Tutte le foto che provano l’esistenza dei miei libri sono dunque state pubblicate sul blog …
Otto libri che in totale contano 3500 pagine a5 e tutti quanti sono inediti; fino a questo momento nessun editore ha ritenuto che valesse la pena stamparli o leggerli … Molti sono stati gli invii alle case editrici, ma nessun riscontro positivo è mai giunto.
I libri sono stati scritti da me, rilegati da me, tutto il materiale necessario alla loro nascita è stato reperito da me (molto materiale arriva dal riciclo; es: l’ecopelle nera è materiale di fabbrica inutilizzabile che gentilmente mi è stato regalato), i disegni e la grafica sono stati fatti da me e stampati con la medesima stampante a getto d’inchiostro: nessun euro è stato pagato per la loro stampa o la loro correzione; nemmeno un centesimo è stato dato all’editoria a pagamento.
I libri hanno avuto i natali grazie al lavoro del loro scrittore e con l’aiuto di alcune lettrici di fantasy le quali adorano tale filone letterario.
La rilegatura è stata fatta nelle ore notturne, anch’essa fatta con mezzi non proprio ortodossi … Es: la pressa la quale è servita per la rilegatura l’ho fatta utilizzando trapano, viti, bulloni e quant’altro; due fasce metalliche infine, hanno bloccato il testo in attesa d’essere rilegato.
Per mezzo del seghetto e con l’ausilio della colla ho fissato poi tutti i fogli e, una volta fissati, ho lavorato sulle copertine.
Colla e cartoncino hanno dato un grosso contributo alla realizzazione delle copertine, l’ecopelle ha abbellito il retro del manoscritto; invece il colore dorato ha dato un tocco particolare all’aspetto del libro (tutti i caratteri sono stati scritti a mano libera).
Il risultato lo vedete voi stessi; penso che per aver fatto tutto da solo, senz’aiuto alcuno per quanto concerne la costruzione dei libri, siano venuti più che bene.
Il blog è lo scrigno nel quale sono custodite otto storie che fino a questo momento nessuno ha voluto ascoltare (1993 … 2003-2013).
Ormai sapete come la penso: nessuno può pretendere nulla; tutto si deve guadagnare … Il concetto è ben impresso nella mia mente ed io non faccio eccezione.
Ciò vuol dire che la stampa di un mio libro me la devo meritare; e se mai dovesse avvenire, spero che chi legga i miei libri sia anche consapevole della mole di lavoro che l’autore ha fatto per dare vita ai propri romanzi.
Uno scrittore deve lavorare tanto, mentre un autore deve lavorare il quadruplo dello scrittore …
Lo scrittore è già affermato e qualsiasi cosa scriva gliela pubblicheranno.
L’autore deve amare ciò che fa, poiché la sua strada sarà costellata di mille insidie ed ostacoli; se così non fosse non scriverebbe.
Egli sarà tacciato d’ogni aggettivo disdicevole (grafomane, pazzo, visionario, perditempo, copione, noioso, petulante etc.), rimane il fatto che ha creato delle storie; ed in esse potrebbe esserci più di quanto si voglia far credere.
Per quanto riguarda me, beh … Sono una persona alla quale non piace esporsi, non mi ritengo uno che vuole la fama a tutti i costi; in verità mi sentirei anche in imbarazzo a gestirla.
Devo tuttavia testimoniare l’esistenza del lavoro che ho fatto; dunque è necessario aggiornare il blog costantemente proprio affinché abbiano visibilità i romanzi.
Non nego che spesso sia stato assalito dallo sconforto, ma sono periodi che passano e poi si riprende a fare quello che piace; anche se apparentemente non arrivano riscontri.
È proprio per questo che vorrei farvi leggere alcune righe di un lavoro …
In un primo momento avevo deciso che otto libri potessero bastare; poi è successo che, ancora una volta, si è fatta risentire.
Chi?
L’ispirazione; benedetta ispirazione …
Esatto: ho scritto un nuovo inizio di romanzo che nell’intenzioni mie dovrebbe essere un fantasy, ma sono tuttora titubante; se lo inizio, lo devo finire costi quel che costi.
Devo essere onesto: ho timore d’impegnarmi in altre avventure, proprio perché esse non possono essere lette da chiunque lo desideri; pertanto penso che io stia perseverando su di una strada la quale è impraticabile con le sole mie forze.
Dovrò riflettere molto prima d’andare avanti con la stesura del mio ennesimo progetto, ma nel frattempo vorrei che anche voi deste un’occhiata al prologo da me scritto.
