La magia di narrare storie.

La magia di narrare storie.

La magia di narrare storie 2

La magia di narrare storie 2

Do you enjoy reading? Do you like stories? Well ... If the answer to the questions is yes, then you've come to the right place. This is a blog where you can read a lot 'of stories …

All the books featured on the blog are not published.
The rights were not given to anyone, they have been printed by the author unaided by any publishing house or publishing fee.

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Trilogia stampata su carta

Trilogia stampata su carta
Inedito; stampato dall'autore in autonomia senz'appoggio di alcuna casa editrice o di print on demand.

Diario di un Aspirante Scrittore ...

Questo è il blog di un aspirante scrittore ...
Egli non scrive per soldi, non scrive per fama; scrive perché ha delle storie da raccontare.
Il blog non è stato pensato come forma pubblicitaria, ma come un diario; diario che testimonia il lavoro svolto da un qualsiasi aspirante scrittore, che vi assicuro è enorme.

L'aspirante scrittore è giorno e notte dedito alla stesura del proprio romanzo sottraendo tempo alle persone care; ciononostante, soprattutto se non ha la forza economica necessaria per accedere alla stampa, egli lo fa soltanto per puro amore dei personaggi del libro: affinché loro non muoiano.
Per chiunque pensi che scrivere un libro equivalga ad arricchirsi: beh, vi devo dare una spiacevole notizia ...

Nessuno vi aiuterà; non ci saranno amici; non ci saranno editori parsimoniosi che caparbiamente scruteranno il vostro testo, a maggior ragione per uno sconosciuto; ogni vostra richiesta ad una qualsiasi persona verrà intesa come fastidiosa poiché ognuno vuole ascoltare solo se stesso e non si è disposti ad ascoltare gli altri; tutto quello che vi guadagnerete non ve lo regalerà nessuno, ma ve lo suderete faticosamente e, a meno che non siate in grado di comprarvelo (facendo così ucciderete ciò che avete scritto però), sarà un calvario.
Scrivere significa dedicarsi interamente alla storia e nessuno lo fa per arricchirsi, soprattutto chi conosce il mondo dei libri nel nostro paese.
Io spero che questo diario informatico, un giorno, testimoni l’immane fatica che ogni scrittore esordiente fa per stendere il proprio romanzo; e a coloro i quali pensano che ognuno di noi scrive per soldi dico: «Scrivete per un po’ ... Poi darete il vostro parere».
Voi sarete soli, con una mole di lavoro da svolgere e nessun aiuto; noterete la diffidenza delle persone alle quali vi siete rivolti e avrete la necessità di raccontare una storia.

Ecco: questo è l’aspirante scrittore.

Scrittore è:

Uno scrittore è chiunque crei un lavoro scritto e chi scrive in diverse forme e generi più o meno codificati.

E come esimersi dal citare:

« Io ho nelle ossa l'odio per l'apartheid; e più di ogni cosa io detesto la segregazione e la separazione di Linguaggio e Letteratura. Non m'importa quale di essi voi riteniate Bianco. »

"John Ronald Reuel T."

Questa poi, è bellissima:

« Il lettore più critico di tutti, me stesso, ora riesce a vedere molti difetti, grandi e piccoli, ma non essendo sotto l'obbligo di revisionare il libro o di riscriverlo ancora una volta, lascerà che essi rimangano nel silenzio, eccetto per uno che è stato notato dagli altri: il libro è troppo corto. »


"John Ronald Reuel T."

Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo art. 27.

«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»

"La libertà senza la giustizia sociale non è che una conquista fragile, che si risolve per molti nella libertà di morire di fame".

Sandro. P. (1896 – 1990)

giovedì 31 ottobre 2013

+1

Gentile sig. Santamaria,

La ringraziamo per averci inviato il suo lavoro, che è stato esaminato con attenzione.
Ci dispiace informarla che, nonostante sia una lettura piacevole, esso è stato ritenuto poco consono alle nostre esigenze editoriali.
Facendole i nostri migliori auguri, le inviamo cordiali saluti.
“Data l’enorme quantità di proposte editoriali che riceviamo, non saremo in grado di restituire i materiali inviatici”.



