Vediamo un po’, potrei esordire con un:
data stellare 4500, regione nord estremo della nebula sub salariana, in rotta verso il pianeta neutrone per un pattugliamento degli spazi della confederazione.
È il capitano Kirk che vi parla ….
Mitico Star Trek, quando ero bimbo non ne perdevo una puntata.
Ma meglio se inizio con un ciao a tutti, eccomi di nuovo qui.
Ho abbondantemente superato la metà del libro più folto della trilogia e se procede di questo passo riuscirò a finirlo prima del previsto, poi lo invierò al vaglio dell’ultima persona che lo leggerà e mi dirà se è privo di errori (poverino, mi sa che lo sto ossessionando, ma visto che gli piacciono i fantasy non posso che approfittarne. D’altronde è pur sempre un libro da leggere e a detta sua risulta avvincente, dunque è come un patto tacito: lui legge un libro fantasy gratuitamente, io mi avvalgo di due occhi in più per la correzione gratuitamente. Ovviamente conto di sdebitami prima o poi).
Oggi rileggendo alcuni post mi sono accorto di aver pubblicato la sinossi sbagliata; sarebbe a dire la bozza non corretta: mi scuso con coloro che l’hanno letta, adesso è scorrevole e priva di errori.
È che tra una cosa e l’altra ci si perde e non si riesce a badare proprio a tutto, quindi qualcosa può sfuggire.
In treno, mentre stavo rincasando dal lavoro, intorno alle 21,30, mi è capitato di sentire un discorso fra due ragazzi universitari; parlavano di scrivere libri.
Non vi annoio con tutto il discorso, ma vi riassumo quello che si dicevano:
il primo diceva verso il suo amico che gli sarebbe piaciuto scrivere un libro e già parlava di percentuali di guadagno “fischia, aveva le idee chiare”.
L’amico annuiva e affermava che era disposto a leggere un libro di un esordiente ma con il cavolo che avrebbe speso € 15,00 per quel tipo di manoscritto.
Poi il ragazzo che aveva aperto il discorso asseriva che effettivamente conveniva aspettare l’uscita dell’edizioni economiche per leggersi un libro, in quanto si sarebbe risparmiato un bel po’. In seguito ha continuato con percentuali di guadagno che andavano dal 6% su ogni copia venduta all’ 8% del prezzo di copertina.
Io ovviamente non posso né assentire e né negare, non conosco questi aspetti.
In un primo momento sarei voluto intervenire nel discorso, ma poi, onde evitare di essere scambiato per invadente, ho desistito; leggevo il mio bel manoscritto e lo correggevo, ogni tanto ascoltavo ciò che dicevano.
A parte la centralità dell’argomento: I soldi, da ciò che hanno detto si è evinto che un autore esordiente ha pochissime possibilità di rientrare nei loro programmi di lettura; preferivano autori più blasonati.
E allora una domanda mi sorge spontanea:
Quel poveretto dell’autore esordiente che si china sul suo manoscritto, diciamo quattro ore al giorno senza esagerare, quante possibilità ha di essere letto da quel tipo di lettori?
Hm … a me pare poche.
E riceve il giusto compenso?
Dopo avere peregrinato molti anni per vedere stampato il suo manoscritto ed essere stato etichettato come pazzo dalle varie persone solo perché ha cercato di raccontare una storia, deve anche sentire quel tipo di discorsi, come se scrivere un libro fosse una cosa da niente e naturale.
Non si tiene conto della fatica che si fa per stendere qualsiasi manoscritto, no, si guarda il nome di chi l’ha fatto; ecco perché si comprano libri di persone con la scheda di presentazione particolare: persone famose, narcotrafficanti, persone con storie agghiaccianti alle spalle “il male attira come il miele attrae le api”, così si da il buon esempio anche alle nuove generazioni: fai male che in qualche modo avrai un ritorno …
Con queste prospettive, mi domando se chi continua a scrivere pur non avendo riscontri faccia la cosa giusta, io in primis; ma poi ci penso e capisco che qui si vede la differenza tra chi lo fa con passione e chi lo fa per altri scopi.
data stellare 4500, regione nord estremo della nebula sub salariana, in rotta verso il pianeta neutrone per un pattugliamento degli spazi della confederazione.
