Lo so … non è ora di scrivere sul blog.
Tuttavia è uno dei pochi momenti in cui riesco a concentrarmi su ciò che devo fare.
Purtroppo, come tutti sanno, è impresa ardua quella di trovare spazio virtuale nel web perennemente, a meno ché non si paghi; poi da quando hanno chiuso megaupload è un delirio: pare sia impossibile stoccare file del tutto legali su internet liberamente (alla faccia della libertà).
Ebbene; si potrà scaricare il libro solo se si è registrati, non sono riuscito a fare di più.
Poi si vedrà: qualcosa mi verrà in mente.
Sono anche riuscito a snellire il file, adesso è di 25 mb che se paragonati ai 156 mb iniziali sono un bel progresso.
Per quanto concerne la pubblicazione … beh … diciamo che è legata a fattori ben precisi senza i quali sarà impossibile stampare su carta, almeno così mi è parso di capire da alcune lettere arrivate che consigliavano caldamente di rivolgersi ai print on demand ( cioè pagare per stampare; giammai: meglio distribuirlo gratis. Ricordo che sono contro qualsiasi forma di stampa a pagamento, sia essa print on demand, sia essa di altro genere ).
Questo è un periodo in cui sto lavorando sulla ristrutturazione del lavoro svolto finora e dunque ho anche rallentato la stesura del nuovo manoscritto. Sappiate che i tre libri della saga di Maximilian sono divisi in sei manoscritti ben distinti:
• Uno nei due mondi;
• Due nel canto dell’arcangelo;
• Tre nel signore del tetro regno.
Ciò significa che sono sei i libri, non tre.
Ho accolto il suggerimento di sfoltire la narrazione.
Per quanto concerne il nuovo manoscritto: lavori in corso; dovrei finire il capitolo nove entro sabato prossimo.
Buona notte a tutti.
Edit: data la difficoltà di stoccare il libro perennemente su internet, se siete interessati, potete richiedere il file pdf con una mail .
Questo è l'indirizzo a cui scrivere: teo.brigante@gmail.com
Il file pdf - Maximilian Arlstain ( I due Mondi ) - verrà inviato con celerità e sarà distribuito gratuitamente, senz'alcuna pretesa; 256 pagine a4 trasformate in pdf con relativa parte grafica.
Buona lettura.
Vi piace leggere? Vi piacciono le storie? Beh … Se la risposta alle domande è sì, allora siete arrivati nel posto giusto. Questo è un blog dal quale potrete leggere un bel po’ di storie …
La magia di narrare storie.
La magia di narrare storie 2
Do you enjoy reading? Do you like stories? Well ... If the answer to the questions is yes, then you've come to the right place. This is a blog where you can read a lot 'of stories …
All the books featured on the blog are not published.
The rights were not given to anyone, they have been printed by the author unaided by any publishing house or publishing fee.
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Pagine
Per scaricare uno dei miei manoscritti (o più), andate alla pagina "Download book (libri in PDF scaricabili gratuitamente".
Il link è tra i collegamenti delle pagine sopra queste righe.
Dalla pagina dei download avrete accesso ai libri in PDF.
Trilogia stampata su carta
Inedito; stampato dall'autore in autonomia senz'appoggio di alcuna casa editrice o di print on demand.
Diario di un Aspirante Scrittore ...
Questo è il blog di un aspirante scrittore ...
Egli non scrive per soldi, non scrive per fama; scrive perché ha delle storie da raccontare.
Il blog non è stato pensato come forma pubblicitaria, ma come un diario; diario che testimonia il lavoro svolto da un qualsiasi aspirante scrittore, che vi assicuro è enorme.
L'aspirante scrittore è giorno e notte dedito alla stesura del proprio romanzo sottraendo tempo alle persone care; ciononostante, soprattutto se non ha la forza economica necessaria per accedere alla stampa, egli lo fa soltanto per puro amore dei personaggi del libro: affinché loro non muoiano.
Per chiunque pensi che scrivere un libro equivalga ad arricchirsi: beh, vi devo dare una spiacevole notizia ...
Nessuno vi aiuterà; non ci saranno amici; non ci saranno editori parsimoniosi che caparbiamente scruteranno il vostro testo, a maggior ragione per uno sconosciuto; ogni vostra richiesta ad una qualsiasi persona verrà intesa come fastidiosa poiché ognuno vuole ascoltare solo se stesso e non si è disposti ad ascoltare gli altri; tutto quello che vi guadagnerete non ve lo regalerà nessuno, ma ve lo suderete faticosamente e, a meno che non siate in grado di comprarvelo (facendo così ucciderete ciò che avete scritto però), sarà un calvario.
