Oggi dovrebbe essere un bel dì per il sottoscritto, in vero in me c’è un velo di tristezza; tristezza poiché sono stato costretto a scegliere.
Mi sono trovato dinnanzi a un bivio: rimettere il libro in un cassetto dimenticandomi di lui facendolo così morire, oppure metterlo a disposizione di chiunque. Optando per la seconda scelta però, non posso controllare i feedback di esso e potrebbe anche andare peggio; ma dopo tanti anni non posso attendere oltre, come un padre lascia andare il figlio, così io devo lasciar libero Maximilian, ma non vi nascondo la mia preoccupazione …
Ciò nonostante è una cosa che va fatta e allora facciamola come si deve.
Ed eccoci qua; è arrivato il giorno fatidico: sarò un buon narratore oppure le mie spalle sono state rubate all’agricoltura? Chi lo sa … sarete voi a giudicare.
Facendo ciò, mi espongo in prima persona sia alle critiche, sia alle improbabili lodi, ma comunque vada non potete negare che il testo che vi apprestate a sfogliare è un romanzo e l’autore ha fatto tutto quello che poteva per farlo leggere; questo proprio per amore della storia di Maximilian.
Ho lavorato tanto: da anni ormai, dormo solo cinque ore a notte per redigere il testo, in verità ci sono stati notti in cui ho dormito solo poche ore: il libro andava finito. È per questo che mi rifiuto di credere che tutto si riduce a dei miseri soldi, ci deve pur essere qualcuno che ci tiene alla letteratura e in quanto a produzione letteraria l’Italia ha sempre fatto la sua parte fin dall’antichità; insomma: non si può stampare solo chi ha una scheda di presentazione commerciale, facendo così s’imbavaglia la cultura.
Cultura, che bella parola, ci si riempie la bocca che è un piacere con questo termine; è anche vero che Fantasy – cultura è un binomio un po’ forzato secondo alcuni, ma perché avere pregiudizi, il Fantasy potrebbe contenere più cultura celata in esso che un saggio mal fatto e magari nascondere persino valori ormai dimenticati.
Non imbavagliate chi scrive una storia, se costui lo fa è perché ha qualcosa da dire e la parola non è esclusiva dei ricchi, dei famosi o di chi vive nella malvagità che in questo momento risulta commerciale; dietro ogni aspirante scrittore c’è un mondo che merita di essere scoperto o quanto meno vagliato alla ricerca di quel barlume di luminosità che si chiama letteratura.
Tuttavia, è anche vero che l’aspirante scrittore genuino non scrive per soldi, ma lo fa per amore; si per amore di ciò che scrive: quando quello finisce è meglio posare la penna.
In quanto a me, non posso essere così arrogante da pensare di aver redatto il capolavoro del secolo, non sono tanto stupido e penso che chiunque mi conosca ne sia ben consapevole. Non penso nemmeno di essere un guru della letteratura, non mi ha nemmeno sfiorato il pensiero di esserlo, ma ho una storia da raccontare ed è mio desiderio che venga letta, null’altro; ho sempre detto che la notorietà non mi interessa e lo confermo tuttora, mi preme però la paternità di Maximilian Arlstain il libro su cui ho tanto lavorato e su cui lavoro da più di cinque anni. E chi lavora tanto su di un testo anche se gli arrivano rifiuti? Nessuno direte voi; invece no! L’autore crede nel suo libro, poiché in fondo al suo cuore sa che si tratta di una bella storia meritevole di essere letta ed è disposto anche a distribuirlo gratuitamente per non far morire i suoi personaggi.
Qualcuno mi ha anche posto questa domanda: «perché ti devo leggere?».
