Finito il 23° capitolo.
Ho una comunicazione da fare: Avevo annunciato 30 capitoli per l’ultimo libro; questa era la mia intenzione.
Dopo un’attenta valutazione, ho ritenuto di accorciare ulteriormente il manoscritto e intendo terminarlo al 25° capitolo. Non ho preso questa decisione perché non desidero scrivere di Maximilian, oppure perché mi sono stufato: nient’affatto; fosse per me, sarei andato avanti ancora per molto. Tuttavia è il caso di comprendere quando ci si deve fermare: sono quasi cinque anni che scrivo questo libro e il volume delle sue pagine incomincia a incutere un po’ di timore anche a me; mettetevi nei panni del lettore che si trova davanti una mole di lavoro del genere: avrà voglia di leggere? Ma esso non è il motivo principale per il quale l’ho accorciato ulteriormente. Ho voglia di vederlo finito e di osservare il lavoro da me fatto con la parola fine in fondo alle 1906 pagine in b5. Solo con quella mitica parola in effetti si può dire concluso un romanzo, il quale acquisisce tale status. Un romanzo, senza la parola fine, non esiste ed è la paura di ogni autore quella di aver lavorato per nulla. Il terzo libro, come annunciato, conta circa 600 pagine ed è quello che sancisce la fine della trilogia: Maximilian ha dato il suo messaggio, questo è quanto ho realizzato. Per chi segue dalla nascita questo blog, sa che Maximilian, non ha ancora una casa editrice, probabilmente non l’avrà, con sommo dispiacere dell’autore, in quanto io credo che sia veramente una bella storia, meritevole di essere portata all’attenzione di chi ama il genere Fantasy; ma questo non spetta dirlo a me, io sono l’autore e in quanto tale: di parte; per forza lo devo vedere come un libro speciale: l’ha partorito il mio cervello. Ciò nonostante, le ho provate tutte: l’ho mandato in visione a molti professionisti Italiani, ma finora nessuna risposta. È anche per questo che mi accingo a mettere la parola fine alla trilogia: è ora di editarlo e di porre le basi per un eventuale distribuzione. Non posso perdere altro tempo, dilungandomi nella storia, i personaggi mi impongono di fare di tutto affinché essi non muoiano: quello che succede ai personaggi dei libri non letti. In fondo, se ho scritto il libro, è per un unico scopo: esso deve essere letto, di certo non l’ho fatto per i soldi e lo ribadirò con forza fino alla fine. È ovvio che nel momento in cui finirò il terzo libro, mi ci vorrà ancora altro tempo, prima di terminare l’editing e la correzione finale: c’è da tagliare alcuni refusi, c’è da correggere imperfezioni e da renderlo simile a un romanzo disponibile nelle librerie. Vi ricordo che per adesso è una bozza e come tale, è scritta giustificata e senza andare a capo quando si deve; aggiungete che non posso arrogarmi il titolo di Editor: per fare questo tipo di lavoro c’è bisogno di studio e di conoscere alla perfezione la lingua Italiana, ma vi prometto che farò del mio meglio per scremare dalle imperfezioni il lavoro e a Dio piacendo distribuirlo, facendolo leggere: è questa la più grande soddisfazione che uno scrittore può avere; il suo libro deve essere letto. È dunque arrivato il momento dei ringraziamenti:
A blogger di Google, che mi ha dato la possibilità di far conoscere Maximilian: a voi va tutta la mia stima, poiché senza richiedere un centesimo permettete che i sogni delle persone si avverino e diffondete la libertà; la vera libertà: la parola. Grazie a voi il mio romanzo ha visto la luce, quando molti professionisti non lo hanno degnato nemmeno di uno sguardo. E anche se non vedrà mai la stampa, persiste una costante: nell’anno 2011, un tale sconosciuto che risponde al nome di Santamaria Pasquale, ha terminato una saga fantastica su cui ha lavorato sodo per cinque anni, facendola divenire un romanzo: il tempo svelerà se avrà lavorato bene.
