielo farò pervenire gratuitamente, anche se debbo dire che lei ha insistito per pagare il manoscritto; figuriamoci se glielo faccio pagare …
Ogni tanto mi piace guardare al passato, a ciò che ho fatto, a quello che è accaduto; niente rimpianti s’intende, ma un po‘ di domande me le pongo.
Quanto lavoro per stendere i miei libri, quante porte in faccia che mi sono beccato ( mi si è appiattito persino il naso, ndr … ) e tutti i giorni ho scritto per almeno un paio d’ore: secondo voi questo è un comportamento di una persona a cui non piace leggere e scrivere?
Mi spiacerebbe che i libri scritti da me non siano letti, dunque ben vengano tutti i lettori.
Ecco, in questa storia c’è sicuramente un messaggio: lavorare duramente per portare a compimento i propri progetti, amore per ciò che si fa, andare avanti nonostante le difficoltà, coltivare la creatività; e se lo si fa senz’appoggio ( nessun papà che paga, nessun aiuto economico, nessun aiuto di parenti, nessuna mortificazione per passare dinanzi agli altri e soprattutto, sempre e comunque, il mantenimento della dignità, sia della persona propria sia dell’animo, poiché penso che essa non abbia prezzo: la dignità non si vende, per nessun motivo ), la soddisfazione d’aver lavorato sarà maggiore.
Eh sì, lo so: anche oggi sono stato più che prolisso; chiedo venia, ma proprio non riesco a smettere quando redigo e questa è una bella gatta da pelare per un uomo che scrive.
Auguro a tutti  una buona serata; al prossimo post.

mercoledì 17 ottobre 2012

Scrittura primo capitolo del mio ultimo libro.

Ho dunque ripreso un ritmo costante nella stesura dell’ennesimo manoscritto, cosa che ogni qualvolta si finisce un testo è sempre difficile da riprendere.
Non nego che è il momento più difficile della stesura di un libro, ma una volta che si comincia poi si va avanti fino alla conclusione; tuttavia bisogna tenerlo quel ritmo di lavoro e la cosa non è affatto facile.
Quando si inizia un nuovo manoscritto è come se la mente si fosse raffreddata, le idee faticano ad arrivare e scrivere persino un pensiero risulta pesante.
Ecco … ci si sblocca arrivati a metà testo, infatti dopo arriva la fine del romanzo che nemmeno te ne accorgi.
La cosa mi ha sempre infastidito, poiché non concepisco come tale ostacolo possa rallentarmi; è vero anche che forse io pretendo molto da me stesso.
Mah, chi lo sa …
A questo punto suppongo che dovrei riuscire a concludere il lavoro senza ulteriori intoppi.
La fine, se fila come deve andare, l’ho stimata intorno ad Aprile 2013 e le pagine che formeranno il romanzo le ho valutate approssimativamente in 360 (A5), il che vuol dire 180 (A4).
Stando alla programmazione fatta il lavoro si dovrebbe aggirare attorno alle 68.000 parole, che, sommate al precedente libro, fanno la bellezza di 130.000 parole; circa 780 pagine A5 in totale.
Ora cambierò un po‘ discorso: ho intenzione di regalare un mio manoscritto ad una biblioteca.
Sì, esatto; un mio libro, dopo che è stato letto dalla persona che si occupa della biblioteca, ha suscitato il suo interesse.
Nulla d’impegnativo, non è certo una pubblicazione, anche perché costui non è un editore, ma semplicemente colui che si occupa di una piccola biblioteca che, pensate un po’, è all’interno di uno stabile il quale ospita più di 6000 bambini all’anno.
Cosa c’è di più bello che regalare un libro ad un bambino?
Penso che per un tale, il quale scrive storie per bambini, non v’è soddisfazione maggiore; sarebbe come narrargliela in prima persona.
Ovvio che sto parlando dell’avventura di Luminos, di certo non potrei dare un altro mio libro, anche perché sono stati tutti pensati per gli adulti e dubito che possano attirare l’attenzione di una fascia d’età che va dagli otto anni ai dodici anni.
Chissà se a loro piacerà, sono davvero curioso di vedere quanti bambini lo leggeranno.
Sono consapevole però, che potrebbe anche accadere che i bimbi non mi cerchino  per l’autografo, ma per bastonarmi; mah, in caso mi vediate con il bernoccolo non c’è bisogno di chiedermi il perché: potete immaginare cosa mi sia successo …
Al prossimo post, un saluto a tutti.

venerdì 5 ottobre 2012

Inizio stesura 8° libro

Il tempo della raccolta informazioni è finito; dunque è giunto il momento di scrivere quello che probabilmente sarà l’ultimo libro che Pasquale Santamaria scriverà ( nonostante parli di me in terza persona, vi assicuro che ancora possiedo buone capacità mentali. Ndr … ).