Scrivere significa dedicarsi interamente alla storia e nessuno lo fa per arricchirsi, soprattutto chi conosce il mondo dei libri nel nostro paese.
Io spero che questo diario informatico, un giorno, testimoni l’immane fatica che ogni scrittore esordiente fa per stendere il proprio romanzo; e a coloro i quali pensano che ognuno di noi scrive per soldi dico: «Scrivete per un po’ ... Poi darete il vostro parere».
Voi sarete soli, con una mole di lavoro da svolgere e nessun aiuto; noterete la diffidenza delle persone alle quali vi siete rivolti e avrete la necessità di raccontare una storia.
Ecco: questo è l’aspirante scrittore.
Egli non scrive per soldi, non scrive per fama; scrive perché ha delle storie da raccontare.
Il blog non è stato pensato come forma pubblicitaria, ma come un diario; diario che testimonia il lavoro svolto da un qualsiasi aspirante scrittore, che vi assicuro è enorme.
L'aspirante scrittore è giorno e notte dedito alla stesura del proprio romanzo sottraendo tempo alle persone care; ciononostante, soprattutto se non ha la forza economica necessaria per accedere alla stampa, egli lo fa soltanto per puro amore dei personaggi del libro: affinché loro non muoiano.
Per chiunque pensi che scrivere un libro equivalga ad arricchirsi: beh, vi devo dare una spiacevole notizia ...
Nessuno vi aiuterà; non ci saranno amici; non ci saranno editori parsimoniosi che caparbiamente scruteranno il vostro testo, a maggior ragione per uno sconosciuto; ogni vostra richiesta ad una qualsiasi persona verrà intesa come fastidiosa poiché ognuno vuole ascoltare solo se stesso e non si è disposti ad ascoltare gli altri; tutto quello che vi guadagnerete non ve lo regalerà nessuno, ma ve lo suderete faticosamente e, a meno che non siate in grado di comprarvelo (facendo così ucciderete ciò che avete scritto però), sarà un calvario.
Scrivere significa dedicarsi interamente alla storia e nessuno lo fa per arricchirsi, soprattutto chi conosce il mondo dei libri nel nostro paese.
Io spero che questo diario informatico, un giorno, testimoni l’immane fatica che ogni scrittore esordiente fa per stendere il proprio romanzo; e a coloro i quali pensano che ognuno di noi scrive per soldi dico: «Scrivete per un po’ ... Poi darete il vostro parere».
Voi sarete soli, con una mole di lavoro da svolgere e nessun aiuto; noterete la diffidenza delle persone alle quali vi siete rivolti e avrete la necessità di raccontare una storia.
Ecco: questo è l’aspirante scrittore.
Scrittore è:
Uno scrittore è chiunque crei un lavoro scritto e chi scrive in diverse forme e generi più o meno codificati.
E come esimersi dal citare:
« Io ho nelle ossa l'odio per l'apartheid; e più di ogni cosa io detesto la segregazione e la separazione di Linguaggio e Letteratura. Non m'importa quale di essi voi riteniate Bianco. »
"John Ronald Reuel T."
Questa poi, è bellissima:
« Il lettore più critico di tutti, me stesso, ora riesce a vedere molti difetti, grandi e piccoli, ma non essendo sotto l'obbligo di revisionare il libro o di riscriverlo ancora una volta, lascerà che essi rimangano nel silenzio, eccetto per uno che è stato notato dagli altri: il libro è troppo corto. »
"John Ronald Reuel T."
E come esimersi dal citare:
« Io ho nelle ossa l'odio per l'apartheid; e più di ogni cosa io detesto la segregazione e la separazione di Linguaggio e Letteratura. Non m'importa quale di essi voi riteniate Bianco. »
"John Ronald Reuel T."
Questa poi, è bellissima:
« Il lettore più critico di tutti, me stesso, ora riesce a vedere molti difetti, grandi e piccoli, ma non essendo sotto l'obbligo di revisionare il libro o di riscriverlo ancora una volta, lascerà che essi rimangano nel silenzio, eccetto per uno che è stato notato dagli altri: il libro è troppo corto. »
"John Ronald Reuel T."