Avete appena letto l’ennesima lettera di rifiuto arrivata in data 30/10/2013; d’accordo … Uno scrittore deve accettare le lettere di rifiuto senza proferire parola, su questo non v’è dubbio, ma, personalmente, auspicherei che prima o poi io abbia la possibilità di ricevere anche qualche lettera di “accettazione” (in 3650 giorni avrei gradito che arrivasse qualcosa di più positivo).
Innanzitutto è d’obbligo ringraziare le “signore” case editrici che rispondono alle proposte che gli invii (ricordate: nulla è dovuto a noi che inviamo un nostro lavoro in visione e già il fatto che lo prendano in considerazione è una cosa positiva), poiché, per esperienza personale, posso affermare che sono ben poche le risposte che un aspirante scrittore riceve.
Diciamo che su 100 invii fatti le risposte che l’aspirante scrittore riceve sono al massimo 20 (e sono stato anche generoso nell’affermazione appena fatta); quello che ho detto non è un’invenzione, ma il frutto di una statistica che io stesso, e posso dimostrarlo poiché ho conservato tutto il materiale cartaceo, ho fatto nel corso delle mie esperienze.
In genere, le stesse case editrici, ti dicono che se entro sei o più mesi non ricevi un loro messaggio … Beh: quello vuol dire che la proposta inviatagli non coincide con le esigenze editoriali della casa editrice; tutto qui.
Quello che ho scritto non deve essere in nessun modo intesa come una critica, poiché in nessun caso mi sono permesso di esprimere pareri dei quali non potrei farmi carico (non conoscendo il mondo editoriale, non sono in grado di giudicare il comportamento di nessuno e tanto meno di avere una visione chiara della situazione); non l’ho fatto in tutti questi anni e non voglio farlo adesso.
È solo che, non vergognandomi dei rifiuti che ricevo, li metto a disposizione di tutti; affinché ogni amante della scrittura, qualora capitasse su questo blog, sappia che la via che si accinge a percorrere sarà irta d’impedimenti.
Intanto ringrazio infinitamente la casa editrice che mi ha risposto e persino quelle che lo hanno già fatto; l’essere consapevoli del fatto che si viene presi in considerazione è già qualcosa: se sono stati così gentili da spedirmi una risposta, oltretutto impegnando il loro tempo persino scrivendo a mano l’indirizzo, vuol dire che l’hanno letto veramente e indirettamente ciò significa che, se si persevera nello scrivere, prima o poi qualcuno noterà che hai scritto un bel romanzo.
Sappiate che, prima di essere un aspirante scrittore o scrittore, ogni persona è stata, e lo è ancora, un lettore fervente di libri; ciò significa che è tuttora un vostro cliente e dunque compra il vostro prodotto.
È tutta pubblicità positiva per la casa editrice che risponde alle proposte dell’aspirante scrittore …
Voglio parlarvi però anche del lato economico per quanto concerne un invio del manoscritto che avete appena terminato:
Per spedire un manoscritto bisogna che esso sia quantomeno accettabile dal punto di vista della leggibilità e della rilegatura, impaginazione, copertina e quant’altro; tutto questo si traduce in spesa economica che io ho quantificato in … diciamo … € 5,00 a copia, e tutto ciò se vi arrangiate facendo da soli e senza rivolgervi a terze parti (parlo della carta, colla per rilegare, pressa per rilegare, filo, ago, stampante, copertina e manodopera), in più ci sarebbe da calcolare il costo della spedizione che qui in Italia incomincia ad avere un peso più che rilevante.
I costi della spedizione variano a seconda del peso e anche in questo caso ho fatto una media: diciamo che ve la caverete con € 15,00 per un libro di trecento pagine circa; ovvio: raccomandata con ricevuta di ritorno.
Sommando le due cifre si evince che ogni qual volta che farete un invio spenderete di media € 20,00 che moltiplicato per 100 fa € 2000,00 e dunque gli invii si trasformeranno in una cifra importante.
Dunque, dietro ogni invio, c’è molto lavoro e anche dispendio economico; pertanto ci si aspetta quantomeno un lieve riscontro, ma non contateci troppo …
Quel +1 del titolo quindi, vuole significare che aggiungo, ancora una volta, alla mia collezione di rifiuti un’ennesima lettera che invecchiando leggerò di sovente, ricordandomi degli sforzi che ho fatto per poter dare vita ai miei romanzi.
Io spero, tuttavia, che questi sforzi non siano stati vani e auspico che alla fine riuscirò a trovare un editore che si prenda cura delle mie creature (è inutile negarlo: è indispensabile per un libro la cura di una casa editrice, non v’è alcun dubbio).
Ma … Per chiunque ami scrivere, se veramente vi piace scrivere: non arrendetevi mai, anche se vi dovessero arrivare 300 lettere di rifiuto continuate a fare ciò che vi piace e non volgete il vostro sguardo alla pubblicazione; quella arriverà nel momento giusto (speriamo).
Non lasciatevi scoraggiare dalle innumerevoli delusioni che sicuramente avete sperimentato, o che sperimenterete, sulla vostra pelle; se una persona continua a scrivere nonostante ciò, beh … Direi proprio che è un vero scrittore.
Saluto, come sempre, tutti i lettori del blog; ci risentiamo quando scriverò il prossimo post.

venerdì 25 ottobre 2013

803.856; queste sono le parole che io ho effettivamente scritto fino a questo momento.