Ho incominciato a scrivere costantemente nel lontano 2003, con precisione nel mese di Maggio, e dopo dieci anni, dunque, penso sia arrivata l’ora di fermarmi; quantomeno prendermi una pausa di riflessione …
Avrei voluto che andasse diversamente, in quanto, in determinate condizioni, di certo sarei stato in grado di produrre il quadruplo di quello che ho scritto ( a quest’ora avrei scritto una trentina di libri. Sono in grado, infatti, di scriverne tre all’anno ); tuttavia, è anche giusto prendere atto della realtà.
Nulla è dovuto; le soddisfazioni, qualunque esse siano, vanno sudate e solo con il lavoro si può aspirare alla riuscita dei propri desideri ( o perlomeno: così mi è stato insegnato ).
Riconosco i miei ( Molti ) errori nel gestire alcune situazioni ( soprattutto per quanto riguarda gli invii dei manoscritti ), ma rifarei tutto ciò che ho fatto, poiché quello che ho combinato è parte di me.
È vero, lo ammetto, non ho fatto nulla d’eccezionale, soltanto quello che mi piace: raccontare storie inventate da me, cercando di sottolineare messaggi vecchi quanto il mondo, magari monotoni, ma che io penso siano il pilastro dei rapporti umani.
Affermo anche che essi siano la speranza, se è per quello, di un avvenire migliore, dove ognuno possa esprimersi senza che sia necessario il certificato di parentela o conoscenza; ovvio che nella categoria rientra anche l’acquisto delle competenze altrimenti prenotate dai soliti noti.
Adesso mi rendo conto delle lacune presenti in alcuni scritti, non lo nego, ma è anche vero che si evolve nella vita ed è per quello che serve fare pratica in tutto ciò in cui si vuole riuscire, poiché una cosa è certa: ogni individuo è un libro in bianco, dove giorno dopo giorno lui stesso scrive la propria storia, appunta le sue impressioni, registra il suo bagaglio culturale, imprime indelebilmente l’inchiostro con le sue azioni quotidiane, fin dall’inizio, il prologo, la prima pagina della sua vita; sino ad arrivare all’ultima: l’epilogo.
In seguito, quel libro, quella vita, si aggiungerà all’immensa biblioteca che già contiene miriadi di libri redatti da chi ci ha preceduti e magari qualcuno, prima o poi, si degnerà di dare una sbirciatina ricordando chi l’ha redatto.
È per questo mio pensiero che non concepisco la vergogna, poiché questo sentimento dovrebbe ammantare ben altri personaggi, persone che hanno fatto ridere, non solo il paese, ma il mondo intero; non deve essere bello, credo, quando al solo pronunciare del tuo nome e della tua genìa tutti ridono, ma è anche vero che taluni personaggi nostrani non possiedono il senso del pudore, dunque per loro il mondo gira intorno ai soldi e fa niente se li etichettano come Clown …
Parlando con taluni, tante volte, vien fuori il discorso della spedizione dei lavori alle case editrici; credetemi quando vi dico che si sfocia in ragionamenti impronunciabili.
Mi chiedo se ci sia da vergognarsi per aver lavorato e cercato di proporre i propri lavori, oppure perché si ha cariche pubbliche e si è fatta tabula rasa di tutto ciò che ti è capitato tra le mani: € 60.000.000 spariti, rubati da una sola persona ( pensate … è un senatore costui ) e nessuno se n’è accorto; € 6.500.000 di soldi pubblici dirottati su un conto corrente di un capogruppo regionale e la sua risposta: «Ma lo facevano tutti … ho preso solo ciò che era mio. Però sto meglio in carcere: ho trovato più amici che nel mio partito». Un famoso uomo pubblico che ne ha combinate di tutti i colori, chi più ne ha più ne metta, ha persino pagato altri uomini pubblici ( ovviamente con soldi pubblici, mica i suoi ) per far cadere una legislatura; e questa è solo la punta di un iceberg mastodontico …
Ecco, non sono loro che si devono vergognare; ma il ragazzo che ha studiato tanto e cerca lavoro ( mica è figlio di un politico, oltretutto anche geniale: laureato in economia e commercio a Tirana; più di trenta esami in un anno. Peccato che poi si è scoperto che l’ha comprata ), oppure un ragazzo che ha lavorato tanto e non vede il riconoscimento di tale lavoro, o meglio: “un aspirante scrittore” solo perché ha proposto un suo lavoro.
Continuo a domandarmi se sono sveglio oppure sto sognando, poiché solo in un modo fantastico è possibile che succedano determinate cose e che la gente non batta colpo: catatonica …
Per quanto riguarda l’ottavo libro che mi accingo a scrivere dunque, oggi inizierò il lavoro di stesura; non so quanto sarà lungo, per adesso mi concentrerò sullo sviluppo della trama, poi si vedrà.
È certo però, che esso sarà l’ultimo; quando lo terminerò finirò anche di scrivere.
Beh, penso che otto libri siano un numero considerevole e dieci anni un tempo abbastanza lungo; sapete: ho riflettuto molto anche su ciò che è accaduto in questo lungo periodo …
Il fatto che non sia riuscito ad accedere alla stampa potrebbe essere comunque un segnale che deve essere colto: “Errare humanum est, sed diabolicum perseverare”; è una cosa che prima o poi ogni uomo di buon senso capisce.
Il lavoro mi aspetta …
Un saluto a tutti i lettori del blog.

Ps: “Valde pulchrum oculis, non audiant qui dicunt contrarium”.

lunedì 24 settembre 2012

Parlando del nuovo manoscritto ...

Come detto nel post precedente darò qualche informazione sulla storia contenuta all’interno del mio ultimo libro.

Premetto che sto lavorando tanto sull’acquisizione d’informazioni al fine di terminare l’ennesimo manoscritto, l’ottavo libro che mi accingo a scrivere.
Due ore al giorno sono da me dedicate allo studio ed alla lettura di particolari argomenti; ma questa è una storia che scriverò al momento debito, ora parliamo del testo appena finito:
Immaginate di essere oggetto di un evento impensabile, un fatto che vi sradica dal vostro tempo e vi catapulta nel passato.
È quello che è successo al protagonista del mio romanzo, storia narrata in due libri separati.
L’epilogo; la fine della storia …
Nel primo libro, (1942), il protagonista si ritrova in piena seconda guerra mondiale, precisamente sul fronte russo, dove voi sapete che le armate tedesche ed italiane combatterono fino ad arrivare a Stalingrado, in seguito furono costrette ad arretrare.
Il nome del personaggio principale è Andrea; bene …
In un infinito peregrinare e, dopo essersi reso conto dell’evento che lo ha catapultato indietro nel tempo, riesce a ricreare le stesse condizioni dell’incidente che è stato la causa della sua disavventura.
Ebbene però, le cose non vanno come si aspettava e dunque verrà nuovamente sbalzato in un’epoca diversa dalla sua.
Come penso vi siate resi conto dalla copertina, si ritroverà nuovamente in un’era caotica ed in piena guerra: la guerra per l’unione d’Italia.
Quando frequentavo la scuola mi ha sempre appassionato questo periodo, soprattutto il modo con cui veniva insegnato.
I maestri narravano di mille uomini che sconfissero un esercito di più di novantamila unità; la cosa, già a quell’età, non mi pareva logica …
Facendo un po’ di divisioni, a dieci anni, mi resi conto che ogni uomo della spedizione dei mille doveva abbattere 90 uomini; il che mi puzzava di superman.
Il tono con cui veniva raccontato poi, era quello del libro cuore: pareva che avessero fatto una passeggiata e tutti vissero felici e contenti.
La curiosità mi fece documentare su quel periodo storico e scoprii, già ad undici anni, che le cose non erano andate come furono narrate.
Scoprii la corruzione, il tradimento, le uccisioni, l’esecuzioni sommarie, i briganti, i partigiani spacciati per briganti, la manipolazione, un Re che invase una nazione senz’avergli dichiarato guerra e ne sfruttò ogni suo angolo, fino a spremerla come un limone, personaggi senza scrupoli che si arricchirono a spese dei più deboli, soprattutto contadini.
Una nazione florida invasa e defraudata del suo stato sociale venne smontata e tutto il costo della guerra venne addebitato al nuovo stato nascente; pensate che ammontava a più di sette milioni di lire, che nel 1860 era una cifra impensabile.
Logico che le casse dello stato sconfitto vennero svuotate e di conseguenza gli abitanti ne pagarono il prezzo più alto …
Alcuni dicono che ci guadagnarono, altri invece affermano che furono abbandonati a loro stessi; non vi scrivo i particolari poiché potrei risultare pesante, ma potete immaginare voi stessi quale fu l’interesse per un popolo sconfitto da parte della monarchia, che ovvio fosse impegnata con lo sfarzo non con il governo di un nuovo territorio.
I motivi della vittoria dell’invasore furono molteplici, fra cui ci fu anche la convinzione di persone straordinarie, come lo stesso Garibaldi affermò, che credevano in un Italia unita; e furono tante: tutte perirono per un ideale di libertà; ma invero ci sarebbe da chiedersi: quella libertà per cui morirono fu veramente raggiunta?
Persone straordinarie si unirono attorno ad una figura che oserei dire fuori dal comune, un generale che aveva il nome di Giuseppe Garibaldi; tuttavia, con il senno di poi, e leggendo qualsiasi libro di storia, sorge il dubbio che sia stato solo uno strumento nelle mani di menti raffinate, burattinai interessati ad espandere i propri possedimenti, nulla più …
Purtroppo, però, leggendo altri documenti, ci si rende conto che gli abitanti di quel regno furono gli unici danneggiati; e caso volle che furono proprio loro ad insorgere contro il vecchio Re, speranzosi di raggiungere condizioni di vita migliori (unire stati frazionati in un solo stato, nell’interesse di tutti).
Dell’esercito di più di novantamila uomini non rimase traccia; buona parte dello stato maggiore venne corrotto e gli fu promesso lo stesso incarico nel nuovo esercito nascente e molte ricchezze.
Un solo esempio: si narra di un generale che a capo di ottomila uomini si voleva arrendere ad una compagnia di ottocento uomini; la risposta degli ottomila fu: “Ma guard quant simm. Lor so dic vot men d nui e namm arrend?”; (è dialetto, questa la traduzione: “Ma guarda quanti siamo; loro sono dieci volte meno di noi e ci dobbiamo arrendere?”).
Il generale in questione venne ucciso dai suoi uomini, legato ad un mulo per i piedi con la scritta traditore al collo; il mulo infine, venne fatto scorrazzare liberamente affinché facesse vedere il perché le truppe, seppur più numerose, si arrendessero senza combattere.
Quegli ottomila combatterono e vinsero la battaglia, poi si sciolsero e buona parte di loro tornò alle proprie case, altri si diedero alla resistenza.
Ma basta annoiarvi, parliamo di ciò che c’è scritto nel libro …
Questa la quarta di copertina:

Ho la coscienza di non aver fatto male; nonostante, non rifarei oggi la via dell'Italia Meridionale, temendo di esservi preso a sassate da popoli che mi tengono complice della spregevole genìa che disgraziatamente regge l'Italia e che seminò l'odio e lo squallore là dove noi avevamo gettato le fondamenta di un avvenire italiano, sognato dai buoni di tutte le generazioni e miracolosamente iniziato.

Ho scelto delle frasi estrapolate dalla lettera che Giuseppe Garibaldi inviò a Donna Adelaide Cairoli. (Caprera, 7 settembre 1868).
Penso che queste frasi rendano l’idea del periodo narrato.
Andrea dovrà raggiungere un posto teatro di battaglie continue fra esercito e briganti, in continuo pericolo dovrà cercare una risposta e tentare di ritornare al suo tempo.
L’impostazione del romanzo è cambiata; nel precedente scritto i capitoli erano di ben 5000 parole l’uno e di preciso ne ho scritti 15.
In questo libro i capitoli sono stati accorciati e massimo arrivano a 1000 parole l’uno, il che vuol dire che essi non sono più quindici, ma 61; quindi, se mai leggerete questo libro, preparatevi a scrutare fra 61 capitoli, ma sapete: la vedo alquanto difficile la strada per una sua pubblicazione …
Or dunque, suppongo che io abbia esplicato abbastanza del nuovo manoscritto; che dire … spero che possa essere letto, poiché a me pare una bella storia, tuttavia non sono io che debbo giudicare.
Mi sono sempre chiesto cosa avrei fatto se mi fossi trovato in quell’epoca; non saprei però dare una risposta certa.
La cosa sicura è questa: non mi sarei schierato da nessuna delle due parti, ma da quella della povera gente, dei contadini; ma sono altrettanto sicuro che questa mia scelta avrebbe fatto si che io non vivessi a lungo.
All’epoca le alleanze andavano ponderate con attenzione …
In ogni libro che ho scritto mi sono sempre posto dalla parte del protagonista e questa è stata la domanda che mi sono fatto costantemente: come mi sarei comportato io?
Questo è il mio modo di scrivere.
Spero di non essere stato molto lungo, ma quando si tratta di raccontare fatti accaduti o storie, le mie mani si muovono quasi da sole.
Invero però avrei voluto scrivere ancora … ma capisco che essere prolisso non è sempre un bene.
Un saluto ai lettori del blog: al prossimo post.

martedì 11 settembre 2012

Settimo libro terminato.

Ebbene …

Il lavoro è terminato; ho dunque consegnato alla carta (quella della mia stampante, non quella delle stamperie) il mio ultimo libro.
Pensate: ne ho scritti sette; tempo fa non avrei creduto che potessi scrivere tanti libri.
Mah … come dicevo la vita è strana ed imprevedibile, ma ogni persona si deve pur porre degli obiettivi, altrimenti il vivere senza di essi equivarrebbe a vegetare attendendo chissà che.
Non c’entra il voler divenire famosi, quella è l’ultima cosa a cui si deve pensare, ma il sentirsi in pace con la propria coscienza facendo ciò che ci dona soddisfazione, quello che ci piace di più.
Nel mio caso la scrittura è stata una sorta di scudo, un riparo, un posto in cui rintanarmi creando i miei mondi lasciando fuori tutto il resto.
Non che vi sia la volontà di fuggire da chissà che, ma lo scrivere è come spostarsi in un’altra dimensione; i muri si sbriciolano e si dissolvono come cenere al vento e si viene ammantati dalla storia che si sta raccontando.
Tu sei proprio all’interno di quello che stai raccontando …
Lo scrivere è divenuto un bisogno fisiologico: devo scrivere almeno per un paio d’ore al giorno, altrimenti mi sento pesante, come se avessi al mio interno qualcosa che non sono riuscito ad espellere.
Quando ho steso i miei due capitoli giornalieri, mi sento come se avessi fatto i compiti per il giorno dopo: tranquillo. (Gli studenti potranno capire).
La scelta è tra l’essere creativi, oppure perdere tempo; voi cosa avreste scelto?
Bene, è giunto il momento di presentarvi la storia che ho appena terminato.
Sapete già che è il continuo di disperso nel tempo (1942), il suo titolo è già al lato del blog, in corrispondenza dei capitoli, ma lo riscrivo …
Il manoscritto si chiamerà: “Disperso nel tempo (l’epilogo).

Queste le sue caratteristiche:

pagine:                               343;
parole:                                63340;
caratteri (spazi inclusi):   385998;
caratteri (spazi esclusi):  325735;
paragrafi:                           3414;
righe:                                  9751.

Queste pagine, aggiunte alle precedenti sommano all’incirca settecento pagine.

Ecco a voi la copertina:


Ho fatto del mio meglio, ma idee migliori non mi sono venute; spero d’aver dato al testo una bella copertina, almeno che renda l’idea di che argomento tratti.
È un testo fantascientifico – storico; ovvio che non potevo parlare della storia di qualche altra nazione, dunque la scelta è stata obbligata; devo dire che la cosa non mi è pesata affatto.
Or dunque, dato l’orario, direi che è meglio non scrivere altro; nei prossimi giorni posterò qualcosa di più preciso sulla storia che contiene.