A te, che dal Giappone hai continuato a visitare il mio blog, nonostante la devastazione che ha colpito la tua terra e che tuttora continui a visitarlo. Mi piacerebbe farti leggere il mio romanzo per poi chiederti cosa ne pensi, ma sono consapevole di non poterlo tradurre nella tua lingua, poiché non la padroneggio. Però, potrò fartelo avere in Italiano. Quando nella sezione Pubblico vedevo Giappone, non nego che mi faceva molto piacere e non sai quanto aiuto mi hai dato: sono stato in perenne tentazione di lasciare perdere tutto, data la desolazione che percepivo tutt’attorno a me. La tua presenza, come le altre presenze, mi ha spronato a terminare ciò che ho iniziato. Grazie di cuore.
A te, che dagli Usa hai visualizzato molte pagine del blog, spronandomi a non lasciar perdere;
A voi, che dalla Slovenia, Canada, Danimarca, Germania e Malesia, con le vostre visite, mi avete fatto comprendere la potenzialità della saga.
E come non ringraziare:
A te, Simona L. Quando mi hai detto: «non ti permettere di smettere di scrivere; adesso mi hai fatto leggere i primi due libri della saga: esigo che tu mi faccia leggere anche il terzo. È vero che ci sono errori, ma non posso fare a meno di leggerlo; però questa volta ti ho segnalato le zone da aggiustare e tutti gli errori presenti, in modo da aiutarti nella correzione». I complimenti che sono arrivati dopo mi hanno reso orgoglioso del tempo speso per Max;
A te, Daniela W. Hai letto il primo libro e hai avuto la pazienza di segnalarmi tutti gli errori presenti. Grazie;
A te, Antonella B. Che mi hai dato un sacco di suggerimenti e sei stata sincera come Simona e Daniela;
A te, Madia, per le dritte ricevute;
A voi, che avete visualizzato per più di 2000 volte le pagine di questo Blog;
e a te Sandra L. con le tue critiche mi hai fatto affinare la storia, migliorandola.
Adesso lo posso dire: è vero; nel mondo esistono un sacco di brave persone.
Vi piace leggere? Vi piacciono le storie? Beh … Se la risposta alle domande è sì, allora siete arrivati nel posto giusto. Questo è un blog dal quale potrete leggere un bel po’ di storie …
La magia di narrare storie.
La magia di narrare storie 2
Do you enjoy reading? Do you like stories? Well ... If the answer to the questions is yes, then you've come to the right place. This is a blog where you can read a lot 'of stories …
All the books featured on the blog are not published.
The rights were not given to anyone, they have been printed by the author unaided by any publishing house or publishing fee.
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Pagine
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Il link è tra i collegamenti delle pagine sopra queste righe.
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Trilogia stampata su carta
Inedito; stampato dall'autore in autonomia senz'appoggio di alcuna casa editrice o di print on demand.
Diario di un Aspirante Scrittore ...
Questo è il blog di un aspirante scrittore ...
Egli non scrive per soldi, non scrive per fama; scrive perché ha delle storie da raccontare.
Il blog non è stato pensato come forma pubblicitaria, ma come un diario; diario che testimonia il lavoro svolto da un qualsiasi aspirante scrittore, che vi assicuro è enorme.
L'aspirante scrittore è giorno e notte dedito alla stesura del proprio romanzo sottraendo tempo alle persone care; ciononostante, soprattutto se non ha la forza economica necessaria per accedere alla stampa, egli lo fa soltanto per puro amore dei personaggi del libro: affinché loro non muoiano.
Per chiunque pensi che scrivere un libro equivalga ad arricchirsi: beh, vi devo dare una spiacevole notizia ...
Nessuno vi aiuterà; non ci saranno amici; non ci saranno editori parsimoniosi che caparbiamente scruteranno il vostro testo, a maggior ragione per uno sconosciuto; ogni vostra richiesta ad una qualsiasi persona verrà intesa come fastidiosa poiché ognuno vuole ascoltare solo se stesso e non si è disposti ad ascoltare gli altri; tutto quello che vi guadagnerete non ve lo regalerà nessuno, ma ve lo suderete faticosamente e, a meno che non siate in grado di comprarvelo (facendo così ucciderete ciò che avete scritto però), sarà un calvario.
Scrivere significa dedicarsi interamente alla storia e nessuno lo fa per arricchirsi, soprattutto chi conosce il mondo dei libri nel nostro paese.