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo art. 27.
«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»
"La libertà senza la giustizia sociale non è che una conquista fragile, che si risolve per molti nella libertà di morire di fame".
Sandro. P. (1896 – 1990)
Sandro. P. (1896 – 1990)
giovedì 26 aprile 2012
mercoledì 18 aprile 2012
Raggiunta la metà del manoscritto GR - UN -
È dunque giunta la metà del libro che ho progettato.
Come sempre il tempo scorre veloce …
Mi chiedo in continuazione se sto facendo la cosa giusta, poi penso a ciò che mi rende felice ed al modo in cui scrivo; ebbene: più vado avanti, più mi rendo conto che il fare a meno dello scrivere non è una cosa contemplata in questo momento.
Sebbene non sia più in grado di scrivere in orari notturni come accadeva in precedenza, riesco lo stesso ad immedesimarmi nelle storie che scrivo e conto che un giorno tutti i miei personaggi possano trasmettere ciò per cui sono stati concepiti.
In questi lunghi anni ho fatto molte cose, cose che rifarei e cose che non rifarei più; fra queste ultime certamente si annovera l’inviare i miei manoscritti in visione.
Non dico ciò perché ho perso fiducia nel prossimo, ci mancherebbe, sono nato in un certo modo e finirò in quello stesso modo con il medesimo pensiero.
Di certo la letteratura è un qualcosa d’inspiegabile che arriva dal profondo dell’Io e che non si accende come un lume, a comando, ma arriva da sola e può farlo in qualunque momento; beh, allora bisogna cogliere l’attimo, prendere carta e penna e fare ciò che comanda ( è la tanto famosa ispirazione; un vento appena percettibile che può divenire inavvertibile d’improvviso ).
Ne parlavo con un mio conoscente che redige poesie, oltretutto delle belle poesie.
È ovvio che non è il poeta a scriverle, ma la poesia che lo sceglie per acquisire forma; non c’è dubbio.
Lo stesso è per lo scrittore …
Già in molti post ho espresso questo pensiero, cioè quello che lo scrittore sia il tramite fra i personaggi, la loro storia, l’anima del libro ed i lettori.
Dopo tempo ti rendi conto che non è il caso di insistere su di una via, poiché quella via è costellata di regole e dogmi dettati dall’economia, pertanto il punto è la commerciabilità non il messaggio.
E di certo, se fuori dagli schemi, si farà molta fatica a trovare chi è disposto a leggere.
« Ma vuoi veramente diventare uno scrittore? », questa è la costante domanda che mi tormenta.
« Non voglio divenire nulla, voglio solo esplorare mondi creati dalla mia mente e permettere ad altri di farlo », questa la risposta.
L’essere dichiarati scrittori è una cosa che spaventa, credetemi.
A quel punto non è più un piacere scrivere, ma diventa un dovere e di conseguenza l’ispirazione svanisce per non ritornare più.
Ecco il motivo per il quale io mi arrabbio quando mi si dice che l’essere scrittori è un lavoro, non è un hobby.
Beh, io ho sempre risposto che non è nemmeno un hobby, oserei dire che è un privilegio.
Settimo ed ottavo capitolo terminati.
Un saluto ai lettori del blog.
Come sempre il tempo scorre veloce …
Mi chiedo in continuazione se sto facendo la cosa giusta, poi penso a ciò che mi rende felice ed al modo in cui scrivo; ebbene: più vado avanti, più mi rendo conto che il fare a meno dello scrivere non è una cosa contemplata in questo momento.
Sebbene non sia più in grado di scrivere in orari notturni come accadeva in precedenza, riesco lo stesso ad immedesimarmi nelle storie che scrivo e conto che un giorno tutti i miei personaggi possano trasmettere ciò per cui sono stati concepiti.
In questi lunghi anni ho fatto molte cose, cose che rifarei e cose che non rifarei più; fra queste ultime certamente si annovera l’inviare i miei manoscritti in visione.
Non dico ciò perché ho perso fiducia nel prossimo, ci mancherebbe, sono nato in un certo modo e finirò in quello stesso modo con il medesimo pensiero.
Di certo la letteratura è un qualcosa d’inspiegabile che arriva dal profondo dell’Io e che non si accende come un lume, a comando, ma arriva da sola e può farlo in qualunque momento; beh, allora bisogna cogliere l’attimo, prendere carta e penna e fare ciò che comanda ( è la tanto famosa ispirazione; un vento appena percettibile che può divenire inavvertibile d’improvviso ).