Eccomi di nuovo.
Come ricorderete, avevo affermato di aver scritto all’incirca un milione di parole nei post precedenti; beh … Effettivamente non sono lontano dalla cifra un milione, ma per essere onesti debbo dire che manca ancora un po’ al raggiungimento di tale obiettivo.
Queste sono dunque le parole esatte e divise per ogni lavoro da me fatto:

• Maximilian Arlstain – I due mondi – è un lavoro che conta 129.007 parole ed è un libro che non può essere suddiviso in più manoscritti (più avanti capirete perché dico questo).
• Maximilian Arlstain – Il canto dell’Arcangelo – è un lavoro che conta 174.914 parole (il più lungo che ho scritto) e può essere suddiviso tranquillamente in due testi (due distinti libri).
• Maximilian Arlstain – Il Signore del tetro regno – è un lavoro che conta 141.386 parole e questo manoscritto è stato pensato per essere suddiviso in tre differenti libri (al suo interno, in effetti, ci sono tre suddivisioni con i relativi titoli).

Ora; chi segue da tanto tempo il blog sa che questa trilogia parla di argomenti … Come dire … Un po’ astrusi: magia, angeli, demoni, mondi paralleli, draghi, elfi, ogni creatura fantastica che la mitologia nordica ricordi (tant’è vero che i nomi di alcuni personaggi principali ricordano “Dei” di codesta mitologia: Loki, Astral, Drenk, etc.); al suo interno ci sono persino accenni al cattolicesimo (alcuni demoni sono chiamati con nomi simili a quelli scritti: li ho solo storpiati leggermente poiché non mi andava di scriverli fedelmente; invece i nomi degli angeli sono uguali e infine sì: c’è anche l’argomento possessione spiritica); all’interno dei tre libri c’è persino un intreccio di mitologia greca e celtica: da un alto si parla di draghi, elfi, besha, folletti, fate, troll, orchi e molto di più … Dall’altro si parla di minotauri, fauni, manticore, idrolerne, creature che richiamano il mito di medusa e tanto altro.
Alcuni potrebbero dire che è un po’ artificioso l’intreccio di tante mitologie insieme; io invece, in modo ardito, dico: «Perché no?».
Sempre questa abitudine di schematizzare, secondo cui non si possono fare alcune cose … Chi lo dice poi, dov’è scritto?
Non ci sono regole rigide da osservare se si vuol raccontare una storia; Io la penso così.
Ebbene, dato l’intreccio di tante mitologie e credi, si potrebbe pensare che il racconto non abbia un filo logico, che non sia una bella storia; ma credetemi: bisognerebbe leggerla fino alla fine per dare un giudizio.
Invero però, temo che nessuno mai accetterà di stamparla; i motivi li posso solo immaginare, come penso lo immaginiate anche voi.
È il mio primo lavoro di gioventù, dunque sarebbe stato un abominio non finirlo e, anche se è un po’ macchinoso, io reputo che sia una gran bella storia che porta con se un messaggio vecchio come il mondo, ma un messaggio che bisogna spesso ricordare poiché non sempre ci si rammenta di esso: in genere si tende a dimenticarlo.
Ma bando alle ciance; andiamo avanti …

• Disperso nel tempo – 1942 – è un lavoro che conta 78.358 parole;
• Disperso nel tempo – l’epilogo – è un lavoro che conta 63.054 parole.

Hm … Anche questo mio lavoro non avrà vita facile, in quanto narra vicende effettivamente accadute e documentate nei vari libri di storia; per non parlare dei fatti avvenuti recentemente di cui non si può essere fieri.
Pertanto temo che anche la stampa di questi libri sarà alquanto improbabile; ma, sono pronto a scommettere tutto quello che ho, porta con sé un messaggio splendido che non nuocerebbe affatto al lettore (non c’è odio in essi, ma rispetto per la vita umana).
D’altronde si sa: la verità, quella scomoda, sarebbe bene nasconderla dove nessuno potrà mai trovarla; pertanto certe storie è meglio che si dimentichino.
È invece importante che esse siano ricordate, soprattutto ai più giovani, affinché non si commettano gli stessi “orrori”.
Immagino già i pareri: «E chi è costui per permettersi di scrivere sulla storia?». «Che qualifica ha?». Etc.
Costui è un umile romanziere cui pace scrivere e un romanziere che si rispetti ha l’obbligo di fornire l’anima ai propri romanzi, per cui egli nel libro deve imprimere concetti i quali, sebbene siano forti, facciano riflettere chi li legge.
Ma procediamo …

• Gigante Rossa – L’umana nemesi – è un lavoro che conta 62.786 parole;
• Gigante Rossa – Il destino del mezzo uomo – è un lavoro che conta 59.711 parole.

