Invero non è un nuovo progetto, ma una mia intenzione.
Dunque … Ho finito il lavoro che era iniziato
il 23/01/2015.
È stato un lavoro lungo ben due mesi che mi ha
permesso di sistemare il quarto libro da me scritto.
Non appena l’ho sistemato, l’ho messo a disposizione
dei lettori così che ognuno potesse leggerlo in PDF sul proprio PC.
Adesso è il momento del passo successivo che
per me significa altro lavoro.
Questo, temo, sarà un lavoro arduo che mi porterà
via ben più di due mesi; quindi ciò significa che posterò sul blog ancora molti
capitoli di un mio ennesimo manoscritto.
Il libro che voglio farvi leggere, sempre che
voi siate interessati, è il seguito del primo testo che ho scritto in vita mia.
Avete già letto il primo libro, ora è il
tempo di farvi continuare.
Il romanzo di cui parlo è “Maximilian
Arlstain”.
Il lavoro che sto per intraprendere è bello
lungo e, vista la condizione in cui è stato scritto, ho paura che mi ci vorrà
un bel po’ di fatica per sistemarlo.
Vorrei ricordare che “Maximilian Arlstain” è
stato scritto di notte, dopo che io avevo svolto più lavori.
Il periodo in cui l’ho redatto non può essere
descritto tanto è stato brutto; non solo per me, credo, ma per ogni famiglia
italiana.
Le spese superavano di gran lunga le entrate,
non perché c’erano sperperi per cose
futili, ma poiché la pressione fiscale aveva raggiunto dei livelli “feroci”.
Un padre e una madre di famiglia, data la
situazione, non potevano far altro che cercare ogni lavoro possibile per far
fronte alle innumerevoli spese (le bollette andavano pagate).
Ogni lavoro andava bene (aiutare nei
traslochi, spaccare legna, lavare piatti, imbiancare muri delle case, montare
mobili, incastonare prese elettriche ai muri e collegarli alla rete elettrica,
collegare plafoniere, ecc) purché si aumentassero le entrate.
Pensate ... Un mese io sono riuscito a vedere
una trattenuta sulla busta paga del 42% (facendo un po’ di calcoli).
Il mio più grande rimorso è stato il non
poter leggere nessun libro in quel periodo storico (e chi si poteva permettere
il lusso di leggere in quel momento?).
Per quanto riguarda la scrittura però, non ho
potuto sottrarmi ...
Alla fine di ogni giorno, pressappoco intorno
alle 01:30 di tutte le notti, mi sedevo al computer e scrivevo.
Ero stanchissimo e mi facevano male tutte le
ossa, per non parlare del bruciore degli occhi … Tuttavia avevo delle storie da
scrivere e lo facevo in questo lasso di tempo: 01,30 – 03,30 di notte.
Capirete che in quelle condizioni non si è
lucidi al 100% e che dunque sia ammissibile qualche errore.
È per questo che sono consapevole che il
lavoro sul quale mi accingo a ritornare non sarà affatto facile.
Dovrò riesaminare il testo lungo ben 700
pagine B5, impaginare il libro, correggere le frasi (in modo logico e in modo
grammaticale) e poi trasformare il tutto in un file PDF.
Avrete capito che sto parlando di “Maximilian
Arlstain – il canto dell’arcangelo”.
La copertina la conoscete già:
È un libro che io definisco “atipico” poiché
miscela un po’ di generi (fantasy, horror, leggende varie, mitologia greca,
ecc).
Egli è il secondo libro che ho scritto e
pertanto gli devo dare la possibilità di essere letto.
Il testo è stato scritto per un pubblico
adulto ed è redatto in terza persona poiché, come già sapete, io scrivo sia in
prima persona, sia in terza (volevo la completezza ed è per questo che ho
cercato di scrivere in entrambi i modi).
Narra di un bambino che, a causa di un
incidente, è fatto oggetto d’attacchi da parte delle forze oscure (vogliono
uccidere il bambino e l’essere che si è rifugiato al suo interno).
Tornando indietro devo ammettere che ci son
cose che rifarei e cose che non rifarei, una di queste sarebbe cambiare l’età
di Maximilian (non più dieci anni, ma almeno quattordici); ormai, però, è stato
scritto così e in questo modo intendo proporlo ai lettori.
Or dunque … Temo che sia inutile dilungarsi
ancora in altra prosa; è tempo di mettersi al lavoro e di dare vita a una saga la
quale conta ben più di 2.000.000 di battute.
Dal prossimo post, inizierò a farvi leggere
il primo capitolo del “canto dell’arcangelo”; il secondo atto della saga di
Maximilian Arlstain.
Ovvio … Mi ci vorrà un po’ di tempo poiché i
capitoli del libro che ho citato sono ben più lunghi di quelli di “Disperso nel
Tempo 1942”.
Saluto, come sempre, tutti i lettori del blog.