Come sempre: buona notte a tutti.

venerdì 24 agosto 2012

Post di fine Agosto (meno male che è finito ...)

Che mese di Agosto

Mai avuto così caldo; ditemi voi come si fa a lavorare con queste temperature.
Penso a quei poveri muratori od operai, oppure ai cuochi, camerieri e quant’altro che secondo me avranno sofferto le pene dell’inferno in quest’Agosto infernale.
È da Domenica sera che non si chiude occhio, poiché le temperature variano da 32° C a 38° C; pensate che ieri sera, mentre scrivevo l’ennesimo capitolo del manoscritto su cui sto lavorando, ho dato un’occhiata al termometro di casa; beh … 31.5° C, una sauna e si sudava tantissimo.
Non c’erano asciugamani bagnati con acqua fredda che tenessero, caldo, veramente molto caldo.
Se dovessi rinascere nuovamente chiederei il Polo Nord, almeno dal freddo ti ripari, ma dal caldo mi pare alquanto improbabile poterlo fare.
D’accordo; esiste l’aria condizionata, ma analizzando i pro ed i contro, beh, preferisco non danneggiare le mie ossa, visto che dovranno portarmi a spasso durante la vecchiaia ( se ci arrivo ).
Detto questo, passiamo all’argomento del blog …
Il lavoro sul nuovo manoscritto procede con buoni ritmi, anche se potrebbero svolgersi più celermente; tuttavia l’estate impone un rallentamento ed il caldo ha dato il colpo di grazia: se all’esterno c’erano 31.5° C, figuriamoci la temperatura corporea a quant’era; data l’umidità.
Mancano solo quattro capitoli alla fine del mio settimo libro, ovviamente sempre e rigorosamente tutti inediti.
L’altra volta vi parlavo della copertina; bene, è stata completata.
Dunque la posterò non appena avrò terminato il manoscritto, penso che oramai sia questione di un mese; ovvio che parlo della prima stesura, ma per me anche la prima stesura equivale ad un libro, visti gli enormi sforzi che ho fatto per scriverlo.
Per adesso sono giunto alla 240° pagina, il che fa presagire che mi aggirerò intorno alle 320 pagine; una volta terminato il manoscritto anche la saga “disperso nel tempo” sarà chiusa.
Infine vi voglio parlare di ciò che sto per fare con la storia appena finita, quella per bambini.
Ho deciso di fare un invio; la manderò ad una casa editrice che tratta libri per bambini: una S . p . a.
Anche se debbo dire che l’esperienze passate certo non mi fanno ben sperare, ma non posso di certo tenerla nel cassetto: devo tentare almeno una volta.
Pensate …
Ogni libro da me scritto verrà poi messo in una teca, che fabbricherò io stesso (legno e piberplast trasparente), appesa poi ad un muro e con le lettere di risposta delle case editrici incluse e ben leggibili.
Farebbe brutta figura un mio libro privo di lettera di risposta a corredo nella teca; tutti i miei libri ne hanno una (invero c’è chi ne ha più di una …).
Voi che ne pensate?
Auguro a tutti i lettori una buona fine d’Agosto, in quanto a me …
Beh, odio il caldo ed amo i giorni di pioggia, possibilmente con fragori di lampi.
Spero che l’estate finisca al più presto: si boccheggia …
Un saluto a tutti.

venerdì 10 agosto 2012

Notizie del nuovo manoscritto.

Come notate da ciò che c’è scritto al lato sono arrivato alla metà del nuovo libro che sto scrivendo, un testo nell’intenzioni fantascientifico – storico.
Ricordate disperso nel tempo – 1942 – , dove il protagonista, in seguito ad un fatto inaspettato, viene catapultato in un’era diversa di quella d’appartenenza; bene, questo racconto è il seguito del romanzo che ho già scritto, ma debbo dire anche che è l’ultimo capitolo della storia: in questa narrazione tutto finisce.
Già sapete che non era previsto un secondo libro, ma in base ai feedback ricevuti ho dovuto redigere il continuo; tutti sono concordi che disperso nel tempo – 1942 – meriti un proseguo.
Nove persone su dieci hanno apprezzato lo scritto, una l’ha criticato; ovvio che la critica deve esserci, altrimenti non ci sarebbero gli stimoli per migliorarsi.
Nessuno è perfetto a questo mondo, dunque non si può pretendere che una sola persona faccia un lavoro senza discrepanze; soprattutto un lavoro di tale mole.
Dicevo che nove persone su dieci mi hanno consigliato di scrivere il continuo, proprio perché “non può finire così”, questa la loro frase.
Ebbene ho accontentato i miei lettori fissi, che a dire il vero devo ringraziare; sia per quanto riguarda le parole d’incoraggiamento, sia per gli errori portati alla mia attenzione.
Eh … non è semplice scrivere settantamila parole e non fare alcun errore, sia esso grammaticale, sia esso logico.
Il problema è che quando finisci un capitolo, ricominciandone un altro potrebbe verificarsi una dimenticanza e dunque una frase precedentemente detta viene riscritta; sono comunque cose a cui si può rimediare, l’importante è che ci sia il filo logico e la storia sia avvincente; ovvio che non si deve esagerare con gli errori altrimenti non ci si può definire scrittori.
Sto già pensando alla copertina e credetemi … nulla di più complicato.
Qualcuno potrebbe chiedere: perché non commissioni i disegni?
Non è una cosa che si può fare; avere accesso ad un buon disegnatore implica la possibilità di poterselo permettere.
Non entro nei dettagli perché non sarebbe giusto, ma posso tranquillamente dirvi che alcuni preventivi sfioravano l’acquisto di una automobile.
Poi sapete che sono orgoglioso (brutta bestia l’orgoglio …); devo fare tutto io, costi quel che costi.
Una mezza idea sul disegno da fare m’è venuta, ma ahimè non mi aspetto un capolavoro; è dire che da piccolo ero ritenuto abbastanza bravo nell’arte del disegno, il parroco del mio paese (insegnante di religione) insistette tanto affinché io andassi all’istituto d’arte.
Come al solito non volli saperne nulla della scuola d’arte …
L’adolescenza non sempre ti fa guardare le cose con obiettività; quella scuola sarebbe stata un’ottima soluzione per me.
Spero di continuare con questo ritmo, se ci riesco finirò il testo in un mese; poi mi aspetterà la correzione e l’editing, che sono le fasi più problematiche della stesura di un manoscritto secondo me.
Immaginate una persona che scrive con questo caldo …
Oggi il termometro indicava 39° gradi; lo giuro.
Dunque immaginerete anche la difficoltà di scrivere e d’ordinare l’idee; secondo me, se metto un uovo su una pietra si cuoce al Sole in pochi istanti.