Eccolo:
“Passi assordanti echeggiavano in un tetro corridoio dove nulla si scorgeva se non l’oscurità.
Fiamme ardenti crepitavano illuminando alcune zone di quel passaggio; s’intravedevano delle oscure ombre.
Stavano dirigendosi verso un’entrata delimitata da un portone di grosse dimensioni.
Si fermarono tutte lì davanti ed una voce ruppe il silenzio che fino a quel momento aleggiava in quell’ambiente: «Siamo arrivati!». La voce era grossolana.
Dopo quelle parole la porta incominciò ad aprirsi pian piano: uno scricchiolio fastidioso si sostituì alla voce appena udita, poi un tonfo; segno quello che la porta era completamente spalancata.
Una luce purpurea invase quelle zone prima poco illuminate e le ombre presero consistenza: dieci uomini incappucciati sostavano innanzi all’uscio, in attesa di un segno.
«Entrate pure, Porporati dell’Ordine Superiore». Tuonò una voce amplificata da un marchingegno.
Non appena i dieci entrarono la porta si chiuse ed un altro tonfo testimoniò che la stanza era stata sigillata.
«Vostra grandezza; siamo giunti immediatamente, come voi avete chiesto». Affermò una voce roca.
La stanza era caratterizzata da sculture barocche: c’erano angeli, demoni, figure di uomini dell’antica Roma e di donne che reggevano giare e fiori un po’ sparse ovunque.
Al centro della sala c’era un trono, al quale si accedeva per mezzo di dieci scalini fatti di marmo bianco.
Su quel trono una figura reggeva uno scettro; di quelli che una volta tenevano in mano i regnanti romani.
In testa aveva una corona, ma una corona strana …
Per quello che si vide era voluminosa, a forma conoidale e di colore rosso; tutta tempestata di pietre luccicanti.
Quell’uomo alzò la mano, come se intimasse il silenzio, poi parlò: «Il concistoro è dunque aperto». La voce di quel signore rimbombò nella stanza e nessuno osò dire null’altro per almeno un minuto.
Ancora una volta il crepitare delle torce appese al muro fu l’unico rumore che si udì.
Poi, d’improvviso, una musica angelica pervase la stanza; il suono melodioso di un organo allietò i presenti per circa cinque minuti.
Quando esso finì quelle figure intonarono un canto in lingua antica, alla fine del quale, in coro, affermarono: «E così sia».
«Seduti!». Esclamò la voce che aveva precedentemente annunciato i dieci porporati.
I nuovi arrivati si sedettero su altrettante sedie fatte di marmo e ben ancorate al pavimento luccicante, che quasi rispecchiava il soffitto per quanto era pulito.
«In nome della verità si dia inizio all’altissima discussione». Affermò ancora l’annunciatore, del quale però non si vide alcuna traccia.
«Confratelli … Dei tristi periodi ci attendono». Asserì colui che era seduto sul trono più alto di quella sala. «Una minaccia al nostro regno si sta per materializzare. Il male è dunque alle porte ed è per questo che voi siete qui». Finì di dire.
Un mormorio di parole incomprensibili si udì in sala, poi di colpo cessò; in seguito molte domande furono poste.
«Quale oltraggio!». Si udì.
«Chi osa?». Domandò un’altra voce.
«Dove si nasconde il male? Diteci il luogo ed orde di monaci guerrieri metteranno a ferro e fuoco quei posti; gli eretici moriranno dannati fra le fiamme». Tuonò un porporato alzandosi dalla sua sedia.
«Fratelli; il male è forte e non lo nego … Non sappiamo dov’esso apparirà, ma la cosa certa è che verrà. Una profezia lo attesta: la rivelazione che un eretico fece prima d’essere purificato con il fuoco». Affermò l’uomo sul trono.
«I giorni predetti da Quasimodo l’infedele sono giunti». Sottolineò in seguito.
