Di seguito posto la mia bibliografia, in modo che chiunque voglia prenderne visione possa farlo:
Sono un uomo di trentasette anni, una persona che scrive ormai costantemente da dieci anni; l’anno in cui incominciai a scrivere seriamente infatti è il 2003 (anche se la passione per la scrittura è ben più vecchia).
Scrivevo storie d’ogni genere, anche poesie; non perché ci fosse una specifica motivazione, ma poiché ne sentivo il bisogno.Era come se le storie premessero per essere redatte …
Da allora ho scritto ben sette libri, tutti inediti; alcuni narrano storie fantasy per adulti (con all’interno scene un po’ cruente), altri storie fantascientifiche – storiche, altri ancora fantascientifiche – futuristiche, persino un libro per bambini.
Ho frequentato una scuola alberghiera nel meridione d’Italia, precisamente a Potenza, dove mi diplomai nel lontano 1994.
Dopo quell’anno posso solo narrarvi di lavoro ed ancora lavoro, nulla più.
Non sono laureato, anche se ho frequentato un anno di università a Milano presso la Statale.
Non ho mai pubblicato con nessun editore nonostante abbia proposto i miei lavori; tuttavia non mi sono mai abbattuto ed ho continuato a scrivere lo stesso, in quanto sono fermamente convinto che la scrittura non debba per forza essere legata alla pubblicazione.
Adesso sono impegnato nella stesura del mio ennesimo manoscritto e conto di terminarlo quanto prima, a Dio piacendo.
Questi i libri che ho scritto:
• Maximilian Arlstain – I due mondi – .
Fantasy di 556 pagine (a5) e primo libro della trilogia.
• Maximilian Arlstain – Il canto dell’arcangelo – .
Fantasy di 750 pagine (a5) e secondo libro della trilogia.
• Maximilian Arlstain – Il signore del tetro regno – .
Fantasy di 600 pagine (a5) e terzo libro della trilogia.
• Disperso nel tempo (1942).
Fantascientifico / storico di 380 pagine (a5).
• Disperso nel tempo (l’epilogo).
Fantascientifico / storico di 343 pagine (a5), continuazione ed ultima parte
della storia.
• Gigante Rossa (l’umana nemesi).
Fantascientifico futuristico di 358 pagine (a5).
• L’avventura di Luminos, la lucciola che non si accendeva.
Favola per bambini di 80 pagine (a5).
Il tempo passato a scrivere oramai non lo conto più, poiché mi sono fermato un paio di anni fa a circa cinquemila ore.
Un tempo leggevo perché era una necessità ed ho letto abbastanza classici: I miserabili, Il conte di monte cristo, I tre moschettieri, Il vecchio ed il mare etc.
Ma il filone che più mi appassiona da sempre è quello del fantasy e della fantascienza; fra le mie letture preferite ci sono: “Stardust”, “Il signore degli anelli”, “La fabbrica di cioccolato” e “Queste oscure materie”.
Oltre ai libri c’è stato un periodo in cui ho redatto poesie e sono ben trentacinque gli scritti che io chiamo con questo nome, tutti ben conservati nei miei cassetti.
Ciò nonostante non sono riuscito a trovare un editore; e questo ci tengo a precisarlo.
Tutto il mio lavoro di anni ed anni è di fatti impossibilitato a raggiungere i lettori …
Parlo la lingua francese in maniera corretta, la scrivo decentemente.
La lingua inglese purtroppo la parlo in maniera elementare, la scrivo nello stesso modo (a questo bisogna porre rimedio).
Credo di conoscere decentemente l’italiano, potendo permettermi dunque il lusso di scrivere.
Rimango comunque fermamente convinto che le conoscenze acquisite non debbano essere il solo fattore di valutazione per uno scrittore.
È infatti ciò che egli scrive l’oggetto da valutare …
Nei suoi scritti va ricercata “la letteratura”, la quale non sempre è presente nei manoscritti proposti in questi anni; la commerciabilità ed il guadagno la stanno pian piano uccidendo.
Una buona mano la sta dando anche il fantasma dell’arricchimento, il quale sventaglia lo spauracchio del facile guadagno per gli scrittori.
Cosa oltretutto non veritiera …
Gli unici che guadagnano sono gli avvoltoi che spennano i creduloni.
Per quanto riguarda me, non so se si tratti di letteratura o meno; questo non posso dirlo io, ma lo debbono dire coloro che leggono.
Però … Se all’interno di ciò che scrivo c’è un barlume di letteratura, beh: non posso tenerla solo per me; in quanto letteratura appartiene a tutti.