Un saluto ai lettori e Buon Ferragosto a tutti; o almeno a chi se lo può permettere …

giovedì 12 luglio 2012

Foto del racconto "L'avventura di Luminos" ed altro ...

Son passati un bel po’ di giorni dall’ultimo post eh?
Beh; l’ho fatto di proposito, così da poter terminare le varie faccende che stavo svolgendo.
In verità annunciare la fine di un capitolo ogni tre giorni non è che sia argomento di discussione o motivo di vanto.
Come sempre ho scritto, più che altro è un modo d’aiutarmi.
Il blog è uno stimolo per me, poiché m’induce a non fermarmi; se solo sapeste quante volte, esausto, con il morale a pezzi, con le varie vicissitudini da affrontare e con il tempo che come al solito scarseggia, ho pensato di chiudere questa parentesi ormai lunga quasi un decennio.
Poi, guardando il traffico del blog, mi sono convinto che non posso arrestarmi fin quando non avrò terminato i manoscritti progettati; se smettessi, sarebbe irrispettoso verso coloro che leggono il blog ormai da tempo.
Una cosa è certa: non è semplice scrivere storie, poiché comporta tanti sacrifici; e parlo di ciò che avviene ogni santo giorno.
C’è chi dice che è per questo che taluni lo considerano un lavoro, non si può scrivere per altri motivi perché ci si deve dedicare ad esso con anima e corpo.
Da un lato devo dare ragione a chi afferma che scrivere assorbe molte energie che , oltretutto, non sempre vengono ripagate; anzi: quasi mai …
Ma quale testimonianza più profonda della passione per tale arte se non quella di colui che scrive e  mette a disposizione la sua produzione senza chiedere nulla in cambio.
“Ma la qualità riprodotta da una casa editrice è di ben altra fattura”, alcuni mormorano.
Eh … vorrei ben vedere; il lavoro di una sola persona non si può paragonare ad un lavoro di un team di gente.
È pur sempre un libro; per di più un manoscritto dove all’interno c’è l’anima dello scrittore, non quella dell’editor o del ghost writer; dove lo scrittore non ha paura di mettere a nudo il suo modo di scrivere e di esporsi in prima persona.
In  fondo, quando si legge un qualsiasi testo, lavorato da una qualunque casa editrice, non potete negare che qualche refuso fa la sua bella figura fra le pagine del libro scrutato da occhi esperti.
Sapete perché si scrive?
Hm … ve lo dico: quando una persona mette per iscritto una qualunque storia egli se ne libera, poiché essa, nel momento in cui viene terminata, cessa di spingere lo scrittore a redigerla.
È una liberazione enorme e vi assicuro che ci si sente più leggeri, come se ci si fosse liberati di un enorme peso.
Dunque non scambiatemi per pazzo quando annuncio i capitoli terminati; capisco che è un argomento futile, ma per me vedere anche una sola persona seguire il blog equivale ad un “forza: vai avanti. Non ti arrendere”.
Poi, in un mondo dove il danaro ha superato di gran lunga il valore della parola, la sola presenza di un singolo individuo che legge ciò che scrivi vale tantissimo.
Capisco che possano apparire come parole di un idealista queste, ma so bene anche che non sono menzognere le frasi sopraccitate.
Per quanto riguarda il blog dunque, devo molto a chi lo ha letto finora e a chi lo leggerà.
Perché?
Lo scrivo subito …
Immaginate un paese nel quale un ragazzo che ha fatto un brillante esame viene bocciato perché i posti sono riservati ai figli dei conoscenti, sentite addirittura l’intercettazione telefonica dove quegli scriteriati esaminatori ( Dotti ) ammettono la genialità del ragazzo, ma poi asseriscono: « Purtroppo i posti sono già assegnati, ma sarà il primo dei non ammessi ». Ovviamente la tristezza di queste frasi è incommensurabile, dato anche che i posti in questione erano posti con contratto a termine e con uno stipendio di 900 euro al mese della durata di sei mesi; non immagino cosa sarebbe successo se si fosse trattato di un posto fisso …
Il sopraccitato caso è solo un assaggio delle prelibatezze che offriamo e a quanto pare è diffuso un po’ in tutti i campi.
Eh sì; benvenuti nel bel paese.
Ecco; in quest’ambiente, dove la genialità viene uccisa in nome del danaro, qualunque persona volenterosa e lavoratrice deve combattere aspramente per far avverare le sue ambizioni ed anche la più piccola percezione d’esser ascoltati è d’aiuto; eccome se è d’aiuto …
In solitudine è impossibile procedere per la via giusta, ma in compagnia quella via è più facile da percorrere ed il sapere che non si è soli rende la lotta meno pesante; questo è ciò che può rappresentare uno spazio web libero ed è per questo motivo che ogni qual volta in cui ho bisogno di ricaricarmi scrivo un post, il feedback che ricevo e la forza che mi trascina.
Da questo presupposto nasce la scelta di distribuire personalmente via mail le storie che ho scritto; ovviamente dopo averle corrette per bene.
Molte persone mi chiedono del perché non insista nello spedire i manoscritti in visione; beh, in tutto avrò fatto venticinque invii, di 25 invii ho ricevuto solo 6 risposte.
Penso di aver recepito il messaggio e detto francamente non mi piace chiedere la questua; nient’affatto …
Piuttosto che chiedere l’elemosina preferisco scelte estreme; mai in vita mia l’ho chiesta e non inizierò adesso lesinando la stampa genuflesso.
Chi vorrà leggere non dovrà fare altro che chiedere.
Potrei dire che già sono migliaia le richieste al mio indirizzo mail, in fondo chi potrà mai obiettare le mie affermazioni, i dati non sono consultabili.
Ma preferisco dire la verità: le richieste ammontano a poco più di un centinaio e sono state tutte evase; a coloro che hanno richiesto il file pdf è stata inviata una mail con il documento allegato.
Sapete … c’era un sogno una volta; un’illusione che aveva preso la forma di una libreria libera, un sito web dove ogni uomo o donna, di ogni nazione e lingua, potessero mettere a disposizione il proprio manoscritto sotto forma di pdf.
Una libreria informatica libera dalla pubblicità, dagli sciacalli, da gente senza scrupoli; solo libri contenenti l’anima di chi li ha redatti ed accessibili a chiunque volesse leggerli, rendendo l’accesso alla letteratura facile ed immediato.
Quel sogno non è stato mai realizzato; temo anche però, che, di questi tempi, la sua realizzazione sia solo utopia …

Ebbene, è giunto il momento di dirvi ciò che ho fatto in questi giorni.
Ho rilegato il libricino “L’avventura di Luminos”, in verità volevo postare le foto del libro finito, ma ho bruciato la stampante e pertanto manca la copertina; dunque la posterò nel prossimo messaggio.Si può dire dunque che io abbia adempiuto alla promessa fatta, ora posso concentrarmi sui lavori che rimangono.