Questo, secondo la mia modesta opinione, è il più grosso sbaglio che si possa fare: leggere un libro solo perché è stato scritto da pinco pallino. Non stai leggendo l’autore, ma la storia del libro. Sono gli avvenimenti descritti nel manoscritto che meritano la nostra attenzione, non chi l’ha redatto; nel mio caso poi, la mia vita è veramente una desolazione vi annoiereste dopo quattro secondi, pertanto ho omesso qualsiasi accenno ad essa: io non sono nessuno, ma c’è Maximilian, unicamente lui.
Permettetemi di essere rammaricato per questa frase che mi è stata detta:
«scrivere non è un hobby, ma è un lavoro».
Lo so bene che non si scrive per Hobby, come se lo so! Ma posso dirvi che non si scrive nemmeno per lavoro, ma per passione.
Senza di essa è meglio lasciar perdere.
Or dunque, vi ho annoiato già tanto è ora di finire questo mio discorso; pensate: vi è andata anche bene, in una presentazione dal vivo quel pelato che è qui accanto (cioè io) vi avrebbe accecati tutti, in quanto riflette la luce sul suo cuoio capelluto; se ciò dovesse mai accadere portatevi gli occhiali da sole: vi serviranno.
Un saluto a tutti quanti e buona lettura.
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Non cliccate su quello rotondo verde sulla vostra destra. (mi scuso con i lettori, ma poiché il libro è iscritto ad un pubblico registro ed è inedito, ho dovuto forzatamente rimuovere il link del download dal sito. Ad ogni modo è possibile reperirlo nei circuiti p2p).
L’autore.
Vi piace leggere? Vi piacciono le storie? Beh … Se la risposta alle domande è sì, allora siete arrivati nel posto giusto. Questo è un blog dal quale potrete leggere un bel po’ di storie …
La magia di narrare storie.
La magia di narrare storie 2
Do you enjoy reading? Do you like stories? Well ... If the answer to the questions is yes, then you've come to the right place. This is a blog where you can read a lot 'of stories …
All the books featured on the blog are not published.
The rights were not given to anyone, they have been printed by the author unaided by any publishing house or publishing fee.
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Pagine
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Trilogia stampata su carta
Inedito; stampato dall'autore in autonomia senz'appoggio di alcuna casa editrice o di print on demand.
Diario di un Aspirante Scrittore ...
Questo è il blog di un aspirante scrittore ...
Egli non scrive per soldi, non scrive per fama; scrive perché ha delle storie da raccontare.
Il blog non è stato pensato come forma pubblicitaria, ma come un diario; diario che testimonia il lavoro svolto da un qualsiasi aspirante scrittore, che vi assicuro è enorme.
L'aspirante scrittore è giorno e notte dedito alla stesura del proprio romanzo sottraendo tempo alle persone care; ciononostante, soprattutto se non ha la forza economica necessaria per accedere alla stampa, egli lo fa soltanto per puro amore dei personaggi del libro: affinché loro non muoiano.
Per chiunque pensi che scrivere un libro equivalga ad arricchirsi: beh, vi devo dare una spiacevole notizia ...
Nessuno vi aiuterà; non ci saranno amici; non ci saranno editori parsimoniosi che caparbiamente scruteranno il vostro testo, a maggior ragione per uno sconosciuto; ogni vostra richiesta ad una qualsiasi persona verrà intesa come fastidiosa poiché ognuno vuole ascoltare solo se stesso e non si è disposti ad ascoltare gli altri; tutto quello che vi guadagnerete non ve lo regalerà nessuno, ma ve lo suderete faticosamente e, a meno che non siate in grado di comprarvelo (facendo così ucciderete ciò che avete scritto però), sarà un calvario.
Scrivere significa dedicarsi interamente alla storia e nessuno lo fa per arricchirsi, soprattutto chi conosce il mondo dei libri nel nostro paese.
Io spero che questo diario informatico, un giorno, testimoni l’immane fatica che ogni scrittore esordiente fa per stendere il proprio romanzo; e a coloro i quali pensano che ognuno di noi scrive per soldi dico: «Scrivete per un po’ ... Poi darete il vostro parere».