Eh; direi che anche questa storia, sebbene sia, per quel che mi riguarda, avvincente e zeppa di significato, avrà anch’essa vita difficile.
Ma statene certi: nessun libro da me scritto è stato redatto senza che fosse fornito di un messaggio profondo.
Continuiamo …

• Johnny Lupo e il vitello d’oro è un lavoro per bambini che conta 18.036 parole.

Uno splendido racconto per bambini che narra di amicizia e di una storia fantasy.
Detto fra noi ancora non l’ho inviato a nessuno, pertanto non ho idea di come sia giudicato dalle case editrici.
Ancora …

• Le avventure di Luminos, la lucciola che non si accendeva è un lavoro per bambini che conta 14.331 parole.

È la più bella storia, secondo me, che io abbia mai messo su carta; ciononostante non sono riuscito a farla apprezzare.
Voi direte che è un mio demerito e magari avete ragione nell’affermarlo, oppure no; tuttavia sappiate che ho fatto l’impossibile per proporlo alle case editrici che trattano libri per bambini: è questo il manoscritto scartato al concorso indetto dalla casa editrice di cui parlavo nel post precedente … Ci sono rimasto veramente male.
Al suo interno c’è un messaggio che un onesto uomo politico italiano ha lasciato in eredità a tutti noi (ve lo scrivo: “Ai giovani dico: la libertà non è una conquista definitiva, ve la dovete guadagnare giorno dopo giorno”); beh, ho pensato che dirlo ai bambini non sarebbe stato un crimine.
Un bambino dovrebbe sapere che la libertà va guadagnata con il lavoro e che non piove dal cielo per miracolo; molti uomini e molte donne sono morti per essa bramandola intensamente e molti altri, tutt’oggi, non ce l’hanno.
Dunque mi chiedo: «Perché non bisogna dirle ad un bambino di dieci anni queste cose?».
Coloro che pensano il contrario dovrebbero sapere che in Italia alcuni bambini hanno fatto persino la resistenza (Napoli, Genova, La strage sul fiume Centa, etc.), basta guardare su alcune lapidi commemorative sparse un po’ ovunque in Italia per accorgersene.
Le parole che ho scritto prima le ha dette un buon presidente della repubblica italiana: Sandro Pertini.
Secondo voi è un cattivo messaggio da far apprendere ai bambini? Mah, a me sembra che non ci sia nulla di scandaloso nel dire che bisogna lavorare per la libertà.
Infine …

• Le storie segrete dei tre regni nascosti – Il regno dei saccenti – è un lavoro che, per adesso, conta 62.270 parole.

Devo dirvi la verità: questo lavoro è stato il più duro di tutti; perché?
Perché incomincio ad accusare il colpo di questi dieci anni di lavoro non riconosciuto; sono demoralizzato all’ennesima potenza e non vedo alcuna via d’uscita all’orizzonte: la più completa desolazione.
Ma … Ho iniziato a scriverla questa trilogia e devo finirla; sarebbe un abominio non farlo, dunque m’impegnerò quanto più potrò.
Dunque, come vi dicevo, se sommate tutte le parole che ho scritto accanto ai libri la cifra sarà questa: 803.856 parole che sicuramente aumenteranno di altre duecentomila quando avrò finito la saga che ho iniziato.
Bene ... Detto questo, non ho più nulla da aggiungere per il momento (voi direte: era ora che finissi, ma lo dovevo fare: avevo un peso di cui liberarmi), pertanto vi saluto nuovamente e vi do appuntamento al prossimo post.
Ciao a tutti.

venerdì 18 ottobre 2013

Inizio la stesura dell'undicesimo libro.

