Vi presento “Gigante Rossa - l’umana nemesi - ” :
Spero che la copertina sia di vostro gradimento.
Immaginate che quel rettangolo avvolga le 358 pagine del libro, provate a valutare l’effetto grafico; secondo me dovrebbe avere un bell'impatto.
Farò una breve presentazione del libro e poiché sono una persona fantasiosa, proverò ad immaginare che sia in una sala piena di lettori che stanno ad ascoltare ( spero per il mio bene che non lo facciano con un bastone fra le mani e con sguardo minaccioso ).
Questa la quarta di copertina:
Un pianeta morente;
un’intera stirpe in procinto di scomparire;
la vita che si ambienta alle più estreme condizioni;
il fine: evitare l’annientamento.
La fonte d’energia più potente del sistema solare è divenuta incontrollabile, l’essere umano nulla può alla sua imponenza: deve fuggire.
La terra si è trasformata in una colonia di esseri mutanti e famelici;
non esiste più la supremazia dell’uomo, si è solo prede o predatori: l’obiettivo è sopravvivere.
La legge di Darwin ancora una volta si palesa incontrastata …
Innanzi tutto vorrei spiegarvi la scelta del titolo …
Nemesi; che cos’è di preciso?
Ecco ciò che si dice:
Nemesi viene dal greco νέμεσις (nèmesis), derivato dal verbo νέμω (nèmo, "distribuire"), dalla radice indoeuropea nem-. La parola viene usata con il significato di "sdegno", "indignazione", da scrittori come Omero (Odissea) e Aristotele (Etica Nicomachea), mentre ha il significato di "vendetta", "castigo" per scrittori come Erodoto, Claudio Eliano (Varia historia) e Plutarco. Nella Theologumena arithmeticae di Giamblico ha il valore numerale di 5.
La parola ha il valore di "giustizia compensatrice" o "giustizia divina".
Originariamente, infatti, la dea greca irrogava gioia o dolore secondo quanto era giusto, e quindi con nemesi si intende evento, situazione negativa che segue a un periodo particolarmente fortunato, quale atto di giustizia compensatrice distribuito dal fato.
L'idea che soggiace al termine è che il mondo risponda a una legge di armonia, per cui il bene debba essere compensato dal male in egual misura.
Nella cultura anglosassone moderna, il termine ha assunto il significato di nemico.
Fonte: WikipediA ( enciclopedia libera ).
Nei vari vocabolari consultati ha lo stesso significato: dea vendicatrice, castigatrice di torti storici.
Ora parliamo della Gigante Rossa …
Questo è quello che dicono:
In astronomia, una gigante rossa è una stella grande e fredda di classificazione K o M e di colore rosso o arancione.
La massa delle giganti rosse varia da circa 0,5 a 10 masse solari in una fase tardiva dell'evoluzione stellare.
Se si superano le 10 masse solari si parla di stella supergigante rossa.
Il nostro Sole:
Si stima che il Sole raggiungerà questo stadio tra circa 5 miliardi di anni: le sue dimensioni saranno colossali, prossime a 2 UA (circa 100 volte quelle attuali), cioè la distanza che lo separa dalla Terra, tanto che la sua atmosfera esterna ingloberà quasi sicuramente i pianeti Mercurio e molto probabilmente Venere.
Incerto è il destino del nostro pianeta, la Terra: alcuni astronomi ritengono che anche il nostro pianeta verrà inglobato dalla stella morente; altri invece ipotizzano che il pianeta si salverà, poiché la perdita di massa da parte della nostra stella farebbe allargare la sua orbita, che slitterebbe conseguentemente sino a quasi 1,7 UA.
Si ritiene che il pianeta possa evitare di esser inglobato dall'aumentata massa solare verso lo spazio esterno, sebbene la maggior parte (se non la totalità) della vita presente sarà estinta.
[3] Tuttavia, le più recenti simulazioni mostrano che l'orbita terrestre, a causa di effetti di marea, decadrà, causando il suo ingresso nell'atmosfera solare, con conseguente distruzione.
[4] Secondo i calcoli dell'astrofisica una stella di massa solare non arriva mai a innescare il processo di fusione del carbonio.
Invece, alla fine della fase asintotica gigante, la stella espellerà i suoi strati più esterni, formando una nebulosa planetaria con il nucleo d'elio della stella esposto al vuoto dello spazio, diventando così una stella nana bianca.
L'espulsione nel cosmo della nebulosa planetaria e il suo diradarsi nello spazio interplanetario mettono fine alla fase di gigante rossa nell'evoluzione stellare.
La fase di gigante rossa dura in genere soltanto alcuni milioni di anni [5] e dunque è relativamente molto breve rispetto ai miliardi di anni che stelle di massa simile a quella solare trascorrono nella sequenza principale.
Fonte: WikipediA ( enciclopedia libera ).
