Senso di pace …
Provo
questa sensazione perché sto lavorando bene e sto svolgendo ciò che devo fare
in tempi accettabili; se continuo di questo passo, entro un mese sarò in grado
di annunciare la fine del terzo episodio delle storie segrete dei tre regni
nascosti e in più sarò in grado di farvi vedere la mia ultima copertina.
Come
vedete, al lato del blog ho evidenziato in rosso anche l’ottavo capitolo, ciò
vuol dire che ho superato la metà del libro.
Io
spero di riuscire in quello che mi sono prefissato e di non lasciare niente a
metà …
Le
pagine che ho scritto sono 180 e sono formate da 195000 battute spazi inclusi.
Sì,
direi proprio che il libro dovrebbe raggiungere le 320 pagine circa.
Il
progetto “Le storie segrete dei tre regni nascosti” sarà, dunque, grande più di
1000 pagine.
Lo
so, la lunghezza di un romanzo conta poco; è più il contenuto che fa di esso un
capolavoro.
Per
scriverne uno, credetemi, ci vuole un sacco di lavoro e bisogna anche avere un
certo talento per svilupparlo come Dio comanda.
Io
… Beh, a dire la verità sono l’ultimo che può permettersi di esprimere pareri o
di fare delle critiche; mi limito solo a raccontare le mie speranze, le mie
emozioni mentre scrivo, le angosce dei continui scivoloni, l’impegno profuso
per far vivere i miei progetti, il tempo tolto alle persone care per dedicarlo
a ciò che ho sempre amato, etc.
La
sensazione più bella che la scrittura ti dona è quel senso di leggerezza che si
avverte dopo aver dato vita a un capitolo del libro.
Quando
uno scrittore scrive la parola “fine” su un romanzo, percepisce la sensazione d’essersi
liberato di un peso enorme.
La
pace lo pervade e la consapevolezza d’aver dato vita a qualcosa di costruttivo
lo rende fiero.
Quella
sensazione dura fino a quando un’altra storia preme per venire alla luce e a
quel punto si inizia da capo; è un circolo chiuso che si ripete all’infinito.
Alla
fine sai solo che hai dato vita a molte storie, tutti racconti nati dalla tua
fantasia; invero, è un pezzo del tuo
corpo seppur si tratti di scrittura.
Qualcosa
di te che sopravvive a te e che può durare per lungo tempo: le tue idee, le tue
visioni della vita, il tuo credo, i tuoi sentimenti; tutto scritto su un pezzo
di carta bianca che potrebbe essere consultato da chiunque lo volesse.
Andate
oltre il racconto fantasy e leggete fra le righe; non è il drago in sé che
dovrebbe attirare l’attenzione, ma è quello che rappresenta il drago che
dovrebbe avere importanza.
Il
demone di turno, anche il più spaventoso, ha un suo significato nella storia.
La
più atroce delle azioni ha il compito di far riflettere chi legge (ecco perché
è atroce).
Il
nano, l’elfo, il troll, la chimera, i maghi, i fantasmi; tutto, ma proprio
tutto, è fine alla storia.
Raccontare
seriamente non è impegnativo (direi che è alquanto noioso); lo è, invece,
raccontare per mezzo di metafore: è lì che lo scrittore deve dimostrare tutta
la sua destrezza.
Se
ci riuscirà … Beh, quello scrittore sarà degno d’interesse e ciò che avrà
scritto sarà per certo un capolavoro (Tolkien, Pullman, Lewis, Dante; e
scegliete voi quanti altri eccellenti scrittori potrebbero rientrare in questa
categoria …).
In
quanto a me … Hm … Temo che abbia ben poco da raccontare ancora.
La
scrittura sarà presto costretta a migrare altrove, poiché ho raccontato tutto
quello che ero in grado di raccontare.
Varcherò
presto la soglia dei quarant’anni e il lungo peregrinare fatto in questi anni
mi ha sfiancato.
…
L’ottavo
capitolo è terminato, mi accingo a lavorare sul nono e il decimo.
Come
sempre, invio un saluto a tutti coloro che stanno seguendo il blog.
Ciao
a tutti.