Ne parlavo con un mio conoscente che redige poesie, oltretutto delle belle poesie.
È ovvio che non è il poeta a scriverle, ma la poesia che lo sceglie per acquisire forma; non c’è dubbio.
Lo stesso è per lo scrittore …
Già in molti post ho espresso questo pensiero, cioè quello che lo scrittore sia il tramite fra i personaggi, la loro storia, l’anima del libro ed i lettori.
Dopo tempo ti rendi conto che non è il caso di insistere su di una via, poiché quella via è costellata di regole e dogmi dettati dall’economia, pertanto il punto è la commerciabilità non il messaggio.
E di certo, se fuori dagli schemi, si farà molta fatica a trovare chi è disposto a leggere.
« Ma vuoi veramente diventare uno scrittore? », questa è la costante domanda che mi tormenta.
« Non voglio divenire nulla, voglio solo esplorare mondi creati dalla mia mente e permettere ad altri di farlo », questa la risposta.
L’essere dichiarati scrittori è una cosa che spaventa, credetemi.
A quel punto non è più un piacere scrivere, ma diventa un dovere e di conseguenza l’ispirazione svanisce per non ritornare più.
Ecco il motivo per il quale io mi arrabbio quando mi si dice che l’essere scrittori è un lavoro, non è un hobby.
Beh, io ho sempre risposto che non è nemmeno un hobby, oserei dire che è un privilegio.
Settimo ed ottavo capitolo terminati.
Un saluto ai lettori del blog.
giovedì 12 aprile 2012
Che cos'è la scrittura?
Ebbene sì, devo ammettere di essere indietro con i lavori; almeno per questo capitolo.
A quest’ora dovrei averlo finito da un bel pezzo, tuttavia sono soltanto alla metà di esso.
Capirete che ogni tanto bisogna staccare un po’, poiché il troppo di qualunque cosa è male.
Sarebbe persino nocivo per la storia l’accanirsi costantemente su di essa: molti errori, filo logico perduto, personaggi inconsistenti, etc.
Queste sarebbero le conseguenze.
Devo altresì scrivere sul blog altrimenti mi darebbero per disperso e ciò sarebbe un peccato oltre che irrispettoso per le persone che lo hanno letto fino a questo momento.
Non si può negare che ciò che è scritto al suo interno è comunque testimonianza di quello che succede ad un qualsiasi aspirante scrittore.
Aspirante scrittore …
Che brutta parola che è.
Come se lo scrivere fosse prerogativa di pochi e divenire scrittori sia un sogno.
Un sogno poi …
Si può sognare qualcosa d’irraggiungibile, ma l’essere scrittori è qualcosa che è innato in tutti gli esseri umani; non c’è bisogno di aspirare poiché la scrittura è ciò che ci distingue in natura.
Scrittura è intelletto.
Scrittura è il metodo per vincere la morte.
Scrittura è libertà.
E la scrittura è senz’altro civiltà.
Insomma: chi è la persona che non ha mai scritto?
Il problema è proprio quello di trovare un editore …
Ovvio che chiunque scriva non può pretendere di essere pubblicato immediatamente poiché sarebbe un caos, se ciò accadesse vorrebbe anche dire che non si fanno cernite.
Qualunque persona abbia esperienze inerenti al settore sa bene che persino i grandi libri hanno avuto difficoltà nel trovare l’editore; basti ricordare che Harry Potter è stato rifiutato da più editori, poi si è visto il suo effettivo potenziale.
È anche vero che molti affermano di non amare quel tipo di scrittura, ma siamo onesti: l’autrice ha fatto qualcosa di geniale ed ha inventato un mondo di sana pianta.
Chi critica questi lavori, benché sia doveroso riconoscere tale diritto, deve altresì rendersi conto che non è facile scrivere un libro e creare molteplici personaggi intrecciando le loro storie.
Per non parlare anche dei messaggi che donano tali opere.
Ecco: quei messaggi sono l’anima del libro e credetemi … alcuni libri sono letteralmente senz’anima, a tal punto da far pensare che siano stati pubblicati o per il nome dell’autore, oppure per vie traverse ( stampa a pagamento ).
Rimane comunque il fatto che io non ho diritto di giudicare, solo di esprimere opinioni in quanto lettore, poiché quando si compra un libro ci si aspetta quantomeno un minimo di decenza.