Nel contempo ho steso ben tre capitoli dell’ultimo manoscritto della storia “Disperso nel tempo”; devo dire che incomincio ad essere più costante, dunque, nonostante il caldo, riesco a tenere una buona media lavorativa.
Conto di terminarlo nel mese Novembre.


Al prossimo post e buone vacanze a tutti.

martedì 12 giugno 2012

Inizio racconto e stesura del prologo "Disperso nel Tempo"( l'epilogo della storia s'avvicina ).

È ora di ricominciare a lavorare; ho poltrito abbastanza.
In verità non sono stato con le mani in mano, ma ho studiato; sì, esatto: studi che riguardano il manoscritto che sto per redigere.
A parte il racconto che sto stendendo in questo momento, devo anche terminare la saga di disperso nel tempo.
Ho preso questa decisione perché tutti coloro che l’hanno letto sono concordi nell’affermare d’esser rimasti male alla fine del primo romanzo della serie, poiché s’aspettavano una fine diversa.
Dato che le venti persone a cui l’ho fatto leggere mi hanno comunicato tutte lo stesso feedback … beh, allora è evidente che la storia va chiusa e visto che non ho molto tempo, devo assolutamente lavorare di più per poter terminare tutti i lavori che ho iniziato.
Mi avvicino ai dieci anni di attività e per quanto possa sforzarmi è logico che ciò non potrà protrarsi in eterno, prima o poi dovrà finire.
La cosa che fa più male è comunque il fatto che le mie storie non possano essere lette.
Ma per adesso l’obiettivo è quello di terminare tutto ciò che ho iniziato.
È per questo che è venuto il momento di scrivere l’epilogo di disperso nel tempo: Andrea ( il personaggio principale ) vedrà la fine della sua storia; e chi lo sa … ritornerà dalla sua famiglia?
Pensate: è già finito in piena seconda guerra mondiale, adesso chissà dove si ritroverà e come farà a ritornare da sua moglie e da suo figlio, cioè al presente.
Fatto sta che mi ritroverò a scrivere due libri in contemporanea: il primo, il racconto per bambini di cui avevo accennato in precedenza, sarà di circa ottanta pagine; il secondo, un vero e proprio romanzo, sancirà la fine di una storia e quindi suppongo che sarà lungo almeno seicento pagine.
È un’impresa abbastanza impegnativa …
Ma come dicevo: se inizi un lavoro, esso va portato a termine a qualsiasi costo.
Per adesso ho soltanto terminato la prefazione ed il primo capitolo del racconto, ma conto di iniziare anche il romanzo quanto prima.
Ho altresì constatato la difficoltà di accesso al download dei due mondi; anche per mezzo del link p2p.
Alcuni miei compagni mi hanno fatto presente la mancanza di fonti.
Beh … normale, dato che si trova solo sul mio elaboratore.
Ed è proprio lì che è il problema: niente fonti, niente progressi nel download; dunque file pdf inaccessibile.
Ora, data l’impossibilità di trovare spazio web perenne, ho pensato di lavorare il pdf ulteriormente, in modo da farlo pesare meno di 25 mb.
Ciò significa che il pdf può essere spedito via mail come allegato e dunque sono giunto alla conclusione che, se tra di voi c’è chi è interessato alla sua lettura, potete farne richiesta al sopraccitato indirizzo mail ( sotto contatti ).
Io sarò felice di spedirvelo senza alcuna pretesa ed in modo gratuito, assicurandovi che i dati inerenti le vostre mail verranno immediatamente cancellate, rispettando la privacy di ognuno di voi.
Assicuro altresì che la richiesta non darà luogo ad alcun invio di pubblicità, spam, o qualsivoglia fastidio nei confronti del richiedente, a cui intendo rubare meno tempo possibile ed egli riceverà solo un’unica mail da parte mia: quella contenente il file pdf; nulla più.
Vedetelo come uno scambio, del tutto libero, tra persone che amano la stessa cosa: la lettura; e che vorrebbero leggere senza filtro alcuno.
Io …
Beh; hm … come ho sempre detto, se dinnanzi ad un bivio le cui strade comportano: l’una, la morte del libro, poiché non ci sono alternative; l’altra la distribuzione gratuita; certamente scelgo la distribuzione gratuita, tutto affinché il manoscritto non muoia.
Penso che qualsiasi autore farebbe ciò che ho fatto io nei miei panni.

Ora è tempo di scrivere, ho tanto da fare e se non mi do una mossa, rischio di non terminare ciò che ho iniziato.

Un saluto ai lettori del blog.

lunedì 28 maggio 2012

Copertina della GR - LN -

Ecco finalmente la copertina del libro per cui ho tanto lavorato.
Vi presento “Gigante Rossa - l’umana nemesi - ” :



Spero che la copertina sia di vostro gradimento.
Immaginate che quel rettangolo avvolga le 358 pagine del libro, provate a valutare l’effetto grafico; secondo me dovrebbe avere un bell'impatto.
Farò una breve presentazione del libro e poiché sono una persona fantasiosa, proverò ad immaginare che sia in una sala piena di lettori che stanno ad ascoltare ( spero per il mio bene che non lo facciano con un bastone fra le mani e con sguardo minaccioso ).

Questa la quarta di copertina:


Un pianeta morente;
un’intera stirpe in procinto di scomparire;
la vita che si ambienta alle più estreme condizioni;
il fine: evitare l’annientamento.
La fonte d’energia più potente del sistema solare è divenuta incontrollabile, l’essere umano nulla può alla sua imponenza: deve fuggire.
La terra si è trasformata in una colonia di esseri mutanti e famelici;
non esiste più la supremazia dell’uomo, si è solo prede o predatori: l’obiettivo è sopravvivere.
La legge di Darwin ancora una volta si palesa incontrastata …


Innanzi tutto vorrei spiegarvi la scelta del titolo …
Nemesi; che cos’è di preciso?
Ecco ciò che si dice:
Nemesi viene dal greco νέμεσις (nèmesis), derivato dal verbo νέμω (nèmo, "distribuire"), dalla radice indoeuropea nem-. La parola viene usata con il significato di "sdegno", "indignazione", da scrittori come Omero (Odissea) e Aristotele (Etica Nicomachea), mentre ha il significato di "vendetta", "castigo" per scrittori come Erodoto, Claudio Eliano (Varia historia) e Plutarco. Nella Theologumena arithmeticae di Giamblico ha il valore numerale di 5.
La parola ha il valore di "giustizia compensatrice" o "giustizia divina".
Originariamente, infatti, la dea greca irrogava gioia o dolore secondo quanto era giusto, e quindi con nemesi si intende evento, situazione negativa che segue a un periodo particolarmente fortunato, quale atto di giustizia compensatrice distribuito dal fato.
L'idea che soggiace al termine è che il mondo risponda a una legge di armonia, per cui il bene debba essere compensato dal male in egual misura.
Nella cultura anglosassone moderna, il termine ha assunto il significato di nemico.

Fonte: WikipediA ( enciclopedia libera ).

Nei vari vocabolari consultati ha lo stesso significato: dea vendicatrice, castigatrice di torti storici.