Ancora una volta un mormorio si levò nella stanza, fino a quando la persona che aveva parlato poc’anzi asserì: «Il regno deve difendersi da questa minaccia. Nessuno deve minare la verità ed è dunque tempo di dare la caccia a colui che verrà; ciò viene fatto per stroncare sul nascere il seme della rivolta. In nessun caso; e dico: giammai … La fiamma della speranza non deve essere accesa. Il popolo esiste affinché noi pastori possiamo predicare nell’agiatezza la verità e la loro vita deve essere dedita a questo scopo. Da questo momento in poi verranno inasprite le restrizione già imposte: la popolazione non deve essere istruita; l’istruzione è portatrice di rivolta, l’ignoranza invece è il mezzo attraverso il quale si diffonde la pace sociale. Ogni individuo capace di pensare è per noi una minaccia e dunque va tacitato. Verranno triplicate le imposte e le offerte a noi fatte, affinché le famiglie non abbiano mezzi per accedere ai libri. Il lavoro verrà aumentato, in modo che il tempo a disposizione della gente sia poco e dunque sia poca anche la curiosità d’apprendere. Fate che la loro schiena sia dolorante e che non abbiano a che pensare se non a riposare anziché essere tentati dalla voglia d’imparare. Fate lavorare i nostri fedeli seguaci in modo che diffondano la giusta dottrina e che distraggano dunque da malsane tentazioni».
L’editto appena dettato non ebbe alcuna critica e tutti i presenti, ammantati in un saio di colore purpureo ed ancora incappucciati, annuirono in segno di completa sottomissione.
«Gli altri regni sono già stati avvisati e lunghe trattative sono state intavolate; un patto di reciproca assistenza verrà stipulato. Il male deve essere estirpato ad ogni costo». Tuonò con voce decisa la persona che aveva parlato fino a quel momento.
Seduto sul trono e vestito d’una tunica colore argentato continuò a dare le sue direttive.
Quel concistoro durò per ore ed ore, pareva che non volessero più smettere di parlare quei figuri.
Nubi oscure si stavano addensando sul regno, tetri presagi e venti di guerra spiravano dai più reconditi luoghi del reame: grida di sofferenza già s’innalzavano al cielo, persino suppliche per una condizione di vita migliore; il seme della discordia era stato piantato.”
Cosa ne pensate?
Secondo voi scrivo così male … Possibile che non si riesca a trovare qualcuno disposto a leggerle queste benedette storie? Mah …
Ad ogni modo; sappiate che la storia sarà lunga se troverò la forza di scriverla e penso che mi terrà occupato per un po’ di anni.
Sì, sto pensando la stessa cosa: «Possibile che non si renda conto di quando ci si debba fermare?».
Ma il pensiero fisso sulla storia continua a tormentarmi e dunque per liberarmene la devo scrivere per forza.
Dunque … “Necessitas facit virtus” è il caso che mi dia una mossa: altri libri attendono d’esser scritti.
E non è grafomania la mia; ve lo giuro …
Semmai la definirei la sindrome dello scrittore squattrinato che non paga per stampare (bella questa nuova sindrome che ho inventato eh?).
Un saluto ai lettori del blog; ci risentiremo quando scriverò il prossimo post.
Vi piace leggere? Vi piacciono le storie? Beh … Se la risposta alle domande è sì, allora siete arrivati nel posto giusto. Questo è un blog dal quale potrete leggere un bel po’ di storie …
La magia di narrare storie.
La magia di narrare storie 2
Do you enjoy reading? Do you like stories? Well ... If the answer to the questions is yes, then you've come to the right place. This is a blog where you can read a lot 'of stories …
All the books featured on the blog are not published.
The rights were not given to anyone, they have been printed by the author unaided by any publishing house or publishing fee.
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Pagine
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Trilogia stampata su carta
Inedito; stampato dall'autore in autonomia senz'appoggio di alcuna casa editrice o di print on demand.
Diario di un Aspirante Scrittore ...
Questo è il blog di un aspirante scrittore ...
Egli non scrive per soldi, non scrive per fama; scrive perché ha delle storie da raccontare.
Il blog non è stato pensato come forma pubblicitaria, ma come un diario; diario che testimonia il lavoro svolto da un qualsiasi aspirante scrittore, che vi assicuro è enorme.
L'aspirante scrittore è giorno e notte dedito alla stesura del proprio romanzo sottraendo tempo alle persone care; ciononostante, soprattutto se non ha la forza economica necessaria per accedere alla stampa, egli lo fa soltanto per puro amore dei personaggi del libro: affinché loro non muoiano.
Per chiunque pensi che scrivere un libro equivalga ad arricchirsi: beh, vi devo dare una spiacevole notizia ...
Nessuno vi aiuterà; non ci saranno amici; non ci saranno editori parsimoniosi che caparbiamente scruteranno il vostro testo, a maggior ragione per uno sconosciuto; ogni vostra richiesta ad una qualsiasi persona verrà intesa come fastidiosa poiché ognuno vuole ascoltare solo se stesso e non si è disposti ad ascoltare gli altri; tutto quello che vi guadagnerete non ve lo regalerà nessuno, ma ve lo suderete faticosamente e, a meno che non siate in grado di comprarvelo (facendo così ucciderete ciò che avete scritto però), sarà un calvario.