Io spero che questo diario informatico, un giorno, testimoni l’immane fatica che ogni scrittore esordiente fa per stendere il proprio romanzo; e a coloro i quali pensano che ognuno di noi scrive per soldi dico: «Scrivete per un po’ ... Poi darete il vostro parere».
Voi sarete soli, con una mole di lavoro da svolgere e nessun aiuto; noterete la diffidenza delle persone alle quali vi siete rivolti e avrete la necessità di raccontare una storia.
Ecco: questo è l’aspirante scrittore.
Egli non scrive per soldi, non scrive per fama; scrive perché ha delle storie da raccontare.
Il blog non è stato pensato come forma pubblicitaria, ma come un diario; diario che testimonia il lavoro svolto da un qualsiasi aspirante scrittore, che vi assicuro è enorme.
L'aspirante scrittore è giorno e notte dedito alla stesura del proprio romanzo sottraendo tempo alle persone care; ciononostante, soprattutto se non ha la forza economica necessaria per accedere alla stampa, egli lo fa soltanto per puro amore dei personaggi del libro: affinché loro non muoiano.
Per chiunque pensi che scrivere un libro equivalga ad arricchirsi: beh, vi devo dare una spiacevole notizia ...
Nessuno vi aiuterà; non ci saranno amici; non ci saranno editori parsimoniosi che caparbiamente scruteranno il vostro testo, a maggior ragione per uno sconosciuto; ogni vostra richiesta ad una qualsiasi persona verrà intesa come fastidiosa poiché ognuno vuole ascoltare solo se stesso e non si è disposti ad ascoltare gli altri; tutto quello che vi guadagnerete non ve lo regalerà nessuno, ma ve lo suderete faticosamente e, a meno che non siate in grado di comprarvelo (facendo così ucciderete ciò che avete scritto però), sarà un calvario.
Scrivere significa dedicarsi interamente alla storia e nessuno lo fa per arricchirsi, soprattutto chi conosce il mondo dei libri nel nostro paese.
Io spero che questo diario informatico, un giorno, testimoni l’immane fatica che ogni scrittore esordiente fa per stendere il proprio romanzo; e a coloro i quali pensano che ognuno di noi scrive per soldi dico: «Scrivete per un po’ ... Poi darete il vostro parere».
Voi sarete soli, con una mole di lavoro da svolgere e nessun aiuto; noterete la diffidenza delle persone alle quali vi siete rivolti e avrete la necessità di raccontare una storia.
Ecco: questo è l’aspirante scrittore.
Scrittore è:
Uno scrittore è chiunque crei un lavoro scritto e chi scrive in diverse forme e generi più o meno codificati.
E come esimersi dal citare:
« Io ho nelle ossa l'odio per l'apartheid; e più di ogni cosa io detesto la segregazione e la separazione di Linguaggio e Letteratura. Non m'importa quale di essi voi riteniate Bianco. »
"John Ronald Reuel T."
Questa poi, è bellissima:
« Il lettore più critico di tutti, me stesso, ora riesce a vedere molti difetti, grandi e piccoli, ma non essendo sotto l'obbligo di revisionare il libro o di riscriverlo ancora una volta, lascerà che essi rimangano nel silenzio, eccetto per uno che è stato notato dagli altri: il libro è troppo corto. »
"John Ronald Reuel T."
E come esimersi dal citare:
« Io ho nelle ossa l'odio per l'apartheid; e più di ogni cosa io detesto la segregazione e la separazione di Linguaggio e Letteratura. Non m'importa quale di essi voi riteniate Bianco. »
"John Ronald Reuel T."
Questa poi, è bellissima:
« Il lettore più critico di tutti, me stesso, ora riesce a vedere molti difetti, grandi e piccoli, ma non essendo sotto l'obbligo di revisionare il libro o di riscriverlo ancora una volta, lascerà che essi rimangano nel silenzio, eccetto per uno che è stato notato dagli altri: il libro è troppo corto. »
"John Ronald Reuel T."
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo art. 27.
«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»
"La libertà senza la giustizia sociale non è che una conquista fragile, che si risolve per molti nella libertà di morire di fame".
