È passato un po’ di tempo dall’ultima volta
che ho scritto sul blog, vero?
Eh sì; temo proprio che sia considerevole come
tempo.
La mia non è stata una fuga o un abbandono,
tutt’altro … C’è voluto del tempo per riprendermi psicologicamente dai
contraccolpi dovuti ai messaggi simili al titolo del post (ne sono arrivati un
bel po’, sapete … E tutti nostrani).
Dunque …
Prima vi do le pessime notizie: nulla è
cambiato da quando ho iniziato a scrivere, infatti a tutt’oggi fioccano i
messaggi d’interesse delle case editrici italiane per i miei manoscritti.
Negli ultimi periodi ho ricevuto ben quattro
lettere di rifiuti editoriali (un vero e proprio record), più un’esclusione da
un concorso letterario per bambini.
Ah … Prima d’andare avanti devo sottolineare:
la frase “fioccano i messaggi d’interesse da parte delle case editrici italiane
per i miei manoscritti” è puro sarcasmo.
Temo proprio che non sia più il caso di
rivolgermi a nessuno per quanto riguarda le proposte editoriali, ho già dato a
quest’attività ben undici anni; è dunque giunto il momento di dedicare il
tempo speso per gli invii alle case editrici ad altri scopi, magari più
proficui (correzione e messa in download dei libri che ho scritto).
Beh, dire che una persona riceve un colpo
psicologico è dire poco … Uno scrittore spera sempre che qualcuno creda in
quello che lui scrive.
Non è questione di guadagno, ma è una
questione di collaborazione e di radicazione capillare sul territorio.
Una persona, da sola, non può certo sperare
di supplire ai lavori che svolge una casa editrice; certo che no.
Una casa editrice è in grado di pubblicizzare
un lavoro, è in grado di perfezionare il manoscritto, di distribuirlo, di farlo
conoscere e di proporlo a sua volta ad altre case editrici estere: ecco il
nocciolo della questione.
Tutto ciò si traduce in possibilità infinite
per il libro che uno scrittore ha redatto.
È, tuttavia, il momento di prendere atto che
non si può andare avanti così.
Il fatto che nessuna casa editrice abbia creduto
nei miei manoscritti porta solo a tre conclusioni. La prima è che colui il quale
scrive non è in grado di scrivere; la seconda, quella a cui mi rifiuto di
pensare, è che i manoscritti inviati non siano letti nemmeno; la terza è che
gli argomenti di cui trattano i libri inviati siano snobbati poiché il fantasy –
fantascienza non sono ritenuti degni d’interesse a meno che non si tratti di
scrittori che hanno fatto guadagnare milioni di euro da altre parti.
… Ma non sta a me esprimere giudizi o quant’altro,
pertanto mi limiterò a prendere atto della situazione che sto vivendo e basta.
Appurato questo è ora di concentrarmi su ciò
che devo ancora fare.
Devo armarmi di forza e coraggio e mettermi a
scrivere per terminare la trilogia che ho iniziato l’anno scorso; e la cosa che
fa più tristezza è che sono cosciente che non dovrò aspettarmi nulla.
Ciò che mi ha sempre spinto a continuare a
scrivere è stata la presenza di voi lettori sul blog; beh … Non posso abbandonare
tutto lasciando a metà questa storia, sarebbe una mancanza di rispetto verso di
voi che mi avete sempre sostenuto con la vostra sola presenza sul blog.
Voi dovete sapere come va a finire … Ve lo
devo (posso ringraziarvi solo così).
Dunque … Come vedete al lato del blog (questa
è la bella notizia), dove io segno in rosso i capitoli scritti, ho finalmente
finito il primo capitolo del mio ultimo libro; adesso dovrei essere in grado di
scrivere con continuità.
Vi avviso che da questo momento in poi
scriverò un post ogni due settimane proprio perché sarò impegnato con la
stesura del terzo libro della saga “Le storie segrete dei tre regni nascosti”.
Vi saluto e vi do appuntamento al mio
prossimo messaggio.
Ciao a tutti.