È ora di scrivere il seguito di “Le storie segrete dei tre regni nascosti”; e prima lo faccio, meglio è.
Oggi dunque inizio la stesura del secondo libro della saga … Hm, ho progetti ambiziosi per questo libro, ma, come sapete, i miei progetti non sono mai esatti; dovessi dirvi che ho progettato di scrivere un libro di 600 pagine, sicuramente le pagine non sarebbero quelle annunciate … Potete scommetterci.
Allora; dato per scontato l’inizio della sua stesura, vi voglio parlare di come sono andate le cose per me negli ultimi mesi.
Il lavoro che ho fatto è sotto gli occhi di tutti i lettori e non c’è bisogno di ripeterlo, quello che invece non è stato scritto ve lo dico adesso; e riguarda proprio gli ultimi avvenimenti di cui sono stato protagonista.
Ebbene …
Anche nei mesi precedenti non sono rimasto a guardare e, sebbene fossi con il morale sotto i piedi (forse un po’ di più che sotto i piedi), ho mandato i miei lavori a ben cinque case editrici; fra queste ce n’era una che aveva indetto un concorso al quale ho partecipato.
Ogni sito internet da me visitato ha questa frase nella sezione invio manoscritto: “Se entro sei mesi non riceverete alcuna risposta, vorrà dire che il vostro lavoro non coincide con la nostra linea editoriale”; il che significa che non sono interessati.
Invece, per quanto riguarda il concorso, nell’apposita pagina dedicata allo stato del concorso stesso, c’era segnato: “se entro il quindici del mese non avrete nostre notizie vorrà dire che siete stati esclusi dalla gara”.
Detto questo, passiamo ai risultati …
1° casa editrice: libro inviato in formato elettronico il 02/02/2013 ad una piccola casa editrice, sono passati otto mesi e non c’è stato nessun segno di tentato contatto da parte loro; deduzione: rifiuto.
2° casa editrice: libro inviato in formato elettronico il 08/04/2013 ad una grossa casa editrice, sono passati sei mesi e non è arrivata nessuna mail da parte loro; deduzione: rifiuto.
3° casa editrice (concorso): libro inviato il 26/05/2013 in formato elettronico ad una grossa casa editrice, è passato il quindici del mese e nessuna mail è pervenuta; certezza: esclusione dalla gara.
4° casa editrice: libro inviato in formato elettronico il 10/04/2013 a un’ennesima grossa casa editrice, sono passati sei mesi e non c’è stato alcun segno da parte loro; deduzione: rifiuto.
5° casa editrice: libro inviato il 26/04/2013 ad una grossa casa editrice la quale in modo signorile ha risposto a mezzo mail; il messaggio recitava: “abbiamo ricevuto il suo lavoro e la ringraziamo per averci dato la possibilità di leggerlo; le comunichiamo che verrà esaminato dai nostri editor nei sei mesi successivi all’invio di questo messaggio. Se entro tale termine non riceverà una nostra risposta vorrà dire che il suo lavoro non coincide con la nostra linea editoriale”; certezza: aspetto che passino i sei mesi (manca poco …).
Da allora non ho più fatto nessun invio, anche perché sono stato molto impegnato sui testi che stavo redigendo.
Ecco; ora avrete certamente più elementi per comprendere quello che uno scrittore, o aspirante che sia, deve fare per evitare che i suoi libri muoiano.
Il libro bisogna scriverlo, correggerlo, disegnare la grafica, impaginarlo, rilegarlo, tentare di farlo conoscere, proporlo alle case editrici più e più volte anche a costo d’essere scambiato per invadente, tenersi pronti per un sacco di rifiuti, soffrire: poiché durante la scrittura dei libri stessi si deve fare anche altro (almeno così deve fare chi di scrittura non vive).
Per di più bisogna tenere conto della resistenza di un intero mondo che è restio a nuove entrate; pertanto si deve essere pronti a sopportare ogni tipo di pregiudizio … (ES: chi si crede di essere questo qui?).
Qualcuno potrebbe chiedersi del perché io scriva dei rifiuti ricevuti …
Beh, sapete come la penso a riguardo: la verità non può nuocere agli onesti, dunque perché tenere nascosto quando i miei libri sono rifiutati.
Certo che oramai ho superato di gran lunga la soglia Harry Potteriana dei rifiuti (mi pare che Harry Potter sia stato rifiutato dalle grosse case editrici per una dozzina di volte; almeno così mi pare d’aver letto da qualche parte), ma se nella vita non ci fossero degli impedimenti è anche vero che nessuno imparerebbe; infatti, è uscendo fuori dalle avversità che si apprende come comportarsi in determinate situazioni.
È tutta esperienza; credetemi …
I rifiuti che ho ricevuto?
Beh, ho perso il conto; ve lo giuro.
Or dunque: oggi inizio la stesura del mio undicesimo libro; concentriamoci solo su questo.
Saluto tutti i lettori; ci risentiamo quando scriverò il prossimo post.

sabato 12 ottobre 2013

Sono ufficiosamente entrato nel guinness dei primati: state leggendo un messaggio dell’unico uomo al mondo che ha scritto dieci libri inediti.