Sandro. P. (1896 – 1990)
Sandro. P. (1896 – 1990)
venerdì 25 marzo 2011
martedì 22 marzo 2011
Capitolo 22°/3° finito.
E finalmente ho terminato questo capitolo che mi ha fatto penare.
Mi avvicino sempre di più alla fine della trilogia; quanto lavoro dietro un romanzo, non me lo sarei mai aspettato. Un anno di lavoro il lettore lo divora in poco tempo …
Tuttavia la scrittura può benissimo essere intesa come libertà: essere libero di scrivere ciò che si vuole, indipendentemente dalla pubblicazione. Essere lettori è bello in quanto immersi in un mondo creato dallo scrittore; ma scrivere è qualcosa di più: liberi da ogni vincolo a cui si è abituati, creare qualcosa che ti appartiene e rimarrà tua per l’eternità.
Fine del 22°/3° s’inizia il 23/3°.
Mi avvicino sempre di più alla fine della trilogia; quanto lavoro dietro un romanzo, non me lo sarei mai aspettato. Un anno di lavoro il lettore lo divora in poco tempo …
Tuttavia la scrittura può benissimo essere intesa come libertà: essere libero di scrivere ciò che si vuole, indipendentemente dalla pubblicazione. Essere lettori è bello in quanto immersi in un mondo creato dallo scrittore; ma scrivere è qualcosa di più: liberi da ogni vincolo a cui si è abituati, creare qualcosa che ti appartiene e rimarrà tua per l’eternità.
Fine del 22°/3° s’inizia il 23/3°.
venerdì 18 marzo 2011
Leggero ritardo nella stesura del 22°/3°
Mi sa che questa settimana non riuscirò a portare a termine il capitolo prefissatomi: avendo ricevuto una non bella notizia non riesco a scrivere, ma conto di sistemarlo quanto prima.
Giacché scrivo, vorrei spendere due paroline sulla saga che sto stendendo:
Maximilian Arlstain è nato dopo una serie di eventi particolari, dovuti alle mie esperienze di vita e ad alcune situazioni strane. Fin da piccolo ho sempre avuto una spiccata fantasia, tanto da scrivere addirittura una recita alla sola età di dieci anni: E come non approfittare della fantasia per trattare simili argomenti?
È quello che ho fatto io; ovviamente dietro tutto c’è una documentata ricerca, non poteva essere altrimenti: se una persona scrive senza sapere di ciò che parla, cade nel contraddittorio o peggio. Nel terzo libro in particolare si parla di Demoni con ricorrenza, ma nonostante la conoscenza dei nomi usati nella tradizione popolare, non userò quelli propri dei Demoni o meglio: se li userò, li storpierò, in modo che non siano quelli esatti. Per farvi un esempio: Uno di essi nel libro viene chiamato Adrammalech appositamente. Esso è un Demone a capo degli spiriti della ferocia: i Samael; ha molteplici forme: da uomo con testa d’Asino o di Gufo e coda di Pavone a un essere con sembianze di drago etc. Non posso usare i nomi propri dei Demoni, sebbene un piccolo accenno vi è stato fatto, per alcuni motivi specifici, ma quello che conta è il messaggio che un testo porta con se e io spero di aver fatto passare ciò che mi sono imposto di dire.
Una cosa è certa: ognuno di noi combatte la sua battaglia personale contro i Demoni e prima o poi se ne incontra uno sul proprio cammino; c’è chi li combatte, c’è chi li ignora, c’è chi li asseconda e c’è chi non crede alla loro esistenza. Beh, mi hanno insegnato (con ragione) che essi esistono e la loro forza è proprio quella di far credere il contrario. Ovviamente per Demone non intendo un’entità fisica materializzata, ma anche una presenza malvagia che aleggia impalpabile nell’aria. La mia battaglia … Non ho idea di come finirà il mio confronto con essi, ma pare proprio che io lo stia perdendo e di certo non potevo sperare in una fine diversa, dato che come essere umano sono soggetto a un’infinita di debolezze; ma ci sto provando. C’è tuttavia una domanda che continua a tormentarmi: che cosa devo fare?
