Eh
sì, queste due settimane sono state alquanto difficili.
È
successo di tutto, dall’allerta meteo 2 (che sarebbe la massima allerta) ai
numerosi carichi di lavoro.
La pioggia è venuta giù fitta e fa sembrare l’Italia una zona pluviale con
elevati picchi d’umidità.
Gli incarichi lavorativi hanno reso difficile riprendere a scrivere e il fatto d’aver scritto ben quattromila parole, è di per sé una buona cosa.
Gli incarichi lavorativi hanno reso difficile riprendere a scrivere e il fatto d’aver scritto ben quattromila parole, è di per sé una buona cosa.
Certo
… Avrei preferito scrivere di più, non lo nego, ma sono riuscito a recuperare
in qualche modo e conto di scrivere ancora di più fino a quando non avrò finito.
Per
farvi meglio comprendere … È arrivato un ordine il quale citava: «Richiediamo
database con i dati di 5800 persone entro sette ore».
Ora
… Se avessi avuto un programma dove andare a prendere in nomi, i cognomi, le
date di nascita, gli indirizzi mail, i numeri di telefono, e molte altre informazioni
che qui non posso scrivere per problemi di privacy, il lavoro sarebbe stato
molto più semplice; ma leggete bene …
Io
ho telefonato al “mega” funzionario:
Io
- «Senta, forse non ho capito bene. Mi avete chiesto una marea di dati da
spedirvi entro sette ore?».
Lei
- «Sì, ci servono».
Io
- «Va bene. Ma in struttura non teniamo database informatici degli utenti
poiché è tutto gestito per mezzo di server e di un client che ci permette d’accedere
alle informazioni. Basta che voi entriate nel programma e che scarichiate i
dati».
Lei
- «Dovete farlo voi e poi spedircelo a mezzo mail».
Hm
… A parte il fatto che non si capisce perché non potevano copiare e incollare
loro, io ho scoperto che il programma in questione non funzionava e che tutti i
dati inseriti erano corrotti (colui che ha scritto il suo codice sorgente deve
essere un cervellone).
Ho
dovuto ricercare i dati corretti e inserirli in un foglio Excel, solo così mi è
stato possibile rispettare le sette ore.
Alla
fine di tutto io avevo gli occhi rossi per via dello schermo del PC e loro
hanno avuto ciò che gli interessava; ma la cosa più bella è stata la frase: «Sa
… Io lo chiedo a lei perché lo fa. Gli altri difficilmente lo farebbero».
Insomma
… Mi ha preso anche in giro.
Ed
è solo la minima parte degli impedimenti con cui devo combattere per poter
scrivere i miei libri (di sovente, quando arrivano richieste insensate come
queste, se non lo faccio anche da casa il lavoro, difficilmente riesco a
rispettare i tempi); ecco il motivo per il quale questa settimana non ho potuto
scrivere di sera.
Ma,
come al solito, lasciamo stare e torniamo a noi …
Ho
scritto un solo capitolo finendo così anche il sesto, si avvicina dunque la
metà del testo.
130.000
battute spazi inclusi, ecco a quanto ammonta il mio lavoro fino a questo
momento per quanto concerne l’ultimo libro che sto scrivendo.
Come
sempre, vi saluto tutti.
Ci
risentiamo fra due settimane (“mega” funzionari permettendo).