Ho detto che il libro l’avrei finito per fine mese, il libro per bambini è inteso, invece l’ho terminato prima.
Vi avevo parlato di novanta pagine a5 circa, invece sono ben novantasei le pagine che ho scritto; ovvio che io stia parlano della prima stesura e che ci sono buone probabilità che esse diminuiscano con la revisione che io farò più in là nel tempo.
Inutile sarebbe infatti rileggerlo adesso a caccia d’errori, di certo non li vedrei …
Dunque dicevo: novantasei pagine, 17.983 parole, 89.705 caratteri spazi esclusi, 106.928 caratteri spazi inclusi, 858 paragrafi e 2859 righe; questo è ciò che ho fatto in diciannove giorni di lavoro intenso.
Il libro narra di un’avventura che un gruppo di ragazzi vive negli anni spensierati della giovinezza; direi che è una buona storia da leggere.
Già avevo fatto la copertina, ma poi l’ho migliorata aggiungendoci particolari che l’hanno abbellita e guardate qui; ve la presento:
È venuta decentemente sapete …
In questa rappresentazione grafica rivedo lo spirito del bambino che molto tempo fa si dedicava al disegno con piacere; è vero: il bambino che è dentro ogni uomo e donna è sempre pronto a venire fuori, quando meno te lo aspetti poi.Ma è grazie a lui che si rimane giovani ed è possibile fare lavori che altrimenti sarebbe difficile fare.
Fin quando quel bambino non muore saremo sempre capaci di guardare il mondo con occhi pieni di speranza.
Il titolo del manoscritto è: Johnny Lupo e il vitello d’oro.
Con questo libro ammontano a due i testi da me scritti e dedicati ai più piccoli; non so dire però se questo sia l’ultimo o ci saranno altri libri che reclameranno la loro venuta al mondo.
Io penso infatti che lo scrittore sia il tramite, la persona che fa l’opera di manovalanza; è infatti la storia colei che decide chi deve scriverla.
Lo so, lo so: paiono parole un po’ difficili; solo quando si scrive un libro però si riesce a comprendere del perché di queste parole.
Ci sono molti che fanno schemi, sviluppi … Niente di tutto questo, a parte lo studio sui testi storici per quanto concerne la stesura dei due libri fantascientifici – storici, è stato da me fatto.
Se dovessi schematizzare la storia non riuscirei a scriverla purtroppo ed ammiro chi lo riesce a fare … Io lavoro senza schemi e di giorno in giorno.
Sono giunto dunque a nove libri scritti e tutti e nove sono inediti; comincio a pensare che difficilmente riuscirò a trovare un editore.
A tal proposito vorrei portarvi a conoscenza di un colloquio fatto con un mio amico.
Questa persona ama suonare, direi che per quello che io ne capisco di musica è anche molto bravo, e nel parlare di un mio futuro progetto mi ha fatto questa domanda: «Ma chi te lo fa fare?».
Dopo avergli chiesto cosa intendesse lui mi ha spiegato meglio: «Hai già scritto nove libri, stai scrivendo il decimo. Hai speso un sacco di tempo sui tuoi lavori e non hai avuto nessun riscontro; quanti invii hai fatto? Mi pare che tu abbia detto una cinquantina vero?».
Cosa potevo fare se non annuire, quella è la verità: ho fatto più di cinquanta invii ad altrettanti editori.
«Dato che nessuno ti ha risposto non comprendo del perché di questo tuo intestardirti nel voler scrivere. Hai perso tempo, hai speso soldi per stamparli da solo e rilegarli, ciononostante, dopo dieci anni, nessun editore si è fatto vivo. Non sarebbe il caso di andare a divertirti un po’ invece di continuare a scrivere?».
Questa è stata la mia risposta: «Vedi … Magari tu hai ragione, forse non è destino che i miei testi vengano pubblicati; potrebbe darsi che li abbiano letti e non abbiano ritenuto opportuno stamparli, potrebbe invece darsi che non li abbiano nemmeno aperti e li abbiano buttati direttamente nel cestino. C’è stato addirittura chi mi ha chiesto di pagare tremila euro per pubblicare ciò che io ho scritto, ma una cosa non la possiamo omettere … È vero che dieci anni sono una bella fetta di vita e che io, come Ulisse nell’antro di Polifemo, mi chiamo nessuno, tuttavia, per adesso, adoro fare ciò che faccio: scrivere. Arriverà un giorno in cui dovrò smettere, senza dubbio, ma non è questo quel giorno: finché avrò lo stimolo di prendere la penna e d’agitarla lo farò più che volentieri; è una cosa che mi fa bene, è un’azione che fa parte di me. Hai forse abbandonato la musica solo perché nessuna casa discografica ti ha pubblicato un album?». Gli ho infine chiesto.
Lui ha risposto annuendo: «Eh sì … Ti capisco. Anch’io ho sempre amato suonare e non l’ho mai fatto per altri fini se non quello di mettere a nudo la mia anima».
«Allora la pensiamo allo stesso modo … Ciò che io scrivo è anch’esso un pezzettino della mia anima». Ho ribattuto.
«Beh, consolati». Ha detto poi lui. «Sappi che i veri artisti hanno sempre dovuto sudare quattro volte di più degli altri; cioè di quelli che hanno avuto la possibilità di comprare il diritto di fare arte, oppure di quelli che hanno potuto sfruttare il nepotismo. Soprattutto qui da noi». Infine ha riso.
«E che c’importa? Tanto poi alla fine, se quello che abbiamo fatto è valido, prima o poi qualcuno si degnerà di guardarlo». Potete immaginare che è finita con una risata d’entrambi.
Adesso ve lo dico: stavo consultandomi con lui poiché avevo chiesto un suo parere; gli ho sottoposto una mia composizione musicale che dovrà accompagnare il prossimo video del libro che sto scrivendo.
Non vi scrivo però cos’ha detto, per quello rinviamo a quando sarà pronto il video pubblicitario il quale verrà postato sul blog ovviamente.
Ho detto tante volte che sarebbe stato l’ultimo libro da me scritto, anzi: lo sto tuttora dicendo, ma chi mi conosce dice anche che non ci crede …
Hanno ragione; sebbene i momenti di sconforto siano stati tanti, e saranno ancora molti, quando finisco un libro giungo sempre alla stessa conclusione: ho creato una cosa stupenda; il solo pensarlo mi ripaga della desolazione percepita in questi dieci anni.
È dunque logico che qualunque cosa io dica, una sola cosa potrà impedirmi di scrivere.
Invero c’è anche un bel messaggio in questa mia testimonianza: fare ciò che si ama, qualunque cosa sia purché costruttiva, sempre, comunque e non arrendendosi mai.
I riconoscimenti?
Beh, quelli sono un optional … In genere si possono comprare (sempre che uno ne abbia la possibilità); solo in certi posti però: provate a indovinare dove?
Se; tremila euro per stampare … Mi domando quale folle possa accettare tale proposta, che oltretutto è pure offensiva.
Come sempre vi saluto e vi do appuntamento al prossimo post.
Ciao a tutti.