Il decimo libro è stato completato.
È un lungo lavoro e non nego che ci siano stati dei momenti veramente difficili.
Più passa il tempo, più scrivere diventa problematico; soprattutto in queste condizioni.
Sapete: se si notassero dei riscontri sarei più motivato, ma così … È mai possibile che dopo tutto questo tempo non sia riuscito a far apprezzare un mio lavoro?
Ma forse io pretendo molto da me stesso e dunque devo rendermi conto di come stiano le cose.
Purtroppo vedere le cose con obiettività non è mai semplice, soprattutto se si è coinvolti in prima persona come in questo caso.
Hm … Tuttavia, come ho sempre detto, ho un lavoro da terminare e proprio non posso lasciar perdere; se lo facessi renderei vano tutto il lavoro che ho fatto fino a questo momento.
Una cosa però è certa: nonostante tutto l’amore che si possa sentire per qualcosa, sia essa una passione, sia esso un sentimento, ci si deve rendere conto di quando è tempo di fermarsi; se ciò non accadesse significherebbe una sola cosa: mancanza di buon senso.
Beh!
Dunque … Credo sia ora di lasciare in pace le varie case editrici; il feedback è finalmente arrivato al destinatario in maniera limpida, anzi: direi chiaramente.
Dopo molti anni era anche logico dopo tutto …
Immaginare di riuscire a cambiare qualcosa con il solo lavoro è pura utopia; ecco quello che ho compreso in questi dieci anni di continuo peregrinare e di lunghe ed estenuanti ricerche tutte vane.
Da un lato rimane l’amarezza di non riuscire a far leggere i miei lavori; dall’altro, invece, mi pongo molte domande, ovvio: tenendo sempre presente che bisogna essere meritevoli e capaci.
Allo stesso tempo prendo atto che, avendo scritto molto e avendo fatto di tutto per porre all’attenzione dei professionisti del settore tali lavori, si prospettando due ipotesi di cui scrivo in tutta franchezza:

      Il sottoscritto scrive male e la cosa più triste è che io non me ne rendo conto.
      
      Chiunque abbia letto i miei lavori, se essi sono stati letti, non è riuscito a vedere le potenzialità dei libri (questo potrebbe anche far parte della 1° ipotesi però e dunque essere una mia mancanza).

In entrambi i casi io non ne esco bene; nel 1° caso io farei certamente una pessima figura, nel 2° caso cadrebbe, per un lettore medio come me, un mito del quale è meglio non scrivere; ma, se tale eventualità fosse vera, con quale spirito dovrei continuare a comprare i libri?
Invero ci sarebbe anche una terza ipotesi, ma ve la lascio immaginare …
Or dunque, dopo aver riflettuto un po’, com’è giusto che una mente razionale faccia, ritorniamo a parlare del lavoro che ho finito.
Ecco le caratteristiche del libro:

Pagine: 325 (A5);
Parole: 62.270;
Caratteri: (spazi esclusi) 321.233;
Caratteri: (spazi inclusi) 380.957;
Paragrafi: 2.855;
Righe: 9.261.

È mia abitudine fare un riassunto ogni volta che finisco un libro e anche questa volta non farò eccezioni.
Immaginate un regno amministrato da una sorta di guida spirituale …
In esso molta gente subisce le più indicibili sofferenze a causa del regime ecclesiastico che circuisce gli abitanti in modo da avere su di loro il controllo totale.
Il Pastore della setta reprime crudelmente tutti i tentativi di ribellione non avendo alcuna pietà; infatti, secondo il suo pensiero, la gente esiste solo per far sì che lui e i suoi porporati possano vivere nel lusso più sfrenato e dunque essere in grado di diffondere agevolmente la loro religione che chiamano “verità”.
Ma una profezia mina le fondamento del regime ecclesiastico …
Un monaco che si ribellò al “Pastore” annunciò che un uomo avrebbe posto fine alla sua tirannia che da lungo tempo attanagliava quei luoghi.
Quando i tempi sembreranno maturi il Pastore, temendo che la profezia sia vera, darà mandato all’esercito monastico di radere al suolo intere zone non risparmiando neppure i bambini e gli stessi suoi missionari.
Un monaco riesce però a sfuggire ad un assedio del monastero in cui dimorava, in seguito vagherà alla ricerca di un rifugio e di una spiegazione a ciò che sta avvenendo.
Si rifugerà in una città e lì vi troverà Adam, un ragazzo che si è nascosto per sfuggire alle orde di monaci guerrieri in cerca dei sopravvissuti.
I due fanno amicizia e riescono a fuggire sulle catene montuose le quali ammantano l’intero regno; da lì cercheranno di oltrepassare i confini e mettersi al riparo dall’ira dell’esercito monastico.
Ma durante il viaggio si renderanno conto che la situazione è ben più grave di quello che loro avevano immaginato e prenderanno coscienza che il comportamento della setta religiosa sfiora la pazzia: il Pastore ha messo a punto armi biologiche di cui intende servirsi per mantenere il potere.
In accordo con i molti sopravvissuti decideranno che il Pastore va fermato e che il regno debba essere liberato dalla dittatura ecclesiastica.
Si formerà dunque un esercito di resistenza e dure battaglie attenderanno i due protagonisti del racconto, ovviamente non mancheranno i colpi di scena e le sorprese, che, com’è ovvio, non scriverò adesso; dovrete aspettare che io abbia corretto tutto il libro.
Credo, tuttavia, di aver reso l’idea di che racconto sia; il tutto si svolge in un’ambientazione medioevale, per il momento.
A me sembra un buon romanzo, ma è un’opinione di parte e dunque va presa per quello che è.
Come anticipato, assieme al libro, ho finito anche il filmato di presentazione.
Beh, io non so dire se sia un capolavoro o meno, come affermo ormai da tempo sono il meno indicato per fare il critico; soprattutto di me stesso poi.
Sapete: non sarei obiettivo … Lascio ad altri il giudizio.
Una cosa però la posso dire: quanto ho lavorato per fare quello che vedete, che avete visto e quanto ancora lavorerò per finire quello che ho iniziato.
Se dovessi fare un resoconto di quanto ho fatto, ad essere onesto, non mi so spiegare come abbia potuto assemblare il filmato (sono una tabula rasa per quanto riguarda l’editing video) e persino mettere insieme la musica che sentirete a breve.
Ma …
Era destino che lo facessi; se solo penso a dieci anni fa posso assicurarvi che all’epoca non avrei neppure immaginato di poterlo fare, ad ogni modo l’ho finito e qualunque cosa io dica certamente non potrà cambiare il risultato.
È ora di farvelo vedere però; eccolo:


È un video di pochi minuti, ma mi ha tenuto impegnato per un bel po’ di tempo.
Vi dico quel che ho dovuto fare per avere questo risultato: in primo luogo ho creato la base musicale (due giorni di lavoro intenso); in secondo luogo ho filmato le scene di cui solo alcune sono state inserite nel filmato (pensate che avevo fatto ¾ d’ora di filmati in molteplici posti, ma, come vedete, il book trailer dura solo tre minuti). 
Il vero impedimento è stato proprio riuscire a filmare quello che volevo … (nonostante tutto l’impegno da me profuso però, qualche traliccio dei fili della corrente fa la sua bella apparizione di tanto in tanto; tenete comunque presente che come cameraman faccio davvero schifo).
Mi serviva l’inquadratura di un portone abbastanza imponente; mi serviva filmare delle catene montuose e poi avevo bisogno di comparse che proprio non potevo permettermi.
Se solo avessi potuto disporre di quello di cui avevo bisogno, sono pronto ad assicurarvi che sarebbe venuto più bello di quello che è.
Ma nella vita bisogna arrangiarsi con quello che si ha ed allora ho dovuto sostituire le scene in cui ci sarebbero dovute essere le comparse, il risultato l’avete visto poc’anzi.
Bene, sperando che il filmato sia stato di vostro gradimento, vi faccio vedere la copertina del libro (anche se invero l’avete già vista nella parte terminale del book trailer).
Eccola:

Vi assicuro che anche su di essa ho speso un sacco di lavoro …
Tutto quello che è stato fatto, ma proprio tutto (disegni, testo, filmati, musica etc.), è stato fatto da un’unica persona: l’autore (Io); nessuna collaborazione, né a pagamento, né gratuita, è stata richiesta
Lo so; questo dovrebbe essere motivo d’orgoglio, ma invero l’unico sentimento che riesco a percepire è quello della profonda tristezza.
Mi domando se un giorno i miei lavori giungano all’attenzione degli amanti del fantasy …
La speranza è che prima o poi qualcosa cambi, questo è certo, ed è proprio in visione di ciò che io continuerò a lavorare fin quando l’intera saga che ho incominciato con questo libro non sarà finita.
Sappiate che in me albergano due convinzioni:

      Una mente razionale deve essere curiosa, deve lavorare affinché tramandi qualcosa di costruttivo. Non si può attendere gli eventi in modo passivo, ma bisogna cercare di discernere e non prendere dunque per cosa giusta tutto quello che ci viene detto; è appunto per questa nostra capacità che ci siamo distinti dagli altri esseri viventi: siamo in grado di elaborare trovando anche delle soluzioni (gestiamo un numero di variabili impressionante). Per tali motivi devo riuscire a comprendere io con le mie forze, non devono essere altri che mi debbono inculcare alcunché.
      
      Durante il nostro cammino facciamo molte cose inutili; fra queste, le più inutili sono: piangere e lamentarsi. Se si piange, anche se invero talune volte il pianto serve come valvola di sfogo, non si risolve niente; se ci si lamenta si corre il provabilissimo rischio di essere compatiti o addirittura di divenire pesanti.