Giacché scrivo, vorrei spendere due paroline sulla saga che sto stendendo:
Maximilian Arlstain è nato dopo una serie di eventi particolari, dovuti alle mie esperienze di vita e ad alcune situazioni strane. Fin da piccolo ho sempre avuto una spiccata fantasia, tanto da scrivere addirittura una recita alla sola età di dieci anni: E come non approfittare della fantasia per trattare simili argomenti?
È quello che ho fatto io; ovviamente dietro tutto c’è una documentata ricerca, non poteva essere altrimenti: se una persona scrive senza sapere di ciò che parla, cade nel contraddittorio o peggio. Nel terzo libro in particolare si parla di Demoni con ricorrenza, ma nonostante la conoscenza dei nomi usati nella tradizione popolare, non userò quelli propri dei Demoni o meglio: se li userò, li storpierò, in modo che non siano quelli esatti. Per farvi un esempio: Uno di essi nel libro viene chiamato Adrammalech appositamente. Esso è un Demone a capo degli spiriti della ferocia: i Samael; ha molteplici forme: da uomo con testa d’Asino o di Gufo e coda di Pavone a un essere con sembianze di drago etc. Non posso usare i nomi propri dei Demoni, sebbene un piccolo accenno vi è stato fatto, per alcuni motivi specifici, ma quello che conta è il messaggio che un testo porta con se e io spero di aver fatto passare ciò che mi sono imposto di dire.
Una cosa è certa: ognuno di noi combatte la sua battaglia personale contro i Demoni e prima o poi se ne incontra uno sul proprio cammino; c’è chi li combatte, c’è chi li ignora, c’è chi li asseconda e c’è chi non crede alla loro esistenza. Beh, mi hanno insegnato (con ragione) che essi esistono e la loro forza è proprio quella di far credere il contrario. Ovviamente per Demone non intendo un’entità fisica materializzata, ma anche una presenza malvagia che aleggia impalpabile nell’aria. La mia battaglia … Non ho idea di come finirà il mio confronto con essi, ma pare proprio che io lo stia perdendo e di certo non potevo sperare in una fine diversa, dato che come essere umano sono soggetto a un’infinita di debolezze; ma ci sto provando. C’è tuttavia una domanda che continua a tormentarmi: che cosa devo fare?
martedì 15 marzo 2011
venerdì 11 marzo 2011
In molti casi il silenzio vale più di un fiume di parole, ma come si può rimanere in silenzio dopo le scene viste in tv sulla situazione nel Giappone.
Ricordo bene cosa si prova durante e dopo un terremoto; i miei occhi erano quelli di un bambino allora, ma il sisma dell’Irpinia è ancora ben impresso nella mia mente.
Purtroppo esso pare una nullità in confronto a quello accaduto oggi. Speriamo che le persone si siano messe al sicuro. E come si fa a non sentirsi vicini a chi è stato colpito da questa calamità. I beni materiali si possono riparare, è alla perdita della vita umana che non c’è rimedio: il pensiero va alle persone che sono rimaste senza casa e che questa notte la passeranno all’aperto; alle famiglie che hanno perso i loro cari e ai bambini che hanno assistito a quel cataclisma.
La comunità internazionale ha l’obbligo di mobilitarsi e di inviare al Giappone tutti gli aiuti possibili e quanto prima; auspico un dimezzamento del debito del paese,o meglio, un azzeramento di esso, in modo che possano pensare unicamente ai soccorsi e non al mercato.
In quanto appartenenti al genere umano, non possiamo considerare il tremendo evento che si è verificato oggi un problema lontano; viceversa: quello che è accaduto, è una tragedia che ci tocca tutti indistintamente dalle Nazioni di appartenenza.
Ricordo bene cosa si prova durante e dopo un terremoto; i miei occhi erano quelli di un bambino allora, ma il sisma dell’Irpinia è ancora ben impresso nella mia mente.
Purtroppo esso pare una nullità in confronto a quello accaduto oggi. Speriamo che le persone si siano messe al sicuro. E come si fa a non sentirsi vicini a chi è stato colpito da questa calamità. I beni materiali si possono riparare, è alla perdita della vita umana che non c’è rimedio: il pensiero va alle persone che sono rimaste senza casa e che questa notte la passeranno all’aperto; alle famiglie che hanno perso i loro cari e ai bambini che hanno assistito a quel cataclisma.