È il capitano Kirk che vi parla ….
Mitico Star Trek, quando ero bimbo non ne perdevo una puntata.
Ma meglio se inizio con un ciao a tutti, eccomi di nuovo qui.
Ho abbondantemente superato la metà del libro più folto della trilogia e se procede di questo passo riuscirò a finirlo prima del previsto, poi lo invierò al vaglio dell’ultima persona che lo leggerà e mi dirà se è privo di errori (poverino, mi sa che lo sto ossessionando, ma visto che gli piacciono i fantasy non posso che approfittarne. D’altronde è pur sempre un libro da leggere e a detta sua risulta avvincente, dunque è come un patto tacito: lui legge un libro fantasy gratuitamente, io mi avvalgo di due occhi in più per la correzione gratuitamente. Ovviamente conto di sdebitami prima o poi).
Oggi rileggendo alcuni post mi sono accorto di aver pubblicato la sinossi sbagliata; sarebbe a dire la bozza non corretta: mi scuso con coloro che l’hanno letta, adesso è scorrevole e priva di errori.
È che tra una cosa e l’altra ci si perde e non si riesce a badare proprio a tutto, quindi qualcosa può sfuggire.
In treno, mentre stavo rincasando dal lavoro, intorno alle 21,30, mi è capitato di sentire un discorso fra due ragazzi universitari; parlavano di scrivere libri.
Non vi annoio con tutto il discorso, ma vi riassumo quello che si dicevano:
il primo diceva verso il suo amico che gli sarebbe piaciuto scrivere un libro e già parlava di percentuali di guadagno “fischia, aveva le idee chiare”.
L’amico annuiva e affermava che era disposto a leggere un libro di un esordiente ma con il cavolo che avrebbe speso € 15,00 per quel tipo di manoscritto.
Poi il ragazzo che aveva aperto il discorso asseriva che effettivamente conveniva aspettare l’uscita dell’edizioni economiche per leggersi un libro, in quanto si sarebbe risparmiato un bel po’. In seguito ha continuato con percentuali di guadagno che andavano dal 6% su ogni copia venduta all’ 8% del prezzo di copertina.
Io ovviamente non posso né assentire e né negare, non conosco questi aspetti.
In un primo momento sarei voluto intervenire nel discorso, ma poi, onde evitare di essere scambiato per invadente, ho desistito; leggevo il mio bel manoscritto e lo correggevo, ogni tanto ascoltavo ciò che dicevano.
A parte la centralità dell’argomento: I soldi, da ciò che hanno detto si è evinto che un autore esordiente ha pochissime possibilità di rientrare nei loro programmi di lettura; preferivano autori più blasonati.
E allora una domanda mi sorge spontanea:
Quel poveretto dell’autore esordiente che si china sul suo manoscritto, diciamo quattro ore al giorno senza esagerare, quante possibilità ha di essere letto da quel tipo di lettori?
Hm … a me pare poche.
E riceve il giusto compenso?
Dopo avere peregrinato molti anni per vedere stampato il suo manoscritto ed essere stato etichettato come pazzo dalle varie persone solo perché ha cercato di raccontare una storia, deve anche sentire quel tipo di discorsi, come se scrivere un libro fosse una cosa da niente e naturale.
Non si tiene conto della fatica che si fa per stendere qualsiasi manoscritto, no, si guarda il nome di chi l’ha fatto; ecco perché si comprano libri di persone con la scheda di presentazione particolare: persone famose, narcotrafficanti, persone con storie agghiaccianti alle spalle “il male attira come il miele attrae le api”, così si da il buon esempio anche alle nuove generazioni: fai male che in qualche modo avrai un ritorno …
Con queste prospettive, mi domando se chi continua a scrivere pur non avendo riscontri faccia la cosa giusta, io in primis; ma poi ci penso e capisco che qui si vede la differenza tra chi lo fa con passione e chi lo fa per altri scopi.