Dunque …
Il Sole, fra cinque miliardi di anni, finirà l’idrogeno e non avendo altro elemento da bruciare utilizzerà l’elio; bruciando elio si ingrandirà a dismisura divorando Mercurio, Venere e la Terra, arrivando a lambire Marte.
Gli altri pianeti: Giove, Saturno, Urano, Nettuno ed il planetoide Plutone saranno bersaglio del forte vento solare.
I pianeti gassosi perderanno il manto di gas che verrà disperso nello spazio per via della stella ingigantita.
Il Sole palpiterà in modo frenetico ( in verità palpita da sempre ) e poi finirà in un colossale botto contornato da nubi di gas; rimarrà solo una stella nana bianca al posto del Sole, in seguito diventerà una stella nana nera: cioè una stella morta.
La Terra?
La Terra, qualora non venisse inglobata dal Sole, con molta probabilità, verrà sbalzata via dall’esplosione vicina …
Immaginate uno specchio d’acqua; tirateci dentro un sasso di enormi proporzioni … avete presente quei cerchi concentrici?
Bene …
L’esplosione del Sole provocherà un fenomeno simile, solo che i cerchi concentrici in questione saranno torsioni della materia simili a gigantesche onde che espelleranno la Terra dal sistema solare, facendola finire nello spazio infinito oppure in qualche ammasso di asteroidi.
Dunque ci sono due possibilità:
La Terra verrà disciolta dal Sole;
oppure la Terra verrà spinta fuori dal sistema solare, dopo essere stata oggetto di fortissime radiazioni che cambieranno il suo aspetto: diventerà come Mercurio.
La vita?
La vita, se vorrà sopravvivere, dovrà trovare il modo di allontanarsi il più possibile dal Sole, oppure addirittura tentare un viaggio fuori dal sistema solare e trovare pianeti simili alla Terra.
Tenuta presente questa prospettiva, ho immaginato di trovarmi nella situazione descritta;
che cosa farà l’uomo per salvarsi?
Ovviamente c’è da tenere a mente che 5 miliardi di anni sono un tempo impensabile, ma mettiamo che la razza umana sopravviva per un così lungo tempo senza che si ammazzi da sola ( bombe atomiche, armi di distruzione batteriologiche, etc . Permettendo … ).
L’uomo dovrà andare via dal pianeta oppure perirà.
La trama del romanzo è ambientata in questo scenario apocalittico descritto da eminenti studiosi, dunque vero.
Il protagonista lotterà per salvarsi, assieme a lui i superstiti del genere umano; contornati da un ambiente fantascientifico, ed in continuo pericolo, dovranno fuggire dal pianeta morente.
Ma direi: mica tanto fantascientifico … immaginate che effetti avrebbero le radiazioni solari sugli organismi capaci di sopportarle poiché abituati.
Dunque, parlavamo del titolo.
Gigante Rossa: il pericolo mortale per la vita; l’umana nemesi: la punizione per il genere umano.
Perché punizione storica, cos’ha fatto l’uomo per meritarla.
Beh …
Io ho pensato che se il genere umano arrivasse a quel periodo senza aver progettato una via di fuga, quella sarebbe la sua colpa e dunque arriverebbe la giusta punizione; giusta perché invece di perdere tempo correndo dietro l’economia ed impegnando il suo prezioso tempo nel farsi guerra senza giungere ad uno scopo costruttivo, avrebbe dovuto concentrare tutti i suoi sforzi verso un obiettivo comune: riuscire a viaggiare nello spazio e dunque cercare un mondo che possa ospitarci anche dopo l’esplosione del Sole.
Bene;
è dunque giunta l’ora di postare anche la prefazione, la quale darà un quadro completo della storia che ho scritto.
Eccola:
Anno non ben definito …
La razza umana è sull’orlo del baratro e gli eventi catastrofici che hanno costellato la sua storia stanno per cancellare quella stirpe dall’universo.
Una forza incommensurabile che va oltre l’umana concezione è in procinto di spazzare via un intero sistema solare e con esso i suoi abitanti.
La Terra, un pianeta ricco di acqua e dunque di vita, è giunta al termine naturale del suo ciclo vitale; i suoi abitanti, residenti da tempo immemore di quel mondo, furono costretti ad abbandonare quel pianeta in cerca di altri posti tranquilli in cui dimorare.
Forti di una tecnologia avanzata che permetteva lunghi viaggi nell’universo, s’imbarcarono in una difficile avventura: costretti a migrare, salparono verso mondi sconosciuti a bordo delle loro astronavi.
Tuttavia non vi fu la possibilità di salvare molti abitanti di quel mondo; alcuni s’imbarcarono su quelle navi stellari, altri, i più poveri e meno abbienti, non ce la fecero a pagare l’ingente somma, rigorosamente in oro, che il viaggio richiedeva.
