2011; un posto non ben definito dell’Italia settentrionale:
In un giorno che prelude all’estate, una famiglia come tante si risveglia e pone le basi per affrontare le fatiche quotidiane.
Dopo aver preparato il loro bambino di otto anni, due coniugi si dividono salutandosi e dandosi appuntamento per la sera: quando finiranno i loro lavori.
Il marito s’incarica di accompagnare a scuola il figlioletto Giacomo e subito dopo si dirigerà verso il luogo dove comincerà la sua giornata lavorativa.
Prima però si ricorda che deve passare in un tabacchino per acquistare una ricarica telefonica a lui indispensabile.
Lì incontrerà due strane personalità che gli comunicheranno qualcosa di poco chiaro, ma Andrea (questo il nome del personaggio principale) scambierà quei due anziani per persone bisognose di parlare, dunque non gli darà retta ed andrà via poiché in ritardo.
Durante il tragitto però sarà oggetto di un brutto incidente …
Si risveglierà in un posto che lui non conosce e cercherà aiuto presso il primo paese che incontra sulla sua strada.
Nel paese che prende il nome di Mosello (paese immaginario; non esiste in Italia) si ritroverà in un ambiente surreale, tant’è che penserà di essere in un set cinematografico dove stanno girando un film storico.
Ahimè però si accorgerà che è stato oggetto di uno strano evento, un evento inconcepibile per la mente dell’uomo.
In paese notano che c’è quest’uomo strano e le forze dell’ordine lo arrestano; di lì le avventure di Andrea, che per difendersi assumerà l’identità di un suo parente dell’epoca il cui nome è Giuseppe, prenderanno una piega inaspettata.
Dopo tante disavventure, ancora sventure per Giuseppe (in vero Andrea nel 2011): verrà coscritto a mano armata e portato ad Udine per essere inglobato nella 301° fanteria (anche la 301° fanteria di Udine, che io sappia, non esiste e non è mai esistita: inventata da me); arrivato in loco gli daranno conferma che stanno per partire verso il fronte Russo, cosa che lui già sapeva. Dopo mesi di cammino arriveranno al fronte; lì saranno annientati dall’impeto dell’armata rossa e per Giuseppe (Andrea), unico superstite della sua compagnia, inizierà un calvario lungo quasi due anni, durante i quali troverà sulla sua strada una miriade di personaggi, a volte buoni, come la popolazione del posto che mossa a compassione gli offrirà rifugio e vettovagliamento, a volte spietati, come soldati incattiviti dalla guerra; rischierà molte volte la morte e si troverà dinnanzi ad una difficile scelta: cambiare un tassello della storia piccolo ed indifeso, ma che avrebbe richiesto molta umanità.
Beh, adesso non posso dirvi più nulla se no vi spiego tutto il libro, ma vi posto ciò che ho scritto all’inizio del dattiloscritto:
Questo testo è un lavoro basato su fatti storici veramente accaduti, tuttavia in alcuni tratti la fantasia dell’autore è intervenuta modificando gli avvenimenti.
La 301° fanteria di Udine, in cui viene arruolato il protagonista del libro, non è mai andata in Russia, in verità non so nemmeno se sia mai esistita.
Converrete con me che dichiarare l’appartenenza del protagonista ad una compagnia che veramente è partita per la Russia sarebbe stata una mancanza di rispetto verso coloro che formarono quel corpo e furono costretti a partire.
Ed alla vostra attenzione porgo la prima pagina del libro:
« Figliolo; oggi vivete nell’abbondanza e nei vizi, ma … prego tutti i giorni affinché voi non viviate ciò che noi abbiamo patito. »
L . A . – 1982 –
Parole di una delle grandi donne d’Italia che lottarono contro il fascismo imbracciando anche le armi all’occorrenza; come lei tante ragazze poco più che ventenni: tutte combatterono al fianco dei partigiani per liberare il nostro paese dalla dittatura.
Infine un piccolo componimento in versi che ragguaglia il lettore prima che inizi il libro:
“Vi fu un tempo in cui l’Uomo superò qualsiasi immaginazione e commise ogni sorta di abominio causando quasi il suo sterminio.
Guerra, pestilenza e triste sofferenza furono all’ordine del giorno in quel nefasto periodo: non vi fu alcuna distinzione fra benevolenza ed intolleranza.
Uomini ridotti in schiavitù, asserviti al Dio Danaro e ad un Despota avaro; costui in cerca di gloria seppellì la memoria elevando agli onori degli altari bugie, dando falsa speranza e facendo attecchire l’ignoranza.
