« L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continuo: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. »
(Italo Calvino, Le città invisibili, 1972)
Parole sagge eh?
Chissà perché le bellissime frasi non si dimenticano mai … Spesso si dimenticano le nefandezze purtroppo; e quelle sarebbe bene ricordarle proprio perché ricordandole non si correrebbe il rischio di ripeterle.
Ho voluto iniziare il post con delle parole molto profonde a mio avviso; una lettura che feci molti e molti anni fa.
Ma passiamo all’argomento del blog: libri a sfondo fantastico, fantascientifico etc.
Sto lavorando nuovamente con un ritmo accettabile, ma non nego che lo sforzo è tanto.
La domanda che mi balza in mente spesso è questa: « Ma perché mi ostino a farlo? ».
Poi, dopo molta riflessione, mi convinco sempre che, se persevero, è perché sto facendo qualcosa che effettivamente mi piace.
È triste, tuttavia, la percezione che uno scrittore inedito sente.
Qualsiasi persona con la quale parlo ritiene l’essere pubblicati una condizione propedeutica per potersi appellare scrittore; non che io mi vanti, sia chiaro, anzi: ometto sempre di dire che scrivo quando trovo qualcuno che ama leggere o quando parlo con persone che hanno scritto un testo.
Io sto solo cercando di finire quello che ho iniziato; ecco la verità.
Ho una saga da finire e un libro per bambini da scrivere ancora, in seguito toccherà sedermi sulla sponda del fiume (come si dice spesso) ed attendere.
Che cosa non lo so però …
Ebbene, ho dunque terminato un altro capitolo del libro e le pagine da me scritte sono ben 170; all’incirca 180.000 battute spazi inclusi: un buon traguardo.
Pensate che alcune case editrici lo dicono esplicitamente: “i lavori che saranno presi in considerazione devono essere minimo 120.000 battute spazi inclusi, massimo 220.000 battute spazi inclusi. Se l’opera dovesse superare le 220.000 battute, l’autore sappia che dovrà intervenire successivamente alla valutazione positiva per sfoltire l’opera”.
Ho già scritto tanto eh? E ho scritto poco più che metà libro … Pensate a quando l’avrò terminato.
Già, temo proprio che i miei scritti siano belli corposi.
Il punto è: sto percorrendo la via giusta per fare il bene dei mie romanzi?
Io spero tanto di sì.
Saluto, come sempre, ogni lettore del blog.
Ciao a tutti.