Ora parliamo della Gigante Rossa …
Questo è quello che dicono:
In astronomia, una gigante rossa è una stella grande e fredda di classificazione K o M e di colore rosso o arancione.
La massa delle giganti rosse varia da circa 0,5 a 10 masse solari in una fase tardiva dell'evoluzione stellare.
Se si superano le 10 masse solari si parla di stella supergigante rossa.
Il nostro Sole:
Si stima che il Sole raggiungerà questo stadio tra circa 5 miliardi di anni: le sue dimensioni saranno colossali, prossime a 2 UA (circa 100 volte quelle attuali), cioè la distanza che lo separa dalla Terra, tanto che la sua atmosfera esterna ingloberà quasi sicuramente i pianeti Mercurio e molto probabilmente Venere.
Incerto è il destino del nostro pianeta, la Terra: alcuni astronomi ritengono che anche il nostro pianeta verrà inglobato dalla stella morente; altri invece ipotizzano che il pianeta si salverà, poiché la perdita di massa da parte della nostra stella farebbe allargare la sua orbita, che slitterebbe conseguentemente sino a quasi 1,7 UA.
Si ritiene che il pianeta possa evitare di esser inglobato dall'aumentata massa solare verso lo spazio esterno, sebbene la maggior parte (se non la totalità) della vita presente sarà estinta.
[3] Tuttavia, le più recenti simulazioni mostrano che l'orbita terrestre, a causa di effetti di marea, decadrà, causando il suo ingresso nell'atmosfera solare, con conseguente distruzione.
[4] Secondo i calcoli dell'astrofisica una stella di massa solare non arriva mai a innescare il processo di fusione del carbonio.
Invece, alla fine della fase asintotica gigante, la stella espellerà i suoi strati più esterni, formando una nebulosa planetaria con il nucleo d'elio della stella esposto al vuoto dello spazio, diventando così una stella nana bianca.
L'espulsione nel cosmo della nebulosa planetaria e il suo diradarsi nello spazio interplanetario mettono fine alla fase di gigante rossa nell'evoluzione stellare.
La fase di gigante rossa dura in genere soltanto alcuni milioni di anni [5] e dunque è relativamente molto breve rispetto ai miliardi di anni che stelle di massa simile a quella solare trascorrono nella sequenza principale.

Fonte: WikipediA ( enciclopedia libera ).

Dunque …

Il Sole, fra cinque miliardi di anni, finirà l’idrogeno e non avendo altro elemento da bruciare utilizzerà l’elio; bruciando elio si ingrandirà a dismisura divorando Mercurio, Venere e la Terra, arrivando a lambire Marte.
Gli altri pianeti: Giove, Saturno, Urano, Nettuno ed il planetoide Plutone saranno bersaglio del forte vento solare.
I pianeti gassosi perderanno il manto di gas che verrà disperso nello spazio per via della stella ingigantita.
Il Sole palpiterà in modo frenetico ( in verità palpita da sempre ) e poi finirà in un colossale botto contornato da nubi di gas; rimarrà solo una stella nana bianca al posto del Sole, in seguito diventerà una stella nana nera: cioè una stella morta.
La Terra?
La Terra, qualora non venisse inglobata dal Sole, con molta probabilità, verrà sbalzata via dall’esplosione vicina …
Immaginate uno specchio d’acqua; tirateci dentro un sasso di enormi proporzioni … avete presente quei cerchi concentrici?
Bene …
L’esplosione del Sole provocherà un fenomeno simile, solo che i cerchi concentrici in questione saranno torsioni della materia simili a gigantesche onde che espelleranno la Terra dal sistema solare, facendola finire nello spazio infinito oppure in qualche ammasso di asteroidi.
Dunque ci sono due possibilità:
La Terra verrà disciolta dal Sole;
oppure la Terra verrà spinta fuori dal sistema solare, dopo essere stata oggetto di fortissime radiazioni che cambieranno il suo aspetto: diventerà come Mercurio.
La vita?
La vita, se vorrà sopravvivere, dovrà trovare il modo di allontanarsi il più possibile dal Sole, oppure addirittura tentare un viaggio fuori dal sistema solare e trovare pianeti simili alla Terra.
Tenuta presente questa prospettiva, ho immaginato di trovarmi nella situazione descritta;
che cosa farà l’uomo per salvarsi?
Ovviamente c’è da tenere a mente che 5 miliardi di anni sono un tempo impensabile, ma mettiamo che la razza umana sopravviva per un così lungo tempo senza che si ammazzi da sola ( bombe atomiche, armi di distruzione batteriologiche, etc . Permettendo … ).
L’uomo dovrà andare via dal pianeta oppure perirà.
La trama del romanzo è ambientata in questo scenario apocalittico descritto da eminenti studiosi, dunque vero.
Il protagonista lotterà per salvarsi, assieme a lui i superstiti del genere umano; contornati da un ambiente fantascientifico, ed in continuo pericolo, dovranno fuggire dal pianeta morente.
Ma direi: mica tanto fantascientifico … immaginate che effetti avrebbero le radiazioni solari sugli organismi capaci di sopportarle poiché abituati.
Dunque, parlavamo del titolo.
Gigante Rossa: il pericolo mortale per la vita; l’umana nemesi: la punizione per il genere umano.
Perché punizione storica, cos’ha fatto l’uomo per meritarla.
Beh …
Io ho pensato che se il genere umano arrivasse a quel periodo senza aver progettato una via di fuga, quella sarebbe la sua colpa e dunque arriverebbe la giusta punizione; giusta perché invece di perdere tempo correndo dietro l’economia ed impegnando il suo prezioso tempo nel farsi guerra senza giungere ad uno scopo costruttivo, avrebbe dovuto concentrare tutti i suoi sforzi verso un obiettivo comune: riuscire a viaggiare nello spazio e dunque cercare un mondo che possa ospitarci anche dopo l’esplosione del Sole.