La comunità internazionale ha l’obbligo di mobilitarsi e di inviare al Giappone tutti gli aiuti possibili e quanto prima; auspico un dimezzamento del debito del paese,o meglio, un azzeramento di esso, in modo che possano pensare unicamente ai soccorsi e non al mercato.
In quanto appartenenti al genere umano, non possiamo considerare il tremendo evento che si è verificato oggi un problema lontano; viceversa: quello che è accaduto, è una tragedia che ci tocca tutti indistintamente dalle Nazioni di appartenenza.
mercoledì 9 marzo 2011
Anticipazioni terzo libro
Sono di nuovo sul blog;
No, non ho finito il ventunesimo capitolo e men che meno ho avuto una proposta editoriale: se; non se ne parla proprio.
Ho solo voglia di fare quattro chiacchiere; beh, in verità più che quattro chiacchiere è un soliloquio questo. Ma va bene lo stesso, assolve la sua funzione: svago un po’.
Ho appena finito lo scontro che vedeva due esseri leggendari protagonisti: la Manticora e la Lamia.
Il primo essere che ho menzionato, comparve nella letteratura citata da un certo Ctesia di Cnido nell’Indikà. Che splendida creatura che ha descritto Ctesia: una Chimera maestosa con poteri davvero notevoli: potevo mai non rendere omaggio a tale perfetta creatura dalle origini Indiane? No; dovevo per forza citarla.
Per quanto concerne la Lamia: è una creatura di origine Greca. Orazio la cita come un essere mostruoso capace di ingoiare bambini interi. Nel mito originale essa era talmente bella che fece perdere la testa a Zeus (anche lui era schiavo del bunga bunga; si vede che è una malattia antica) il quale gli fece dono della facoltà di togliersi i bulbi oculari e di rimetterli quando voleva (che cavolo di regalo è?). In seguito Era, accortasi dell’infedeltà del marito, si vendicò su Lamia uccidendogli tutti i figli fuorché una. La bella principessa, pensò bene di sfogarsi mangiando i bambini e bevendo il loro sangue, divenendo di fatto il primo vampiro della storia. In seguito alla sua ferocia si trasformò nell’essere orribile di forma serpentesca, il quale, riusciva a mutare forma e ad attirare uomini con il suo bell’aspetto, per poi divorarli. Non sono stato attirato dalla storia di questo personaggio, ma dalle sue mostruose fattezze; pensate: una serpe con il busto di una donna e la faccia metà serpe e metà umana. Se ne incontrassi una, io personalmente farei arrivare i talloni dietro la nuca, della serie: un Km in dieci secondi.
Beh; Maximilian e i suoi amici si sono ritrovati di fronte a questi due mostri dell’antichità, ma non posso dire di più, in quanto devo ancora decidere del loro destino.
Buona notte a tutti.
No, non ho finito il ventunesimo capitolo e men che meno ho avuto una proposta editoriale: se; non se ne parla proprio.
Ho solo voglia di fare quattro chiacchiere; beh, in verità più che quattro chiacchiere è un soliloquio questo. Ma va bene lo stesso, assolve la sua funzione: svago un po’.
Ho appena finito lo scontro che vedeva due esseri leggendari protagonisti: la Manticora e la Lamia.
Il primo essere che ho menzionato, comparve nella letteratura citata da un certo Ctesia di Cnido nell’Indikà. Che splendida creatura che ha descritto Ctesia: una Chimera maestosa con poteri davvero notevoli: potevo mai non rendere omaggio a tale perfetta creatura dalle origini Indiane? No; dovevo per forza citarla.
Per quanto concerne la Lamia: è una creatura di origine Greca. Orazio la cita come un essere mostruoso capace di ingoiare bambini interi. Nel mito originale essa era talmente bella che fece perdere la testa a Zeus (anche lui era schiavo del bunga bunga; si vede che è una malattia antica) il quale gli fece dono della facoltà di togliersi i bulbi oculari e di rimetterli quando voleva (che cavolo di regalo è?). In seguito Era, accortasi dell’infedeltà del marito, si vendicò su Lamia uccidendogli tutti i figli fuorché una. La bella principessa, pensò bene di sfogarsi mangiando i bambini e bevendo il loro sangue, divenendo di fatto il primo vampiro della storia. In seguito alla sua ferocia si trasformò nell’essere orribile di forma serpentesca, il quale, riusciva a mutare forma e ad attirare uomini con il suo bell’aspetto, per poi divorarli. Non sono stato attirato dalla storia di questo personaggio, ma dalle sue mostruose fattezze; pensate: una serpe con il busto di una donna e la faccia metà serpe e metà umana. Se ne incontrassi una, io personalmente farei arrivare i talloni dietro la nuca, della serie: un Km in dieci secondi.