In pochi riuscirono ad andar via dal pianeta e la maggior parte della gente rimase intrappolata su di esso in attesa della fine; in più, particolari condizioni, costrinsero la razza umana a trovare rifugio nel sottosuolo.
La maggior parte delle persone cercarono riparo nelle zone che il genere umano aveva costantemente costruito nel sottosuolo: chilometri e chilometri di gallerie, all’occorrenza ingrandite a dismisura per far posto a città sotterranee che contenevano la moltitudine di gente speranzosa di riuscire a non perire su quel mondo.
Il tempo scorreva e la vita dell’uomo riprese come se fosse in superficie: anche sottoterra riuscì a sfruttare quel mondo morente ed a trarre nutrimento per mezzo dell’agricoltura e di tutto ciò che in precedenza lo aveva sfamato in tempi di quiete, quando si poteva scorrazzare pei verdi campi del pianeta e godere dell’energia che il sole irrorava generosamente.
Con lo sviluppo di energia alternativa egli sopperì alla forza solare che nel sottosuolo venne meno, ma per l’uomo si prospettava un triste destino e se non fosse riuscito a fuggire dal pianeta avrebbe rischiato l’estinzione; per di più le radiazioni a cui fu sottoposto, in alcuni casi causarono la mutazione della specie e più della metà della popolazione mondiale si adattò all’ambiente venutosi a creare.
La legge di Darwin si palesò visibilmente … e non solo l’uomo mutò: cambiarono anche le sue abitudini alimentari; coloro che si trasformarono deglutivano qualsiasi cosa gli capitasse a tiro: iniziò una lotta per la sopravvivenza che non disdegnava i più criminosi atti, persino il cannibalismo.
Esistevano due tipi di esseri viventi in quell’epoca: le prede e i predatori; null’altro …
Ciò nonostante c’era ancora un barlume di civiltà; molti si unirono in colonie sotterranee e continuarono a vivere in comunità regolate dalle più elementari leggi che la democrazia dettò in passato: Egalité – Fraternité – Liberté.
Le colonie erano in tutto e per tutto simili a grandi agglomerati urbani, solo che in quei tempi erano interrate; esse erano pervase da tutti i servizi necessari per vivere, dall’istruzione alla sanità.
Tuttavia il pericolo era una costante, poiché i mutati attaccavano spesso quei posti in cerca di vettovagliamento; i poliziotti e l’esercito talune volte non riuscivano ad impedire le loro scorribande con le sole armi di cui disponevano.
Arrivati a questo punto penso che sia abbastanza per una presentazione …
1736 parole paiono più che sufficienti e non vorrei annoiarvi.
Non so; a me la situazione incuriosiva, ecco perché ho voluto narrare degli eventi che si potrebbero verificare.
Proprio perché sulle ali della fantasia si può dire tutto ciò che si vuole, anche descrivere le circostanze più strane.
Spero, ad ogni modo, che queste mie righe vi abbiano incuriosito e che abbiate trovato la storia interessante.
Hm …
Non è certo una condizione bella quella dello scrivere e non avere alcun riscontro, ma noi ci siamo abituati: chiunque scriva conosce bene la sensazione che si ha quando si propone il proprio lavoro e nemmeno si riceve una risposta.
È così; e non si può cambiare un sistema radicato.
Chi sono però io per giudicare?
Non sono abbastanza qualificato per farlo.
Però converrete con me che è una cosa abbastanza triste:
nel primo caso, se il sistema ha ragione, esistono persone che non si rendono conto dei propri limiti; potrei entrarci anch’io in questa schiera, anzi: sicuramente.
Nel secondo caso, se il sistema ha torto, è evidente che l'ambiente odierno è soggetto all’economia; dunque non v’è speranza per un giovane che non ha la possibilità di comprarselo quel privilegio.
Non ha importanza se è un genio o meno, ma conta se è figlio di qualcuno che conosce gente influente oppure se è una persona conosciuta.
Questo, se permettete, per me è ancor più triste.
Sapete; io credo che coloro i quali ricevono più danni dal sopraccitato comportamento sono proprio i veri lettori, quelli a cui viene negato il diritto di leggere delle storie in cui potrebbe valer la pena immergersi.
Ma io dico: Mai arrendersi e andare sempre avanti.
Piuttosto regalateli i vostri lavori se avete veramente passione per la scrittura, in fondo l'obiettivo è proprio quello di non far morire i nostri racconti; proprio ciò che avverrebbe se rimanessero chiusi nel cassetto.
...
Non ci fate caso, scarabocchi a me cari; simboli che mi ricordano la mia infanzia, quando avevo otto anni.
In pratica è un ringraziamento per una presenza importante nella mia vita; e poichè sono un po' timido, meglio che lo scriva di mio pugno ( oltretutto sono andato anche storto, i caratteri tendono ad andare all'insù. Ahimè ... ).
Un saluto ai lettori del blog.
Un saluto ai lettori del blog.