Bene;
è dunque giunta l’ora di postare anche la prefazione, la quale darà un quadro completo della storia che ho scritto.
Eccola:

Anno non ben definito …
La razza umana è sull’orlo del baratro e gli eventi catastrofici che hanno costellato la sua storia stanno per cancellare quella stirpe dall’universo.
Una forza incommensurabile che va oltre l’umana concezione è in procinto di spazzare via un intero sistema solare e con esso i suoi abitanti.
La Terra, un pianeta ricco di acqua e dunque di vita, è giunta al termine naturale del suo ciclo vitale; i suoi abitanti, residenti da tempo immemore di quel mondo, furono costretti ad abbandonare quel pianeta in cerca di altri posti tranquilli in cui dimorare.
Forti di una tecnologia avanzata che permetteva lunghi viaggi nell’universo, s’imbarcarono in una difficile avventura: costretti a migrare, salparono verso mondi sconosciuti a bordo delle loro astronavi.
Tuttavia non vi fu la possibilità di salvare molti abitanti di quel mondo; alcuni s’imbarcarono su quelle navi stellari, altri, i più poveri e meno abbienti, non ce la fecero a pagare l’ingente somma, rigorosamente in oro, che il viaggio richiedeva.
In pochi riuscirono ad andar via dal pianeta e la maggior parte della gente rimase intrappolata su di esso in attesa della fine; in più, particolari condizioni, costrinsero la razza umana a trovare rifugio nel sottosuolo.
La maggior parte delle persone cercarono riparo nelle zone che il genere umano aveva costantemente costruito nel sottosuolo: chilometri e chilometri di gallerie, all’occorrenza ingrandite a dismisura per far posto a città sotterranee che contenevano la moltitudine di gente speranzosa di riuscire a non perire su quel mondo.
Il tempo scorreva e la vita dell’uomo riprese come se fosse in superficie: anche sottoterra riuscì a sfruttare quel mondo morente ed a trarre nutrimento per mezzo dell’agricoltura e di tutto ciò che in precedenza lo aveva sfamato in tempi di quiete, quando si poteva scorrazzare pei verdi campi del pianeta e godere dell’energia che il sole irrorava generosamente.
Con lo sviluppo di energia alternativa egli sopperì alla forza solare che nel sottosuolo venne meno, ma per l’uomo si prospettava un triste destino e se non fosse riuscito a fuggire dal pianeta avrebbe rischiato l’estinzione; per di più le radiazioni a cui fu sottoposto, in alcuni casi causarono la mutazione della specie e più della metà della popolazione mondiale si adattò all’ambiente venutosi a creare.
La legge di Darwin si palesò visibilmente … e non solo l’uomo mutò: cambiarono anche le sue abitudini alimentari; coloro che si trasformarono deglutivano qualsiasi cosa gli capitasse a tiro: iniziò una lotta per la sopravvivenza che non disdegnava i più criminosi atti, persino il cannibalismo.
Esistevano due tipi di esseri viventi in quell’epoca: le prede e i predatori; null’altro …
Ciò nonostante c’era ancora un barlume di civiltà; molti si unirono in colonie sotterranee e continuarono a vivere in comunità regolate dalle più elementari leggi che la democrazia dettò in passato: Egalité – Fraternité – Liberté.
Le colonie erano in tutto e per tutto simili a grandi agglomerati urbani, solo che in quei tempi erano interrate; esse erano pervase da tutti i servizi necessari per vivere, dall’istruzione alla sanità.
Tuttavia il pericolo era una costante, poiché i mutati attaccavano spesso quei posti in cerca di vettovagliamento; i poliziotti e l’esercito talune volte non riuscivano ad impedire le loro scorribande con le sole armi di cui disponevano.


Arrivati a questo punto penso che sia abbastanza per una presentazione …
1736 parole paiono più che sufficienti e non vorrei annoiarvi.
Non so; a me la situazione incuriosiva, ecco perché ho voluto narrare degli eventi che si potrebbero verificare.
Proprio perché sulle ali della fantasia si può dire tutto ciò che si vuole, anche descrivere le circostanze più strane.
Spero, ad ogni modo, che queste mie righe vi abbiano incuriosito e che abbiate trovato la storia interessante.


Hm …

Non è certo una condizione bella quella dello scrivere e non avere alcun riscontro, ma noi ci siamo abituati: chiunque scriva conosce bene la sensazione che si ha quando si propone il proprio lavoro e nemmeno si riceve una risposta.
È così; e non si può cambiare un sistema radicato.
Chi sono però io per giudicare?
Non sono abbastanza qualificato per farlo.
Però converrete con me che è una cosa abbastanza triste:
nel primo caso, se il sistema ha ragione, esistono persone che non si rendono conto dei propri limiti; potrei entrarci anch’io in questa schiera, anzi: sicuramente.
Nel secondo caso, se il sistema ha torto, è evidente che l'ambiente odierno è soggetto all’economia; dunque non v’è speranza per un giovane che non ha la possibilità di comprarselo quel privilegio.
Non ha importanza se è un genio o meno, ma conta se è figlio di qualcuno che conosce gente influente oppure se è una persona conosciuta.
Questo, se permettete, per me è ancor più triste.
Sapete; io credo che coloro i quali ricevono più danni dal sopraccitato comportamento sono proprio i veri lettori, quelli a cui viene negato il diritto di leggere delle storie in cui potrebbe valer la pena immergersi.
Ma io dico: Mai arrendersi e andare sempre avanti.
Piuttosto regalateli i vostri lavori se avete veramente passione per la scrittura, in fondo l'obiettivo è proprio quello di non far morire i nostri racconti; proprio ciò che avverrebbe se rimanessero chiusi nel cassetto.













...
Non ci fate caso, scarabocchi a me cari; simboli che mi ricordano la mia infanzia, quando avevo otto anni.
In pratica è un ringraziamento per una presenza importante nella mia vita; e poichè sono un po' timido, meglio che lo scriva di mio pugno ( oltretutto sono andato anche storto, i caratteri tendono ad andare all'insù. Ahimè ... ).

Un saluto ai lettori del blog.

mercoledì 23 maggio 2012

Fine 5° libro

23 maggio 2012; fine del mio quinto manoscritto.
L’ho iniziato nel Gennaio 2012, dunque ci sono voluti cinque mesi per scrivere la prima stesura e la bellezza di 450 ore di lavoro sono state spese finora su questo libro.
Queste le caratteristiche della prima stesura:

 Pagine: 358
 Parole: 65.866
 Caratteri spazi esclusi: 344.457
 Caratteri spazi inclusi: 406.914
 Paragrafi: 3.680
 Righe: 9.453

Oggi stesso mi attiverò per poter dimostrare la sua esistenza in caso di controversia legale, ciò viene fatto per proteggere il manoscritto; dopo tante ore di lavoro su di esso converrete con me che almeno la paternità dell’opera mi venga riconosciuta.
Questa volta non lo spedirò in visione alle case editrici e non lo farò perché mi pare di aver compreso quale sia l’unica via per poterlo vedere stampato in cartaceo; e non penso d’aver sbagliato nel valutare.
Ciò nonostante io continuerò a scrivere.
Alcuni diranno che è inutile, altri che bisogna capire l’evidenza; hm … l’unica cosa che posso dire è che scrivo con passione e fare qualsiasi cosa in questo modo non può che portare ad ottimi risultati.
Finché avrò storie da scrivere e la possibilità di farlo sarà un piacere redigerle.
Or dunque …
Quando avrò espletato le varie vicissitudini burocratiche posterò la copertina e solo allora descriverò la prefazione ( suppongo che ci vorranno cinque giorni ).
Dopo aver fatto ciò incomincerò la favola di cui parlavo, poiché alle promesse si tiene fede; in seguito continuerò a scrivere finché ne avrò forza: ho il seguito di questo libro da terminare, il secondo ed ultimo manoscritto della storia di “disperso nel tempo” e chissà … magari riuscirò a scrivere anche qualcos’altro.