Ho finito di sistemare anche il quinto
capitolo.
Buona lettura:
CAPITOLO 5
Giungemmo nel piazzale dove il Re ci avrebbe
parlato; c’eravamo proprio tutti …
Il Re, dopo poco, si affacciò al balcone
reale: Neon era una lucciola molto robusta; avvolta nel suo mantello rosso con una
pelliccia bianca all’estremità, si espose sul davanzale.
Egli iniziò poi il suo discorso: «Miei
sudditi …».
«Viviamo tempi difficili, giorni in cui le
difficoltà si moltiplicano e nuove minacce si affacciano all’orizzonte».
In mezzo alla moltitudine di larve e lucciole
adulte non si udiva alcun rumore, tutte erano concentrate su ciò che ci stava
annunciando; in verità anch’io non potevo fare a meno di ascoltare quello che
ci stava dicendo.
Il Re continuò imperterrito a parlarci:
«L’essere che ci ha attaccati
costituisce motivo di preoccupazione per tutta la colonia». Egli poi guardò
ancora una volta lo spiazzo dove noi ci eravamo raccolti.
Il suo mento era sporto in avanti e con
arroganza aveva messo i pugni chiusi sul bacino, poi gonfiò il petto come se
avesse raccolto tutta l’aria che aveva in corpo.
La figura del Re era immersa in addobbi di
cui era pervaso quella specie di balconcino, là c’era anche lo stemma reale:
una lucciola disegnata su di uno straccio bianco, il quale emanava un accecante
bagliore giallastro.
La bandiera sventolava spinta dalla brezza
estiva che quella sera era decisamente fastidiosa.
Le violette, invece, scendevano dal balcone
riunite in ghirlande e l’intreccio di colore viola e bianco, per via del lume
che tutte quelle lucciole emanavano, era uno spettacolo impressionante.
Il balcone era a circa dieci centimetri dal
terreno ed era al terzo piano del palazzo reale interamente scavato nella
roccia.
Il rumore dell’acqua si udiva più forte che
mai, forse perché quel giorno c’era un unico essere che parlava e dunque la sua
voce non copriva il frastuono dell’acqua.
Il Re era attorniato dalla guardia reale, ben
dieci fra le più valorose lucciole adulte, anch’esse armate di tutto punto e
pronte a dar battaglia a eventuali malintenzionati.
«Ascoltate!». Tuonò il Re d’improvviso. «Non
ci è più permesso rimanere in questa zona. Se vogliamo sopravvivere dobbiamo
migrare in posti tranquilli; lontani dai mostri Rosa».
Dalla folla salì un verso di sorpresa per
quelle affermazione e il Re fece cenno di tacere.
Quando ritornò il silenzio, lui spiegò:
«Colui che noi abbiamo visto ieri sera non è nemmeno un adulto di quella
specie. Per di più non ha usato le sue armi contro di noi. È sicuro che sono
persino in grado di sollevare un polverone blu, che se respirato uccide
immediatamente».
A quel punto fu chiaro che era un problema al
quale non potevamo porre rimedio: dovevamo fare ciò che il Re ci aveva detto.
Mi venne quasi da sorridere osservando lo
spettacolo di quelle luci ad intermittenza: immaginate un posto buio e le luci
giallo - verde che lampeggiano ininterrottamente … Uno spettacolo!
C’erano lucciole adulte che volavano, e
dunque diffondevano il lume a mezz’aria, e lucciole femmine che riproducevano
luci fisse e ricoprivano buona parte dello spazio sul terreno.
Infine c’eravamo noi larve, alcune avevano
luci intermittenti, altre luci fisse: c’era un intreccio di luci ed oscurità
veramente affascinante.
Ma le sorprese per la colonia ancora non erano
finite: il terreno iniziò a vibrare e un verso si udì assordante, talmente
acuto che ci costrinse a tapparci le orecchie.
Tutt’intorno a noi la siepe iniziò a muoversi
e apparve nuovamente quella scena, la stessa di cui eravamo stati testimoni la
sera precedente.
Delle mani enormi si abbatterono al suolo e
talvolta schiacciavano le lucciole che in precedenza stavano ascoltando il
discorso del Re.
«VIA TUTTI!». Urlò Re Neon.
Io guardai Barlume preoccupato …
Anche lui pareva spaventato da quella
situazione, ma ci facemmo coraggio e cercammo di allontanarci: qualunque cosa
stava accadendo, lì non eravamo al sicuro.
Decidemmo di ripararci all’interno dei rifugi
scavati nelle rocce e ne trovammo uno proprio là vicino.
Da quel posto riuscimmo a vedere tutto quello
che stava accadendo: c’erano quattro braccia di colore rosa che stavano
scuotendo il terreno come si fa con un albero di ciliegie.
Due mani stringevano un recipiente
trasparente, lì venivano rinchiuse le lucciole che avevano la sfortuna di
capitare sulla loro traiettoria.
I barattoli venivano subito richiusi con un
tappo di materiale sconosciuto, in modo che le lucciole intrappolate non
potessero più uscire.
Io vidi anche ciò che non avrei mai voluto
vedere: Gaia venne catturata; stavo quasi per accorrere in suo aiuto, che venni
bloccato da Barlume.
«Cosa pensi di poter fare?». Mi domandò.
Io lo guardai, ma non potei rispondere a
quella domanda; aveva ragione: ero talmente piccolo in confronto a quelle
braccia che sarei senz’altro morto se fossi uscito dal nostro nascondiglio.
Guardai Gaia intrappolata in quella prigione
trasparente e mi accorsi che anche Re Neon venne catturato allo stesso modo.
La colonia era stata attaccata da due esseri
enormi …
Quando le luci delle lucciole calarono
d’intensità, si calmarono stranamente anche le due braccia; pareva che non
avessero più intenzione di continuare il loro attacco, infine si ritirarono
lasciando il campo libero.
A terra c’erano un sacco di lucciole
immobili, mentre altre, tremolanti, non riuscivano nemmeno a fare un passo.
Tutte le lucciole avevano spento il loro
lume, ma nonostante la scomparsa delle luci si riusciva lo stesso a vedere cosa
stava accadendo.
Vidi anche Watt; si era rifugiato sotto una
pietra con i suoi amici e non aveva nemmeno tentato di salvare Gaia, anzi: la
scacciò dal nascondiglio perché non c’era posto per tutti; un vero
comportamento da vigliacco.
Watt tremolava ininterrottamente e non
riusciva a muoversi … Poi la mia attenzione fu attirata da quelle due enormi
sagome: illuminate dalla luce che filtrava attraverso le prigioni trasparenti,
guardavano il loro bottino.
I due giganti riprodussero un verso
incomprensibile e si allontanarono, provocando il solito tremore del terreno.
Io mi girai verso Barlume e dissi: «Dobbiamo
seguirli».
La faccia del mio amico divenne scura, si
intravide chiaramente che stava per dirmi qualcosa.
Il testo che avete appena letto è così
costituito: parole 989; caratteri spazi esclusi 5153; caratteri spazi inclusi
6100; paragrafi 44; righe 97.
Vi saluto tutti.
Ciao.