Beh; Maximilian e i suoi amici si sono ritrovati di fronte a questi due mostri dell’antichità, ma non posso dire di più, in quanto devo ancora decidere del loro destino.
Buona notte a tutti.
lunedì 7 marzo 2011
19° e 20° Capitolo finiti
Italiano:
Ed eccoci qui; sono giunto alla fine del secondo anno. Urca, il tempo passa veloce e il romanzo volge al termine; pare ieri che l’ho iniziato. Ho dunque terminato il 19° e il 20° capitolo del 3° libro, ultimo della saga di Maximilian Arlstain. Da lungo tempo ormai mi dedico alla sua stesura e ogni notte il tempo pare non bastare mai, ma devo tener conto che all’indomani si lavora e dunque almeno cinque ore di sonno le devo fare; ma è anche vero che voglio terminare questo ultimo libro al più presto, finendo così la saga che iniziai quattro anni fa.
In quattro anni ne ho steso di pagine e se le vado a rivedere, non mi rendo conto di come abbia potuto scriverne così tante: 556 + 750 + 420 fino adesso; e sono solo a 2/3 del libro. In previsione, nell’ultimo libro, ci sono circa 620 pagine, alla fine delle quali, Maximilian compirà il suo destino.
Ok, bando alle ciance: domani inizio il terzo e ultimo anno, periodo in cui, Maximilian e i suoi amici si ritroveranno da soli in una zona abitata prettamente da entità diaboliche: ce la faranno a sistemare le cose? Ma sì dai … è logico che ce la faranno se no che storia fantasy sarebbe?
Con soddisfazione, prendo atto che il blog è visto anche in Giappone, oltre che negli Usa, Slovenia, Canada, Danimarca, Germania, Malesia, Paesi Bassi e Russia; vorrei scrivere in tutte le lingue sopraccitate, ma chissà cosa scriverei se solo tentassi di aiutarmi con google traslate. Mi limiterò a scrivere in Inglese, anche se il mio Inglese è elementare, tuttavia, sappiate che vi sono riconoscente, poiché le vostre visite, mi danno la forza di continuare a scrivere; forza che si stava spegnendo man mano che il tempo passava, dato che percepivo poco interesse.
Un saluto a tutti voi che mi seguite oramai da otto mesi.
Ps: ops … anche questa notte si sono fatte le due; immaginatemi domani al lavoro: sarò uno zombie; infatti mi devo alzare alle sette e mezza … chissà che cosa combinerò.
Buona notte a tutti.
English:
And here we are, have come to the end of the second year. Time goes fast, the novel draws to a close, seems like yesterday that I started. So I finished 19 th and 20 th chapter of the 3rd book in the saga of last Arlstain Maximilian. For a long time now I dedicate to his writing and every night seems never enough time, but I have to take into account that on the morrow and then you work at least five hours of sleep I do, but it is also true that I want to finish this last book as soon as possible, ending the saga that began four years ago.
In four years I have laid out pages and if I go to review, I did not realize how he could write so much: 556 + 750 + 420 so far, and are only 2 / 3 of the book. In anticipation, the last book, there are approximately 620 pages at the end of which, Maximilian will fulfill his destiny.
Ok, 'nuff said: Tomorrow begins the third and final year, during which, Maximilian and his friends find themselves alone in an area inhabited purely by evil entities:'ll make things out? But come on ... yes it is logical that they will get it, otherwise what would fantasy story?
With satisfaction, I note that the blog is also seen in Japan as well as in the U.S., Slovenia, Canada, Denmark, Germany, Malaysia, the Netherlands and Russia, I would write in all the languages mentioned above, but who knows what to write if he tries to help me with google translate. I'll just write in English although my English is basic, however, know that I am grateful, for your visits, give me the strength to continue writing; strength was fading as time went on, given that I felt little interest.