Voi sarete soli, con una mole di lavoro da svolgere e nessun aiuto; noterete la diffidenza delle persone alle quali vi siete rivolti e avrete la necessità di raccontare una storia.
Ecco: questo è l’aspirante scrittore.
Egli non scrive per soldi, non scrive per fama; scrive perché ha delle storie da raccontare.
Il blog non è stato pensato come forma pubblicitaria, ma come un diario; diario che testimonia il lavoro svolto da un qualsiasi aspirante scrittore, che vi assicuro è enorme.
L'aspirante scrittore è giorno e notte dedito alla stesura del proprio romanzo sottraendo tempo alle persone care; ciononostante, soprattutto se non ha la forza economica necessaria per accedere alla stampa, egli lo fa soltanto per puro amore dei personaggi del libro: affinché loro non muoiano.
Per chiunque pensi che scrivere un libro equivalga ad arricchirsi: beh, vi devo dare una spiacevole notizia ...
Nessuno vi aiuterà; non ci saranno amici; non ci saranno editori parsimoniosi che caparbiamente scruteranno il vostro testo, a maggior ragione per uno sconosciuto; ogni vostra richiesta ad una qualsiasi persona verrà intesa come fastidiosa poiché ognuno vuole ascoltare solo se stesso e non si è disposti ad ascoltare gli altri; tutto quello che vi guadagnerete non ve lo regalerà nessuno, ma ve lo suderete faticosamente e, a meno che non siate in grado di comprarvelo (facendo così ucciderete ciò che avete scritto però), sarà un calvario.
Scrivere significa dedicarsi interamente alla storia e nessuno lo fa per arricchirsi, soprattutto chi conosce il mondo dei libri nel nostro paese.
Io spero che questo diario informatico, un giorno, testimoni l’immane fatica che ogni scrittore esordiente fa per stendere il proprio romanzo; e a coloro i quali pensano che ognuno di noi scrive per soldi dico: «Scrivete per un po’ ... Poi darete il vostro parere».
Voi sarete soli, con una mole di lavoro da svolgere e nessun aiuto; noterete la diffidenza delle persone alle quali vi siete rivolti e avrete la necessità di raccontare una storia.
Ecco: questo è l’aspirante scrittore.
Scrittore è:
Uno scrittore è chiunque crei un lavoro scritto e chi scrive in diverse forme e generi più o meno codificati.
E come esimersi dal citare:
« Io ho nelle ossa l'odio per l'apartheid; e più di ogni cosa io detesto la segregazione e la separazione di Linguaggio e Letteratura. Non m'importa quale di essi voi riteniate Bianco. »
"John Ronald Reuel T."
Questa poi, è bellissima:
« Il lettore più critico di tutti, me stesso, ora riesce a vedere molti difetti, grandi e piccoli, ma non essendo sotto l'obbligo di revisionare il libro o di riscriverlo ancora una volta, lascerà che essi rimangano nel silenzio, eccetto per uno che è stato notato dagli altri: il libro è troppo corto. »
"John Ronald Reuel T."
E come esimersi dal citare:
« Io ho nelle ossa l'odio per l'apartheid; e più di ogni cosa io detesto la segregazione e la separazione di Linguaggio e Letteratura. Non m'importa quale di essi voi riteniate Bianco. »
"John Ronald Reuel T."
Questa poi, è bellissima:
« Il lettore più critico di tutti, me stesso, ora riesce a vedere molti difetti, grandi e piccoli, ma non essendo sotto l'obbligo di revisionare il libro o di riscriverlo ancora una volta, lascerà che essi rimangano nel silenzio, eccetto per uno che è stato notato dagli altri: il libro è troppo corto. »
"John Ronald Reuel T."
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo art. 27.
«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»
"La libertà senza la giustizia sociale non è che una conquista fragile, che si risolve per molti nella libertà di morire di fame".
Sandro. P. (1896 – 1990)
Sandro. P. (1896 – 1990)