In una lotta fratricida, l’intera popolazione mondiale regredì al periodo medioevale; donne deturpate da eserciti stranieri si piegarono a denti stretti, speranzose nel ritorno delle epoche gloriose.
Nessun uomo sfuggì al rastrellamento messo in atto in quel momento, tutti furono arruolati e costretti a partire mal armati verso un fronte mobile per un fine dichiarato nobile.
Uomini, Donne, Bambini, spogliati di ogni avere e, cosa più grave, di dignità e dispiacere.
Fu coniato un nuovo termine: Deportazione, per celare l’intenzione di porre fine ad intere generazioni; e cosa ancor più triste, la rassegnazione delle popolazioni: buona parte di esse fece finta di non vedere ciò che stava accadendo; chi per paura, chi per omertà, fecero finta di non avere dignità.
Ma ci fu di peggio: molti di loro provarono piacere nel vedere sopprimere crudelmente ed in maniera dura famiglie intere, colpevoli, secondo un’ideologia malata, di non appartenere alla razza pura.
Non furono risparmiati neppure i Bambini, assieme alle loro famiglie furono trucidati da soldati malfamati; i loro occhi avrebbero disarmato persino la più feroce delle bestie, ma l’uomo si dimostrò essere ben più spietato, non fermandosi nemmeno di fronte ad esseri indifesi; fu peggio della peste.
Cinque lunghi anni fra torture ed uccisioni senza alcune distinzioni.
Vi fu un tempo in cui l’uomo superò qualsiasi immaginazione, commettendo ogni sorta di sopraffazione e quasi fu la causa della sua distruzione; ci fu un tempo in cui l’umanità fu temuta per la sua crudeltà.
La tecnologia sostituì la filosofia, la conoscenza venne offuscata dalla scemenza, la vita perse il suo valore sostituita da un bene superiore imposto da un dittatore.
Quel tempo fu un’epoca in cui persino l’entità Diaboliche furono spaventate dalla crudeltà cinica dell’Umanità, la quale superò le stesse in malvagità e quell’entità scomparvero dalla realtà celandosi nell’oscurità, speranzose che l’occhio dell’uomo non si posasse su quel nascondiglio.
A debita distanza una riflessione acquisterebbe importanza: quegli occhi spalancati chiedono ancora pietà, sentimento dimenticato dall’umanità e la voce di quei bambini in tenera età pare proprio lacerare il tempo, come a cercare di non far dimenticare la folle ideologia che fu causa di quella nefasta epidemia.”
Ria Samanta
In verità l’avevo già postato in precedenza, ma oggi appare più bello …
Invece queste sono le caratteristiche di disperso nel tempo – 1942 – :
Pagine 380;
Parole 78.308;
Caratteri spazi esclusi 394.017;
Caratteri spazi inclusi 469.834;
Paragrafi 3.060;
Righe 10.551.
Ora per me inizia il periodo di riflessione, dovrò meditare su ciò che ho intenzione di fare …
Come sempre, un saluto a tutti i lettori del blog.
Vi piace leggere? Vi piacciono le storie? Beh … Se la risposta alle domande è sì, allora siete arrivati nel posto giusto. Questo è un blog dal quale potrete leggere un bel po’ di storie …
La magia di narrare storie.
La magia di narrare storie 2
Do you enjoy reading? Do you like stories? Well ... If the answer to the questions is yes, then you've come to the right place. This is a blog where you can read a lot 'of stories …
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The rights were not given to anyone, they have been printed by the author unaided by any publishing house or publishing fee.
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Pagine
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Trilogia stampata su carta
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Diario di un Aspirante Scrittore ...
Questo è il blog di un aspirante scrittore ...
Egli non scrive per soldi, non scrive per fama; scrive perché ha delle storie da raccontare.
Il blog non è stato pensato come forma pubblicitaria, ma come un diario; diario che testimonia il lavoro svolto da un qualsiasi aspirante scrittore, che vi assicuro è enorme.
L'aspirante scrittore è giorno e notte dedito alla stesura del proprio romanzo sottraendo tempo alle persone care; ciononostante, soprattutto se non ha la forza economica necessaria per accedere alla stampa, egli lo fa soltanto per puro amore dei personaggi del libro: affinché loro non muoiano.
Per chiunque pensi che scrivere un libro equivalga ad arricchirsi: beh, vi devo dare una spiacevole notizia ...
Nessuno vi aiuterà; non ci saranno amici; non ci saranno editori parsimoniosi che caparbiamente scruteranno il vostro testo, a maggior ragione per uno sconosciuto; ogni vostra richiesta ad una qualsiasi persona verrà intesa come fastidiosa poiché ognuno vuole ascoltare solo se stesso e non si è disposti ad ascoltare gli altri; tutto quello che vi guadagnerete non ve lo regalerà nessuno, ma ve lo suderete faticosamente e, a meno che non siate in grado di comprarvelo (facendo così ucciderete ciò che avete scritto però), sarà un calvario.