Dunque è d’obbligo cercare di portare i miei manoscritti all’attenzione di chi vuole leggere.
Invece qui sotto posto due miei scritti a cui tengo molto:
Storia di un Soldato
I
È notte inoltrata,
buia e turbata;
fa freddo,
il ferro è pesante,
la fatica incessante.
Un muro di terra usato come riparo;
ed ogni tanto uno sparo.
Passan le ore,
la paura che sale;
la musica sempre la stessa ed il tempo,
scandito da un crepitio inaudito,
pare non avere a che fare con la nostra follia.
L’ora è vicina;
il pensiero vola lontano,
nel caldo groviglio di lenzuola pulite;
Hm, quella piccola mano perduta nel buio …
Si fa sempre più forte un pensiero:
quei momenti belli sono in fretta passati,
presto non saranno da me ricordati.
II
L’alba è arrivata:
è il momento di lanciare l’ondata;
il cuore è veloce,
la mente lontana.
Fa freddo,
il ferro è pesante,
la fatica incessante,
le gambe tremanti,
le mani gelate,
i piedi inzuppati;
si aspetta ansimanti l’ordine di andare avanti.
III
È giunto il momento,
quel fischio è stato il nostro tormento;
l’armata si è alzata e corre all’impazzata.
D’un tratto il dolore segue il fragore;
le nostre paure si stanno per avverare.
Fa freddo;
il ferro più non pesa,
è tempo della mia resa.
Disteso per terra osservo le nuvole:
eccolo lì …
di nuovo il suo viso;
cosa mai farà?
Pare volere dire: abbracciami papà.
Cos’è successo?
Il corpo si allontana velocemente …
Questa è la mia casa!
Ma nessuno mi vede.
Il mio bambino è disteso sul letto,
tutto interessato gioca spensierato;
È proprio vero:
la felicità è la quotidianità.
La battaglia per me è finita;
non ci sono vincitori,
ma solo vinti.
IV
La guerra è passata,
la nostra terra è stata devastata.
Il freddo è andato,
così pure quel periodo tanto odiato;
gli affetti più cari via mi ha portato.
Ho pregato per vedere il mio fanciullo sistemato;
quel giorno è arrivato …
Sebbene non viva fisicamente,
accanto a lui sono stato sempre presente.
Finalmente lo vedo aspettare dinnanzi l’altare;
quello sarà il suo casolare.
Una voce mi chiama:
purtroppo è ora di andare,
non posso più restare.
V
Pensandoci ancora con pazienza,
di questa esperienza rimane una sentenza.
Ai nostri bambini una sola parola:
la guerra degli uomini,
la sua stupidità,
ha portato via il vostro papà.
Siamo in tanti quassù,
di tutte le tribù,
finalmente in pace e prosperità,
dimostrandoci lealtà.
Ed un solo pensiero,
unito alle nostre preghiere:
non più collera tra gli uomini,
ma concordia e lucidità,
di pari passo con l’onestà.
Alle nuove generazioni affidiamo le nostre ambizioni,
ed un consiglio accorato vi viene inviato:
la guerra è un male esagerato,
pertanto deve essere a tutti i costi evitato.
Testo tratto dal libro inedito: Disperso nel tempo (1942) Italia, anno 2012.
Di: Pasquale Santamaria.
La Vita e la Morte.
La Vita …
fragile come un velo,
svanisce in un attimo.
È gioia,
allo stesso tempo dolore;
è piena d’armonie e mille altre emozioni,
delle quali non si può dare spiegazioni.
Preziosa oltre ogni immaginazione,
preservarla è una degna aspirazione;
musa celeste che di bianco veste;
compagna fedele,
robusta colonna che tutto sorregge.
Esplode in una luce armoniosa;
colori variopinti che inondano il creato.
La morte …
scacciata da tutti.
È forte e non teme rivali;
non fa differenze,
emette incontrastata le sue sentenze.
Peste che di nero veste,
dispensa pace;
ed in ogni luogo giace.
La Vita, la Morte …
l’una attaccata all’altra, inseparabili;
sorelle gemelle.
Disegni celesti incomprensibili,
compagne d’ogni essere vivente.
Laboriose,
in piena libertà;
legate indissolubilmente per l’eternità.
Scritta nel 1993 a Goslar (Germania) da Pasquale Santamaria.
Si, Io le chiamo poesie; gli altri possono dargli il nome che preferiscono.
Inoltre, da oggi, nella sezione pagine, ce ne sarà una dedicata alle poesie; lì ci sarà anche una mia recente foto.
Un saluto a tutti i lettori.