Nessuno dei due casi rappresenta una soluzione onorevole per qualsivoglia problema.
Dunque spero che la prima parte del post non sia apparsa come una lamentela; non era mia intenzione e finché avrò respiro cercherò di non lamentarmi mai.
Ecco, vedetela così: è un ragionamento che un essere umano ha fatto al fine di comprendere un meccanismo arcano che egli proprio non riesce a capire.
Resta solo da vedere se è una mia limitazione il fatto che io non riesca a capire, oppure il meccanismo di cui parlo è fatto apposta per non essere compreso; il suo compito è solo quello di mascherare la verità.
La chiave per comprendere tutto, secondo me, è riuscire a scoprire che cosa s’intende quando si nomina la parola “meritevole”.
Quali sono i criteri per assegnare tale aggettivo?
Boh; non immagino, ma posso provare a fare delle ipotesi: bisogna avere molta inventiva, conoscere l’analisi logica e quella grammaticale, lavorare molto, essere una persona seria etc.
Spero tuttavia che “codeste qualità” bastino per rientrare nella categoria dei meritevoli, ma è altresì inutile riflettere su questo ed allo stesso tempo qualsiasi polemica è tempo sprecato (nulla è dovuto).
Penso che debba esserci una sola convinzione: “Sto facendo questo perché mi fa stare bene, di conseguenza mi piace; dunque non mi aspetto nulla in cambio, ma l’unica cosa che mi fa stare male è il fatto che, probabilmente, poche persone potranno leggere le mie storie”.
Da questo mio pensiero deriva l’impegno che ci sto mettendo nello scrivere e nel cercare di rendere visibili i miei romanzi; quantomeno da rendere gli amanti della lettura fantasy consapevoli della “loro” esistenza.
Il problema grosso è appunto trovare il modo di renderli accessibili a chiunque desideri leggerli; e dato che trovare un editore si è dimostrata un’impresa titanica durata un decennio (oltretutto è stata una ricerca vana), dovevo pur inventarmi qualcosa per non far morire i miei romanzi.
Ora … Ho sempre sostenuto di non poter esprimermi sulla qualità di ciò che ho scritto, che scrivo e che scriverò, ma posso dire che tutto quello che ho fatto, l’ho fatto con passione genuina.
I risultati li vedete voi stessi; penso che dopo tre anni siate perfettamente in grado di comprendere se sono un asino come scrittore oppure scrivo in maniera decente (il che include il fatto di conoscere la grammatica italiana).
Non nego che abbia fatto qualche errore, ma la perfezione non è di questo mondo e il lavoro che ho fatto di solito non lo fa una sola persona; questo tenetelo bene a mente quando esprimerete un vostro giudizio.
Tante volte, visitando dei blog o dei forum che trattano l’argomento letteratura, ho letto molte opinioni che finivano con la parola “ciarpame”, che oltretutto è un aggettivo spregevole e ripugnante quando viene usato per descrivere il lavoro fatto da una persona.
Il libro può piacere o non piacere, ma comunque rimane il frutto del sudore di uno scrittore o aspirante scrittore, pertanto va rispettato e usare la parola “ciarpame” denota solo il volersi improvvisare critici letterari impropriamente; converrete con me che dare dei giudizi debba includere il possedere un bagaglio di conoscenze non indifferente e nella maggior parte dei casi il bagaglio c’è (da noi il bagaglio si può comprare, basta avere i soldi), ma mancano le conoscenze (e quelle non si comprano, vengono acquisite soltanto con il sudore e l’impegno).
Inutile dire che tali siti internet non meritano nemmeno un minuto del nostro tempo …
Fatemi approfittare di questo messaggio anche per spiegare alcune mie decisioni che riguardano il blog: i commenti sono da sempre disabilitati; ciò non è stato fatto perché non ho voglia di avere uno scambio di idee con i lettori del blog stesso (anzi: ben venga lo scambio di idee), ma poiché, come vedete, il lavoro che devo fare è tanto e se qualcuno commenta è un obbligo rispondergli.
Tutto questo si tradurrebbe in un carico di lavoro più oneroso per me e temo proprio che io stia già facendo fatica ad assolvere ciò che debbo fare, pertanto non posso aggiungere altro lavoro.
Tuttavia, come sa chi di voi mi ha scritto, ho sempre risposto ai messaggi che mi sono arrivati a mezzo mail e al lato del blog ci sono ben due indirizzi mail; sarò dunque lieto di continuare a rispondervi se m’invierete delle mail.
Adesso però è il momento della buona notizia: se avete letto fino a questo punto, vuol dire che non sono un asino come scrittore; evviva!
Pensate: avevo incominciato a sospettare che mi fossi ammalato di grafomania …
Ma basta tediarvi, questa volta ho scritto veramente tanto (il messaggio scritto conta circa 2500 parole).
Lo pensate anche voi vero che questa volta ho scritto tanto?
Vi saluto,come sempre, e vi do appuntamento al prossimo post (invero oggi ci lasciamo con la bellissima notizia della mia entrata ufficiosa nel guinness dei primati; ricordate? Sussurriamolo insieme: «L’unico uomo al mondo ad aver scritto dieci libri inediti che in tutto contano quasi un milione di parole …).

Ciao a tutti.