Io lo so … Un romanzo fantasy (diciamo anche
un po’ astruso), non è altrettanto allettante come un romanzo fantascientifico.
Se dovessi paragonare “Disperso nel tempo”
con “Maximilian Arsltain”, la penserei come ho scritto sopra.
Sono due generi diversi, scritti con due
differenti stili: “Disperso nel tempo” è scritto in prima persona e tocca
argomenti ben più seri e realmente accaduti; “Maximilian Arlstain” è pura
immaginazione ma, credetemi, altrettanto profondo.
Maximilian Arlstain è stato il primo libro
che ho scritto e pertanto ci sono affezionato in modo particolare.
Ebbene, è giunto il momento di farvi leggere
l’inizio.
Ah … Per “inizio”, ovviamente, intendo la
prefazione poiché, come avevo già detto, la correzione del “canto
dell’arcangelo” sarà molto (ma molto) difficile.
Ho iniziato a rivedere il primo capitolo e
non mi crederete … Lo sto riscrivendo interamente.
In genere con “Disperso nel Tempo” riuscivo a
leggere e correggere un capitolo a settimana; con “Maximilian Arlstain” temo
che due settimane a capitolo non basteranno.
Il primo capitolo del libro, infatti, conta
la bellezza di quasi diecimila parole (in sostanza potrebbe essere un racconto
solo il primo capitolo).
Ora … Immaginate di dover riscrivere i
capitoli da capo; capirete che ci vorrà più tempo del solito.
Detto questo, passiamo alla prefazione del
romanzo.
È detta prefazione una piccola descrizione
introduttiva dell’opera; ed ecco a voi uno scritto di trecentocinquanta parole
che introducono “Maximilian Arlstain – il canto dell’arcangelo”:PREFAZIONE
Dopo l’attacco delle forze oscure ai maghi
bianchi e la morte di Pectumatra, anche gli abitanti dell’Asilum scoprono il
pericolo che incombe su di loro.
Sull’Asilum è stato apposto un incanto il
quale ha fatto sì che il rifugio dei maghi bianchi finisse in un’altra
dimensione, ponendo tutti al sicuro da un eventuale nuovo attacco dei demoni.
È necessario, però, trovare il mago rosso
unico superstite della sua stirpe per avere qualche speranza.
Il mago rosso è capace di riprodurre un
incanto con cui è possibile opporsi ai demoni nella loro forma finita.
Egli si nasconde in una zona remota del
pianeta; Astral, Brot e altri maghi ponderano l’idea di fare una spedizione per
rintracciarlo.
I maghi bianchi vogliono capire cos’è successo
nel mondo magico separato da quello umano per evitare che i maghi neri
conquistassero il creato.
Lo scopo dei maghi neri è sconosciuto; ma le
loro azioni sono risolute e costanti al punto da far pensare a un imminente
attacco al mondo degli uomini.
Il tempo stringe e i maestri dell’Asilum,
accompagnati dal drago Aschcore, si avviano alla ricerca dello stregone.
Maximilian e Gerard si uniranno alla
spedizione nel tentativo di riportare Ivan il rosso all’Asilum e pianificare la
ripresa del mondo magico, scacciando così i maghi neri da esso.
Il fato, però, ha in serbo per loro molte
sorprese: un demone è già arrivato nel mondo degli uomini e sta dando la caccia
a Maximilian a sua insaputa.
Il demone ha un solo obiettivo: uccidere il bambino.
Tuttavia … Forze sconosciute sono all’opera e Maximilian
sembra essere la chiave per debellare l’oscurità dal creato.
I maghi bianchi affronteranno nuove battaglie e altri
alleati si uniranno a loro.
La speranza sostituirà la rassegnazione e l’oscurità,
nella quale i demoni vogliono far piombare il mondo, sarà contrastata da una
flebile luce.
Una grande forza giungerà sul campo di battaglia; essa
testimonierà che non proprio tutto è andato secondo le previsioni fatte dai
demoni: le forze si equivarranno e i nostri sei piccoli maghi si ritroveranno
in un mondo ignoto.
Maximilian e i suoi amici saranno completamente
disorientati; sotto continua minaccia di esseri fantastici si accingeranno a
marciare verso il loro destino.
Un saluto a tutti i lettori; noi ci
risentiremo tra un po’ di giorni (tempo necessario affinché io corregga “in
questo caso: riscriva” il 1° capitolo).