Scrivere significa dedicarsi interamente alla storia e nessuno lo fa per arricchirsi, soprattutto chi conosce il mondo dei libri nel nostro paese.
Io spero che questo diario informatico, un giorno, testimoni l’immane fatica che ogni scrittore esordiente fa per stendere il proprio romanzo; e a coloro i quali pensano che ognuno di noi scrive per soldi dico: «Scrivete per un po’ ... Poi darete il vostro parere».
Voi sarete soli, con una mole di lavoro da svolgere e nessun aiuto; noterete la diffidenza delle persone alle quali vi siete rivolti e avrete la necessità di raccontare una storia.
Ecco: questo è l’aspirante scrittore.
Egli non scrive per soldi, non scrive per fama; scrive perché ha delle storie da raccontare.
Il blog non è stato pensato come forma pubblicitaria, ma come un diario; diario che testimonia il lavoro svolto da un qualsiasi aspirante scrittore, che vi assicuro è enorme.
L'aspirante scrittore è giorno e notte dedito alla stesura del proprio romanzo sottraendo tempo alle persone care; ciononostante, soprattutto se non ha la forza economica necessaria per accedere alla stampa, egli lo fa soltanto per puro amore dei personaggi del libro: affinché loro non muoiano.
Per chiunque pensi che scrivere un libro equivalga ad arricchirsi: beh, vi devo dare una spiacevole notizia ...
Nessuno vi aiuterà; non ci saranno amici; non ci saranno editori parsimoniosi che caparbiamente scruteranno il vostro testo, a maggior ragione per uno sconosciuto; ogni vostra richiesta ad una qualsiasi persona verrà intesa come fastidiosa poiché ognuno vuole ascoltare solo se stesso e non si è disposti ad ascoltare gli altri; tutto quello che vi guadagnerete non ve lo regalerà nessuno, ma ve lo suderete faticosamente e, a meno che non siate in grado di comprarvelo (facendo così ucciderete ciò che avete scritto però), sarà un calvario.
Scrivere significa dedicarsi interamente alla storia e nessuno lo fa per arricchirsi, soprattutto chi conosce il mondo dei libri nel nostro paese.
Io spero che questo diario informatico, un giorno, testimoni l’immane fatica che ogni scrittore esordiente fa per stendere il proprio romanzo; e a coloro i quali pensano che ognuno di noi scrive per soldi dico: «Scrivete per un po’ ... Poi darete il vostro parere».
Voi sarete soli, con una mole di lavoro da svolgere e nessun aiuto; noterete la diffidenza delle persone alle quali vi siete rivolti e avrete la necessità di raccontare una storia.
Ecco: questo è l’aspirante scrittore.
Scrittore è:
Uno scrittore è chiunque crei un lavoro scritto e chi scrive in diverse forme e generi più o meno codificati.
E come esimersi dal citare:
« Io ho nelle ossa l'odio per l'apartheid; e più di ogni cosa io detesto la segregazione e la separazione di Linguaggio e Letteratura. Non m'importa quale di essi voi riteniate Bianco. »
"John Ronald Reuel T."
Questa poi, è bellissima:
« Il lettore più critico di tutti, me stesso, ora riesce a vedere molti difetti, grandi e piccoli, ma non essendo sotto l'obbligo di revisionare il libro o di riscriverlo ancora una volta, lascerà che essi rimangano nel silenzio, eccetto per uno che è stato notato dagli altri: il libro è troppo corto. »
"John Ronald Reuel T."
E come esimersi dal citare:
« Io ho nelle ossa l'odio per l'apartheid; e più di ogni cosa io detesto la segregazione e la separazione di Linguaggio e Letteratura. Non m'importa quale di essi voi riteniate Bianco. »
"John Ronald Reuel T."
Questa poi, è bellissima:
« Il lettore più critico di tutti, me stesso, ora riesce a vedere molti difetti, grandi e piccoli, ma non essendo sotto l'obbligo di revisionare il libro o di riscriverlo ancora una volta, lascerà che essi rimangano nel silenzio, eccetto per uno che è stato notato dagli altri: il libro è troppo corto. »
"John Ronald Reuel T."
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo art. 27.
«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»
"La libertà senza la giustizia sociale non è che una conquista fragile, che si risolve per molti nella libertà di morire di fame".
Sandro. P. (1896 – 1990)
Sandro. P. (1896 – 1990)