Non ho letto H. P. ma ho visto i film.
Beh; la verità è che mio figlio ha influito sulla sua visione … almeno per i primi due episodi, poi gli altri ovviamente li ho visti per la curiosità.
Non c’è dubbio alcuno: non si può parlar male di una storia simile; se qualcuno lo fa, penso che sia per invidia e lì sorge un’altra domanda: si può essere invidiosi del talento?
In un posto dove non lo si riconosce magari sì ( indovinate dove? ), ma se si ha l’onestà intellettuale di comprendere i propri limiti, beh, allora probabilmente si capirà anche quando ci si trova dinnanzi ad un buon lavoro.
Gli errori si correggono, l’editing si aggiusta, ma il messaggio del libro rimane quello e se non c’è, difficilmente si può aggiungere: è comunque un libro morto che verrà dimenticato.
A quest’ora dovrei averlo finito da un bel pezzo, tuttavia sono soltanto alla metà di esso.
Capirete che ogni tanto bisogna staccare un po’, poiché il troppo di qualunque cosa è male.
Sarebbe persino nocivo per la storia l’accanirsi costantemente su di essa: molti errori, filo logico perduto, personaggi inconsistenti, etc.
Queste sarebbero le conseguenze.
Devo altresì scrivere sul blog altrimenti mi darebbero per disperso e ciò sarebbe un peccato oltre che irrispettoso per le persone che lo hanno letto fino a questo momento.
Non si può negare che ciò che è scritto al suo interno è comunque testimonianza di quello che succede ad un qualsiasi aspirante scrittore.
Aspirante scrittore …
Che brutta parola che è.
Come se lo scrivere fosse prerogativa di pochi e divenire scrittori sia un sogno.
Un sogno poi …
Si può sognare qualcosa d’irraggiungibile, ma l’essere scrittori è qualcosa che è innato in tutti gli esseri umani; non c’è bisogno di aspirare poiché la scrittura è ciò che ci distingue in natura.
Scrittura è intelletto.
Scrittura è il metodo per vincere la morte.
Scrittura è libertà.
E la scrittura è senz’altro civiltà.
Insomma: chi è la persona che non ha mai scritto?
Il problema è proprio quello di trovare un editore …
Ovvio che chiunque scriva non può pretendere di essere pubblicato immediatamente poiché sarebbe un caos, se ciò accadesse vorrebbe anche dire che non si fanno cernite.
Qualunque persona abbia esperienze inerenti al settore sa bene che persino i grandi libri hanno avuto difficoltà nel trovare l’editore; basti ricordare che Harry Potter è stato rifiutato da più editori, poi si è visto il suo effettivo potenziale.
È anche vero che molti affermano di non amare quel tipo di scrittura, ma siamo onesti: l’autrice ha fatto qualcosa di geniale ed ha inventato un mondo di sana pianta.
Chi critica questi lavori, benché sia doveroso riconoscere tale diritto, deve altresì rendersi conto che non è facile scrivere un libro e creare molteplici personaggi intrecciando le loro storie.
Per non parlare anche dei messaggi che donano tali opere.
Ecco: quei messaggi sono l’anima del libro e credetemi … alcuni libri sono letteralmente senz’anima, a tal punto da far pensare che siano stati pubblicati o per il nome dell’autore, oppure per vie traverse ( stampa a pagamento ).
Rimane comunque il fatto che io non ho diritto di giudicare, solo di esprimere opinioni in quanto lettore, poiché quando si compra un libro ci si aspetta quantomeno un minimo di decenza.
Non ho letto H. P. ma ho visto i film.
Beh; la verità è che mio figlio ha influito sulla sua visione … almeno per i primi due episodi, poi gli altri ovviamente li ho visti per la curiosità.
Non c’è dubbio alcuno: non si può parlar male di una storia simile; se qualcuno lo fa, penso che sia per invidia e lì sorge un’altra domanda: si può essere invidiosi del talento?
In un posto dove non lo si riconosce magari sì ( indovinate dove? ), ma se si ha l’onestà intellettuale di comprendere i propri limiti, beh, allora probabilmente si capirà anche quando ci si trova dinnanzi ad un buon lavoro.
Gli errori si correggono, l’editing si aggiusta, ma il messaggio del libro rimane quello e se non c’è, difficilmente si può aggiungere: è comunque un libro morto che verrà dimenticato.
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