223.000 parole spazi inclusi, 190 pagine a5 e cinquemila righe … Questo è il lavoro svolto finora sul secondo manoscritto della saga “Le storie segrete dei tre regni nascosti”.
I 2/3 del libro sono stati raggiunti con un po’ di ritardo, ma direi che è normale che ciò avvenga; soprattutto in queste condizioni.
Vediamo un po’ cosa potrei mai dire che già non abbia detto … In verità non c’è molto d’aggiungere, poiché a me sembra d’aver descritto molto bene sia lo stato d’animo di chi scrive, sia come si è percepiti dalle persone a cui ci si rapporta, sia le difficoltà alle quali si deve far fronte.
Tenendo presente che nulla è dovuto, rifletto sovente sul modo migliore d’agire; ovvio: nell’interesse degli scritti da me finiti.
Premettendo che nessun feedback è giunto dalle numerose case editrici da me contattate, io non sono riuscito ancora a capire se ciò che scrivo è oggetto d’interesse o meno.
Che cosa sto scrivendo?
Vale la pena continuare?
Perché non riesco a trovare un editore?
… E potrei scrivere una miriade di domande; credetemi.
Temo però che se persistessi a scrivere domande potrei divenire noioso.
Tuttavia questo non è il momento d’oziare … Dato che ho superato la metà del libro, è opportuno incominciare a pensare alla copertina.
Un’idea l’ho già, sia chiaro, ma è tutto sfocato e una cosa è certa: dovrò disegnarla io, colorarla, trasformarla e impaginarla nel modo corretto.
Dovrò dunque decidere di che colore farla e cambiare un po’ lo stile; basta colori neri o cupi, vorrei qualcosa di diverso.
Sarà bene preparare dei bozzetti, così potrò scegliere il soggetto migliore.
Quanto lavoro che ho fatto …
Quanto tempo che ho speso sui testi …
Quante rinunce … Ma, ci potete scommettere, rifarei tutto ciò che ho fatto dal punto di vista letterario.
Le pagine che ho riempito di parole sono parte di me e, sebbene certi lavori possano sembrare un po’ arditi, sono felice di averle scritte (soprattutto Maximilian Arlstain; lasciate perdere il fatto che si parli di demoni e quant’altro: guardate il messaggio che egli dà alla fine).
Sei storie inventate di sana pianta e sviluppate in completa solitudine; niente male, davvero niente male.
Ciò detto per lasciarne traccia, affinché chiunque coltivi il sogno di divenire uno scrittore sappia a cosa sta andando in contro.
Saluto, come sempre, ogni persona che leggerà questo post.
Ciao a tutti.