Scrivere significa dedicarsi interamente alla storia e nessuno lo fa per arricchirsi, soprattutto chi conosce il mondo dei libri nel nostro paese.
Io spero che questo diario informatico, un giorno, testimoni l’immane fatica che ogni scrittore esordiente fa per stendere il proprio romanzo; e a coloro i quali pensano che ognuno di noi scrive per soldi dico: «Scrivete per un po’ ... Poi darete il vostro parere».
Voi sarete soli, con una mole di lavoro da svolgere e nessun aiuto; noterete la diffidenza delle persone alle quali vi siete rivolti e avrete la necessità di raccontare una storia.
Ecco: questo è l’aspirante scrittore.
Egli non scrive per soldi, non scrive per fama; scrive perché ha delle storie da raccontare.
Il blog non è stato pensato come forma pubblicitaria, ma come un diario; diario che testimonia il lavoro svolto da un qualsiasi aspirante scrittore, che vi assicuro è enorme.
L'aspirante scrittore è giorno e notte dedito alla stesura del proprio romanzo sottraendo tempo alle persone care; ciononostante, soprattutto se non ha la forza economica necessaria per accedere alla stampa, egli lo fa soltanto per puro amore dei personaggi del libro: affinché loro non muoiano.
Per chiunque pensi che scrivere un libro equivalga ad arricchirsi: beh, vi devo dare una spiacevole notizia ...
Nessuno vi aiuterà; non ci saranno amici; non ci saranno editori parsimoniosi che caparbiamente scruteranno il vostro testo, a maggior ragione per uno sconosciuto; ogni vostra richiesta ad una qualsiasi persona verrà intesa come fastidiosa poiché ognuno vuole ascoltare solo se stesso e non si è disposti ad ascoltare gli altri; tutto quello che vi guadagnerete non ve lo regalerà nessuno, ma ve lo suderete faticosamente e, a meno che non siate in grado di comprarvelo (facendo così ucciderete ciò che avete scritto però), sarà un calvario.
Scrivere significa dedicarsi interamente alla storia e nessuno lo fa per arricchirsi, soprattutto chi conosce il mondo dei libri nel nostro paese.
Io spero che questo diario informatico, un giorno, testimoni l’immane fatica che ogni scrittore esordiente fa per stendere il proprio romanzo; e a coloro i quali pensano che ognuno di noi scrive per soldi dico: «Scrivete per un po’ ... Poi darete il vostro parere».
Voi sarete soli, con una mole di lavoro da svolgere e nessun aiuto; noterete la diffidenza delle persone alle quali vi siete rivolti e avrete la necessità di raccontare una storia.
Ecco: questo è l’aspirante scrittore.
Scrittore è:
Uno scrittore è chiunque crei un lavoro scritto e chi scrive in diverse forme e generi più o meno codificati.
E come esimersi dal citare:
« Io ho nelle ossa l'odio per l'apartheid; e più di ogni cosa io detesto la segregazione e la separazione di Linguaggio e Letteratura. Non m'importa quale di essi voi riteniate Bianco. »
"John Ronald Reuel T."
Questa poi, è bellissima:
« Il lettore più critico di tutti, me stesso, ora riesce a vedere molti difetti, grandi e piccoli, ma non essendo sotto l'obbligo di revisionare il libro o di riscriverlo ancora una volta, lascerà che essi rimangano nel silenzio, eccetto per uno che è stato notato dagli altri: il libro è troppo corto. »
"John Ronald Reuel T."
E come esimersi dal citare:
« Io ho nelle ossa l'odio per l'apartheid; e più di ogni cosa io detesto la segregazione e la separazione di Linguaggio e Letteratura. Non m'importa quale di essi voi riteniate Bianco. »
"John Ronald Reuel T."
Questa poi, è bellissima:
« Il lettore più critico di tutti, me stesso, ora riesce a vedere molti difetti, grandi e piccoli, ma non essendo sotto l'obbligo di revisionare il libro o di riscriverlo ancora una volta, lascerà che essi rimangano nel silenzio, eccetto per uno che è stato notato dagli altri: il libro è troppo corto. »
"John Ronald Reuel T."
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo art. 27.
«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»
"La libertà senza la giustizia sociale non è che una conquista fragile, che si risolve per molti nella libertà di morire di fame".
Sandro. P. (1896 – 1990)
Sandro. P. (1896 – 1990)