Greetings to all of you who follow me now for eight months.
Ps: oops ... this night have made the two, imagine me tomorrow at work: I am a zombie, because I have to get up at seven and a half ... who knows what to combine.
Good night all.
Sorry for the imperfections of language, but my English is really low.
Ed eccoci qui; sono giunto alla fine del secondo anno. Urca, il tempo passa veloce e il romanzo volge al termine; pare ieri che l’ho iniziato. Ho dunque terminato il 19° e il 20° capitolo del 3° libro, ultimo della saga di Maximilian Arlstain. Da lungo tempo ormai mi dedico alla sua stesura e ogni notte il tempo pare non bastare mai, ma devo tener conto che all’indomani si lavora e dunque almeno cinque ore di sonno le devo fare; ma è anche vero che voglio terminare questo ultimo libro al più presto, finendo così la saga che iniziai quattro anni fa.
In quattro anni ne ho steso di pagine e se le vado a rivedere, non mi rendo conto di come abbia potuto scriverne così tante: 556 + 750 + 420 fino adesso; e sono solo a 2/3 del libro. In previsione, nell’ultimo libro, ci sono circa 620 pagine, alla fine delle quali, Maximilian compirà il suo destino.
Ok, bando alle ciance: domani inizio il terzo e ultimo anno, periodo in cui, Maximilian e i suoi amici si ritroveranno da soli in una zona abitata prettamente da entità diaboliche: ce la faranno a sistemare le cose? Ma sì dai … è logico che ce la faranno se no che storia fantasy sarebbe?
Con soddisfazione, prendo atto che il blog è visto anche in Giappone, oltre che negli Usa, Slovenia, Canada, Danimarca, Germania, Malesia, Paesi Bassi e Russia; vorrei scrivere in tutte le lingue sopraccitate, ma chissà cosa scriverei se solo tentassi di aiutarmi con google traslate. Mi limiterò a scrivere in Inglese, anche se il mio Inglese è elementare, tuttavia, sappiate che vi sono riconoscente, poiché le vostre visite, mi danno la forza di continuare a scrivere; forza che si stava spegnendo man mano che il tempo passava, dato che percepivo poco interesse.
Un saluto a tutti voi che mi seguite oramai da otto mesi.
Ps: ops … anche questa notte si sono fatte le due; immaginatemi domani al lavoro: sarò uno zombie; infatti mi devo alzare alle sette e mezza … chissà che cosa combinerò.
Buona notte a tutti.
English:
And here we are, have come to the end of the second year. Time goes fast, the novel draws to a close, seems like yesterday that I started. So I finished 19 th and 20 th chapter of the 3rd book in the saga of last Arlstain Maximilian. For a long time now I dedicate to his writing and every night seems never enough time, but I have to take into account that on the morrow and then you work at least five hours of sleep I do, but it is also true that I want to finish this last book as soon as possible, ending the saga that began four years ago.
In four years I have laid out pages and if I go to review, I did not realize how he could write so much: 556 + 750 + 420 so far, and are only 2 / 3 of the book. In anticipation, the last book, there are approximately 620 pages at the end of which, Maximilian will fulfill his destiny.
Ok, 'nuff said: Tomorrow begins the third and final year, during which, Maximilian and his friends find themselves alone in an area inhabited purely by evil entities:'ll make things out? But come on ... yes it is logical that they will get it, otherwise what would fantasy story?
With satisfaction, I note that the blog is also seen in Japan as well as in the U.S., Slovenia, Canada, Denmark, Germany, Malaysia, the Netherlands and Russia, I would write in all the languages mentioned above, but who knows what to write if he tries to help me with google translate. I'll just write in English although my English is basic, however, know that I am grateful, for your visits, give me the strength to continue writing; strength was fading as time went on, given that I felt little interest.
Greetings to all of you who follow me now for eight months.
Ps: oops ... this night have made the two, imagine me tomorrow at work: I am a zombie, because I have to get up at seven and a half ... who knows what to combine.
Good night all.
Sorry for the imperfections of language, but my English is really low.
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